Quaderni di birdwatching Anno II - vol. 3 - aprile 2000

Basic birdwatching
Titolo

di Roberto Garavaglia

Maschio adulto di
Smergo maggiore (Mergus merganser)

(foto Roberto Garavaglia)

        In entrambi i primi numeri di questa rubrica che dedichiamo ai "fondamentali" del birdwatching abbiamo parlato di limicoli. Adesso è ora di cambiare. Non perché l’argomento limicoli sia esaurito, certamente no: le specie sono così numerose, anzi, sono decisamente troppe. Si può sapere che diavolo di bisogno c’era di avere così tanti limicoli differenti eppure così simili tra di loro? Per cui, lasciamoli perdere per il momento. Ci ritorneremo comunque in futuro, perché i limicoli sono un gruppo problematico, ma sono anche tra gli uccelli che è più frequente incontrare e osservare in qualunque zona umida.

        Questa volta vogliamo affrontare una coppia di specie strettamente imparentate tra loro: lo Smergo minore (Mergus serrator) e lo Smergo maggiore (Mergus merganser).

 GLI SMERGHI

        Gli smerghi fanno parte del vasto gruppo che comprende cigni, oche e anatre (l’ordine degli Anseriformi), all’interno del quale costituiscono il genere Mergus. Sono uccelli acquatici, tuffatori, di discrete dimensioni, caratterizzati da un becco uncinato, stretto e lungo e con i margini seghettati, che subito svela la loro dieta a base di pesce. In Europa sono presenti due specie solamente (la Pesciaiola, che viene anch’essa considerata di solito un smergo, ma che ha l’apparenza molto più simile a quella di un’anatra, viene classificata in un suo genere a parte: Mergellus) ed entrambe nidificano alle alte latitudini: lo Smergo minore principalmente in Scandinavia, Russia, Scozia e Islanda, mentre lo Smergo maggiore è anche presente, seppure in maniera limitata, lungo i maggiori fiumi dell’Europa centrale e si spinge a sud fino all’Austria e alla Svizzera. Nidificano nelle cavità degli alberi, e utilizzano volentieri i nidi artificiali.

 DOVE E QUANDO

        Entrambe le specie sono migratrici e compaiono in Italia solo durante l’autunno e l’inverno.

        Il primo ad arrivare è lo Smergo minore, che può comparire già dalla fine di agosto; a partire dalla fine di febbraio, se ne ritorna verso le aree di riproduzione, ma si può osservare anche fino ad aprile. Gli individui che svernano in Italia sembrano provenire dall’Europa nord-orientale e dalla Russia.

        Lo Smergo maggiore comincia la sua migrazione più tardi e raggiunge l’Italia in novembre, per ripartire ai primi di marzo.

        Dei due, il primo è di gran lunga il più frequente, con i contingenti maggiori lungo le coste e nelle lagune dell’alto Adriatico, dove possono essere presenti anche centinaia di individui; altri siti importanti sono i laghi di Lesina e Varano, in Puglia. Buone presenze si possono avere anche nella laguna di Orbetello e lungo tutte le coste del medio Adriatico e dell’alto Tirreno. I censimenti annuali degli acquatici svernanti nel periodo 1991-95 hanno rivelato una popolazione svernante di circa 1.500 individui, ma che si ritiene certamente sottostimata a causa della mancanza di copertura di estesi tratti della costa marina.

        Lo Smergo maggiore in Italia è molto più raro. Si ritiene che gli individui che compaiono da noi siano quelli della popolazione dell’Europa centrale, spinti a sud delle Alpi solo in occasione di inverni particolarmente rigidi. Ne viene interessata solo l’Italia settentrionale, con un numero di esemplari dell’ordine delle decine. Nell’Italia centro-meridionale le osservazioni risultano sporadiche e irregolari. Incredibilmente, nel 1996 una coppia ha nidificato nel Veneto. Le acque preferite sono quelle della laguna veneta e dei principali laghi e fiumi della Pianura Padana. Sui laghi della Svizzera (che comunque è facilmente raggiungibile dalle città del nord Italia), i contingenti sono invece molto più numerosi e, cosa che non guasta, in alcuni casi anche molto confidenti e avvicinabili. Gruppi nutriti si possono osservare a Ginevra, sui laghi di Lucerna, Neuchatel, Zug e Zurigo, così come sul più distante lago di Costanza.

siti di svernamento
dello Smergo maggiore (sinistra) e dello Smergo minore (destra)
(da Biologia e Conservazione della Fauna vol. 101)

 IDENTIFICAZIONE

        Di dimensioni abbastanza grandi, con il corpo allungato, sono grossi all’incirca come una strolaga, e più piccoli di un Cormorano; in acqua nuotano con un profilo piuttosto basso, tuffandosi di frequente quando sono alla ricerca di cibo. Li si vede spesso in piccoli gruppi, specialmente lo Smergo minore.

