Quaderni di birdwatching Anno II - vol. 4 - ottobre 2000

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Titolo

di Andrea Corso

        Il Capovaccaio (Neophron percnopterus) è una specie di rapace in continuo declino su tutto il suo areale (Levy 1996) con un decremento in alcune aree del 40-60%. Attualmente sono stimate circa 2.000 coppie (Forsman 1999) di cui almeno 1.350 nella sola Spagna (Forsman 1999).

         In Italia il declino appare ancora più vistoso che in altre nazioni; infatti, si sta velocemente arrivando alla sua estinzione con un decremento da circa 40 coppie tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90. Attualmente sono presenti in Sicilia, Calabria e Basilicata, non più di 10 coppie riproduttive, e ne vengono stimate in totale, non più di 15-17. Le cause reali sono ad oggi sconosciute ma includono sicuramente la persecuzione diretta, la perdita di habitat idonei, i cambiamenti nella pastorizia e agricoltura, l’avvelenamento diretto e l’uso dei pesticidi. In particolare è possibile che ci siano ingenti problemi ancora a noi sconosciuti nei quartieri di svernamento africani.

        Oltre che nidificante, in Italia, il Capovaccaio è specie migratrice e svernante irregolare. La presente nota fornisce un quadro generale sulla sua migrazione nel nostro paese e in Europa.


 MIGRAZIONE IN ITALIA

        L’unica rotta ben seguita e studiata dove il Capovaccaio passa regolarmente in Italia è lo Stretto di Messina. Per questo sito sono disponibili dati relativi ai mesi di aprile e maggio dal 1984 al 2.000 (tab. 1). Purtroppo le osservazioni autunnali nella stessa aree possono dirsi quasi inesistenti e quindi non consentono una stima del passaggio autunnale.

anno Sicilia Calabria
1984 14  
1985 1  
1986 8  
1987 7  
1988 4  
1989 7  
1990 6  
1991 4  
1992 5  
1993 6 8
1994 9
1995 10
1996 3  
1997 4 11
1998 14
1999 15
2000 9 6


tab. 1: Individui di Capovaccaio censiti in migrazione sullo Stretto di Messina negli anni 1984-2000. Per gli anni ’94-’95 e ’98-’99 i conteggi per il versante siciliano e calabrese sono cumulativi.

        Si nota come il numero di individui di Capovaccaio osservati sullo Stretto di Messina sia abbastanza costante; sono stati osservati in 17 anni di studio 151 ind. (min.-max. 1-15) per una media stagionale di 8.8 ind. In 6 dei 17 anni di studio sono stati contati 14-15 ind. e in 4 anni 6-7 ind. Solo nel 1985 è stato visto un singolo individuo. Le differenze annue possono imputarsi a differente copertura del territorio in termine di numero di osservatori coinvolti e aree coperte o, più verosimilmente, al fatto che in alcuni anni degli individui certamente sfuggono all’osservazione per questioni metereologiche (cielo coperto, venti particolari) o per altre cause. In particolare, l’orografia del territorio sul versante siciliano sembra favorire un passaggio dei Capovaccai che facilmente sfugge all’osservazione: a conferma di ciò ad esempio nel ‘93 furono visti 6 ind. in Sicilia e 8 sul versante calabro, nel ‘97 4 contro 11 sul versante calabro. Di norma, comunque, sono molto più cospicui i contingenti di rapaci osservati sul versante siciliano piuttosto che su quello calabrese.

        Considerate tutte queste cause, si può ipotizzare che il numero di Capovaccai che ogni primavera transita sullo Stretto è tra 15 e 30 ind. Stranamente, ad ogni modo, in questo sito sembra si sia registrata una tendenza contraria al suo status in Italia e in Europa; infatti, il trend apparirebbe positivo con un incremento effettivo nelle osservazioni.

