Quaderni di birdwatching Anno I - n° 2 - ottobre 1999


Hotspotsnel mondo

Eilat, Israele
di Roberto Garavaglia

        Eilat è posta all’estremità meridionale dello stato di Israele, incastrata tra il Mar Rosso e il deserto. Ed è anche il posto dove ogni birdwatcher vorrebbe andare, non una ma molte volte nella sua vita. Durante la migrazione di primavera, da febbraio a maggio, oltre un milione di uccelli rapaci transita dai suoi cieli, assieme a stuoli di altri migratori. Nei giorni buoni, si può avere il passaggio di più di 50.000 rapaci, e si sono avute giornate record con oltre 220.000 Falchi pecchiaioli. Per chi non l’avesse chiaro, questo significa un flusso continuo di uccelli e, con simili condizioni, un paio d’ore di birdwatching nel posto giusto rappresentano l’esperienza di tutta una vita.

clicca per ingrandire

        C’è più di una buona ragione perché Israele, ma Eilat in particolare, sia così benedetto da questa abbondanza: per prima cosa, é posizionato come una strettoia, un vero e proprio collo di bottiglia, lungo quella che è la rotta migratoria più affollata del Paleartico e forse del mondo. Inoltre, Israele è posto al punto di contatto di diverse zone biogeografiche, e questo si riflette in una grande diversità di specie nidificanti, svernanti e di passo.

        La spettacolare migrazione dei rapaci è dominata da cinque specie: l'Aquila delle steppe (A. nipalensis), la Poiana delle steppe (B. buteo volpinus), il Nibbio bruno, lo Sparviere levantino e, naturalmente, il Falco pecchiaiolo. Di alcune di queste specie, praticamente tutta la popolazione mondiale passa per di qua. Assieme a loro, anche se in piccoli numeri (che per gli standard di Eilat significa "solo" poche centinaia per stagione), si fanno vedere l'Aquila minore, il Falco pescatore, il Capovaccaio, lo Sparviere e il Biancone; almeno altre 15 specie fungono da comparse. Tra uno stormo e l'altro di rapaci, si infilano quelli di Cicogne bianche, Pellicani bianchi (con numeri dell’ordine delle decine di migliaia) e qualche migliaio di Cicogne nere. In autunno, invece la maggior parte dei migratori segue una rotta spostata più verso nord e sono pochi quelli che transitano sopra Eilat.

        In primavera i passeriformi, dopo avere attraversato il Sahara e avendo di fronte il deserto del Sinai oppure il Negev, incontrano i giardini della città e i campi irrigati del kibbutz, che rappresentano la prima oasi di verde e di vita lungo la loro rotta. Assieme a tutte le specie più comuni (tra le quali la Bigiarella è incredibilmente numerosa), passano regolarmente Pispola golarossa, Usignolo maggiore, Usignolo d'Africa, Cutrettola testagialla orientale, Canapino pallido, Canapino levantino, Luì forestiero, Silvia di Ruppell, Balia dal semicollare, Averla mascherata, Ortolano grigio e spesso anche qualche rarità africana che è si è slanciata troppo a nord.

        E i limicoli? Per loro ci sono le vecchie saline e le vasche di trattamento delle acque fognarie. Ci si può aspettare praticamente tutte le specie europee, che si mescolano con i più rari Pavoncella codabianca, Gambecchio frullino, Pernice di mare orientale, Piviere del Caspio e di Leschenault e con la residente e abbondantissima Pavoncella armata. Il canale di scolo delle acque luride è diventato famoso per ospitare tutti i rallidi, nessuno escluso.

        Come se tutto ciò non bastasse, la sua posizione al vertice settentrionale del Mar Rosso ne fa praticamente l’unico posto nel Paleartico Occidentale dove si possono osservare regolarmente uccelli marini come il Gabbiano occhibianchi, la Sula bruna, l’Airone striato, la Sterna dalle redini, la Sterna di Rüppell, la Garzetta del reef. Altre specialità tropicali che si spingono fino quassù sono il Gruccione verde minore, la Tortora mascherata e il Falco fuligginoso.