        I maschi, con il loro piumaggio dai colori vivaci, attirano subito l’attenzione; le femmine, come nella maggior parte degli uccelli acquatici, sono più mimetiche e uniformi e rappresentano l’unica vera difficoltà di identificazione.

        Gli smerghi completano la muta entro novembre per cui, nel caso dello Smergo maggiore, praticamente tutti gli adulti che possiamo incontrare hanno già sviluppato del tutto il loro piumaggio. Con gli Smerghi minori, che sono i primi ad arrivare, abbiamo invece la possibilità di osservare anche i maschi in eclisse. In entrambe le specie, gli individui al primo inverno sono del tutto simili alle femmine, solo un po’ più sbiaditi; i giovani maschi, però, durante il corso dell’inverno cominciano la muta e si presentano sempre più simili agli adulti, tranne che per le ali, che mantengono il colore grigiastro giovanile.

Separazione dagli altri uccelli acquatici simili

        Uno smergo distante, specialmente una femmina, può venire confuso con una strolaga. Nei maschi, il carattere distintivo principale è costituito dai lati del corpo bianchi (le ali e, nello Smergo maggiore, anche tutti i fianchi), evidenti anche da lontano, mentre le strolaghe in inverno appaiono grigio scuro fino alla linea di galleggiamento. Solo in caso di acque agitate, i fianchi potrebbero non essere visibili.

Femmina adulta di
Smergo maggiore (Mergus merganser)

(foto Roberto Garavaglia)

        Le femmine sono un poco più difficili, perché non hanno un carattere del piumaggio che le distingua immediatamente dalle strolaghe. La femmina dello Smergo maggiore presenta la testa e il collo scuri, che contrastano con il petto bianco; inoltre, la gola bianca può spesso essere vista anche a notevole distanza, ed è un carattere che non è presente in nessuna strolaga. Le strolaghe in abito invernale hanno la gola e il petto pallidi, che non mostrano contrasto. La femmina dello Smergo minore è quella che può causare più confusione, perché ha petto e gola di colore uniforme e spento. Bisogna soprattutto fare affidamento sull’aspetto generale, prima di tutto il becco: rosso, sottile e lungo negli smerghi; grigio, più robusto e corto nelle strolaghe (la Strolaga minore ha comunque un becco piuttosto sottile). Poi la testa: gli smerghi hanno tutti una cresta, un vero e proprio ciuffo, più o meno fitto e spettinato, che gli arruffa la parte posteriore della testa, mentre la testa delle strolaghe appare sempre liscia. Attenzione però, che quando sono intente a nutrirsi e si tuffano con frequenza, il piumaggio bagnato della cresta può diventare appiattito sulla testa e non essere evidente. In buona luce, il colore grigio neutro del dorso delle strolaghe è ben diverso dal grigio-brunastro più caldo della femmina di Smergo minore.

Femmina adulta di
Smergo minore (Mergus serrator)

(foto Gianni Conca)

        Un altro utile indizio sono le abitudini solitarie delle strolaghe: anche se vi sono presenti più individui, tendono a mantenersi lontane le une dalle altre. Al contrario, gli smerghi si osservano di solito in piccoli gruppi; ovviamente, questo non vale per lo Smergo maggiore: data la sua rarità in Italia non è facile incontrarne più di uno alla volta.

        Quando gli uccelli sono in volo, tutto si fa più difficile: il volo basso sull’acqua con le ali arretrate rispetto al corpo e il collo allungato, li fa assomigliare moltissimo alle strolaghe, nonostante siano volatori più agili e veloci. Il carattere diagnostico ci viene dato dal pannello bianco nella parte interna dell’ala (vicina al corpo), presente sia nei maschi che nelle femmine di entrambi gli smerghi.

        Più improbabile è la confusione con i Cormorani. Questi ultimi, anche se hanno più o meno lo stesso profilo sull’acqua e comportamento simile, sono molto più grandi, completamente neri con il becco giallo. Solo gli immaturi sono biancastri sul davanti: gola, petto e addome. Anche in condizioni pessime di osservazione, il colore nero, il collo lungo con il becco spesso rivolto all’insù, la testa liscia senza cresta e il modo di tuffarsi, con un distinto salto fuori dall’acqua, dovrebbero indicare chiaramente il Cormorano.

        Le dimensioni nettamente maggiori fanno sì che non vi possa essere confusione con nessuno degli svassi, che in volo mostrano anch’essi del bianco sulle ali.

        La distribuzione dei colori nei maschi, soprattutto dello Smergo maggiore (testa scura che da lontano sembra nera, fianchi bianchi, dorso nero) è simile a quella del Quattrocchi, ma la differenza nelle proporzioni generali è notevole: il Quattrocchi è una classica anatra, molto più piccola, rotonda e paffuta e con grande galleggiabilità: il corpo quasi tutto fuori dall’acqua, quando emerge viene su come un tappo.


