Quaderni di birdwatching Anno III - vol. 5 - aprile 2001

Accidentali
Titolo
di Ottavio Janni

        FRA LE SPECIE NORD-AMERICANE che sono state osservate in Europa, la più frequente in assoluto è il Piro-piro pettorale (Calidris melanotos). Questa specie è stata vista anche in Italia in parecchie occasioni (13 finora), ma il numero di segnalazioni negli altri paesi europei fa pensare che il Piro-piro pettorale capiti in Italia più spesso di quanto ce ne rendiamo conto. E’ quindi opportuno ripassare i caratteri identificativi che distinguono questa specie dagli altri limicoli simili.

 Status in Europa

        Il Piro-piro pettorale nidifica nella tundra nord-americana dalla Baia di Hudson fino all’Alaska, ed in Siberia dalla penisola di Chukotskyi fino alla penisola del Taymyr. Le popolazioni nord-americane svernano nel sud del Sud America (dalla Bolivia alla Patagonia), mentre quelle siberiane svernano in Australia sud-orientale e in Nuova Zelanda. Queste lunghissime rotte migratorie, in combinazione con una popolazione globale abbastanza ingente, fanno sì che il Piro-piro pettorale sia un accidentale regolare in Europa.


nazione nazione
Austria 19 Belgio 25
Channel Islands 24 Repubblica Ceca 5
Danimarca 20 Isole Faroe 2
Finlandia 33 Francia 196
Germania 90 Islanda 26
Irlanda 424 Olanda 100
Norvegia 55 Polonia 16
Portogallo 6 Regno Unito 1825
Spagna 51 Svezia 87
Svizzera 16 Ungheria 6


Tab. 1: Nel dettaglio, le segnalazioni per ogni paese europeo sono le seguenti, aggiornate al 1996 (Mitchell & Young 1997), al 1999 per l'Olanda (Wiegant et al 1999), al 2000 per la Svizzera (Winkler 1999, R. Aye pers. com.).


Nel Regno Unito si potrebbe addirittura definire migratore regolare scarso, con un massimo di 150 solo nel 1984. In Svizzera 12 su 16 sono autunnali in Settembre-Ottobre. Le 5 ceche sono tutte autunnali.


Piro-piro pettorale (Calidris melanotos - a sinistra), ripreso assieme ad un Piro-piro boschereccio (Tringa glareola - a destra) alle Saline di Priolo (SR) il 12 maggio 1996 - foto W. Silvestrini

        Come è ben evidente, la stragrande maggioranza di queste segnalazioni proviene dai paesi atlantici (più di 2,500 in UK, Irlanda e Francia, contro meno di 600 nel resto dell’Europa). Questo fa supporre che l’origine dei Piro-piro pettorali che arrivano in Europa sia sopratutto nord-americana, un ipotesi avvalorata dal fatto che la maggioranza dei Piro-piro pettorali che giungono nel Regno Unito arrivano in autunno, spesso in concomitanza con forti depressioni atlantiche. Nel resto d’Europa la maggioranza delle segnalazioni resta comunque autunnale, anche se la proporzione di segnalazioni primaverili è più alta ed in alcuni casi, soprattutto in Scandinavia, può essere superiore a quella delle segnalazioni autunnali. Alcune, e forse la maggioranza, delle segnalazioni primaverili europee si riferiscono sicuramente a individui che sono arrivati in Europa l’autunno prima, hanno svernato qualche parte in Africa, e sono sulla migrazione di ritorno.

 Status in Italia

        Vi sono al presente 13 segnalazioni italiane, 10 riportate in Brichetti e Gariboldi (1999), e 3 altre avvenute dopo la pubblicazione di quel libro.

    1. Saline di Siracusa, 15/10/1968
    2. Lombardia 1976, località e data non precisate
    3. Tronzano (VC), 17/5/1980
    4. Foce Imera, vicino Cefalù (PA), 20/3/1982
    5. Lago di Massaciuccoli (LU), 15/5/1993
    6. Stagnino di Orbetello (GR), 24/5/1993
    7. Laguna di Santa Gilla (CA), 15-17/9/1994
    8. 3 individui alla Foce dell’Isonzo (GO), 7-12/9/1994
    9. Saline di Priolo (SR), 12-14/5/1996
    10. Lago di Caprolace (LT), 9-10/11/1996
    11. Longarini (SR), 19/7/1998 (A. Corso, C. Cardelli, G.& S. Terranova)
    12. Foce del Sant’Anna (CT), 30/9-2/10/2000, 1 juv. (P. Saalinen, L. Romano)
    13. Giussago (PV), 7/10/2000, 1 juv. (O. Janni, R. Garavaglia, E. Vigo, G. Bogliani)


Tab. 2: Segnalazioni di Piro-piro pettorale in Italia, in ordine cronologico.