        I giardini e i parchi della città ospitano il Bulbul panciagialla e il Corvo splendente, una specie opportunista originaria dell’India, che si è diffusa e ha invaso tutte le città costiere del Mar Rosso.

Logistica

È possibile raggiungere Eilat con uno dei tanti voli charter che atterrano nel piccolo aeroporto cittadino o nel più grande scalo di Ovda, circa 40 km a nord. La città è terribile: un’orda di grandi alberghi perennemente in costruzione. Offre molta ricettività turistica ma a prezzi piuttosto salati; anche le auto a noleggio sono costose. Nelle agenzie turistiche in Italia è possibile comprare pacchetti "volo + soggiorno".

Un’alternativa interessante la offre il Kibbutz Lotan, situato circa 60 km a nord di Eilat, nel bel mezzo del deserto della Valle di Arava, dove James Smith, birdwatcher e illustratore naturalista di origini inglesi, organizza soggiorni di birdwatching di una settimana, con vitto, alloggio, automezzo e guida di un birdwatcher esperto, tutto compreso e a costi ragionevoli.

        E non dimentichiamo che ci troviamo in una delle migliori aree per le specie del deserto: nei dintorni di Eilat, tra nidificanti e svernanti, si trovano Monachella dal cappuccio, Monachella nera testabianca, Monachella codarossa, Monachella del deserto, Silvia d’Arabia, Allodola del deserto, Allodola del deserto minore, Calandra bimaculata, Allodola beccolungo, Allodola di Temminck, Corrione biondo, Fringuello del deserto, Grandule di Lichtenstein, Grandule coronata, Grandule del Senegal, Ubara, Pernice di Hey, Beccamoschino inquieto, Garrulo d’Arabia, Rondine montana pallida, Assiolo di Bruce, Allocco di Hume, Trombettiere, Ciuffolotto scarlatto del Sinai, Storno di Tristram, Corvo collobruno, Corvo coda-a-ventaglio, Zigolo delle case e chissà cos’altro ancora. Personalmente ho un ricordo magico dell’abbeverata delle Grandule di Lichtenstein al tramonto, presso la pozza d’acqua artificiale preparata apposta per loro.

        In città è attivo l’International Birdwatching Center che, oltre a mettere in vendita libri, magliette e i soliti gadget, offre l’assistenza di birdwatcher professionisti (a pagamento) per itinerari anche costruiti su misura, alla ricerca di "quella specie che mi manca". Ogni anno, durante l’ultima decade di marzo, viene organizzato lo Spring Migration Festival, con escursioni guidate e altre attività.

        E se, stremati da tanto osservare uccelli, si decide di lasciar perdere il birdwatching per un giorno, la cosa migliore è raggiungere la Coral Reef Reserve, una riserva naturale sulla barriera corallina dove, armati di maschera e costume da bagno, si può nuotare letteralmente circondati da pesci di ogni forma, dimensione e colore: indimenticabile. Come nei migliori documentari sui mari tropicali.


Bibliografia

  • Gooders J. Where to Watch Birds in Britain and Europe. Helm.
  • BirdLife International. Important Bird Areas in the Middle East. BirdLife Conservation Series n° 2.
  • Yekutiel D., ed. Raptors in Israel. Passage and Wintering Populations. International Birdwatching Center Eilat.
  • International Birdwatching Center Eilat. Eilat. An intercontinantal highway for migrating birds. IBCE.
  • Shirihai H. & Bahat O. Birdwatching in the Desert of Israel. IBCE.
  • Bailo M. Birdwatching in Israele, crocevia di continenti. BW Rivista Italiana di Birdwatching, vol. 2, n° 5, gennaio/marzo 1994.

  • BACK

    1999, Quaderni di birdwatching

    Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale senza consenso scritto.