SMERGHI STROLAGHE
(in inverno)
CORMORANI
habitat e comportamento uccelli acquatici tuffatori
aspetto e dimensioni medio-grandi, corpo allungato, profilo basso sull’acqua
becco rosso, lungo e appuntito grigio, più corto e robusto giallastro, con pelle facciale gialla
forma della testa con una cresta, più o meno ispida liscia liscia
ali nere con specchio alare bianco uniformemente scure completamente nere
maschi testa verde scuro, fianchi bianchi, dorso nero, pancia bianca capo e dorso grigio scuro; gola, petto e pancia bianchi quasi completamente neri, alla fine dell’inverno mostrano la faccia e i "calzoni" bianchi.
femmine testa bruno-rossastra, petto e pancia bianchi, corpo grigiastro
immaturi simili alle femmine petto e pancia grigio-biancastri

Separazione delle due specie di smergo

        L’habitat frequentato è un primo e utile indizio per la loro separazione, sebbene non distintivo con certezza.

        Lo Smergo minore, durante lo svernamento, frequenta soprattutto gli ambienti con acque salate: i tratti di costa riparata e poco profonda, le lagune e i laghi costieri; può anche entrare nei porti. Al contrario, lo Smergo maggiore predilige le acque più dolci: le paludi costiere, i grandi laghi subalpini, il corso e la foce dei fiumi; solo raramente lo si trova in mare aperto, quando le acque interne sono ghiacciate.

Separazione delle due specie di smergo: i maschi
Caratteri distintivi dei maschi di Smergo maggiore (a sinistra) e di Smergo minore (a destra)

In acqua

        Distinguere i maschi dei due smerghi non è una cosa difficile: anche a distanza, i maschi di Smergo minore appaiono scuri sul petto e i fianchi, dove invece lo Smergo maggiore è completamente bianco. Anche la sagoma della testa è diversa: lo Smergo minore ha una cresta con ciuffi lunghi e spettinati, mentre nello Smergo maggiore la cresta è compatta e sembra una grossa sporgenza bulbosa sul dietro della testa.

        Le femmine delle due specie sono molto più somiglianti tra loro: come già detto, sono uccelli dai colori uniformi e senza grandi contrasti. Il miglior carattere è costituito dal colore bruno scuro della testa e del collo della femmina dello Smergo maggiore, che è nettamente diviso dal bianco del petto, creando una linea di demarcazione ben definita. Inoltre, il mento bianco spicca chiaramente e può essere visibile anche a distanza. La femmina dello Smergo minore è ancora più priva di contrasti: la testa, la gola e il collo sono di un colore più sbiadito, che sfuma nel biancastro del petto senza creare alcuna impressione di contrasto. In entrambe le specie è evidente la cresta ispida, ma nelle femmine dello Smergo minore è più rada e arruffata.

Separazione delle due specie di smergo: le femmine
Caratteri distintivi delle femmine di Smergo maggiore (a sinistra) e di Smergo minore (a destra)

In volo

        Qui le cose si fanno più complicate. Entrambe le specie hanno degli evidenti pannelli alari bianchi, più grandi nei maschi che nelle femmine.

        Il più facile da riconoscere è lo Smergo maggiore, nel quale la testa scura contrasta con il collo e le parti inferiori bianche, un carattere valido sia per i maschi che le femmine.

        I maschi di Smergo minore in volo appaiono generalmente più scuri, per via del petto bruno e delle parti inferiori grigiastre, non di un bianco puro come nello Smergo maggiore. Inoltre, la testa scura e il petto bruno striato (ma che appare scuro) separano un netto collare bianco, visibile anche negli uccelli in volo. Oltre alla mancanza di contrasto tra testa, collo e petto, nelle femmine l’unico carattere cui si può ricorrere è dato dalla sottile linea nera che divide il pannello alare bianco nel senso della lunghezza dell’ala.


SMERGO MAGGIORE SMERGO MINORE
   maschio cresta "piena", compatta cresta con ciuffi
petto e fianchi bianco puro petto bruno, fianchi grigiastri, spalle nere
testa e alto collo verde scuro quasi nero, che contrasta con il bianco del petto testa verde scuro quasi nero, petto bruno, che evidenzia il collare bianco
pannello alare bianco intero pannello alare bianco diviso da due linee nere
   femmina testa e collo marrone scuro, che staccano nettamente con il petto bianco testa e collo bruno chiaro, che sfumano verso con il petto chiaro
mento bianco, evidente mento senza contrasti
dorso grigio neutro dorso grigio-brunastro
pannello alare bianco intero pannello alare bianco diviso da una linea nera

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2000, Quaderni di birdwatching

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