Quaderni di birdwatching Anno II - vol. 4 - ottobre 2000

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di Ottavio Janni







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     Negli ultimi anni, le guide da campo europee hanno raggiunto livelli di qualità elevatissimi. In Nord America invece, la migliore guida da campo rimaneva ancora quella della National Geographic Society (NGS), che pur essendo di ottimo livello non poteva certo considerarsi nella stessa categoria che il Collins ed il Jonsson. Con la publicazione della Sibley Guide to Birds (in Europa col titolo North American Bird Guide), il continente Nordamericano ha finalmente una guida all’identificazione che arriva molto vicino allo standard raggiunto dalle migliori guide europee.

     La Sibley Guide to Birds (d’ora in poi SGB) è stata scritta ed illustrata interamente da David Sibley, figlio del famoso ornitologo Fred Sibley. David Sibley è un ottimo artista ed uno dei birdwatcher più preparati in tutto il Nordamerica.

     La SGB, per le sue dimensioni, è più un libro da tenere in macchina o a casa che da portare con sé sul campo, dato che non è tascabile (ma si può portare tranquillamente in uno zaino). Illustra 810 specie, tutte quelle che si trovano regolarmente negli USA (meno Hawaii) e Canada, più gli accidentali regolari (in linea di massima quelli con più di 10 segnalazioni). Questi criteri sono molto ragionevoli, anche se fa un po’ storcere il naso l’esclusione di alcune specie di comparsa rarissima ma regolare nella zona pelagica atlantica.

     Il formato della SGB è unico: più che in qualsiasi altra guida di campo, qui sono le illustrazioni a fare da padrone. Ogni pagina tratta due specie (spesso anche solo una). Le specie sono illustrate in ogni piumaggio ed in ogni loro variazione geografica, e vi sono per tutte le specie, passeriformi inclusi, almeno due, e spesso quattro, figure in volo! La descrizione dei piumaggi avviene solamente attraverso le didascalie. Il resto dello scarso testo presenta una dettagliata descrizione delle vocalizzazioni e, nei casi pertinenti, della variazione geografica, vero pallino di Sibley, che è uno degli aspetti più affascinanti di questa guida. Per le specie la cui identificazione è problematica, vi sono riquadri di testo (da mezza a una pagina) che trattano in dettaglio il loro riconoscimento sul campo. Ogni specie ha poi la sua mappa di distribuzione.

     La prima cosa che si guarda in una guida da campo sono le illustrazioni, e data l’importanza che queste hanno nella SGB il successo della guida dipende in gran parte dalla loro qualità. Qui la qualità è molto elevata; queste del Sibley sono di gran lunga le illustrazioni migliori che siano state finora pubblicate per gli uccelli nordamericani. In effetti, le illustrazioni privilegiano l’impressione che un uccello dà sul campo, a scapito dei dettagli di ogni piuma. Nonostante ciò, Sibley riesce a dipingere ritratti molto dettagliati. I rapaci, i vireo, i warblers, gli sparrows e gli organetti sono particolarmente spettacolari. Il principale difetto delle tavole è che alcuni colori, particolarmente l’azzurro e l’arancione, sono troppo carichi; di conseguenza, le illustrazioni di varie specie (i bluebirds, jays, Brown Thrasher, Say’s Phoebe, Sharp-shinned e Cooper’s Hawks, ed altri), mostrano dei colori sgargianti che in natura sono molto meno evidenti.

     Le tavole di Sibley vanno studiate attentamente. Spesso mostrano particolari a volte molto minori, ma che possono essere importanti per l’identificazione e che non sempre sono sottolineati nelle didascalie. I ritratti degli uccelli in volo illustrano tantissimi dettagli mai visti prima in una guida di campo. Sono illustrati tutti i principali piumaggi, con una media di più o meno otto figure per ogni specie. Le illustrazioni non sono però senza errori, ma la maggior parte di questi sono poco importanti, e ve ne sono comunque pochi. In una guida scritta ed illustrata unicamente da una persona, pur essendo estremamente esperta, questo è forse inevitabile.

     Uno degli aspetti più entusiasmanti della SGB è l’attenzione prestata alla variazione geografica degli uccelli americani. Dato il livello di dettaglio, l’omissione di alcune sottospecie morfologicamente distinte (Gabbiano glauco barrovianus, Gabbiano tridattilo atlantico e pacifico, la sottospecie nigrescens dello Swamp Sparrow, fra l’altro minacciata) è un po’ deludente, ma in generale c’è tantissimo da imparare dalle informazioni presentate.

     Dopo aver guardato le tavole, generalmente in una guida di campo si guarda il testo. A prima vista, nella SGB sembra essercene ben poco! In realtà, la quantità di informazione presentata è notevole. Per descrivere i piumaggi, Sibley usa un sistema di freccette annotate che descrivono i principali caratteri identificativi. Queste informazioni non vengono ripetute nel testo, che è usato esclusivamente per fornire descrizioni dettagliate dei canti e dei richiami e della variazione geografica. Per i gruppi di specie più difficili, l’informazione presentata nelle tavole è corredata con brevi articoli che approfondiscono l’identificazione, molto ben fatti ed estremamente utili sia quando trattano i problemi più "classici" (ad esempio i piccoli Calidris) sia quelli altrettanto difficili ma meno conosciuti (ad esempio l’identificazione delle femmine di Passerina).

     Ogni specie ha una sua mappa di distribuzione, riprodotta su scala abbastanza piccola, ma generalmente precisa e corretta, anche se di standard leggermente inferiore a quelle (ottime) della NGS. Oltre alle aree di nidificazione, svernamento e le rotte migratorie, Sibley ha deciso di illustrare con puntini verdi tutte le segnalazioni di specie fuori dal loro normale areale. Questo tentativo è stato forse un po’ troppo ambizioso: sono tantissime le inevitabili omissioni. Un altro problema è che alcune specie che sono migratori rari ma regolari (ad esempio Baird’s Sandpiper sulla costa atlantica) sono comunque mappati con puntini verdi, il che farebbe pensare che siano accidentali.

     La SGB è indubbiamente la migliore guida agli uccelli americani sul mercato, ma cosa significa tutto ciò per un birdwatcher italiano? Per quelli di noi che sono interessati agli uccelli nordamericani, ai problemi di identificazione in generale, o semplicemente ai libri ben fatti e bene illustrati, è un acquisto obbligatorio. Per un birdwatcher italiano al suo primo viaggio in America, soprattutto per quelli alle prime armi e magari poco interessati ad approfondire i problemi di identificazione, la SGB non sarebbe la prima scelta. Essendo, infatti, scritto soprattutto per un pubblico più esperto, presenta una quantità d’informazione forse eccessiva per chi vuole semplicemente cominciare ad imparare gli uccelli americani. Per questi ultimi, la NGS o il buon vecchio Peterson sono più adatti. Per quelli che invece vogliono approfondire le loro conoscenza sull’identificazione degli uccelli americani, la SGB è una vera e propria bibbia.


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2000, Quaderni di birdwatching

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