Quaderni di birdwatching Anno III - vol. 6 - novembre 2001

Approfondimenti
Titolo
testo e tavole di Igor Festari

        LA CUTRETTOLA (Motacilla flava) viene da sempre considerata uno delle specie più comuni nel nostro paese. Particolarmente diffusa come nidificante lungo il bacino del Po e nei distretti agricoli pianeggianti dell’Italia centro-meridionale, risulta ancor più comune (spesso abbondante) durante il periodo della migrazione primaverile.

        Questo piccolo e grazioso "Motacillide", inoltre, ha frequentemente attirato l’attenzione di ornitologi e tassonomisti, a causa della sua grande variabilità morfologica e delle numerose sottospecie che si incontrano lungo il suo enorme areale riproduttivo (che comprende l’Intera Eurasia e parti dell’Africa settentrionale e del Nord America).


 Tassonomia

        Se si considera la Cutrettola una specie polimorfica, allora, delle numerose sottospecie descritte nel corso dei decenni, solo 14 vengono attualmente considerate valide (flavissima, flava, beema, thunbergi, feldegg, iberiae, cinereocapilla, pygmaea, lutea, taivana, simillima, tschutschensis e leucocephala).

        Al contrario, alcune popolazioni locali un tempo giudicate vere sottospecie, vengono oggi considerate semplici varianti geografiche di forme effettivamente esistenti (ad esempio, melanogrisea, plexa e zaissanensis che rappresenterebbero, in realtà, gli estremi orientali di, rispettivamente, feldegg, thunbergi e simillima).

        La presunta esistenza di forme "intermedie" o "intergradanti" ha fatto pensare che l’identificazione delle varie sottospecie fosse alquanto aleatoria o addirittura impossibile. Fino a non molto tempo fa, infatti, si pensava che tali forme transitorie potessero indistintamente apparire all’interno di qualsiasi popolazione, complicando o addirittura impedendo, in questo modo, l’esatto riconoscimento sottospecifico.

        Le moderne ed attuali dottrine evoluzionistiche applicate alla zoo-geografia ci dimostrano, al contrario, quanto sia improbabile l’insorgenza di mutazioni tanto diffuse all’interno di una distinta popolazione e ci spingono ad escludere l’ipotesi di razze ibride fissate geneticamente (concetto, questo, del quale si è molto abusato in tassonomia ma che si è rivelato, in realtà, alquanto ambiguo ed ingannevole).

        Per questo motivo, si è recentemente arrivati ad ipotizzare che le differenti popolazioni geografiche di Cutrettola si comportino più come specie distinte che non come mere sottospecie.

        A favore di questa teoria si può citare la scarsissima simpatria (ossia la tendenza a nidificare nelle stesse aree geografiche) riscontrata tra queste forme, il che potrebbe essere spiegato col principio dell’esclusione ecologica ("l’esistenza di simili preferenze ecologiche rendono impossibile la coesistenza di taxa diversi").

        Inoltre, entro i limiti di un determinato areale riproduttivo prevalgono di gran lunga le coppie pure (formate, cioè, da esemplari appartenenti allo stesso ceppo genetico) rispetto a quelle miste (formate da esemplari appartenenti a forme differenti); quando la loro esistenza è accertata, tali coppie ibride (comuni anche tra specie indiscutibilmente differenziate come Moretta e Moriglione, Folaga e Gallinella d’acqua, Balia nera e Balia da collare, ecc.) costituiscono una percentuale minima della popolazione riproduttiva e si localizzano ai bordi degli areali di distribuzione, dove la sovrapposizione tra forme differenti è più probabile.

        Quindi, se si dovesse considerare la Cutrettola una super-specie, insieme di numerosi taxa strettamente imparentati tra loro ma costantemente differenziati, ci si ritroverebbe con 11 nuove specie (generalmente comprendenti una sola o poche sottospecie).

        Per evitare ulteriori confusioni di nomenclatura, in questo articolo verranno citati solo i termini latini che si riferiscono alle forme regolarmente contattate in Italia (flava, beema, flavissima, iberiae, cinereocapilla, feldegg e thunbergi) e ad alcuni taxa più rari (leucocephala, lutea e melanogrisea) o di origine ibrida (superciliaris e dombrowskii).

 Identificazione

        Pur escludendo eventuali ibridi o esemplari aberranti (rari in natura), l’identificazione delle Cutrettole è complicata ulteriormente dalla grande variabilità riscontrabile all’interno delle singole popolazioni; gli estremi di colorazione di una forma, infatti, possono arrivare a "mimare" perfettamente le caratteristiche morfologiche tipiche di un’altra particolare razza.

        Per questo motivo, di fronte ad una Cutrettola "problematica", è importantissimo tenere sempre presente tutte le possibilità e non pensare subito alle forme più rare o inusuali prima di aver controllato minuziosamente tutta una serie di caratteristiche diagnostiche.

        I caratteri più importanti per il riconoscimento dei maschi adulti di Cutrettola in abito riproduttivo (da marzo a luglio-agosto) sono, in ordine d’importanza decrescente:

  • il disegno e la colorazione della testa (colore del vertice, delle copritrici auricolari e delle redini o "lores"; colore della gola; estensione e tinta del sopracciglio)
  • la colorazione delle parti inferiori (tonalità di "giallo"; eventuale presenza di macchie scure sul petto)
  • la colorazione delle parti superiori (tonalità di "verde" sulla schiena; estensione e tinta delle barre alari)

        Altri particolari strutturali più difficili da valutare in natura e soggetti a maggiore variabilità sono la forma della testa e le dimensioni del becco. Anche le vocalizzazioni, in combinazione con le suddette caratteristiche morfologiche, possono facilitare il processo d’identificazione.


