Quaderni di birdwatching Anno II - vol. 3 - aprile 2000

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di Daniele Occhiato

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        Chi ha già avuto modo di fare birdwatching sulle isole greche avrà senz’altro notato che, al termine del viaggio, la check-list finale è composta solo da un numero limitato di specie, molte delle quali, fra l’altro, in comune tra le varie isole. Tutto questo non vale per Lesbo.

        Fino a non molti anni fa, Lesbo (o Mitilene, dal nome del capoluogo), era nota agli ornitologi ed ai birdwatchers occidentali per la presenza, unico sito europeo, di due specie la cui distribuzione è limitata quasi esclusivamente alla sola Turchia, lo Zigolo cenerino (Emberiza cineracea) ed il Picchio muratore di Krüper (Sitta krüeperi). Recentemente, tuttavia, l’isola è stata letteralmene investita da una vera e propria esplosione di notorietà, per lo più ad opera dei soliti birdwatchers inglesi ma che ha subito contagiato il resto d’Europa. L’Italia, al contrario, sembra non aver ancora scoperto le enormi potenzialità dell’Isola, come dimostra il fatto che, durante il nostro soggiorno nel giugno 1999, a detta degli albergatori isolani nessun birdwatchers italiano era sbarcato in tutta la primavera!

        Le caratteristiche che rendono unica Lesbo fra le altre isole dell’Egeo sono essenzialmente due: la notevole eterogeneità ambientale e la localizzazione orientale nel Mediterraneo, proprio nel mezzo delle correnti migratorie che attraversano l’Europa orientale e l’Asia minore. Da ciò deriva una notevole ricchezza avifaunistica che non ha riscontro in nessun’altra isola greca (tranne, forse, Cipro), sia in termini di specie nidificanti e svernanti sia, soprattutto, per quanto riguarda le specie migratrici (basti pensare che la check-list dell’isola, al dicembre ‘98, comprendeva ben 320 specie!).

        Ma non sono solo gli uccelli a determinare la ricchezza faunistica dell’Isola; notevole è, infatti, il patrimonio di anfibi e rettili, la maggior parte dei quali di origine orientale.

        Infine, per chi non fosse interessato solo all’osservazione o alla fotografia degli animali, vi sono sull’isola numerosi resti archeologici e testimonianza storiche, nonché molti monasteri che, senza dubbio, meriterebbero da soli un intero viaggio.


 Geografia e territorio

        Situata nelle Sporadi meridionali, Lesbo o Mitilene è, per superficie, la terza isola greca dopo Creta e Cipro; dista circa 5-8 miglia marittime dalla Turchia e si sviluppa per 69 Km in lunghezza e 45 Km in larghezza, per una superficie complessiva di 1630 Km2.

        Morfologicamente, l’isola è caratterizzata dalla presenza di due ampie e profonde insenature, la Baia di Kallonì (19 x 6.5 Km) e la Baia di Geras o Yera (10.5 x 4 Km), entrambe dotate di uno stretto ingresso che le rende piuttosto simili ad enormi lagune.

        L’orografia dell’isola è prettamente collinare-montuosa, raggiungendo i due picchi massimi con il M. Lepetimnos a nord (968 m s.l.m.) ed il M. Olympos a sud (967 m s.l.m.); l’unica pianura degna di tale nome si trova all’apice della Baia di Kallonì e comprende le più importanti zone umide dell’isola: le saline di Kallonì, il piccolo lago interno di Kallonì (Kallonì inland lake), il fiume Potamia, lo stagno di Kallonì (Kallonì pool), i due fiumi Kallonì East e West River e l’ampia area umida del cosiddetto ‘Derbyshire’. Altre aree umide si trovano lungo la costa occidentale e meridionale dell’isola: i fiumi tra Sigri e Skala Eressos, le saline di Skala Polichnitos, la palude di Parakila ed il canneto di Dipi Larssos. Ed è, forse, proprio questa la peculiarità che differenzia Lesbo dalle altre isole greche e la rende così ricca di uccelli: la presenza di tante e differenziate zone umide, distribuite un po' su tutta l’isola e che fanno da irresistibile richiamo per i migratori durante i loro spostamenti stagionali.


 Vegetazione

        Diversamente dalla maggior parte delle isole greche, brulle, sassose e poco alberate, Lesbo è per almeno il 70% ricoperta da boschi. L’Ulivo (Olea europaea) è di gran lunga l’albero più diffuso, con circa 11 milioni di piante, e si trova distribuito in modo più o meno continuo dal livello del mare fino ai 4-500 m di altitudine; poiché la maggior parte di queste piante sono molto vecchie, le numerose cavità naturali dei loro tronchi ospitano una ricca comunità di invertebrati e, di conseguenza, di uccelli. Dopo l’Ulivo, la specie più diffusa è il Pino calabro (Pinus brutia) che, specialmente nella fascia compresa tra il M. Lepetimnos ed il M. Olympos, forma delle pinete pure che ospitano il raro e localizzato Picchio muratore di Krüper. Molto rappresentati sono anche i querceti (Quercus sp.), presenti un po' dovunque sull’isola ma più diffusi a partire dai 200 m s.l.m., mentre sul M. Olympos, nei dintorni di Agiassos, è presente un vecchio ed esteso castagneto da frutto (Castanea sativa) le cui vetuste piante secolari, molto ricche di cavità, ospitano due specie localizzate su Lesbo solo in quest’area: il Tordo bottaccio (Turdus philomelos) ed il Luì bianco orientale (Phylloscopus orientalis).