        Confrontate alle altre segnalazioni europee, quelle Italiane sembrano un po’ poche. Colpisce soprattutto il fatto che nella vicina Svizzera, molto più piccola dell’Italia e notoriamente povera di habitat per limicoli, vi siano più osservazioni che in Italia. Il forte incremento nel numero delle segnalazioni negli ultimi anni probabilmente riflette una maggiore attenzione dei birders italiani verso le specie accidentali, ed è probabile che questa specie verrà segnalata con maggiore regolarità nel nostro paese in futuro.

 Identificazione

        L’identificazione del Piro-piro pettorale non dovrebbe comportare seri problemi, dato che nessuna specie di limicolo europeo gli assomiglia troppo. Il Piro-piro pettorale ha però la capacità di dare impressioni sul campo (il famoso jizz) molto diverse a seconda della posizione in cui sta e, in un primo momento, può confondere anche osservatori esperti. C’è poi il problema della possibile confusione con il Piro-piro siberiano (Calidris acuminata), un limicolo che non è ancora stato segnalato in Italia, ma che è di comparsa accidentale in Europa e che può essere molto simile al Piro-piro pettorale.

 Struttura e jizz

        Il Piro-piro pettorale è un grosso Calidris, leggermente più grande di un Piovanello pancianera (19-23 cm contro 17-21 cm). Il dimorfismo sessuale è abbastanza marcato, per cui le differenti dimensioni di maschi (più grossi) e femmine si possono spesso notare sul campo. Come struttura può ricordare un piccolo Combattente: dà spesso l’impressione di avere un corpo grosso ed una testa piccola e la forma del becco, relativamente corto e leggermente curvo, è molto simile a quella di un Combattente. In generale, però, assume posture più tipiche da Calidris (più orizzontale), che fanno diminuire l’impressione da Combattente e, anche per la forma del corpo piuttosto tozza, fanno pensare ad un Piovanello pancianera con becco più corto e zampe più lunghe. Ha comunque una proiezione alare (proiezione delle primarie oltre le terziarie) più lunga rispetto a queste ultime due specie. C’è da dire però che, quando si nutre, il Piro-piro pettorale può assumere un atteggiamento più eretto e slanciato e in questi casi il "jizz" può essere molto da Tringa, e può ricordare in particolare il Piro-piro boschereccio.

 Piumaggio

        Il piumaggio del Piro-piro pettorale è piuttosto caratteristico e fa sì che questa specie sia relativamente facile da identificare. Adulti e giovani hanno piumaggi relativamente simili. Il carattere principale, dal quale la specie acquisisce il suo nome, è il petto ben marcato, slavato di marroncino con dense striature longitudinali più scure, con una demarcazione molto netta fra petto scuro e pancia bianca candida. Questa caratteristica è presente in tutti i piumaggi, ma nei giovani il petto può essere più chiaro e meno marcato e, sebbene la demarcazione con la pancia bianca rimane molto netta, in un primo momento questo carattere può sembrare meno evidente che negli adulti.

Piro-piro pettorale (Calidris melanotos)
Saline di Priolo (SR), 12 aprile 1996 - foto W. Silvestrini

        In tutti i piumaggi sono anche caratteristiche le zampe gialle (possono variare dal giallo verdastro al giallo arancione) e la base del becco chiara (generalmente color carne, ma alcuni adulti possono avere il becco completamente nero).

        La maggioranza delle segnalazioni Europee sono riferite a giovani, anche se in Italia si dividono più o meno ugualmente. In questo piumaggio (che può essere osservato da agosto a novembre) il Piro-piro pettorale è un limicolo piuttosto colorato, dato che mostra dei bordi rossicci evidenti sulle terziarie, copritrici e scapolari, che danno un evidente effetto squamato alle parti superiori marrone scuro. Più tardi in autunno (ottobre-novembre), questi bordi rossicci possono diventare molto meno evidenti, ma rimangono visibili soprattutto sulle scapolari superiori. Inoltre, presenta due evidenti "V" bianche sul manto (una sul manto vero e proprio, l’altra formata dalle punte bianche della seconda file delle scapolari superiori). Il vertice è anche colorato di rossiccio (più che negli adulti), e contrasta con un sopraciglio chiaro relativamente ben marcato. Le redini sono scure e le auricolari spesso sono leggermente più scure del resto della testa. Come detto prima, il petto è ben marcato, ma meno che negli adulti.

        Gli adulti sono generalmente simili ai giovani. Le differenze principali sono il petto ancora più marcato (soprattutto nei maschi), l’assenza delle due "V" bianche sul manto/scapolari, e i bordi meno rossicci delle piume delle ali. In autunno, è facile distinguere giovani e adulti per il piumaggio più abraso e l’apparenza molto meno colorata di questi ultimi. In volo adulti e giovani sono molto simili, e sono riconoscibili dal groppone bianco diviso da una striscia nera, e dalla sottile barra alare bianca.

 Specie simili

        Nessuna specie Europea è veramente simile al Piro-piro pettorale. Anche se in alcuni momenti può ricordare un Combattente, un Piro-piro boschereccio o un Piovanello pancianera, le differenze di piumaggio (e anche quelle strutturali una volta osservato per più di qualche instante) sono troppo evidenti.

