Quaderni di birdwatching Anno II - vol. 4 - ottobre 2000

Articolo originale

Titolo

di Riccardo Nardi

Lanario

        Chissà perchè tanto interesse sul Lanario (Falco biarmicus).

        Parlarne, spesso, suscita un vespaio di polemiche miste ad un approccio mistico, come se si parlasse di una divinità. Molto probabilmente invece stiamo diventando cittadini d'Europa ed essere noi ad avere la stragrande maggioranza di Lanari in Europa ci carica di responsabilità e di un certo orgoglio. Ma è meglio così.

        E' dal 1987 che mi interesso a questi falconi in lenta espansione nelle provincie di Siena e Grosseto dove le coppie certe sono 10 e ce ne potrebbero essere 16-18.

        Specie estremamente elusiva, poco vistosa nell'uso dello spazio aereo scivolando quasi sempre lungo le rocce stando attenta a non stagliarsi contro il cielo, si adatta a siti di nidificazione a prima vista appena sufficenti per un Gheppio.

        Nella Toscana meridionale occupa pareti calcaree e tufacee con esposizione prevalentemente a sud, talvolta vicini a terra. Le coppie talvolta hanno più siti a disposizione che pattugliano tutto l'anno.

        Due nidi sono in antichi nidi di Capovaccaio e in 3 siti c'è una competizione diretta con il Pellegrino, che tuttavia nidifica più tardi.

        I Lanari a metà febbraio sono in cova e a metà-fine maggio i giovani si involano. Ad agosto, senza tanti complimenti, vengono scacciati dal territorio dei genitori..


Alcuni risultati
  • Nidi: 4 in parete tufacea, 6 su roccia
  • Tasso riproduttivo 2-2,4
  • Max n. di pulcini: 4
  • Abbattimenti illegali: nessuno (ogni anno vengono invece impiombati molti Pellegrini)
  • Esemplari imbalsamati tra Siena e Grosseto: credo nessuno
  • Relazioni con l'uomo: estremamente sospettoso, suscettibile al disturbo presenta in tutte le coppie che conosco una grande distanza di allerta e fuga.
  • Prede: dal Colombaccio in giù. Prevalenza Storni cui si deve forse l'aumento dei falconi negli ultimi anni

  • Sito di nidificazione caratterizzato da:
    1. posatoi (invernali, estivi, notturni etc)
    2. posto abituale per gli accoppiamenti
    3. dispensa dove il maschio nasconde il cibo
    4. posatoio notturno del maschio
    5. percorsi standardizzati d'accesso al nido
  • Relazioni con gli altri rapaci:
    1. estremamente aggressivo Aquila Reale, Pellegrino, Corvo imperiale
    2. aggressivo Poiane e Biancone
    3. indifferente Pecchiaiolo
    4. comportamento predatorio verso Gheppio e Albanella minore
Altre notizie
  • I Lanari talvolta, nei periodi più freddi si spostano a caccia nelle paludi costiere (F. Cianchi, P. Politi com pers)
  • Ho assistito solo a 3 predazioni e molti tentativi tra cui in particolare, uno su un guizzante Gheppio maschio
  • Le vocalizzazioni sono estremamente varie e solo in alcuni casi si confondono con il pellegrino
  • Nelle Crete senesi una Ghiandaia imita perfettamente la femmina tanto da ingannare regolarmente i pulcini
  • I giovani vicini all'involo ingoiano le prede (cince, ed altri piccoli passeriformi) intere
  • Un maschio talvolta fa lo "spirito santo"

Conclusione

        In Toscana c'è una consistente popolazione di Lanari che stanno via via occupando tutti i siti possibili fino alle cave e le piccole pareti più tranquille. La caccia non è un problema mentre lo sono gli atti di disturbo involontario (caccia al cinghiale a fine gennaio, roccia, esercitazioni con gli elicotteri, pic-nic (soprattutto nel periodo pasquale). La falconeria non lo so ma visti i 10.000 dollari che può costare un esemplare... E poi anche se fossimo infestati da Lanari mi piace di più vederli sfrecciare tra le rocce e il sole anzichè vederli appollaiati sul trespolo con un laccio alla zampa e con il cielo lontanissimo.

 

        Scivolo dentro al capannino. Gli ultimi 500 metri sono duri.

        Ho camminato di notte, senza pila seguendo un percorso preparato d'inverno. Una serie di riferimenti tattili mi guidano fino al piccolo nascondiglio. Tentennio di cavalletti, telescopio, binocolo. Infilo dentro tutta la ferraglia e piano piano la notte si riappropria del suo silenzio.La scia di rumore si richiude. Sento sotto i passi di un Istrice mescolati al fruscio degli aculei. Davanti a me, separato da una lama di buio uno dei posatoi dei miei Lanari. Una vecchia quercia con un ramo proteso come il braccio di un gigante sul vuoto. Lontano c'è il nido, si vede solo l'ingresso della cavità e mi giungono solo i rumori. Piano piano la scena si illumina, le rocce cominciano a delineare i loro contorni contro quest'alba di maggio. E dalla roccia si stacca il ramo della quercia.