Zigolo cenerino
(Emberiza cineracea)

(foto Daniele Occhiato)

        Quasi tutto il settore occidentale dell’isola, ad ovest della baia di Kallonì, è, invece, caratterizzato da un ambiente collinare ricoperto da vegetazione xerofila erbacea ed arbustiva, con numerosi affioramenti rocciosi; è questo l’ambiente prediletto dalla specie forse più ricercata dai birdwatchers, lo Zigolo cenerino. I pochi alberi presenti sono quasi sempre localizzati nelle vallate, più umide ed ombreggiate, e nei dintorni dei centri abitati.

        Infine, lungo la costa, specialmente nei settori settentrionali ed orientali, è presente una ricca macchia mediterranea, sebbene piuttosto localizzata e minacciata dagli insediamenti umani e dai numerosi incendi.


 Avifauna

        Come conseguenza della sua posizione geografica, Lesbo possiede un’avifauna che comprende sia specie a noi familiari, sia specie tipiche dell’Europa orientale e del Medio Oriente. La punta di diamante dell’avifauna isolana è ovviamente la presenza del Picchio muratore di Krüper (Sitta krüeperi) e dello Zigolo cenerino (Emberiza cineracea). Il primo, presente qui come unico sito per il continente europeo, è scarso ma diffuso nelle pinete, dal livello del mare fino alle quote più alte; il luogo migliore per osservarlo è ad Achladeri, dove nidifica nei vecchi fori scavati dal Picchio rosso mezzano. Lo Zigolo cenerino è più raro e localizzato; è più facile individuarlo ascoltando il suo canto monotono lungo la strada che va da Agra ad Eressos.

Picchio muratore di Krüper
(Sitta krüeperi)

(foto Daniele Occhiato)

        Altre specialità dell’isola, tra i nidificanti, sono: la Silvia del Rüppell (Sylvia rueppelli), rara e localizzata principalmente nella macchia mediterranea costiera tra Petra e Molivos; il Canapino levantino (Hippolais olivetorum), molto raro e localizzato, presente con poche coppie lungo alcune vallate fluviali dell’interno (ad es. la Potamia valley); il Canapino pallido (Hippolais pallida), abbondante e diffuso, specialmente nei pressi delle zone umide ove vi siano tamerici; il Luì bianco orientale (Phylloscopus orientalis), raro e localizzato nei castagneti di Agiassos; la Monachella di Finsch (Oenanthe finschii), che recentemente sembra aver colonizzato con 1-2 coppie l’alta valle del fiume Potamia; il Culbianco isabellino (Oenanthe isabellinus), raro e localizzato, ma ben visibile, con circa 5 coppie intorno al monastero di Ipsilou; l’Usignolo d’Africa (Cercotrichas galactotes syriacus), scarso ma diffuso, di solito non troppo lontano dalla costa; l’Averla mascherata (Lanius nubicus), scarsa ma diffusa su tutta l’isola, specialmente nei vecchi oliveti; la Cincia dalmatina (Parus lugubris), scarsa e diffusa negli oliveti e nei querceti di tutta l'isola; il Picchio muratore di roccia (Sitta neumayer), comune e diffuso ovunque vi siano rocce a sufficienza; l’Ortolano grigio (Emberiza caesia), comune e diffuso negli ambienti aperti e semiaperti rocciosi; la Poiana codabianca (Buteo rufinus), scarsa e localizzata, più facilmente visibile nel settore occidentale dell’isola; lo Sparviero levantino (Accipiter brevipes), molto raro e localizzato nel settore occidentale dell’isola; la Chukar (Alectoris chukar), scarsa e localizzata, più comune specialmente nel settore occidentale dell’isola; la Casarca (Tadorna ferruginea), scarsa e localizzata, nidifica su pareti rocciose in prossimità di corsi d’acqua. Un discorso a parte merita il Pettirosso golabianca (Irania gutturalis), recentemente osservato in canto in periodo riproduttivo ma di cui non si hanno prove di nidificazione.

        Altre specie di rilievo sono: la Cicogna nera (Ciconia nigra), nidificante con poche coppie nei boschi di pino dell’interno, specialmente nell’area tra Achladeri e la Potamia valley; la Cicogna bianca (Ciconia ciconia), rara e localizzata, più facilmente visibile nella baia di Kallonì; il Grillaio (Falco naumanni) ed il Falco della regina (Falco eleonorae), rari e localizzati come nidificanti sugli isolotti di fronte alla costa nord-occidentale, ma regolarmente visibili a caccia di prede sull’isola; l’Aquila del Bonelli (Hieraaetus fasciatus), rara e localizzata, nidifica con 3-5 coppie sui principali rilievi montuosi; la Pernice di mare (Glareola pratincola) e l’Occhione (Burhinus oedicnemus), rari e localizzati con pochissime coppie alle saline di Kallonì; il Gufo reale (Bubo bubo), raro e localizzato; il Picchio rosso mezzano (Picoides medius), comune e diffuso su tutta l’isola, specialmente negli oliveti; la Monachella (Oenanthe hispanica melanoleuca), abbondante e diffusa negli ambienti aperti e semiaperti a pascolo e rocciosi; il Tordo bottaccio (Turdus philomelos), raro e localizzato nei castagneti di Agiassos; la Passera lagia (Petronia petronia), scarsa e localizzata sulle alture in luoghi aperti e rocciosi; lo Zigolo capinero (Emberiza melanocephala), abbondante ed ubiquitario alle basse quote, assente solo negli oliveti più fitti e nelle pinete; l’Ortolano (Emberiza hortulana), raro e localizzato nelle zone aperte sopra Agiassos.