 CUTRETTOLA CAPOCENERINO - CINEREOCAPILLA

        DISTRIBUZIONE E FENOLOGIA: è la forma più comunemente nidificante in Italia, nella Francia meridionale ed in Istria. Sverna nell’Africa centro-occidentale, a sud del Sahara. Assai frequente come migratrice in tutte le regioni della penisola e sulle isole, dove comincia ad apparire in buon numero da fine marzo – aprile (generalmente, in leggero ritardo rispetto alle flava più nordiche).

        DISEGNO E COLORAZIONE DELLA TESTA: il vertice è sempre grigio-plumbeo o grigio-bluastro, nettamente diviso dal verde del dorso. La colorazione delle copritrici auricolari è piuttosto variabile: in alcuni esemplari, infatti, le guance appaiono grigio-bluastro scuro come le redini (Fig. 1a, 1d), mentre in altri sono chiare come il vertice (Fig. 1b, 1c, 1e); in questi ultimi la testa appare uniformemente grigiastra con le redini scure o nerastre. La gola è bianca negli esemplari tipici ma può occasionalmente apparire giallastra, anche se nella maggior parte dei casi è comunque presente qualche piumetta bianca sul mento o sulla stria malare. Di norma il sopracciglio è assente, ma un buon numero di esemplari (circa 15% della popolazione) ne possiedono un accenno (Fig. 1c, 1d); anche in questi individui, però, il sopracciglio non è mai spesso e completo, ma si presenta come la combinazione di due strisciette biancastre, una davanti e l’altra dietro all’occhio (quest’ultima quasi sempre più spessa).

        COLORAZIONE DELLE PARTI INFERIORI: generalmente variabile, dal giallo pallido al giallo vivo uniforme su petto e ventre (manca solitamente di toni arancioni). Ai lati del petto, la linea di demarcazione tra il giallo delle parti inferiori ed il verde del dorso risulta piuttosto netta, ben demarcata e non presenta generalmente evidenti sbavature o chiazze grigio-olivastre.

        COLORAZIONE DELLE PARTI SUPERIORI: il verde della schiena è piuttosto variabile, ma solitamente sfumato di color oliva-grigiastro (anche se gli esemplari più chiari tendono ad essere piuttosto brillanti anche sul dorso). Le barre alari non sono particolarmente spesse e mancano di un’evidente sfumatura gialla, presente solo in alcuni individui appena mutati (con l’abrasione del piumaggio appaiono nuovamente biancastre).

        ALTRE CARATTERISTICHE: la struttura è quella tipica della maggior parte delle cutrettole europee: becco medio-lungo, conico, con base piuttosto spessa ed appuntito all’apice; testa arrotondata in condizioni di relax, con la possibilità di erigere parzialmente le piume del vertice (creando, in caso di allarme o durante il canto territoriale, un effetto simile ad una "cresta" poco pronunciata). Il richiamo di contatto è rappresentato dal classico sibilo "SUII-IP" o "SHRI-IP" (più intenso verso l’ultima nota), lievemente bi-sillabico e frequentemente ripetuto in volo.

        MUTAZIONI / ABERRAZIONI: tra quegli esemplari che possiedono un’accenno di sopracciglio, ve ne sono alcuni con disegno asimmetrico (ossia con strie oculari meno evidenti o completamente assenti da una parte della testa). In rarissime occasioni, inoltre, la gola può essere completamente gialla (Fig. 1e); questi individui possono apparire simili alla forma thunbergi, che in genere possiede testa più scura, guance meno contrastanti col vertice e macchie scure ai lati del petto (solitamente assenti in cinereocapilla).



 CUTRETTOLA DI SPAGNA - IBERIAE

        DISTRIBUZIONE E FENOLOGIA: nidificante nella Penisola Iberica, Isole Baleari e Africa nord-occidentale, ad est fino alla Tunisia. Durante i mesi freddi la si ritrova in Africa, nella fascia del Sahel occidentale, dove il suo areale di svernamento si sovrappone quasi completamente a quello di cinereocapilla, flava, flavissima ed in parte a quello di thunbergi. Gli esemplari migranti lungo l’Italia (principalmente attraverso la Sardegna ed il versante tirrenico, più occasionalmente nelle regioni adriatiche) fanno la loro comparsa in aprile-maggio assieme ai gruppi di cinereocapilla (o, più raramente, flava).

        DISEGNO E COLORAZIONE DELLA TESTA: il disegno e la colorazione della testa assomigliano molto a quelli di cinereocapilla, tranne che per il grigio del vertice generalmente un po’ più scuro, più puro (meno bluastro) e meno contrastante con le guance e le redini (anch’esse grigio-fumo); anche la gola è ugualmente bianca ed estesa. La differenza più palese esistente tra queste due forme rimane comunque l’estensione del sopracciglio: nelle tipiche iberiae, infatti, tale stria bianca risulta molto evidente, spessa e praticamente sempre completa al di sopra dell’occhio; gli esemplari con sopracciglio estremamente sottile a livello dell’occhio (Fig. 2b) sono rari ma piuttosto regolari e possono, per questo motivo, rappresentare una pericolosa fonte di confusione (anche se le probabilità di osservarne di simili nel nostro paese, vista la scarsità di questa forma, sono remote).

        COLORAZIONE DELLE PARTI INFERIORI: il colore di fondo può variare dal giallo pallido al giallo vivo uniforme e la linea di demarcazione tra petto e dorso manca generalmente di macchie o sbavature verdastre (come in cinereocapilla).