        Per quanto riguarda il periodo di passaggio questo è molto lungo e va da fine febbraio-primi di marzo a fine maggio-metà giugno (oss. pers., C. Cardelli com. pers.).Ci sono ogni primavera osservazioni di pochi individui principalmente a metà-fine marzo, non inclusi nei totali ottenuti durante i campi di studio riportati in tab. 1 (C. Cardelli com. pers.; Agostini & Malara 1997).Questi individui potrebbero essere i pochi nidificanti nella penisola italiana o nella vicina Croazia ed Herzigovina. Nei periodi di studio (aprile e maggio) si nota un passaggio molto concentrato con un primo picco verso la fine della terza decade di aprile e poi una nella prima e seconda decade di maggio. Negli ultimi anni si è registrato un rilevante passaggio anche molto ritardato, nella terza decade di maggio inoltrata, con un terzo picco evidente. Ad esempio 3 ind. adulti assieme sono stati osservati a fine maggio ‘98 e altri nello stesso periodo tra il ‘98 e il ‘00 (C. Cardelli com. pers.). Inoltre esistono osservazioni per giugno ed evidenze di una migrazione sino ad almeno la metà del mese. Dove vadano e che facciano questi individui adulti così tardivi resta sconosciuto. Risulta improbabile che siano dei riproduttori; comunque, la presenza di coppie di adulti non riproduttori pare essere diffusa e comune in tutto l’areale della specie (oss. pers.; Levy 1996). Le date con maggiore passaggio in assoluto restano comunque tra il 3-7 maggio e il 13-16 maggio- con sino a 4-6 ind. in un solo giorno- in coincidenza col picco del passaggio di rapaci in genere, in particolare del Pecchiaiolo, Pernis apivorus, col quale spesso si consocia. A questo proposito, Dimarca e Iapichino (1984) riportano l’11,1% di associazione di volo col Pecchiaiolo, essendo il Capovaccaio secondo solo al Nibbio bruno, Milvus migrans (16,0%) come specie cui il Pernis consocia. Il dato è confermato dalle mie osservazioni frequenti di ind. di Capovaccaio in volo di migrazione in mezzo a stormi, anche ingenti, di pecchiaioli. La specie si associa in alcune occasioni anche con Cicogna nera, Ciconia nigra (oss. pers.).

        L’age ratio degli individui in migrazione sullo Stretto, e in generale su tutto il territorio nazionale, è in netto favore dei soggetti adulti o al 5° calendario con circa l’80% del totale per stagione.

        I pochissimi individui del tutto scuri (solo 3 tra il 1990 e il 2.000 da me osservati) non sono juveniles di ritorno in primavera nel loro 2° calendario (primo anno di vita) come ritenuto in passato ma piuttosto individui al loro 3° calendario (2° anno di vita) di poco differenziati nel piumaggio (Corso ined.). Infatti si è visto come moltissimi giovani passino tutto il loro primo anno sino al 2° inverno nei quartieri di svernamento in Africa (Yosef 1996).

        Normalmente, gli adulti passano prima degli immaturi, anche se negli ultimi anni sempre più di frequente si osservano adulti migrare molto tardi (vedi sopra).

        In autunno, esistono dati pubblicati per l’Appennino catanzarese dove sono stati osservati 5 individui nel 1994 e 3 nel 1996 ma nessuno nel ‘92 e ‘93 (Agostini & Logozzo 1995; Agostini & Logozzo 1997).

Capovaccaio adulto in volo - foto S. Grenci 2000

        Interessantissime e di difficile interpretazione appaiono invece le osservazioni effettuate in agosto-settembre sull’isola di Marettimo (Sicilia occidentale); qui Agostini et al. (in stampa) hanno contato tra 25 e ben 70 individui, quasi tutti adulti. Non essendoci osservazioni di Capovaccai in migrazione autunnale nè sul promontorio del Circeo (Corbi et al. 1999) nè sull’isola di Capri (Jonzen & Pettersson 1999) e solo scarse e saltuarie sull’Appennino catanzarese (opere citate) e sullo Stretto di Messina (C. Cardelli in verbis) la provenienza e le rotte usate da questi cospicui contingenti sono un vero mistero. Agostini (in verbis) ipotizza si tratti di individui estivanti in Sicilia e in Italia meridionale; rimane però difficile da pensare che così tanti soggetti restino per tutta l’estate inosservati da chi in queste aree segue i rapaci nidificanti. In effetti, ogni estate, spesso si osservano alcuni individui solitari o coppie in diverse zone dove non si conoscono coppie riproduttrici (oss. pers.; Grenci com. pers.; Visceglia com. pers.; Salerno com. pers.) ma il numero non è mai così elevato.

        Resta però il fatto che a Cap Bon, Tunisia, ogni primavera si osservano numerosi Capovaccai migrare verso la Sicilia; ad esempio 50 tra il 24.3 e il 18.5 1985 (T. Gaultier ined.), 144 tra fine marzo e fine maggio 1990, 103 nello stesso periodo nel ‘91 e 119 nel ‘92 (Hein & Kisling 1991, 1992). Dove si disperdono poi tutti questi individui? Se si stima che sono 20-30 quelli che transitano per lo stretto di Messina, da dove passano tutti gli altri o dove si fermano?