Chukar
(Alectoris chukar)

(foto Daniele Occhiato)

        La lista dei nidificanti comprende ancora moltissime specie, tra le quali: il Marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis), il Pellegrino (Falco peregrinus brookei), l’Astore (Accipiter gentilis), lo Sparviero (Accipiter nisus), il Biancone (Circaetus gallicus), il Fratino (Charadrius alexandrinus), il Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), l’Avocetta (Recurvirostra avosetta), il Gabbiano corso (Larus audouinii), la Sterna comune (Sterna hirundo), il Fraticello (Sterna albifrons), il Rondone pallido (Apus pallidus), il Rondone maggiore (Apus melba), il Gruccione (Merops apiaster), la Rondine rossiccia (Hirundo daurica), la Calandrella (Calandrella brachydactyla), la Tottavilla (Lullula arborea), la Cutrettola capinera (Motacilla flava feldegg), la Bigia grossa (Sylvia hortensis), l’Averla cenerina (Lanius minor), la Passera sarda (Passer hispaniolensis), il Frosone (Coccothraustes coccothraustes), lo Zigolo muciatto (Emberiza cia).

        Ma è durante le migrazioni che le potenzialità dell’isola si rivelano in pieno: specialmente in primavera, praticamente qualunque migratore europeo può essere osservato negli ambienti adatti. E’ impossibile dare qui l’elenco completo, ma si possono citare, per aver un’idea di quello che può riservare un soggiorno in questo periodo: il Marangone minore (Phalacrocorax pygmeus), i due Pellicani europei (Pelecanus sp.), tutti gli ardeidi europei, il Mignattaio (Plegadis falcinellus), il Fenicottero (Phoenicopterus roseus), la Spatola (Platalea leucorodia), l’Albanella pallida (Circus macrouros), 6 specie di Aquile (Aquila e Hieraaetus sp.), il Falco cuculo (Falco vespertinus), il Sacro (Falco cherrug), la Schiribilla grigiata (Porzana pusilla), la Pernice di mare orientale (Glareola nordmanni), il Corriere di Leschenault (Charadrius leschenaulti), la Pavoncella spinosa (Vanellus spinosus), il Gambecchio frullino (Limicola falcinellus), varie specie di Sterne (Sterna e Chlidonias sp.), il Cuculo dal ciuffo (Clamator glandarius), il Gruccione di Persia (Merops persicus), la Cutrettola testagialla orientale (Motacilla citreola), il Calandro maggiore (Anthus richardi), l’Usignolo maggiore (Luscinia luscinia), quasi tutte le specie di Sylviidae europee, la Balia caucasica (Ficedula semitorquata), lo Storno roseo (Sturnus roseus), il Ciuffolotto scarlatto (Carpodacus erythrinus).


 Mammiferi, rettili ed anfibi

        Tra i mammiferi, di rilievo è la presenza dello Scoiattolo di Persia (Sciurus anomalus), una specie ampiamente diffusa nella vicina Turchia; sono poi presenti, tra gli altri, la Faina (Martes foina), l’Ermellino (Mustela nivalis), la Lepre del Capo (Lepus capensis), la Volpe (Vulpes vulpes), la Lontra (Lutra lutra), il Riccio comune (Erinaceus europaeus).

        Più interessante, per la presenza di molte specie orientali, è la lista dei rettili e degli anfibi, che comprende ben 24 specie: la Rana verde maggiore (Rana ridibunda), la Raganella (Hyla arborea), il Rospo smeraldino (Bufo viridis), il Pelobate di Siria (Pelobates syriacus), la Testuggine greca (Testudo graeca), la Clemmide (Mauremys caspica), la Testuggine d’acqua (Emys orbicularis), lo Stellione (Agama stellio), il Ramarro gigante (Lacerta trilineata), la Lucertola occhi di serpente (Ophisops elegans), la Lucertola del Tauro (Podarcis taurica), l’Ofisauro europeo (Ophisaurus apodus), il Geco verrucoso (Hemidactylus turcicus), il Colubro di Persia (Coluber jugularis), il Colubro dei Balcani (C. gemonensis), il Colubro saetta (C. najadum), la Vipera ottomana (Vipera xanthina), la Natrice tessellata (Natrix tessellata), il Colubro leopardino (Elaphe situla), il Cervone (Elaphe quatuorlineata), il Serpente gatto (Telescopus fallax), il Boa delle sabbie (Eryx jaculus), il Tiflope (Typhlops vermicularis), ed il Colubro lacertino (Malpolon monspessulanus).


 Quando andare

        Il miglior periodo per visitare Lesbo, manco a dirlo, sono i mesi che vanno da metà Marzo a metà Giugno, cioè i mesi in cui alle specie residenti si aggiungono quelle migratrici e quelle estive.

Canapino pallido
(Hippolais pallida)

(foto Daniele Occhiato)

        In realtà, poiché molte delle specie più ambite dai birdwatchers non arrivano prima della metà di Aprile (Zigolo cenerino, Silvia del Rüppell, Ortolano grigio, Usignolo d’Africa, Canapino levantino e pallido) ed altre anche più tardi (Zigolo capinero, Monachelle varie), probabilmente il momento migliore per un soggiorno a Lesbo è il mese di Maggio, specialmente le prime tre settimane, quando la migrazione è ancora nel suo pieno sviluppo e molti nidificanti sono in piena attività canora e ben visibili. Più avanti nel tempo molte specie si fanno silenziose e più difficili da vedere mentre alcune cominciano già a lasciare l’isola (ad es. gli zigoli).

