Quaderni di birdwatching Anno II - vol. 3 - aprile 2000

Nidi artificiali

Titolo

di Bruno Bedonni

Scorcio di giardino pubblico con nido artificiale in cemento correttamente installato
(foto Guido Premuda)

        Il termine inglese "Birdgarden", letteralmente "Giardino per gli uccelli", significa pensare, progettare e mantenere uno spazio verde a beneficio dell'avifauna, dedicato in primis al mondo alato. E' comunque un giardino e quindi deve avere anche una valenza estetica. E' certamente un "giardino naturale", termine che usò per primo William Robinson nell'Inghilterra del 1881 nel suo "The wild garden" scandalizzando i giardinieri benpensanti della tradizione inglese, proponendo nei giardini erbacce ed arbusti come se fossero spontanei del luogo. Questo concetto oggi consolidato di giardino naturale è un luogo dove l'impostazione progettuale del paesaggio e la gestione degli spazi all'aperto non siano in conflitto con la natura, ma bensì in una comunione di intenti. Non un giardino formale dunque, ma frutto del lavoro di ricerca per evidenziare ed esaltare gli aspetti locali più caratteristici, con un risultato più naturale, più spontaneo e più rilassante. Progettare quindi un giardino armonicamente inserito nella situazione climatica in cui si vive, osservando attentamente ciò che cresce spontaneamente nella zona in modo che, inoltre, la sua cura ne risulti semplificata.

        Il primo esempio di conduzione naturalistica a beneficio degli uccelli condotta su un territorio privato la dobbiamo, ovviamente, ad un inglese, Squire Charles Waterton dello Yorkshire, che nei primi anni dell’ottocento sistemò i suoi terreni al solo fine di migliorare la qualità della vita degli uccelli che vi abitavano. Inutile aggiungere che fu considerato a dir poco un eccentrico, ma certo anticipò di molto tutti i "naturalisti", gestendo un territorio su basi ecologiche. Da allora la mentalità non è completamente cambiata e ancor oggi sussistono opinioni, o meglio, pregiudizi che vorrebbero "il bel giardino" privo di ogni interferenza causata da animali selvatici, vedendola come un fattore negativo ed incompatibile con la perfetta manutenzione di piante e fiori.

        Tuttavia, gli inglesi, ma anche altri popoli del centro-nord Europa, ci hanno oramai dimostrato che bellezza e naturalità possono benissimo coesistere in un giardino, come in un territorio più vasto, e che anzi questi aspetti possono fondersi armoniosamente.


 Premesse ed accorgimenti

        Per realizzare un giardino o uno spazio verde dedicato in particolare agli uccelli, dobbiamo simulare o ricreare diversi ambienti ecotonali di transizione, cioè quelle fasce tra un habitat ed un altro che sono le più ricche di biodiversità e che ospitano pertanto la massima variabilità di organismi vegetali e conseguentemente di fauna. La transizione tra alberi, arbusti, prato e zona umida, con tutti gli spazi intermedi, offrono habitat alle specie tipiche di tutti questi ambienti spesso separati, così che molte specie animali possono pertanto convivere in spazi più ristretti. Il graduale passaggio tra un ambiente e l'altro, anche su aree limitate, arricchisce la variabilità ambientale offrendo contemporaneamente ampie differenti possibilità (nicchie ecologiche) a molteplici organismi interdipendenti.

        Nella scelta delle specie vegetali privilegiare certamente le autoctone, ma senza sottovalutare o scartare a priori quelle esotiche. Alcune piante hanno una ampia valenza ecologica ed un alto valore biologico, pertanto sono da privilegiare nella scelta, soprattutto per quanto riguarda gli arbusti e le piante erbacee. Gli alberi, per i quali è molto significativa l'età, l'approccio può essere simile tenendo conto che la piena potenzialità sarà espressa soltanto da una pianta matura, con tempi difficilmente paragonabili ai nostri. Ad esempio una quercia europea ha il massimo valore biologico tra le specie vegetali arboree, ospitando in vario modo una ineguagliabile varietà di organismi, ma questo valore si esprime interamente soltanto in un esemplare adulto, condizione che generalmente comincia dopo i 50 anni di vita della pianta. Ne consegue che la presenza di un albero già maturo rappresenta certo una fortuna ed un patrimonio biologico superiore.

