Quaderni di birdwatching Anno II - vol. 3 - aprile 2000

Accidentali

Titolo

di Andrea Corso

Summary: An easy method to separate Olivaceous Warbler from the similar species is discussed. The best field-marks are tail movement and the call. Olivaceous Warbler regularly and constantly flicks down his tail, in association the bird gives a Sylvia-like call. Icterine and Melodius Warblers usually do not move the tail, or only very seldom and not in association with a Blackcap-like call. Upcher’s Warbler swings his tail from side to side and fans it.


        Il Canapino pallido (Hippolais pallida) è presente in Europa e nel Paleartico Occidentale con tre sottospecie ben distinte, sia geograficamente che per piumaggio e morfologia : la ssp. elaeica, la ssp. opaca e la ssp. tipo pallida. La prima è diffusa nell’Europa orientale e nel Medio Oriente, la seconda in Spagna, Portogallo e Africa nord-occidentale, la ssp. tipo è presente nell’Africa nord-orientale. Per l’Italia, Brichetti e Massa (1998) riportano 7 segnalazioni; si hanno però altre segnalazioni inedite che portano il totale a 10 (Iapichino oss. pers., Corso, Savo e Gabrielli oss. pers.). Non si hanno notizie precise circa le sottospecie degli individui osservati nel nostro paese, con l’eccezione di un individuo inanellato a Lampedusa nell’aprile del 1997, che dalle foto è possibile identificare come della ssp. elaeica.

Canapino pallido
(Hyppolais pallida (elaeica?))

Capo Murro di Porco marzo 1999
(foto Andrea Corso)

        Esistono svariati articoli di identificazione sui Canapini (Shirihai et al. 1996; Harrap 1990; Ullman 1989; Wallace 1969) che comprendono ovviamente anche l’identificazione del Canapino pallido; in questo articolo quindi non voglio stare certo a ripetere nuovamente tutto quanto già pubblicato, ma voglio focalizzare l’attenzione su alcuni caratteri (in particolare uno) che possono consentirne una facile distinzione del Canapino pallido dalle specie simili.

        Nel settembre e ottobre 1998 ho avuto la possibilità di soggiornare in Israele per partecipare ad uno studio sui rapaci in migrazione; durante questo lavoro, che mi ha portato a girare tutto il paese, ho avuto modo di studiare in natura ed in mano (a scopo di inanellamento) numerosi individui di Canapino pallido, Canapino maggiore, nonché di 1 individuo di Canapino di Upcher (Hippolais languida).

        Da queste osservazioni sono tratti gli appunti che qui riporto.



Aspetto generale
Canapino pallido
(Hyppolais pallida elaeica)

Lampedusa aprile 1997
(foto Sergio Fasano)

        Appare in natura incredibilmente simile ad un Acrocephalus sp. per silhouette, struttura e colorazione. A vederlo tra le fronde di una tamerice lo si può scambiare facilmente con una Cannaiola o ancor più con una Cannaiola verdognola. Ci sono diversi caratteri per la distinzione da queste specie, molti però di difficile apprezzamento sul campo. Quelli che ho notato essere i migliori sono:

  • la coda, che è più squadrata, meno graduata e meno appuntita che nelle Cannaiole,
  • le copritrici del sottocoda che sono corte, arrivando a non più di 1/3 della coda, al contrario che in ogni Acrocephalus sp., dove sono ben più lunghe, anche fino ai 2/3 della coda,
  • le timoniere laterali chiare, spesso bianche, che invece sono sempre concolori col resto della coda nelle Cannaiole o, al più, appena più chiare.

        Per questa sua somiglianza ad un acrocefalo, gli olandesi del CSNA (il Comitato Olandese per la tassonomia e la nomenclatura) lo hanno di recente incluso in questo genere col nome di Acrocephalus pallidus, così come il Canapino asiatico (A. caligatus).


Caratteri identificativi

        In letteratura vengono riportati numerosi caratteri per l’identificazione, alcuni molto difficilmente osservabili, altri variabili, ecc..