        La stagione invernale, a parte le poche specie residenti che possono interessare il birdwatcher "occidentale" (Picchio muratore di Krüper, Picchio muratore di roccia, Cincia dalmatina, Casarca, Chukar), non offre altro di particolare che non sia presente anche in Italia: ardeidi vari, anatre, fenicotteri, limicoli ecc....


 Come visitare l'isola

        Il miglior modo per raggiungere Lesbo è, senza dubbio, l’aereo. Dall’Italia non esiste uno scalo diretto e bisogna fare tappa e cambiare mezzo ad Atene. Esistono da 2 a 4 voli giornalieri, a seconda del periodo dell’anno, per la capitale greca, con partenza da Milano, Roma e Pisa; gli orari, comunque, permettono di raggiungere l’aeroporto di Mitilini in serata, senza pernottamento ad Atene.

        Per chi preferisse raggiungere Lesbo in nave, ogni giorno partono numerosi traghetti dal Pireo che raggiungono l’isola dopo circa 10-12 ore di viaggio.

        Sull’isola esistono numerose possibilità di alloggio; da quando Lesbo è diventata una meta popolare fra i birdwatchers, c’è stato un notevole incremento delle infrastrutture alberghiere, non solo nei tradizionali luoghi di villeggiatura balneare (Petra, Molivos, Mitilene, Skala Eressos), ma anche in altre zone fino ad allora solo marginalmente interessate dal turismo.

        Poiché Lesbo è relativamente grande ed i siti migliori per gli uccelli sono distribuiti un po' su tutto il suo territorio, la soluzione migliore è quella di fare base nella zona centrale dell’isola e da qui spostarsi in auto. Pertanto senza dubbio il luogo migliore per alloggiare è il paese di Skala Kallonì, proprio all’apice dell’omonima baia e dove sono concentrate le più importanti zone umide. Qui sono stati recentemente edificati diversi alberghi, che hanno anche il vantaggio di essere frequentati praticamente solo da birdwatchers e pertanto le possibilità di acquisire informazioni sono notevoli. Inoltre in tutti gli alberghi si trovano cartine e libri sugli uccelli dell’isola. C’è, tuttavia, da tenere in mente che è necessario prenotare l’alloggio con molti mesi di anticipo se si intende visitare Lesbo in Aprile e Maggio, i mesi in cui il numero dei birdwatchers è più elevato.

        Per spostarsi sull’isola, almeno dal punto di vista del birdwatcher, il modo migliore è, senza dubbio, noleggiare un’automobile presso una delle poche compagnie operanti, la cui base è l’aeroporto di Mitilini. I prezzi per un’auto di media cilindrata variano tra le 90.000 e le 100.000 lire al giorno, chilometraggio illimitato.

        Le strade sono quasi tutte asfaltate ed in buone condizioni, tranne qualche tratto in costruzione o in rifacimento; l’unica strada sterrata che richiede buona tecnica di guida ed una certa predisposizione a sopportare urti e sobbalzi è quella che va da Sigri a Skala Eressos, lungo la costa occidentale dell’isola ma che, tuttavia, è bene percorrere sia per la bellezza del paesaggio sia, soprattutto, perché è forse il miglior sito per vedere l’Usignolo d’Africa.

        E’ possibile spostarsi anche tramite gli autobus, che collegano tra loro quasi tutti i paesi e le città; tuttavia non sono frequenti e, cosa più importante, non fermano nei luoghi migliori per il birdwatching.

        Poiché l’isola greca dista meno di 10 Km dalla costa turca, a causa dei continui dissapori tra i governi dei due Paesi è bene non utilizzare macchine fotografiche in vicinanza delle numerose e ben segnalate basi militari; queste sono dislocate un po' dovunque, ma sono più numerose sulle cime dei principali monti e lungo la costa orientale (per fortuna questa parte dell’isola è la meno interessante per il birdwatching e si può fare a meno di visitarla).


 I siti

        In questa sezione vengono brevemente descritti solamente i siti migliori per vedere le specie tipiche di Lesbo nonché le principali zone umide. Non vengono trattati tutti i siti idonei dell’isola né vengono fornite cartine in quanto troppo spazio occorrerebbe per la loro descrizione. Per chi volesse avere informazioni più dettagliate consiglio di acquistare il libro: "Birding on the Greek Island of Lesvos" di Richard Brooks (si può ordinare presso "Books for birders", Sea Lawn, Coast Road, Cley next the Sea, Holt, Norfolk NR25 7RZ, England, FAX: 0044-1263741173); in questo bel libro è riportata la checklist completa commentata dell’isola nonché una descrizione dettagliata, con mappa e checklist, di tutti i siti per il birdwatching.


 [1] Skala Kallonì (Kallonì pool e Kallonì West River)

        Per chi ha scelto di alloggiare a Skala Kallonì, questi sono i primi siti da visitare; in realtà, visto che entrambi distano poche decine di metri dagli alberghi del paese, non c’è bisogno di programmare una giornata per la loro esplorazione in quanto ci si passa accanto praticamente ogni volta che si esce per strada!