Fringuello maschio (Fringilla coelebs) al bagno, molto frequente nei parchi e nei giardini alberati.
(foto Fabio Ballanti)

        Per quanto concerne la manutenzione del birdgarden, evitare trattamenti antiparassitari a base di prodotti di sintesi, l'uso eccessivo di concimi chimici, le potature durante la primavera-estate, il disturbo dei nidi durante l'intero ciclo riproduttivo, l'eccessiva "pulizia" dalle foglie secche a terra, dai rami morti, in pratica l'eccessivo ordine. Dimenticare un ammasso di rami secchi, un cumulo di foglie morte, qualche cespuglio troppo fitto, un angolo di ortiche, significherà contribuire ad accrescere la naturalità del giardino e l'accettazione per gli ospiti più disparati. Favorire la moltitudine di insetti, la varietà di ambienti, rispettare la naturalità del luogo, cercare di "arricchire" in sostanza la nostra area, aggiungendo particolari, piante e sistemazione atte ad aumentare la variabilità ambientale.

        Nella pratica, perciò, per avere le multicolori farfalle dovremo riservare angoli incolti del giardino ad ortiche e cardi spinosi; per osservare i cardellini occorrerà lasciare parte del prato non sfalciato; per ospitare la nidificazione dei piccoli uccelli insettivori saranno necessarie fitte siepi e vegetazione intricata. Questo, oltretutto, non contrasta affatto con l’ornamentalità che possiamo ottenere dal nostro spazio verde. Inoltre esistono ormai varietà di piante selvatiche selezionate in base a caratteristiche estetiche che comunque forniscono semi, bacche e frutti molto apprezzati dagli uccelli.

        Il giardino paesaggistico inglese si avvicina molto ad un tipico esempio di come realizzare un verde ornamentale compatibile e favorevole alla fauna, pur essendo solo apparentemente "naturale", mentre invece è in larga parte sapientemente "costruito". La cosiddetta vegetazione a parco, con alberi distanziati di diverse dimensioni e specie, alternati ad ampi spazi aperti, con prati soleggiati, ombrosi sottoboschi, siepi informali, gruppi di arbusti e presenza di acqua, è certo la sistemazione che contemporaneamente soddisfa le più alte esigenze estetiche, esprime una alta ornamentalità e fornisce habitat pressoché ideali all’avifauna. La presenza di un prato è indispensabile per i turdidi, che amano cercare il loro nutrimento proprio saltellando sull’erba rasata, così come gli alberi maturi sono preferiti da una moltitudine di specie diverse di uccelli.


 Le piante

        Di fondamentale importanza quindi è la conoscenza quanto più approfondita delle specie vegetali autoctone, di quelle alloctone ed il loro utilizzo per l’uso ornamentale, oltre a possedere basi di biologia degli ecosistemi locali. Moltissime piante indigene possiedono un valore ornamentale pari, se non superiore, a quelle esotiche, ma è necessario osservarle con occhio diverso da quello a cui ci hanno abituato i vistosi colori delle piante da vivaio. Le specie vegetali autoctone e le loro cultivar offrono una gamma quasi infinita di possibilità per soddisfare ogni esigenza, sia estetica sia pratica, con il grande vantaggio di adattarsi meglio e più facilmente al nostro ambiente, e di richiedere quindi minore manutenzione rispetto alle specie di altra provenienza. Questo fa si che non si debba intervenire con trattamenti chimici di controllo per gli insetti fitofagi, attività che contrasta con una gestione autenticamente naturalistica del verde. Per contro possiamo abilmente inserire alcune piante esotiche sfruttando le specifiche caratteristiche di richiamo che esercitano su determinati insetti ed uccelli. Ad esempio pochissime altre piante sono in grado di attirare le farfalle diurne più dell’asiatica Buddleia davidii, che quindi entra di diritto nel "giardino naturale" come tipico esempio di specie ad alto valore ornamentale e con peculiare valenza attrattiva per specie animali desiderate. Allo stesso modo i numerosissimi Cotoneaster offrono una quantità di bacche multicolori apprezzate dagli uccelli durante l’intera stagione autunno-invernale. Così i numerosi rampicanti ornamentali da fiore di origine extraeuropea, offrono rifugio e siti adatti alla costruzione del nido a molti animali, allo stesso modo della nostra insostituibile Hedera, che oltretutto è possibile scegliere in tantissime forme diverse per colore, dimensioni e portamento.