        Alcune specie di comparsa accidentale in Italia e in Europa sono più simili.

        Il Gambecchio americano (Calidris minutilla) ha un piumaggio molto simile al pettorale, sia da adulto che da giovane, ed ha anche le zampe gialle, ma è molto più piccolo (leggermente più piccolo di un Gambecchio, mentre il pettorale è più grosso di un Piovanello pancianera) e più tozzo, con una proiezione alare più corta.

        Lo stesso discorso vale per il Gambecchio minore (Calidris subminuta), rarissimo accidentale in Europa (4 segnalazioni), mai capitato in Italia.

        Due altri limicoli americani possono vagamente somigliare al pettorale. Il Gambecchio di Baird (Calidirs bairdii), già segnalato per l’Italia, ha in comune con il pettorale la proiezione alare lunga, le parti superiori fortemente squamate in piumaggio giovanile e, spesso, una demarcazione netta fra petto slavato di marroncino e pancia bianca. E’ però più piccolo del pettorale (ma comunque più grande di un Gambecchio, per cui imbrancato con quest’ultimi potrebbe trarre in inganno), ancora più slanciato, non presenta mai nessuna sfumatura rossiccia nel piumaggio, non mostra "V" bianche su mantello e scapolari e ha le zampe nere.

        Il Piro-piro di Bonaparte (Calidris fuscicollis), che pur essendo uno dei limicoli americani più comuni in Europa non è ancora stato segnalato in Italia, è strutturalmente molto simile al Gambecchio di Baird (per cui vagamente simile al pettorale) e inoltre in piumaggio giovanile presenta evidenti bordi rossicci alle scapolari e le "V" bianche sul mantello. E’ però facile distinguerlo dal pettorale, dato che ha una grossa fascia bianca sul groppone (molto evidente in volo), il petto molto meno marcato e le zampe nere.

        La sola specie che in alcuni piumaggi può essere veramente simile al pettorale è il Piro-piro siberiano (Calidris acuminata). Questa specie, che nidifica in Siberia e sverna in Australia, non è mai stata segnalata in Italia, ma è un accidentale in Europa, con 36 segnalazioni fino al 1996. Di queste, 21 sono inglesi e il resto sono sparpagliate per l’Europa settentrionale. E’ quindi un accidentale potenziale in Italia e in effetti è gia capitato nelle vicina Austria. Strutturalmente è molto simile al pettorale, un po’ più piccolo, con un becco leggermente più corto e dritto e con una struttura un poco più tozza. Gli adulti in abito si dovrebbero distinguere facilmente dalle numerose macchie scure a forma di "V" che hanno sui fianchi, oltre ad avere il petto più macchiettato che striato, un sopraciglio bianco più evidente e delle sfumature rossicce più marcate, soprattutto sul vertice. In piumaggio giovanile è abbastanza simile al pettorale, ma ancora più colorato, con una forte slavatura beige-arancione sul petto. Si distingue dal pettorale soprattutto dalla mancanza di striature al centro del petto (il pettorale ha sempre tutto il petto striato), il vertice ancora più colorato con forti tinte arancioni-rossicce, il sopraciglio bianco molto ben demarcato, ed un evidente anello perioculare bianco. Talvolta alcuni Piro-piro pettorali giovani, con il piumaggio ancora molto fresco (agosto-primi di settembre) possono sembrare molto colorati (soprattutto se in presenza di adulti abrasi) e possono fare pensare al Piro-piro siberiano, ma i caratteri elencati sopra dovrebbero consentirne l’identificazione. E’ più difficile invece che un giovane Piro-piro siberiano venga scambiato per un pettorale.


Ringraziamenti

Ringrazio Andrea Corso per avermi fornito i dati sulle ultime due segnalazioni siciliane, Raffael Aye per i dati su una recente segnalazione svizzera, e Renzo Ientile per le foto.

Bibliografia

  • Brichetti P. & Gariboldi A. (1999) Manuale Pratico di Ornitologia, Volume 2. Ed agricole
  • del Hoyo J., Elliot A. & Sargatal J., eds. (1996) Handbook of the Birds of the World. Volume 3 Hoatzin to Auks. Lynx Editions, Barcelona
  • Kaufman K. (1990) A Field Guide to Advanced Birding. Houghton Mifflin Company, Boston
  • Mitchell D. & Young S. (1997) Photographic Handbook of the Rare Birds of Britain and Europe. New Holland Publishers, London
  • Paulson D. (1993) Shorebirds of the Pacific Northwest. University of Washington Press
  • Sibley D. (2000) The Sibley Guide to Birds. Alfred A. Knopf, New York
  • Wiegant W. M., de Bruin A. & CDNA (1999) Rare birds in the Netherlands in 1998 Dutch Birding 21: 309-328
  • Winkler R. (1999) Avifaune de Suisse. Nos Oiseaux, Supplement 3, Juin 1999

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    2001, Quaderni di birdwatching

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