        La Kallonì pool è un piccolo stagno stagionale quasi interamente di origine meteorica, soggetto pertanto a prosciugamento totale nei mesi estivi; ha una superficie di circa 1,5 ha e si trova a pochi metri dalla spiaggia dell’omonima baia. Pur trovandosi praticamente in paese, esso attira comunque una grande varietà di uccelli, specialmente durante i flussi migratori: aironi, cicogne, mignattai, rapaci, rallidi, limicoli, sterne e passeriformi sono i più rappresentati. Generalmente, se il prosciugamento non è troppo precoce, vi nidificano: Cavaliere d’Italia, Porciglione, Folaga, Gallinella d’acqua, Cutrettola capinera, Passera sarda, Canapino pallido, Cappellaccia. Nel tardo pomeriggio è solita recarvisi la Cicogna bianca a caccia di rane. Questo sito attira regolarmente anche specie rare, tra le quali il Gambecchio frullino e la Cutrettola testagialla orientale. Le possibilità fotografiche sono ottime in quanto la strada costeggia tutto il suo lato settentrionale, molto vicino all’acqua; tuttavia, data la sua ubicazione, è questo certamente uno dei siti più affollati dell’isola, pertanto è opportuno visitarlo la mattina presto.

        Subito al di fuori dell’abitato, a circa 300 m dal precedente sito, lungo la strada per Parakila, si trova il Kallonì West River e l’adiacente salicornieto, soggetto a periodico allagamento. Le strade per esplorarlo sono poche e brevi ed è quindi opportuno osservarne gli uccelli dalla strada principale; inoltre, poiché vi nidificano l’Occhione ed il Fratino, due specie rare e localizzate sull’isola, il disturbo potrebbe causare danni diretti ed indiretti alle covate. In quest’area non è raro imbattersi nella Cicogna nera a caccia lungo il fiume. Anche questo sito, nei periodi in cui è inondato, attira folte schiere di uccelli di molte specie, con buone possibilità fotografiche.


 [2] Kallonì East River

        E’ questo uno dei migliori siti dell’isola, almeno per quanto riguarda la varietà di specie che vi si possono trovare; inoltre, le osservazioni sono enormemente favorite dal fatto che quasi tutto il suo corso, fino allo sbocco in mare, è fiancheggiato da ambo i lati da due ottime strade sterrate che corrono sugli argini, i quali sono rialzati di un paio di metri rispetto al letto del fiume.

Ortolano grigio
(Emberiza caesia)

(foto Daniele Occhiato)

        Il fiume dista meno di 1 Km da Skala Kallonì e può essere raggiunto da una strada che parte dall’unica piazza del paese oppure dalla strada principale Kallonì-Mitilini, che lo attraversa.

        Sono moltissime le specie che possono essere osservate, tra le quali: tutti gli ardeidi, Cicogna bianca e Cicogna nera, Mignattaio, vari rapaci, tutti i rallidi, molte specie di limicoli, sterne e mignattini, Gruccione, Ghiandaia marina, Upupa, Martin pescatore, Picchio rosso mezzano negli oliveti, moltissime specie di passeriformi tra le quali il Canapino pallido, lo Zigolo capinero e l'Usignolo d’Africa. Nella zona più distale, dove il fiume scorre tra le colline, è possibile vedere l’Ortolano grigio, lo Zigolo cenerino (raro), la Silvia del Rüppell (rara), vari rapaci ed altro ancora. Ovviamente, anche questo sito attira regolarmente specie rare o poco comuni. Le possibilità fotografiche sono ottime, tuttavia, in Aprile e Maggio, è bene arrivare la mattina presto, prima che orde di birdwatchers poco inclini alla levataccia mattutina intasino le due strade sterrate ed impediscano lo scorrimento e la visione.


 [3] Potamia Valley e Kallonì Inland Lake

        La valle del fiume Potamia è certamente uno dei siti più importanti di Lesbo, tanto da meritare almeno due-tre visite, a piedi o in macchina. Si raggiunge molto facilmente percorrendo la strada Skala Kallonì-Parakila: dopo circa 300 m dal piccolo ponte sopra al Kallonì West River (sito 1), dalla strada principale, proprio all’altezza della prima curva a gomito verso sinistra, partono due strade sterrate che si dirigono una verso destra (e che porta al Kallonì inland lake) e l’altra di fronte, quasi ad angolo retto rispetto alla prima; da qui, dopo circa 1 Km, si raggiunge il primo ponte sul fiume Potamia, dove si può parcheggiare e proseguire a piedi o, poiché il percorso è abbastanza lungo, si può continuare in auto. La maggior parte del percorso è in pianura o in leggera salita e attraversa dapprima vasti oliveti, con piante molto vecchie, per poi salire più decisamente in ambiente misto querceti/oliveti e alle quote più elevate, pinete.

Picchio muratore di roccia
(Sitta neumayer)

(foto Daniele Occhiato)

        L’ambiente è ricco di affioramenti rocciosi e l’intero percorso è accompagnato dal trillo incessante del Picchio muratore di roccia. La valle, nella zona in cui predominano le querce, è il miglior luogo sull’isola dove vedere il Canapino levantino: pare ce ne siano circa 5 coppie, tuttavia, poiché è una specie molto schiva e sospettosa, si può sperare di osservarlo solo se si ha la fortuna di trovarne uno in canto. L’altra peculiarità della valle è la presenza dell’unica coppia di Monachella di Finsch presente sull’isola: è molto difficile riuscire a vederla, la migliore zona è l’alta valle, dove predominano gli affioramenti rocciosi (ma attenzione alla comune Monachella nella forma a gola scura, anch’essa presente proprio a partire da questa zona!). Altre specie tipiche del sito sono: l’Averla mascherata, la Chukar, l’ubiquitario Canapino pallido, il Picchio rosso mezzano (che qui è nel suo regno, vista la quantità di vecchi ulivi, dove ama scavare il nido), la Cincia dalmatina, la Bigia grossa, il Succiacapre, vari rapaci tra cui l’Aquila del Bonelli, la Poiana codabianca, il Biancone, lo Sparviero, l’Astore ed il Lanario, la Cicogna nera, la Ghiandaia con la ssp. atricapillus (testa bianca con vertice e mustacchio neri) ecc..