Bacche di Agrifoglio (Ilex aquifolium) specie autoctona sempreverde di elevato valore ornamentale; le piante femminili (specie dioica) producono bacche scarlatte decorative appetite dagli uccelli.
(foto Guido Premuda)

        Un particolare riguardo va riservato agli alberi molto vecchi o morti che rappresentano delle vere e proprie miniere di ogni forma di vita, fornendo cibo e rifugio a molti uccelli. Pertanto vanno gelosamente conservati e tutelati, magari facendovi crescere sopra un rampicante.

        Un arbusto che esemplifica le molteplici valenze di una pianta della nostra flora spontanea è il Biancospino Crataegus spp.: la fitta vegetazione spinosa offre siti ideali per la costruzione del nido; le foglioline sono apprezzate da innumerevoli specie di insetti senza che la pianta peraltro ne risenta sensibilmente; i bianchi fiori dal delicato profumo sono visitati dalle api e da molti altri insetti, mentre coprono ed ingentiliscono esteticamente tutto il cespuglio; le rosse e belle bacche autunnali offrono cibo agli uccelli. Inoltre la pianta cresce facilmente senza cure ed è resistente a molte malattie e parassiti. Ecco quindi che una semplice siepe di Biancospino è certo una scelta molto valida nell’ambito di un giardino naturale. Molte altre piante hanno simili caratteristiche. Anche gli alberi da frutto, soprattutto se di varietà non moderne e già di una certa età, sono estremamente decorativi durante la fruttificazione e la fioritura. Risultano molto apprezzati dagli uccelli, sia per i frutti sia per gli insetti che vengono attratti dai frutti stessi.

        In sostanza, i principi da adottare per una progettazione del verde sensibile all’avifauna devono soddisfare contemporaneamente la duplice esigenza del giardino naturale, basandosi soprattutto su di un’ampia e solida conoscenza delle specie vegetali, con particolare riguardo a quelle autoctone. La creazione di spazi alberati alternati a quelli aperti, l’impiego e la disposizione degli arbusti e delle specie erbacee perenni ed annuali, la presenza di fiori e di frutti graditi ai nostri occhi ed al palato degli animali, le sapienti proporzioni tra le specie sempreverdi e caducifoglie, sono i principi guida alla base di un corretto approccio alla progettazione naturalistica di uno spazio verde.

Capinera maschio (Sylvia atricapilla) al nido posto in una folta siepe di Bosso (Buxus sempervirens), arbusto sempreverde molto longevo adoperato da sempre per creare siepi formali.
(foto Fabio Ballanti)

        Una buona conoscenza naturalistica permetterà di capire tante cose, come ad esempio che un giardino con alberi vetusti è di per sé più ricco in termini di biodiversità di uno di nuovo impianto e, soprattutto, ci consentirà di costruire e personalizzare al meglio il nostro giardino animato, negli anni. Dovrà essere un ambiente vario, che offra molte e diverse fonti di cibo (insetti, semi, frutti), rifugio (cespugli, siepi, rampicanti), acqua (stagni, fossi, ruscelli) con differenziate situazioni, ricco di piante indigene nei diversi strati vegetazionali; un ambiente che simuli in pratica l’habitat multivariato, ad esempio, del limitare di un bosco, ricco di infinite opportunità biologiche. Questo rappresenta quanto di meglio possiamo auspicare sia per gli uccelli, sia per goderne, noi per primi, la bellezza.