        E' vuoto, non viene mai usato per la notte. Giocherello con l'attrezzatura, controllo l'interno della postazione, sento la femmina portare qualcosa al nido. Si sente bene l'acuto pigolio dei piccoli. Sono ben 4 ed il maschio è attivo dalla mattina fino a tarda sera. Si materializza improvviso sbucando sullo scenario di rocce dello stesso colore del suo piumaggio. La femmina gli va incontro grossa ed aggressiva e il maschio si fa strappare la preda senza resistere. Tutto questo avviene lontano, il mio ramo è sempre deserto.

        Siete mai stati ore, giorni in un capanno? E' un'esperienza stupenda. L'ambiente, i rumori, i profumi ci avvolgono e ci inglobano. Diventiamo un frammento del paesaggio. Non più odiosi umani dalla posizione eretta ma attenti occhi che carpiscono emozioni dalla vita selvaggia spiando dal buco della serratura.
        Passano le ore ed è mezzogiorno... è mezzogiorno. Un colombaccio mi fa trasalire, atterra rumoroso sul posatoio. Lo inquadro "se tu fossi il Lanario..." ma riparte puntando verso i lecci di sotto.

        Un leggero fruscio si avvicina piano. A volte cessa per poi riprendere, qualcosa scivola tra l'erba asciutta, non vedo niente. Tutto concentrato sul ramo vedo solo all'ultimo una Vipera passare sotto alla tela ed uscire indifferente. Non ho provato paura, mi dispiace solo di essermela persa.

        Ancora movimento nel nido, sento i pulcini, e subito dopo il flautato richiamo del Biancone. Lo vedo volteggiare sopra di me e dopo pochi istanti il maschio del Lanario lo attacca con impeto e rabbia ingiustificati. Il Biancone si allontana rapidamente.

        Sbocconcello qualcosa, lottando con un sonno irresistibile, il ramo vuoto è soporifero.

        Altre grida dal nido, vedo la femmina entrare nella spaccatura con un grosso mammifero, forse una Lepre. Impiega ben 40 minuti a smembrarla per i piccoli. Doveva essere molto grossa se si pensa che uno Storno viene smembrato ed inghiottito in pochi secondi.

        Inizia il pomeriggio, comincia ad abbassarsi la luce.La femmina di Lanario si sdraia ad ali aperte su un ghiaione inondato dal sole. Forse per liberarsi dei parassiti.

        Sento i Gheppi, le Ghiandaie, il carosello dei Rondoni, il Passero solitario il........... Dormo "capuzzeando " come dicono a sud.

        I rumori si ovattano, ho un gran sonno, non sento più nulla. Non so quanto tempo è passato, sento vicinissimo un roco ed aspro richiamo, mi sveglio di soprassalto: è il Lanario, bello e vicino che chiama la femmina. La roccia dilata il suono come un megafono. Guardo nel mirino, e automaticamente premo lo scatto flessibile. Non vedo nulla, un turbinio di ali, penne ed unghie, anche i pulcini si mettono a strillare. Un fuoco d'artificio. La femmina strappa la preda al maschio e il ramo è di nuovo vuoto.

        Il silenzio ritorna nella valle. C'è però una grande emozione nell'aria, sul ramo, trattenute dalla corteccia ci sono alcune piume. Non ho sognato. Ora devo solo aspettare alcune ore perchè riscenda, complice la notte. Esco nel buio, come un ladro. I miei passi mi danno fastidio. Ridiscendo prudente lungo il mio sentiero segreto.Un gruppetto di Cinghiali mi guarda curioso. Arrivo dopo alcune ore a casa. Dal mio giardino si vede il posatoio. Ho un ottimo telescopio bioculare e c'è una luminosa luna.

        Il ramo della quercia è visibile e uno accanto all'altro dormono appollaiati due rapaci, sicuramente i miei Lanari. Non avevano mai passato la notte lì prima d'ora.. Ma era un giorno particolare quello che sarebbe arrivato. Il 15 maggio. L'involo dei 4 giovani. Goffi e sprovveduti svolazzano da una roccia all'altra. Il cielo è pieno di Lanari. Alti, imprevedibili sono per me l'immagine della libertà, dell'impeto, della follia di una scelta, della ribellione ad una società che non sa più guardare in alto, che sa tutto sul Grande Fratello e crede che il Lanario sia un deposito di lana. Ma meglio così, molto meglio così.


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2000, Quaderni di birdwatching

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