        Il Kallonì inland lake è un piccolo lago perenne, alimentato da un torrente, pertanto rimane allagato anche in piena estate. Non presenta particolarità ornitologiche di rilievo, tuttavia nei suoi dintorni sono comuni lo Zigolo capinero ed il Canapino pallido, vi si trova l’Averla mascherata, ed il Rondone pallido regolarmente vi caccia insetti al mattino presto. Merita comunque almeno una visita durante i flussi migratori, anche perché le possibilità fotografiche, dalla strada che ne costeggia un lato, sono davvero ottime.


 [4] Le saline di Kallonì (Kallonì Salt Pans)

        Anche questo è un sito che andrebbe visitato più volte, sia per la sua ampiezza che per la quantità di uccelli che vi si può rinvenire. Ci sono due accessi principali: 1) dal Kallonì East River, provenendo da Skala Kallonì e guadando il fiume sopra ad un’evidente colata di cemento, proseguendo poi lungo la strada sterrata che parte perpendicolarmente al fiume stesso; 2) dalla strada principale Kallonì-Mitilini, girando a destra in un’evidente strada sterrata che costeggia la prima vasca delle saline stesse (le saline costeggiano per un lato la strada principale stessa). Proseguendo questa strada, subito dopo la prima curva a sinistra c’è un piccolo edificio recintato sulla destra, da dove parte un’altra strada che costeggia l’intero perimetro della saline (e che si ricongiunge alla sterrata proveniente dall’East River). Questa sterrata diventa a tratti sabbiosa allorquando si arriva a costeggiare il mare, in una zona di dune cespugliose ove nidifica, ed è ben evidente, l’Usignolo d’Africa. Proseguendo, si raggiunge una zona che, però, normalmente in primavera è acquitrinosa, pertanto è bene lasciare la macchina subito alla fine della recinzione delle saline e poi proseguire a piedi. Se il fondo della sterrata lo permette, si può andare avanti finché non finisce l’ormai divenuta pista.

Usignolo d’Africa
(Cercotrichas galactotes syriacus)

(foto Daniele Occhiato)

        E’ praticamente impossibile fare l’elenco delle specie che si possono incontrare nella zona, specialmente durante i passi; mi limiterò a fare qualche nome: Marangone minore, Fenicottero (presente quasi tutto l’anno, ma più comune in inverno ed in primavera), quasi tutti gli ardeidi (non sono rari gruppi di decine di Aironi bianchi maggiori), Spatola, Mignattaio, Cicogna nera e Cicogna bianca, Casarca ed anatidi vari (perlopiù in inverno), praticamente tutte le specie di rapaci (più comuni, nel periodo adatto, le albanelle, specialmente la pallida, ed il Falco cuculo), quasi tutte le specie di limicoli (tra le quali non sono rare la Pernice di mare orientale, la Pavoncella spinosa, il Corriere di Leschenault), sterne e mignattini vari, Gruccione, passeriformi vari: molto rappresentati sono le varie specie di allodole e di "pispole" (tra cui particolarmente comune è la Pispola golarossa), ed in maggio lo Storno roseo è piuttosto comune ed evidente (anche in branchi di varie decine di individui). Vi nidificano regolarmente: il Cavaliere d’Italia, l’Avocetta, il Fratino, il Corriere piccolo, l’Occhione, la Pernice di mare, la Sterna comune, l’Averla cenerina (uno dei pochissimi siti per l’isola), lo Zigolo capinero, il Canapino pallido, la Calandrella (rarissima altrove).

        Le possibilità fotografiche sono discrete nelle zone aperte, ma scarse nelle saline perché le vasche sono lontane e separate dalla strada da un canale (lungo il quale nidifica il Cavaliere d’Italia, il Fratino e probabilmente la Pernice di mare).


 [5] Il "Derbyshire" e Achladeri

        Proseguendo lungo la strada Kallonì-Mitilini, dopo aver superato le saline, si prosegue in direzione Achladeri (si gira a destra ad un evidente incrocio); da qui si entra nel cosiddetto "Derbyshire". Nel primo tratto, a sinistra della strada, è presente una vasta zona allagata, con chiari di varia grandezza ed affioramenti rocciosi, mentre a destra si costeggia una bassa duna cespugliosa nella quale in genere sono presenti piccoli specchi d’acqua stagionali.

        Nella zona nidificano l’Usignolo d’Africa (raro) nonché alcune specie altrove rare e localizzate sull’isola: la Casarca, l’Occhione, il Calandro, la Calandrella ed il Culbianco; inoltre, la zona è ottima per le due cicogne, varie specie di ardeidi, rapaci, limicoli e sterne, mentre i passeriformi, al contrario, sono poco rappresentati.

        Proseguendo lungo la strada, si entra nel vero e proprio "Derbyshire", col suo tipico paesaggio di prati e pascoli alternati ed inframmezzati da pini. E’ l’ambiente adatto per rapaci e passeriformi (averle, cince, zigoli).