        COLORAZIONE DELLE PARTI SUPERIORI: non dissimile da cinereocapilla.

        ALTRE CARATTERISTICHE: anche se le dimensioni di questa forma sono mediamente inferiori a quelle di tutte le altre cutrettole europee, tali differenze sono riscontrabili solo attraverso la misurazione diretta e non sono apprezzabili sul campo. Le vocalizzazioni, invece, appaiono identiche a quelle di cinereocapilla

        MUTAZIONI / ABERRAZIONI: come in cinereocapilla, anche in questa forma esistono occasionali individui con le strie oculari asimmetriche; in questi casi, però, uno dei due sopraccigli è solo di poco più sottile dell’altro, mai incompleto o assente.



 CUTRETTOLA NORDICA - THUNBERGI

        DISTRIBUZIONE E FENOLOGIA: nidifica nella Scandinavia centro-settentrionale, nel nord della Russia europea e nella Siberia occidentale. Sverna in Africa, in quasi tutta la fascia del Sahel sub-sahariano, e (più sporadicamente) nell’Asia meridionale dalla Penisola arabica all’India. Durante la migrazione primaverile, questa forma si disperde su di un larghissimo fronte e non tende a formare grosse concentrazioni locali (al contrario di flava, beema, e cinereocapilla), ma appare spesso con basse densità o individui singoli. Il picco di passaggio in Italia si colloca nei mesi di aprile e maggio (data piuttosto tardiva dovuta all’areale riproduttivo particolarmente nordico).

        DISEGNO E COLORAZIONE DELLA TESTA: il disegno e la colorazione della testa assomigliano a quelli di cinereocapilla; le differenze principali tra queste forme sono: il grigio del vertice assai più scuro e meno bluastro; le guance e le redini grigio-piombo o nerastre; la fronte, anch’essa nerastra, che generalmente sfuma nelle redini risultando così più scura del vertice; la gola praticamente sempre gialla come il petto ed il ventre (e non bianca). La tonalità di grigio sulla parte sommitale del vertice è variabile: in alcuni esemplari è così chiaro ed esteso da ricoprire anche le guance (Fig. 3b); in altri, invece, è piuttosto scuro (Fig. 3d) tanto che la testa appare, da lontano, uniformemente nerastra. Anche in questi individui particolarmente scuri, però, esiste un minimo di contrasto tra la testa nerastra e la nuca di un grigio più chiaro (visibile solo a distanza ravvicinata), differenza questa che permette di riconoscerli dalla forma feldegg. Piccole quantità di piume biancastre possono essere occasionalmente presenti al margine superiore di guance e redini (simulando un sottile accenno di sopracciglio, come in certe cinereocapilla) (Fig. 3c), oppure lungo la stria malare (dividendo così il grigio della testa dal giallo della gola) (Fig. 3a, 3d).

        COLORAZIONE DELLE PARTI INFERIORI: il colore di base, in questa forma, è piuttosto carico e spesso sfumato di giallo-dorato o giallo-aranciato su petto e fianchi. La linea di divisione tra le parti inferiori ed il dorso appare molto sbavata e frastagliata; per questo motivo un’evidente macchiettatura grigio-olivacea o nerastra è presente ai lati del petto ed è solitamente più estesa che in tutte le altre forme europee di cutrettola (tanto da formare, a volte, una sorta di collare completo).

        COLORAZIONE DELLE PARTI SUPERIORI: si tratta della forma con le parti superiori più scure ed opache. Il dorso (mantello e scapolari) si presenta di un color oliva spento o verde-muschio, frequentemente sfumato di grgio-brunastro; il groppone verde o verde-grigiastro, inoltre, manca della tinta giallina normalmente presente nelle altre cutrettole europee. Infine, le barre alari si presentano ben pigmentate di verdastro o giallo-verdastro (in ogni caso, tale colorazione varia a seconda dello stato del piumaggio: scura negli esemplari appena mutati, più chiara e sbiadita in quelli con abito usurato ed abraso).

        ALTRE CARATTERISTICHE: per un effetto di adattamento ambientale, le dimensioni di questa forma aumentano procedendo verso nord e nord-est (Lapponia, Russia europea settentrionale e Siberia). Il becco, però, è piuttosto piccolo, proporzionalmente, rispetto a quello di altre cutrettole europee. Le vocalizzazioni sono piuttosto variabili: il verso di contatto più tipico ricorda quello di cinereocapilla, ma risulta spesso più flebile e sibilante; un altro richiamo consueto, più frequentemente emesso in volo, suona come un "PSIT" o "SIIT" piuttosto corto ed acuto.

        MUTAZIONI / ABERRAZIONI: una piccola percentuale di individui possiede la testa quasi completamente nerastra (vd. sopra)



 CUTRETTOLA COMUNE - FLAVA

        DISTRIBUZIONE E FENOLOGIA: la forma più diffusa come nidificante nell’Europa continentale, dalle coste atlantiche della Francia e sud della Scandinavia alla Russia europea e Monti Urali. Le popolazioni più orientali (delle steppe a nord del Caucaso e del Basso Volga) intergradano geneticamente con la forma beema ed esibiscono, per questo motivo, caratteristiche morfologiche intermedie. Passa i mesi freddi in Africa sub-sahariana, dall’Atlantico al Mar Rosso, nella fascia del Sahel. L’areale invernale di flava si sovrappone a quello di tutte le altre cutrettole svernanti in Africa; rappresenta, inoltre la forma più comune durante la migrazione in Europa ed anche una di quelle col picco di passo più anticipato (le prime concentrazioni locali si formano, lungo le coste mediterranee, a fine febbraio - inizio marzo). In Italia, la Cutrettola comune migra da marzo alla fine di aprile ed è specialmente abbondante nelle regioni centro-settentrionali.