        Il Canapino pallido può assomigliare molto al Canapino di Upcher o a un Canapino e Canapino maggiore privi della colorazione gialla diffusa (come capita raramente nei giovani in autunno o negli adulti con piumaggio abraso). I caratteri che ho notato in natura e che mi hanno permesso in tutti i casi una facile determinazione sono il movimento della coda, il verso emesso e il disegno delle terziarie e della coda.

Movimento della coda e voce
VERSI DI ALLARME
Canapino pallido
Capinera
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        Tutti i Canapini pallidi che ho visto muovevano praticamente di continuo la coda battendola verso il basso. Il movimento era poi quasi sempre associato al verso che veniva emesso di frequente; questo suonava come un "ciack, ciack" o "tak, tak, tak" abbastanza simile al verso di una Sylvia, tipo Capinera, Sterpazzolina o Bigiarella. Il Canapino di Upcher muove anch’esso di frequente la coda, ma il movimento è rotatorio; inoltre, durante il movimento la coda viene spesso più o meno aperta a ventaglio, mentre viene tenuta chiusa o appena aperta nel Canapino pallido. Né il Canapino né il Canapino maggiore muovono la coda; solo raramente ho visto alcuni individui che la battevano appena; il battito però non era mai così frequente e mai associato ad un verso da Capinera. Ritengo perciò che il battito della coda ed il verso siano il metodo più semplice e veloce per la distinzione.

Canapino pallido
(Hyppolais pallida elaeica)

Lampedusa aprile 1997
(foto Sergio Fasano)
Disegno terziarie e coda

        Un altro carattere sussidiario che ho notato ma che sembra essere ignorato dalle guide e nelle pubblicazioni è l’aspetto dell’ala, in particolare il disegno delle terziarie. Nel Canapino pallido infatti, l’ala appare parecchio omogenea, con pochi contrasti, le terziarie sono bruno chiare con marginatura appena più chiara poco evidente e poco cospicua. Nel Canapino e soprattutto nel Canapino maggiore l’ala appare più contrastata, le secondarie mostrano un visibile margine biancastro (che nel maggiore forma un evidente pannello alare chiaro), le terziarie hanno il centro molto scuro, quasi nerastro o almeno bruno-terra scuro; la marginatura è quasi sempre più ampia e più chiara, più evidente perché più biancastra. Lo stesso discorso vale per il Canapino di Upcher che in più mostra remiganti primarie e coda nerastre, che ben contrastano col resto del piumaggio, cosa che non si rileva nel pallido dove la coda non è molto più scura del dorso.


Bibliografia

  • Harrap , S. 1990. Hinweise zur Unterscheidung der Spotter Hippolais im Freiland. Limicola 4: 49-73.
  • Shirihai, H., Christie A.D. & Harris A. 1996. Identification of Hippolais warblers. British Birds 89:114-138.
  • Ullman, M. 1989. Identification of Upcher’s and Olivaceous Warblers. Birding World 2: 167-170
  • Wallace, D.I.M. 1964. Field identification of the Hippolais warblers. British Birds 57: 282-301.
  • Brichetti, P., Massa, B.. 1998. Check-list degli uccelli italiani aggornata a tutto il 1997. Rivista Italiana di Ornitologia 68: 129-152.
  • Ringraziamenti

    Desidero ringraziare di cuore Dan Alon, direttore dello IOC (Israelian Ornithological Center) per avermi ospitato in Israele; ringrazio anche il mio gruppo in Israele, i CheStronzo Birders Team, con i quali ho fatto le osservazioni sul campo, l’inanellamento e scambiato opinioni: Rami Lindroos, Paavo Sallinen, Barak Granit, Trevor Ellery, Andy Robinson, Steve Mulkeen, Manuel Keim, Manuel Deutsch, Thor Veen, Thomas Olsen, Bram Kuipper and Bart Jan Prak. Un grazie anche a Sergio Fasano per le foto fornite, a Carmelo Iapichino, Enzo Savo, Adriano Gabrielli e Bruno Dentesani per i dati inediti.

    Andrea Corso, GSRO
    Via Camastra 10
    96100 Siracusa.

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    2000, Quaderni di birdwatching

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