        Andando ancora avanti, poco prima della piccola baia di Achladeri (c’è una piccola taverna sulla destra, a fare angolo con la strada, dove si mangia dell’ottimo pesce fresco, appena pescato, ad un prezzo irrisorio), c’è, sulla sinistra per chi viene da Kallonì, una pineta aperta con un vecchio edificio abbandonato; è questa la migliore zona per vedere il Picchio muratore di Krüper sull’isola, poiché qui nidifica con 1-2 coppie nei vecchi fori scavati dal Picchio rosso mezzano. Vi si possono osservare, inoltre, l’Averla mascherata, lo Sparviero, il Cuculo, la Passera lagia, la Cicogna nera e varie specie di cince e fringillidi.


 [6] Da Parakila ad Eressos

        Da Parakila si entra nel settore più spettacolare dell’isola, caratterizzato da paesaggi aspri ed aperti, con scarsissima presenza di alberi (tranne che nelle valli e nei dintorni dei centri abitati) e con la costante presenza di affioramenti rocciosi in tutti i suoi possibili aspetti.

Zigolo capinero
(Emberiza melanocephala)

(foto Daniele Occhiato)

        Questo è il primo tratto degno di essere esplorato, e si svolge tutto lungo la strada principale Kallonì - Eressos; è un’ottima strada per le osservazioni, in quanto la carreggiata è larga ed il traffico è scarso, pertanto ci si può fermare spesso ai lati della strada senza creare problemi alle altre vetture. Inoltre, numerose sterrate laterali partono dalla strada principale inoltrandosi nell’interno o verso la costa.

        In questo tratto di strada, lungo diversi chilometri, la specie più comune è sicuramente la Monachella, seguita dalla Cappellaccia e dal Picchio muratore di roccia. Piuttosto comune è anche l’Ortolano grigio. Altre specie visibili sono: Poiana codabianca, Biancone, Sparviero levantino, Falco della regina, Chukar, Rondine montana e Rondine rossiccia, Cincia dalmatina, Zigolo capinero, Canapino pallido, Bigia grossa, Passera lagia, Corvo imperiale. Tra i rapaci notturni, comune e confidente è la Civetta. Tuttavia la vera star di questa zona, specialmente nel tratto tra Agra e Messotopos, è lo Zigolo cenerino, visibile qui meglio che in ogni altro sito dell’isola.


 [7] Eressos - Monastero di Ipsilou - Faneronemi

        Questo tratto, almeno fino al vecchio monastero, è, paesaggisticamente, il più bello dell’isola e merita sicuramente più di una visita, magari in diversi momenti del giorno per godere delle variazioni di illuminazione. Le specie di uccelli che si possono incontrare sono le stesse del tratto precedente, con l’importante aggiunta del Culbianco isabellino, localizzato sull’isola solo intorno al Monastero di Ipsilou. Ve ne sono circa 5 coppie che nidificano sul terreno nelle tane abbandonate dai roditori (N.B.: quasi in cima al monastero è presente una postazione militare, pertanto non utilizzate macchine fotografiche negli immediati dintorni). Altra specie nidificante, scarsa e localizzata altrove, è la Tottavilla, che può essere osservata nei dintorni del Foresta Pietrificata (non lasciatevi incantare dal nome, non merita una visita per come è stata ridotta....); inoltre, tutta la zona è ottima durante le migrazioni, specialmente per i passeriformi ed i rapaci.

        Oltrepassata la "foresta" (ed un’altra postazione militare....), la strada scende verso la località balneare di Sigri; questa è la miglior zona per vedere il Grillaio, poiché la specie nidifica sugli isolotti proprio di fronte al paese e regolarmente arriva sull’isola principale per cacciare. Da Sigri si prosegue verso Faneronemi, altra località balneare che, in condizioni normali, non avrebbe grandi cose da offrire al birwatcher; tuttavia, poiché vi sbocca un torrente bordato da tipica vegetazione igrofila, nonché vi è praticata una certa agricoltura, è praticamente la sola oasi di verde presente in tutta la zona, pertanto il luogo diventa quasi magico durante i flussi migratori, specialmente quello autunnale. Inoltre qui è stato più volte osservato il Pettirosso golabianca (Irania gutturalis) in canto, pertanto una visita è davvero d’obbligo.


 [8] Sigri - Skala Eressos

        Questo tratto, dal paesaggio piuttosto variato, costeggia dapprima uno dei tratti di spiaggia più belli dell’isola, per poi inoltrarsi nell’interno in un ambiente collinare arido e selvaggio fino a giungere in una valle fluviale dall’eccezionale fioritura di Oleandro; da qui la strada risale per proseguire verso Skala Eressos. Purtroppo, questo è l’unico sito, tra quelli proposti, ad avere una strada sterrata veramente in pessimo stato, almeno nel suo tratto centrale (da punto in cui ci si allontana dal mare fino al fiume degli oleandri); in realtà, il fondo stradale non richiede l’utilizzo di una 4x4 ma è sufficiente procedere con molta cautela per non finire fuori strada o danneggiare l’auto urtando qualche sasso.

        Sebbene possa essere osservato in altri punti dell’isola con relativa facilità, questo è comunque il miglior sito per vedere l’Usignolo d’Africa; specialmente lungo la valle fluviale, vi nidificano diverse coppie, non facili comunque, qui come altrove sull’isola, da avvicinare a pochi metri. Altre specie comuni sono: l’Ortolano grigio, la Monachella, la Cappellaccia, lo Zigolo capinero, la Civetta, il Picchio muratore di roccia, vari rapaci (Pellegrino, Grillaio, Poiana codabianca, Falco della regina), ecc.... Ottime le possibilità fotografiche, anche perché veramente poche sono le vetture che si spingono fin qui!