        DISEGNO E COLORAZIONE DELLA TESTA: negli esemplari tipici delle popolazioni centro- e nord-europee di questa forma, il vertice e le guance appaiono, in genere, di un grigio bluastro medio-chiaro e piuttosto uniforme; al contrario, le redini sono sempre nerastre, formanti un’evidente linea scura che contrasta col resto della testa e che spesso continua, assottigliandosi, anche dietro all’occhio. La tonalità di grigio delle guance è solitamente simile o leggermente più chiara di quella del vertice; solo raramente è presente, al di sotto dell’occhio, una macchia più chiara o addirittura biancastra di grandi dimensioni (Fig. 4d). Il sopracciglio bianco è molto evidente e sempre completo sopra all’occhio; esiste, però, una tendenza per le popolazioni più nordiche (Scandinavia meridionale, Danimarca e paesi baltici) ad avere il sopracciglio leggermente più corto e sottile, associato ad una colorazione della testa piuttosto scura (Fig. 4b). La gola è gialla come il resto delle parti inferiori, ma del bianco è frequentemente presente lungo la stria malare (Fig. 4a, d).Occasionalmente, però, tale colorazione può essere tanto estesa (Fig. 4c) da far apparire biancastra l’intera gola (carattere esclusivo degli esemplari in piumaggio nuovo ed appena mutato; con l’abrasione la gola torna ad assumere le tipiche tonalità giallastre).

        Per quanto riguarda il piumaggio delle popolazioni intergradanti con beema, vedere questa forma.

        COLORAZIONE DELLE PARTI INFERIORI: piuttosto variabile come in cinereocapilla. Tendenzialmente non possiede macchie sul petto (verdastre o grigiastre) molto evidenti.

        COLORAZIONE DELLE PARTI SUPERIORI: anche se variabile, il verde del dorso è normalmente più vivido e brillante che in cinereocapilla (meno freddo e "grigiastro"); può essere presente, inoltre, una sfumatura giallina, particolarmente evidente sul groppone. Le barre alari paiono abbastanza spesse e ben delimitate, comunemente tinte di giallo o giallo-verdastro.

        ALTRE CARATTERISTICHE: struttura e proporzioni tipiche da cutrettola (come cinereocapilla, iberiae, flavissima, ecc.). Tra i richiami di contatto emessi regolarmente si annoverano un sottile e penetrante "PSIIT", emesso di frequente durante il volo, ed un più prolungato trillo "SRI-IP" o "SUI-IP", debolmente bi-sillabico (come in cinereocapilla).

        MUTAZIONI / ABERRAZIONI: mentre gli intermedi con beema sono piuttosto comuni nelle zone d’intergradazione genetica (estrema Europa orientale e Russia europea), occasionali esemplari particolarmente chiari possono apparire in ogni parte dell’areale; alcuni di questi mutanti possono essere così pallidi da apparire simili alla forma leucocephala. Per questo motivo, quasi tutte le osservazioni europee di tale forma sono state contestate in quanto probabilmente riferibili ad individui aberranti di flava o beema.



 CUTRETTOLA DI SYKES - BEEMA

        DISTRIBUZIONE E FENOLOGIA: nidifica nella Siberia centro-occidentale e nel nord-ovest del Kazakistan, lungo la fascia delle steppe, dove sostituisce la forma flava con la quale intergrada geneticamente all’estremo occidentale del suo areale (a nord del Caucaso e nel Basso Volga). Sverna principalmente nella fascia sub-sahariana dell’Africa centro-orientale, nella penisola Arabica e nel sud dell’Asia (dall’Iraq all’India). In Europa, migra principalmente ad est dell’Italia (dove appare comune solo nelle regioni meridionali ed in Sicilia e rara, ma regolare, lungo tutto il versante adriatico), dove appare già dagli inizi di marzo.

        DISEGNO E COLORAZIONE DELLA TESTA: aspetto estremamente variabile (dovuto all’intergradazione delle popolazioni occidentali con flava). Il disegno e la colorazione della testa ricordano, in ogni caso, quelli della Cutrettola comune, ma i tipici esemplari orientali (Fig. 5a, 5c) ne differiscono piuttosto evidentemente per le seguenti caratteristiche: sfondo grigio del vertice e delle guance assai più pallido e bluastro (tanto da apparire, in alcuni casi, di un flebile "azzurrino-lavanda") (Fig. 5c); macchia biancastra sulle auricolari e al di sotto dell’occhio sempre presente e di notevoli dimensioni; sopracciglio sempre estremamente spesso ed evidente (specialmente di fronte all’occhio); le redini appaiono assai sottili (in quanto "compresse" tra il sopracciglio e la gola biancastri) e poco contrastanti con il resto della testa (in quanto grigie e non nerastre come in flava); gola giallino chiaro sfumata di bianco sul mento e sulla stria malare (come in alcuni esemplari particolarmente chiari di flava) (Fig. 4c). Le popolazioni più occidentali risultano intermedie tra beema e flava e possiedono la testa azzurrata (anche se piuttosto scura) ed il sopracciglio evidente tipici della prima forma; le redini nerastre, le guance con poco bianco e la gola solitamente gialla, invece, riprendono l’aspetto della seconda forma. L’esistenza di questi individui complica moltissimo l’identificazione di questi taxa, rendendo praticamente impossibile la separazione di singole beema al di fuori del loro tipico areale migratorio (nelle isole Britanniche, ad esempio, quasi tutti gli esemplari particolarmente chiari osservati con regolarità vengono considerati estremi di flava o, più probabilmente, intergradazioni genetiche tra i due taxa).