        Al di fuori dello Stretto di Messina e di Marettimo le osservazioni in siti di migrazione sono sporadiche e casuali. Ad esempio sul promontorio del Monte Conero dal 1987 al 2.000 sono stati osservati solo 1-2 individui (Gustin com. pers.; Borioni 1993).

        In tutta l’Italia centrale e settentrionale risulta infatti un accidentale o migratore irregolare con in totale non più di 25-30 segnalazioni. Stranamente negli ultimi anni a fronte della sua rarefazione come nidificante si è registrato invece un aumento delle osservazioni di individui erratici fuori dall’areale della specie, sia in Italia che in centro-nord Europa. In particolare sono state effettuate diverse osservazioni in Toscana, Lazio, Friuli Venezia-Giulia e Marche (Liberatori et al. com. pers.).

 MIGRAZIONE IN EUROPA

         Durante le migrazioni in Europa usa le principali rotte seguite da gran parte delle specie europee di rapaci, in particolare quindi lo Stretto di Gibilterra e quello del Bosforo. Il numero di soggetti osservati è sempre superiore in autunno rispetto alla primavera in tutto l’areale. Anche da i conteggi effettuati nei due siti principali sopra riportati si nota una netta inflessione nel numero di individui contati.

        A Gibilterra, tra il 21 agosto e il 14 novembre 1972 vennero contati 3.768 individui, nel 1974 più o meno nello stesso periodo i conteggi scendevano a 2.122, nel 1976 a 1.315 e a 1.313 nel 1977 (Bernis 1980). Più di recente sono stati contati, ancora in autunno, "solo" 418 ind. nel 1997 (Pograma Migres 2.000) ma nuovamente 1.568 ind. nel 1998 (Cuenca 1999). Sul Bosforo, da i 554 ind. dell’autunno 1971 si è scesi a 283 nel 1972 e 136 nel 1980. Purtroppo mancano dati recenti per una attuale comparazione. La mancanza di dati recenti pubblicati sfortunatamente impedisce una realistica analisi dei dati ed è comune a tutti i principali siti europei di migrazione.

        In Portogallo, osservazioni effettuate a Capo Sagres, nel sud del paese, dal 23 settembre al 13 ottobre hanno fornito un censimento di 109 Capovaccai (Palma & Beja 1994); tale conteggio però potrebbe essere fortemente inferiore al reale numero di individui che passano da questo sito dato il tardivo inizio delle osservazioni sistematiche. A Gibilterra infatti, si è notato un primo picco di passaggio verso fine agosto; nel 1972, 435 ind. furono contati il 22 agosto. Incredibilmente però, un ulteriore picco viene notato verso inizio novembre e nello stesso anno 431 ind. vennero contati il 2 novembre, a distanza di circa 2 mesi e mezzo dal primo picco effettivo.

        Ad Orgambideska, Col Libre, Francia, vengono contati annualmente tra 5 e 20 ind. (Sagot & Tanguy Le Gac 1984; J. Dumache com. pers.) tra fine agosto e i primi di novembre.

        A Malta è specie rara ed irregolare con solo 1 ind. osservato durante le osservazioni autunnali tra il 1997 e il 1999 (M. Sammut com. pers.). Nel 1971 vennero osservati 7 ind. (Beaman & Galea 1974) e si stima che sono 1-5 i soggetti abbattuti ogni anno sull’isola (Magnin 1986).


Ringraziamenti

Desidero ringraziare tutti gli amici che da anni collaborano assieme per la protezione e lo studio dei rapaci sullo Stretto di Messina. In particolare i fedelissimi C. Cardelli, A. Giordano, D. Ricciardi, R. Gildi, G. Albarella, G. Chiofalo, R. Ientile, M. Di Vittorio, S. Celesti, L. Romano e tutti gli altri. Un grazie per i dati forniti e l’aiuto in varia misura a G. Palumbo, N. Agostini, N. Morabito, C. Hein, G. Malara, S. Davani, M. Visceglia, F. Liberatori, A. Ciaccio, G. Premuda, C. Iapichino, G. Monterosso, M. Salerno, E. Muscianese, P. Cortone, S. Grenci, G. Premuda, R. Probst, M. J. Riesing, R. Scmid, M. Sammut, R. Galea, L. Palma, J. Dumache.


Bibliografia

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  • Agostini N. &Logozzo D. 1997. Autumn migration of Accipitriformes through Italy en route to Africa. Avocetta 21: 174-179.
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