 [9] Petra - Molivos

        Questo sito, nonostante sia sicuramente il tratto più "turistico" di Lesbo per la presenza delle due stazioni balneari più rinomate, merita comunque una visita perché è il luogo migliore dove vedere la Silvia del Rüppell sull’isola.

Silvia del Rüppell
(Sylvia rueppelli)

(foto Daniele Occhiato)

        La strada tra i due centri, infatti, costeggia una bellissima macchia mediterranea dove nidificano una decina di coppie di questo raro e localizzato sylviidae. Il miglior punto dove osservarla è l’ultimo promontorio sul mare, prima che la strada inizi a scendere andando verso Molivos; qui è presente un piccolo spiazzo sul lato sinistro della strada, bordato da una recinzione, da dove parte un sentierino che scende verso il mare attraversando la macchia mediterranea. Con un po' di attenzione e silenzio non sarà difficile scorgere un maschio in canto sulla cima di un lentisco o di un sasso. Altre specie di rilievo, oltre ai soliti Zigolo capinero, Canapino pallido ecc..., sono: il Gabbiano corso, che nidifica con poche coppie sugli isolotti di fronte, così come il Marangone dal ciuffo (meglio rappresentato sul versante orientale di Lesbo); inoltre è presente il Passero solitario, la Sterpazzolina, la Chukar, il Picchio muratore di roccia e, nelle vallate dietro a Molivos, il Canapino levantino (raro). Tra i rapaci si segnala il Lodolaio, il Falco della regina, il Biancone, la Poiana codabianca e raramente l’Aquila del Bonelli, proveniente dal massiccio del M. Lepetimnos.


 Altri siti

        Sono veramente numerosi ed impossibili da elencare i siti interessanti dell’isola oltre a quelli già descritti; comunque, se il tempo lo permette, una visita può essere fatta ai boschi di Castagno di Agiassos (Picchio muratore di Krüper, Tordo bottaccio, Luì bianco orientale, Ortolano), al M. Lepetimnos (rapaci), alle pinete e alle altre numerose zone umide dell’isola: le Saline di Polichnitos, la piccola palude di Parakila ed il canneto di Dipi Larssos (almeno in periodo di migrazione).


 Conclusioni

        Come già riferito, pur essendo un’isola relativamente "piccola", Lesbo possiede un’avifauna molto ricca e variata, sia in termini di specie nidificanti che svernanti e di passo. Durante il nostro viaggio, nella prima quindicina di Giugno, nonostante la migrazione primaverile fosse già terminata, siamo comunque riusciti ad osservare ben 102 specie in 10 giorni, delle quali solo 6 erano migratrici; ciò vuol dire che nel periodo migliore, il mese di Maggio, esplorando tutti i diversi ambienti, con particolare riguardo alle zone umide, ci si può aspettare di vedere non meno di 150 - 170 specie, un numero davvero considerevole per un’isola di queste dimensioni. Molti migratori, infatti, sono comuni e diffusi sull’isola, mentre le specie residenti e quelle estive nidificanti si possono osservare con relativa facilità. Infine, per i fotografi, molte specie sono estremamente confidenti e le possibilità fotografiche sono davvero ottime.


Per concludere, ecco la check-list degli uccelli da noi osservati dal 30 Maggio all’8 Giugno:

Tuffetto, Marangone dal ciuffo, Tarabusino, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Garzetta, Airone cenerino, Airone bianco maggiore, Cicogna nera, Cicogna bianca, Fenicottero, Biancone, Falco di palude, Sparviero, Poiana, Poiana codabianca, Aquila del Bonelli, Grillaio, Gheppio, Lodolaio, Falco della regina, Pellegrino, Chukar, Folaga, Gallinella d’acqua, Cavaliere d’Italia, Avocetta, Occhione, Pernice di mare, Corriere piccolo, Fratino, Gabbiano corso, Gabbiano reale mediterraneo, Sterna comune, Fraticello, Colombaccio, Tortora dal collare, Tortora, Cuculo, Barbagianni, Civetta, Succiacapre, Gruccione, Rondone, Rondone pallido, Rondone maggiore, Upupa, Picchio rosso mezzano, Cappellaccia, Calandrella, Tottavilla, Rondine, Rondine rossiccia, Balestruccio, Cutrettola, Ballerina gialla, Ballerina bianca, Scricciolo, Usignolo d’Africa, Usignolo, Saltimpalo, Culbianco, Culbianco isabellino, Monachella, Monachella di Finsch, Passero solitario, Merlo, Tordo bottaccio, Usignolo di fiume, Beccamoschino, Cannareccione, Canapino pallido, Sterpazzolina, Occhiocotto, Bigia grossa, Silvia di Rüppell, Cincia dalmatina, Cinciarella, Cinciallegra, Picchio muratore di Krüper, Picchio muratore di roccia, Rampichino, Averla piccola, Averla capirossa, Averla mascherata, Ghiandaia, Cornacchia grigia, Taccola, Corvo imperiale, Passero domestico, Passera sarda, Passera lagia, Fringuello, Verdone, Cardellino, Fanello, Verzellino, Zigolo nero, Zigolo cenerino, Ortolano, Ortolano grigio, Zigolo capinero, Strillozzo.

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2000, Quaderni di birdwatching

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