        COLORAZIONE DELLE PARTI INFERIORI: generalmente si differenzia da flava per il giallo più pallido e "freddo", che va sfumando verso il color limone sbiadito sulla gola.

        COLORAZIONE DELLE PARTI SUPERIORI: negli esemplari tipici, il verde del dorso risulta assai più "freddo" e pallido che in flava (generalmente tendente ad un debole color oliva-grigiastro). Anche le barre alari mancano della vivida sfumatura gialla normalmente presente nella Cutrettola comune, mentre appaiono biancastre o di un verdino sbiadito.

        ALTRE CARATTERISTICHE: struttura e vocalizzazioni solitamente come in flava.

        MUTAZIONI / ABERRAZIONI: come in flava, alcuni esemplari appena mutati possono avere la gola completamente ed estesamente bianca (ma che, con l’abrasione del piumaggio, torna ad assumere le tipiche tonalità giallastre).



 CUTRETTOLA TESTABIANCA - LEUCOCEPHALA

        DISTRIBUZIONE E FENOLOGIA: nidifica nell’Asia centro-orientale, in Mongolia, nord-ovest della Cina e nella vicina Siberia. Sverna nell’Asia meridionale, ad est dell’India (dove è assai scarsa ed irregolare). Alcuni autori contestano le numerose osservazioni storiche effettuate in vari paesi d’Europa e Medio Oriente (quali Inghilterra, Svezia, Italia, Israele, ecc.) in quanto possibilmente riferibili ad individui aberranti di flava o beema.

        DISEGNO E COLORAZIONE DELLA TESTA: nel maschio di questa forma il vertice, le guance e la gola sono completamente ed uniformemente candide (Fig. 6). Le redini appaiono anch’esse biancastre o leggermente sfumate di grigio (mai grigio-scuro o nero). Alcuni esemplari aberranti di beema, mancando dei pigmenti scuri sulla testa, possono apparire simili a leucocephala ma conservano solitamente un’accenno di grigio pallido sul vertice, sulla nuca e sulle copritrici auricolari.

        COLORAZIONE DELLE PARTI INFERIORI: come in flava, ma tendenzialmente un poco più vivace e brillante (giallo-dorato o giallo-aranciato) su petto e fianchi.

        COLORAZIONE DELLE PARTI SUPERIORI: il verde delle parti superiori è pallido come in beema ma manca della componente grigia di base, risultando quindi meno "freddo" ed un poco più vivace (paragonabile ad un tenue verde-pisello); il groppone è ancor più vivido e giallastro. Le barre alari sono tipicamente molto estese e bianco-candide (o solo leggermente sfumate di giallino).


 CUTRETTOLA BRITANNICA - FLAVISSIMA

        DISTRIBUZIONE E FENOLOGIA: questa forma risulta diffusa esclusivamente nelle Isole Britanniche e, con piccole popolazioni isolate, lungo le coste atlantiche europee (dalla Francia nord-occidentale al sud della Norvegia e Danimarca). L’areale di svernamento di flavissima (che sembra essere localizzato nell’Africa sub-sahariana occidentale e, in modo più discontinuo, centrale) si sovrappone a quello di altre forme europee, quali flava, cinereocapilla, iberiae e thunbergi. Durante la migrazione primaverile, questa forma viene raramente (ma regolarmente) osservata nel nostro paese. Il picco di passo si ha nel periodo aprile e maggio, quando è possibile osservarne pochi esemplari solitari associati ai grandi branchi di cutrettole migratrici (soprattutto flava).

        DISEGNO E COLORAZIONE DELLA TESTA: gli esemplari tipici di questa forma hanno il vertice e le copritrici auricolari verdi, dello stesso colore del dorso (o leggermente più pallido e brillante). Lo spesso sopracciglio e la gola sono, invece, vividamente colorati di giallo, come il petto ed il ventre. Piumette gialle sono presenti anche all’interno delle guance, dove formano un’evidente macchia pallida su sfondo verdastro (simile alla macchia bianca di alcune flava e della maggior parte di beema). Le redini grigio-olivastre o nerastre, infine, costituiscono solitamente la porzione più scura e contrastante dell’intera testa (la linea oculare, che si viene in questo modo a formare, continua solo di rado dietro agli occhi).

        Per quanto riguarda eventuali esemplari particolarmente pallidi, vedi la forma lutea.

        COLORAZIONE DELLE PARTI INFERIORI: molto variabile; esiste, generalmente, una correlazione tra la tonalità delle parti superiori ed il colore di quelle inferiori. Gli esemplari che possiedono la testa ed il dorso di un verde freddo e spento (Fig. 7a) sfoggiano petto e ventre uniformemente giallo-canarino o giallo-limone (comunque di una tinta fredda e piuttosto pallida); al contrario, gli individui dalla colorazione più brillante presentano un’evidente (e calda) sfumatura ocra o arancione sia su dorso e vertice che su petto e fianchi (Fig. 7c).

        COLORAZIONE DELLE PARTI SUPERIORI: questa forma appare nettamente più brillante di molte altre cutrettole europee (compresa cinereocapilla). Il colore del dorso può variare dal verde-brillante (piuttosto "freddo") al verde-giallastro (vivido e "caldo"), mai sbiadito o sfumato di grigio. Le barre alari sono sempre piuttosto spesse e tinte di giallastro o giallo-verdastro (ma tendono a sbiadire con l’abrasione del piumaggio).

