Quaderni di birdwatching Anno I - n° 2 - ottobre 1999


Articolo originale
Identificazione del Gabbiano corallino  (Larus melanocephalus)
di Valerio Cappello

Gabbiani corallini adulti
(foto © Valerio Cappello)

        Gabbiano tipicamente costiero e marino, il Gabbiano corallino (Larus melanocephalus) era originariamente diffuso essenzialmente lungo le coste del Mar Nero e del Mediterraneo orientale.

        In tempi recenti si è assistito ad un ampliamento di areale, sia di nidificazione che di svernamento, prima verso oriente e in seguito verso nord e verso occidente rispetto al suo areale originario, tanto che oggi sono presenti significative popolazioni svernanti nel sud dell’Inghilterra (alcuni esemplari addirittura nidificanti) e nei Paesi Bassi.

        Attualmente in Italia questo gabbiano è molto diffuso soprattutto come svernante e con una consistente popolazione nidificante sul delta del Po.

Identificazione

        L’identificazione del Gabbiano corallino non risulta particolarmente problematica sia nell’abito estivo che in quello invernale, questo sia per caratteristiche di abito assolutamente peculiari sia per elementi strutturali e di jizz che lo rendono inconfondibile.

        Le uniche possibilità di confusione riguardano il Gabbiano comune, la Gavina in abito giovanile, la quale, comunque, ha zampe chiare e becco più sottile, e gabbiani americani quali il Gabbiano sghignazzante e il Gabbiano di Franklin, i quali possono creare problemi nel caso in cui l’osservazione non possa essere effettuata in maniera ottimale e a distanza ragionevole.

        Nell'area mediterranea il Gabbiano corallino risulta associato ad ambienti costieri, in prevalenza alle coste sabbiose, ma a volte anche a quelle rocciose e a zone portuali. È facilmente osservabile anche in mare aperto, sia da posato che in volo.

Struttura e jizz

Gabbiano corallino adulto
abito invernale
(foto © Valerio Cappello)

        Il Gabbiano corallino ha una struttura inconfondibile. Da posato appare abbastanza tozzo non particolarmente alto sulle zampe, massiccio e con forme molto arrotondate.

        La testa appare molto rotonda e poco snella, anche a causa di un becco relativamente corto e massiccio e certamente privo di quella esilità tipica del Gabbiano roseo. In ogni caso il becco è certamente più massiccio rispetto a quello del Gabbiano comune e meno lungo rispetto a quello del Gabbiano sghignazzante.

        Anche in volo la struttura appare abbastanza pesante e "corta" anche a causa del collo breve e tozzo.

        Il volo è tipico da gabbiano, lineare e non sfarfallante.

Piumaggio
Abito giovanile

        L'abito giovanile non riveste una grande importanza in quanto viene perduto abbastanza presto. Nel mese di ottobre, infatti, i Gabbiani corallini hanno acquisito in buona prevalenza l’abito del primo inverno. In questa fase presenta i caratteri tipici del primo inverno anche se con una cospicua presenza residua del piumaggio giovanile (grigio - bruno) sul mantello, sulla nuca e sulla parte posteriore del collo.

        La testa è tendenzialmente bianca con al più un lievissimo accenno di mascherina nera.

Primo anno

        Questo è probabilmente l'abito più interessante e quello che può determinare i maggiori problemi di identificazione, in particolar modo durante il primo inverno.

        Durante il primo inverno il Gabbiano corallino ha ormai acquisito la tipica mascherina nera invernale, ben diversa da quella del Gabbiano comune. È presente un ampio segno nero che si estende posteriormente all'occhio e che può arrivare anche fino alla parte superiore del capo senza soluzione di continuità, mentre il Gabbiano comune presenta, di regola, una traccia nera intorno all'occhio ed una macchia nera, posteriormente a questo, separate tra di loro.

        L'iride è nera come nero è pure il crescente dell'occhio.

        L'estensione della mascherina può essere notevolmente variabile, tanto che in alcuni casi può essere circoscritta ad una macchia nera attorno all'occhio e appena posteriormente a questo. In qualche rarissimo caso la mascherina potrebbe anche sembrare assente, fenomeno questo che può essere determinato da un'osservazione frettolosa o particolarmente difficoltosa. La nuca e la fronte sono completamente bianche. Ad una certa distanza il becco può apparire completamente nero anche se in realtà la sua base è chiara (grigio - bruno).

Gabbiano corallino 1° inverno
(foto © Valerio Cappello)

        Quanto al piumaggio, durante il primo inverno, viene trattenuto quello giovanile nelle primarie e nelle terziarie, che sono quasi completamente nere, e nelle rispettive copritrici che appaiono grigio - brune con il margine esterno chiaro. Le scapolari ed il mantello sono completamente grigi e il ventre ed il petto bianchi.

        Le zampe presentano una significativa variabilità di colore: nella maggior parte dei casi appaiono scure, addirittura nere, ma possono presentare anche una colorazione arancio se non addirittura rossastra.

        In volo è assai evidente la barra alare scura composta dalla colorazione giovanile bruna delle copritrici minori e medie delle secondarie e delle terziarie.

        Le primarie sono vistosamente nere (non si riscontra la classica area bianca nella parte centrale delle ultime quattro o cinque primarie, tipica del Gabbiano comune), quasi completamente le prime quattro o cinque ma con traccie di nero che si estendono fino alla sesta o settima. È molto evidente anche la barra alare nera costituita dalle estremità delle remiganti secondarie e terziarie. Le copritrici maggiori, mediane e minori delle primarie sono completamente nere, con solo il bordo esterno chiaro.