        Un solo giardino isolato, mantenuto con criteri naturalistici, ovviamente non potrà svolgere una importante funzione globale di protezione delle specie, ma se la cultura del giardino naturale si diffondesse ampiamente, questi singoli, limitati spazi verdi contigui, potrebbero creare degli importanti corridoi naturali di vasta estensione, contribuendo concretamente alla tutela di diverse specie animali; non a caso, infatti, la maggiore densità di uccelli in Europa è spesso riscontrabile nei parchi suburbani. L’acquisizione comune di questa mentalità fornirebbe un valido e concreto aiuto alla salvaguardia diretta di molte specie, contribuendo indirettamente anche alla sensibilizzazione verso la protezione di quelle specie minacciate che necessitano di altri e più ampi habitat selvaggi.

        Nelle tabelle è riportato una ampio elenco di piante utili all’avifauna, suddivise per ambiente, per facilitare la scelta.


Elenco piante utili all’avifauna
    Elenchi delle specie vegetali suddivise per tipo di ambiente:
  • Montagne alpine
  • Pianure del centro-nord
  • Colline e montagne appenniniche
  • Coste ed aree mediterranee

    e secondo la classificazione fitoclimatica del Pavari (1916, semplificata):
  • Lauretum: 0/100 mslm
  • Castanetum: 0-800 mslm
  • Fagetum: 800-1600 mslm
  • Picetum: 1600-2000/2600 mslm
  • Alpinetum: >2000/2600 mslm


TABELLE
legenda
- cibo = sp. che fornisce cibo apprezzato
- nido = sp. che offre siti adatti alla costruzione del nido
- habitat = sp. che concorre alla formazione di ambienti idonei
- v. o. = valore ornamentale, sp. di particolare pregio estetico per giardini
- note = origine, areali particolari, indicazioni specifiche, caratteristiche
- sv = sempreverde
- ssv = semi-sempreverde

Bibliografia
  • AA. VV. 1983 Guida pratica agli Alberi e Arbusti in Italia Selezione dal Reader's Digest
  • AICHELE D., GOLTE-BECHTLE M. 1996 Che fiore è questo ARIES
  • BROWN R., FERGUSON J., LAWRENCE M., LEES D. 1989 Tracce e segni degli uccelli d'Europa Franco Muzzio editore
  • CHIUSOLI A. 1999 La Scienza del paesaggio Clueb
  • DRUSE K. 1989 Il giardino naturale Leonardo Editore
  • FERRARI V., GHEZZI D. 1999 Le siepi in campagna Edagricole
  • GAMBUZZI M. G., DINETTI M. 1990 Giardino naturale Demetra
  • GIBBONS B. e L. 1992 Il giardino abitato Zanichelli
  • HECKER U. 1988 Latifoglie Zanichelli
  • PIGNATTI S. 1982 Flora d’Italia Edagricole
  • POLUNIN O., HUXLEY A. 1978 Guida alla flora mediterranea Rizzoli
  • PREMUDA G., BEDONNI B., BALLANTI F. (in stampa, 2000) Nidi artificiali Edagricole
  • RABACCHI R. 1999 Siepi nidi artificiali e mangiatoie Cierre edizioni
  • ROSE G. 1988 Il giardino a bassa manutenzione Centro Botanico
  • ROTHSCHILD M., FARRELL C. 1989 Il giardino delle farfalle Franco Muzzio editore
  • SOPER T. 1978 La gabbia senza sbarre Rizzoli
  • SOPER T. 1997 Come nutrire gli uccelli selvatici Zanichelli
  • STEINBACH G. 1989 Difendiamo la natura MEB
  • STEVENSON V. 1987 Il giardino naturale Centro Botanico
  • TREBBI T. 1993 Il giardino secondo natura Edagricole
  • WITT R. 1987 Cespugli e arbusti selvatici Franco Muzzio editore
  • ZAFFIGNANI MEZZATESTA A. 1992 Birdgarden Editoriale Giorgio Mondadori

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