        ALTRE CARATTERISTICHE: struttura e vocalizzazioni come in flava.

        MUTAZIONI / ABERRAZIONI: numerose aberrazioni cromatiche appaiono raramente (ma regolarmente) all’interno della popolazione tipica. In alcuni esemplari, ad esempio, la colorazione verde-oliva delle parti superiori viene sostituita da tonalità grigiastre; in questo caso il piumaggio può ricordare notevolmente quello di un immaturo di Cutrettola testagialla orientale (Motacilla citreola), riconoscibile comunque per il diverso disegno della testa e per la maggiore ampiezza delle barre alari bianche. In altre occasioni la variazione cromatica è decisamente più estesa ed interessa tutte le parti del corpo: così, alcuni esemplari appaiono completamente gialli come canarini, grigio-bluastri o marroni (Fig. 7d, 7e, 7f), senz’alcun pigmento verdastro. Questi individui mutanti, però, sono così rari che le probabilità di osservarne di simili nel nostro paese (vista la scarsità di questa forma) sono assai remote.



 CUTRETTOLA DEL CASPIO - LUTEA

        DISTRIBUZIONE E FENOLOGIA: forma tipicamente asiatica, nidifica nelle steppe della Siberia centro-occidentale (ad ovest fino al Basso Volga) e sverna principalmente nell’Africa orientale e dal Golfo Persico all’India. Per quanto riguarda il Paleartico occidentale, lutea migra regolarmente attraverso il Medio Oriente (ad es.: Israele, Iraq, ecc.), mentre sembra essere accidentale in Europa, con un buon numero di osservazioni in Italia e nei Balcani. Alcuni autori contestano le osservazioni effettuate in vari paesi dell’Europa occidentale (quali Inghilterra, Irlanda, Olanda, ecc.) in quanto possibilmente riferibili ad individui aberranti di flavissima. Per quanto riguarda il nostro paese, le maggiori probabilità di osservare questa particolare cutrettola sembrano circoscritte al periodo tardo aprile-maggio e alle regioni del versante adriatico (compresa la Sicilia).

        DISEGNO E COLORAZIONE DELLA TESTA: tra i maschi tipici, gli esemplari più chiari (Fig. 8a) hanno l’intero vertice, gran parte delle guance e la gola completamente giallo-zafferano (come le parti inferiori). In questi casi, la fronte è generalmente di un colore più "caldo" e vivido (tendente all’arancione) del resto della testa. Viceversa, gli individui scuri (Fig. 8b) assomigliano moltissimo agli estremi pallidi di flavissima (Fig. 7c) ma, generalmente, tendono ad avere le redini verde-oliva (non grigie o nerastre) e la fronte sfumata di giallo-dorato (non chiaramente verdastra come la corona). Per questa somiglianza con flavissima, gli esemplari scuri di lutea non possono essere riconosciuti con certezza estrema, specialmente al di fuori del loro normale areale migratorio.

        COLORAZIONE DELLE PARTI INFERIORI: come gli esemplari più brillanti e "caldi" di flavissima, ma con petto e fianchi ancor più sfumati di giallo-dorato o giallo-arancio. Alcuni individui, inoltre, possiedono un’evidente macchiettatura verdastra o grigio-olivastra ai lati del petto.

        COLORAZIONE DELLE PARTI SUPERIORI: le parti superiori sono colorate come negli esemplari estremamente brillanti di flavissima, con il dorso verde-giallastro molto vivido e "caldo" e le barre alari (bianche o giallognole) assai spesse ed evidenti; il groppone, inoltre, è chiaramente sfumato di ocra-giallognolo e, quindi, piuttosto contrastante col resto del piumaggio.

        ALTRE CARATTERISTICHE: struttura come in flava, beema, flavissima, ecc. Le vocalizzazioni, probabilmente, assomigliano a quelle di altre forme orientali, come ad esempio feldegg e melanogrisea.



 CUTRETTOLA CAPINERA OCCIDENTALE - FELDEGG

        DISTRIBUZIONE E FENOLOGIA: l’areale riproduttivo di questa forma comprende il sud-est dell’Europa (Balcani), la Turchia ed il Medio Oriente; in Italia nidifica regolarmente in alcune località costiere della Sicilia e della Puglia, mentre risulta più rara e sporadica nel Lazio (parco del Circeo), in Emilia Romagna e, forse, in altre regioni del meridione. L’areale di svernamento comprende la maggior parte dell’Africa centro-orientale (a sud del Sahara) e la penisola Arabica. La feldegg migra attraverso il sud e l’est della nostra penisola, soprattutto nel periodo marzo-aprile, mentre appare più raramente nel versante tirrenico ed irregolarmente nella pianura padana (osservazioni sporadiche fino a maggio inoltrato). Rare ma regolari osservazioni vengono effettuate ogni anno nell’Europa occidentale, dove questa forma arriva solitamente imbrancata ad esemplari di flava.