        La coda è completamente bianca con un evidente ed uniforme barra nera all'estremità delle timoniere.

        Il sottoala è chiaro con bordi scuri.

        Qualche problema di identificazione potrebbe essere causato dal primo inverno della Gavina, in particolar modo se osservata in volo, anche in virtù di una struttura non particolarmente diversa. Si tenga conto che la Gavina ha, in questo abito, un sottoala più "sporco", così come il collo, la nuca e le copritrici delle timoniere che presentano evidenti tracce del piumaggio bruno giovanile. Inoltre la Gavina non ha la mascherina nera anche se, a grande distanza, le screziature brune del giovane potrebbero essere confuse con quest’ultima. Da posati i dubbi sono risolti grazie alle parti nude (nella gavina zampe giallastre e becco più chiaro). Quanto al gabbiano sghignazzante, considerando anche le scarse probabilità di un incontro in Italia, è appena il caso di dire che, oltre a marcate differenze strutturali, è più grande, più alto sulle zampe, più "allungato", ha un becco più lungo e, di conseguenza, da l'impressione di avere la testa più sfilata. Inoltre le parti grigie hanno colorazione più intensa ed il grigio è ampiamente diffuso su tutto il corpo (collo, e petto). In volo assolutamente caratteristico l’uniforme ininterrotto colore nero di tutte le sue primarie (senza alcuna traccia di bianco o di scoloritura alcuna).

        La prima estate presenta le caratteristiche del primo inverno. Le uniche differenze sono rappresentate dalla presenza di una mascherina più ampia, comunque incompleta, dalla colorazione delle parti nude (becco e zampe) che può già tendere al rosso tipico dell’adulto e dalla progressiva perdita della colorazione bruna di parte di quel piumaggio giovanile ritenuto nell’abito di primo inverno.

Secondo anno

        Già al secondo inverno questo gabbiano comincia a presentare quasi tutti i caratteri dell’adulto. E’ scomparso il piumaggio grigio-bruno e le parti nude assumono sempre più nettamente la colorazione propria degli adulti. Le uniche differenze con l’adulto sono rappresentate dalle primarie le cui estremità, visibili sia in volo che da posato, presentano ancora una vistosa bordura nera estesa non oltre la quinta-sesta primaria ma in alcuni esemplari comunque con le tracce di nero anche molto ridotte. Le estremità inferiori delle primarie hanno sempre una colorazione bianca. La barra nera sulla coda è ormai completamente scomparsa, anche se, in qualche esemplare è possibile la persistenza di qualche minima traccia scura. Le zampe ed il becco hanno una colorazione variabile ma in genere sono di colorazione scura, tendente al rossastro, più smorta rispetto a quella dell’adulto anche se, in alcuni casi, anche quest'ultimo può mantenere tale colorazione.

Adulto

        L’abito adulto è decisamente inconfondibile. L’assenza di qualunque traccia di nero sulle primarie rende questo gabbiano assolutamente caratteristico sia in volo che da posato. Le parti nude tendono inconfondibilmente al rosso, seppure con tonalità variabili dal rosso scuro al rosso più chiaro e brillante. Le tonalità più scure a grande distanza potrebbero anche apparire nerastre. Il becco è rosso con anello terminale nero (a distanza molto ravvicinata può anche essere vista una punta gialla).

Gabbiano corallino adulto
abito invernale
(foto © Valerio Cappello)

        Nell’abito estivo, che comincia ad essere acquisito già dalla fine di gennaio inizio di febbraio, acquisisce il tipico cappuccio nero ben diverso da quello bruno marrone del gabbiano comune, nel quale, tra l’altro, è decisamente meno esteso e non raggiunge la nuca e la parte posteriore della testa. Su questo cappuccio nero spicca in maniera vistosissima il bianco del crescente sopra e sotto l’occhio (una sorta di anello bianco interrotto anteriormente e posteriormente all'occhio).

        Direi che la combinazione di questi elementi, parti nude rosse, assenza assoluta di nero sulle primarie, mantello grigio tenue con restanti parti bianche (ad eccezione della mascherina invernale o del cappuccio nero estivo) oltre alla tipica struttura e jizz, rendono l’adulto assolutamente inconfondibile da ogni altro gabbiano.

        Da ultimo merita una citazione anche il verso definito dal Jonsson come un "eu-err" o "eooe": onestamente non so quanto questa descrizione (ed in genere la descrizione dei versi) possa aiutare!


Bibliografia

  • GRANT P.J. 1982: Gulls, a guide to identification. Calton
  • HARRIS A., TUCKER L. & VINICOMBE K. 1989: The MacMillan Field Identification, London
  • JONSSON L. 1992: Birds of Europe, London
  • BRUUN B. & SINGER A. 1997: Uccelli d'Europa, Milano
  • DE HOYO J., ELLIOT A., SARGATAL J. 1996: Handbook of the Birds of the World, Barcelona
  • HARRISON P. 1996: Seabirds of the World, London
  • ENTICOTT J. & TIPLING D. 1997: Photographic handbook of the seabirds of the world, London
  • CAPPELLO V.: Alula 3/96: Mediterranean Gull, Espoo

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    1999, Quaderni di birdwatching

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