        DISEGNO E COLORAZIONE DELLA TESTA: questa cutrettola, come dice il nome, ha la testa completamente nera (di un bel color pece, "carico" e lucido). Tale colorazione si estende dalla fronte alla parte superiore del mantello, dove forma una linea irregolare e sfumata (a differenza di tutte le altre forme nelle quali la divisione tra lo scuro della testa ed il verde del dorso si colloca più in su, a livello della nuca, ed è ben definito).Esiste, comunque, un minimo di variabilità anche in questo taxon: durante il periodo marzo – inizi di aprile, ad esempio, molti degli esemplari con piumaggio più fresco ed appena mutato hanno i margini delle piume cervicali verdastri, che donano al vertice un’evidente sfumatura o screziatura color oliva (Fig. 9b). In genere, dopo poche settimane, la testa torna ad essere uniformemente nera, a causa dell’usura e della conseguente abrasione del piumaggio. La gola, inoltre, abitualmente gialla come il petto ed il ventre, può presentare numerose piumette bianche localizzate sul mento o lungo la stria malare (Fig. 9c, 9d).Un certo numero di individui, infine, possiede un accenno di sopracciglio biancastro o giallino, sempre molto sottile ed incompleto (Fig. 9c, 9d); la tendenza a mostrare, di tanto in tanto, un sopracciglio chiaro appena abbozzato è condivisa da feldegg con tutte le altre forme di cutrettole a testa uniformemente scura (vd. cinereocapilla, thunbergi e melanogrisea).

        COLORAZIONE DELLE PARTI INFERIORI: meno variabile di altre forme; il giallo delle parti inferiori è, infatti, sempre piuttosto vivido (da giallo-sulfureo intenso a giallo-dorato) con un’evidente sfumatura arancione presente, saltuariamente, sul petto. La linea di divisione tra le parti inferiori ed il dorso appare spesso frastagliata e macchiettata di verde-olivastro o grigio-nerastro.

        COLORAZIONE DELLE PARTI SUPERIORI: il dorso è di un verde piuttosto "freddo" ed opaco, giacché sfumato di grigio su mantello e scapolari; anche il groppone appare sbiadito e non così intensamente giallastro come in altre forme europee (ad esempio, cinereocapilla, flava, flavissima, ecc.). Le barre alari sono piuttosto spesse ma non troppo evidenti in quanto frequentemente pigmentate di verde o giallastro (tinta che va man mano schiarendosi con l’usura e l’abrasione del piumaggio).

        ALTRE CARATTERISTICHE: questa forma, oltre che ben distinta morfologicamente, possiede numerose altre caratteristiche esclusive. Il becco, ad esempio, risulta particolarmente lungo, sottile alla base e non chiaramente conico, il che gli conferisce una peculiare forma a "lama di pugnale". La testa, inoltre, non appare quasi mai nettamente arrotondata (come nelle altre cutrettole europee) neanche in condizione di relax; al contrario, la fronte piuttosto appiattita e la leggera crestina evidente sulla nuca (che crea un picco appena dietro agli occhi) ne accentuano la silhouette angolosa e "triangolare".

        Anche le vocalizzazioni appaiono piuttosto differenziate: di norma viene, infatti, emesso un "SHRIIP" o "PSRIIT" vigoroso, deciso e chiaramente monosillabico.



 CUTRETTOLA CAPINERA ORIENTALE - MELANOGRISEA

        DISTRIBUZIONE E FENOLOGIA: si tratta della forma che sostituisce ecologicamente la feldegg (con la quale intergrada geneticamente) a nord e ad est del Mar Caspio. Sverna principalmente nell’Asia meridionale fino all’India (come lutea), e più occasionalmente in Arabia e nell’Africa orientale. Esemplari col fenotipo di melanogrisea, in quanto migratori a lungo raggio, vengono annualmente osservati in Europa, dove questa forma è considerata, per lo più, accidentale. In Italia esistono numerose segnalazioni storiche e recenti, tutte riferibili alla Sicilia e alle regioni del versante adriatico; in realtà, è alquanto probabile che tale forma, imbrancata a feldegg o beema, passi più frequentemente di quanto si è soliti pensare attraverso il nostro paese.

        DISEGNO E COLORAZIONE DELLA TESTA: simile a feldegg, ne differisce per il nero della testa assai più opaco e meno lucido, per la minor estensione del cappuccio scuro (che termina in alto, a livello della nuca, dove forma una linea netta) e per la gola giallo-limone che và sfumando nel bianco verso il mento e la stria malare (in feldegg il giallo è più vivido ed il bianco, quando presente, è meno esteso e ben delimitato dal resto della gola).Anche questa forma mostra occasionalmente un accenno di sopracciglio (quasi sempre biancastro), sottile ed incompleto al di sopra dell’occhio (Fig. 10b).

        COLORAZIONE DELLE PARTI INFERIORI: si distingue da feldegg per il giallo meno intenso e più "freddo" (ma variabile, spesso simile a quello di cinereocapilla), che sfuma verso il giallo-limone pallido sulla gola.

        COLORAZIONE DELLE PARTI SUPERIORI: il dorso è di un verde più brillante (meno opaco e grigiastro) che non in feldegg; il groppone, inoltre, appare più intensamente pigmentato di giallo. Come in quest’ultima forma, infine, le barre alari sono abbastanza estese ma poco evidenti in quanto abbondantemente pigmentate di verde-giallastro o verde-grigiastro (tinta che va man mano sbiadendosi con l’usura del piumaggio).

        ALTRE CARATTERISTICHE: le peculiari caratteristiche strutturali e le tipiche vocalizzazioni di feldegg si ritrovano, immutate, anche in questa forma orientale.



 CUTRETTOLA DEL VOLGA - SUPERCILIARIS

        DISTRIBUZIONE E FENOLOGIA: il fenotipo di superciliaris prende origine dall’ibridazione tra esemplari intermedi di flava-beema ed esemplari intermedi di feldegg-melanogrisea; questo avviene soprattutto in una regione planiziale compresa tra il Basso Volga ed i Monti Urali meridionali, a nord del mar Caspio. Le aree di svernamento di questa forma ibrida sono, presumibilmente, le stesse frequentate dai tipi parentali: l’Asia meridionale e l’Africa orientale sub-sahariana. Le rotte migratorie primaverili maggiormente utilizzate da superciliaris passano attraverso l’Europa balcanica ed il Medio Oriente, ma interessano regolarmente anche l’Italia meridionale (principalmente la Sicilia). Nel nostro paese, il picco di presenze della Cutrettola del Volga ricade nel periodo di massima presenza di feldegg, ossia marzo-aprile.

        DISEGNO E COLORAZIONE DELLA TESTA: anche in questo ibrido, come in feldegg e melanogrisea, la testa appare uniformemente nera. La principale caratteristica distintiva, quindi, rimane l’evidente sopracciglio (bianco o giallo), sempre completo al di sopra dell’occhio, piuttosto spesso e molto lungo, tanto da raggiungere il bordo posteriore delle copritrici auricolari. La gola è gialla, spesso bordata da piumette bianche lungo la stria malare e sul mento, come in feldegg.

        COLORAZIONE DELLE PARTI INFERIORI: il ventre è giallo-sulfureo, intenso ed uniforme, come in feldegg, mentre il petto è spesso sfumato di arancione. La linea di divisione tra le parti inferiori ed il dorso appare frequentemente frastagliata e macchiata di verde-olivastro o grigio-nerastro.

        COLORAZIONE DELLE PARTI SUPERIORI: come in feldegg, il dorso è di un verde piuttosto "freddo" ed opaco e le barre alari ampiamente sfumate di verde-giallastro o grigio-olivaceo (che si schiarisce, solitamente, con l'abrasione del piumaggio).

        ALTRE CARATTERISTICHE: viste le notevoli analogie morfologiche con feldegg (che, nel caso degli ibridi, rappresenta il genotipo predominante) sembrerebbe presagibile una rassomiglianza di superciliaris con quest’ultima forma, sia dal punto di vista strutturale che per quanto riguarda le vocalizzazioni.



 CUTRETTOLA DEL DANUBIO - DOMBROWSKII

        DISTRIBUZIONE E FENOLOGIA: anche questa forma, come superciliaris, ha origine ibrida ed abita la fascia di sovrapposizione tra i tipi parentali (flava e feldegg), ossia la bassa valle del Danubio in Romania. Sverna presumibilmente nell’Africa centro-orientale, a sud del Sahara, e migra attraverso l’Europa balcanica. Durante la migrazione primaverile (marzo-aprile) passa regolarmente anche attraverso l’Italia meridionale, specialmente in Sicilia, mentre appare rara ed irregolare nelle regioni del versante adriatico.

        DISEGNO E COLORAZIONE DELLA TESTA: questo fenotipo ibrido ricorda moltissimo, nell’aspetto, la forma iberiae; come quest’ultima possiede, infatti, un sopracciglio bianco lungo e spesso che solca la testa grigiastra. Le caratteristiche distintive di questa forma, però, sono: il vertice e le guance di un grigio-piombo più scuro e meno bluastro; le copritrici auricolari, inoltre, appaiono praticamente concolori con il resto della testa (a differenza dell’iberiae, in cui le guance plumbee contrastano molto col vertice e la nuca). Infine, la gola completamente bianca e la testa assai scura ed uniforme la distinguono da flava e beema.

        COLORAZIONE DELLE PARTI INFERIORI: variabile ma generalmente simile a flava; solo raramente sfoggia quel giallo "caldo" e brillante che sembra essere tipico di alcune forme orientali (feldegg, lutea, ecc.)

        COLORAZIONE DELLE PARTI SUPERIORI: anche in questo ibrido, come in superciliaris, la colorazione del dorso piuttosto opaca e la sfumatura verdastra sulle barre alari ricordano molto la forma feldegg (più che flava).

        ALTRE CARATTERISTICHE: più o meno intermedia tra i tipi parentali. Anche se il becco di dombrowskii sembra essere mediamente più robusto rispetto alla classica feldegg (che rappresenta, in ogni caso, il genotipo dominante in un prodotto ibrido), è molto probabile che le sue vocalizzazioni ricordino quelle tipiche di quest’ultima forma.



 Nota conclusiva

        Con i precedenti paragrafi si è inteso saggiare la grande variabilità morfologica delle forme europee di Cutrettola, ovviamente senza alcuna pretesa di completezza.

        Vista la notevole affinità genetica esistente tra questi taxa, infatti, eventuali coppie ibride sono possibili in ogni parte dell’areale e tra tutte le sottospecie esistenti.

        Questo fenomeno, come la comparsa di occasionali aberrazioni cromatiche, concorre a rendere ancora più complicata l’identificazione di questi Uccelli in natura.

        Stando così le cose, è bene tener sempre presente che alcuni esemplari possono essere così difficili da riconoscere da dover essere abbandonati senza una sicura identificazione. Si tratta, comunque, di una piccola percentuale che, con la giusta tecnica e la dovuta esperienza, è possibile minimizzare ulteriormente.


Bibliografia

  • Cramp S. et alii, 1999, The Complete Birds of the Western Palearctic in CD-ROM, Oxford University Press.
  • Corso A., 2001, Head pattern variation in Black-headed Wagtail, in Birding World Vol. 14 N. 4,162-166.
  • Kazmierczak K., A Field Guide to the Birds of the Indian Subcontinent, Pica Press.
  • Beaman M. e Madge S., The Handbook of Bird Identification, Christopher Helm

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    2001, Quaderni di birdwatching

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