Quaderni di birdwatching Anno III - vol. 6 - novembre 2001

Note dal campo
Titolo
di Andrea Corso, tavole di Carmela Cardelli su schizzi di Andrea Corso

        LO STRETTO DI MESSINA è il sito più importante del Paleartico Occidentale per la migrazione del Falco di palude, Circus aeruginosus (cfr. ad es. Corso et al. 2001). Ogni anno si osservano in migrazione primaverile, tra aprile e maggio, dai 2.000 a 3.000+ individui di questa specie. Per fare un esempio, il 4 aprile del 1997 si contarono ca. 1.200+ ind in migrazione tra il versante siciliano e quello calabrese (record assoluto giornaliero per il Paleartico Occidentale). E’ evidente, quindi, che le osservazioni condotte nell’area forniscono ai partecipanti al campo di studio e protezione, che annualmente viene effettuato nello stretto (Corso 1999), una notevole esperienza diretta sui vari piumaggi della specie, sul riconoscimento del sesso e dell’età e sulla variabilità della specie.

        Quest’ultima è tra le più ampie riscontrate tra tutti i rapaci europei (oss. pers.) e costituisce spesso fonte di problemi legati al riconoscimento del sesso e dell’età degli individui e persino della specie.

        In questa nota voglio rendere noti solo alcuni dei piumaggi atipici riscontrati negli anni durante i miei studi sulla migrazione primaverile attraverso lo stretto di Messina.

        Vengono illustrati alcune evidenti aberrazioni di piumaggio; queste prescindono dalla semplice naturale variabilità della specie legata a caratteri fenotipici individuali, di sesso e di età.

 Piumaggio A

        Femmina adulta con alcuni caratteri maschili. Osservata in due occasioni: aprile 1997 e maggio 1999.

        Tipico piumaggio di femmina adulta superiormente, mostra ampie "spalline" color crema chiaro, testa e gola crema, copritrici sopracaudali rossicce/fulve, coda bruno chiaro fulva, primarie digitate ("dita") più scure delle altre remiganti. Tipico della femmina adulta l’iride gialla (Forsman 1999; Clark 1999; Corso in prep.).

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        Inferiormente mostra invece alcuni caratteri tipicamente maschili; infatti, le remiganti appaiono tutte bianco-grigie chiare in netto contrasto con le "dita" nere. Le primarie sono più bianche delle secondarie che appaiono, ad osservazione ravvicinata, più slavate di grigio. Il resto del piumaggio, inferiormente, appare invece quello tipico della femmina adulta: ampia banda pettorale crema/fulva, corpo bruno-fulvo, così come la coda.

        I maschi col piumaggio di 2° inverno, al 3° calendario (3rd cy) quando osservati in migrazione primaverile, possono apparire molto simili a questi due individui descritti associando un piumaggio del corpo più simile a quello della femmina (rimane juvenile-like o female-like durante le prime due mute parziali del corpo e la prima muta completa) a remiganti già con pattern maschile (dopo la prima muta completa appare il bianco sulle remiganti e il pattern maschile).

        Le differenze tra questo piumaggio e i due da me osservati sono le seguenti: la coda è tinta di grigio, tutta grigia sporca o con timoniere centrali grigie, spesso mostra delle barrature nere (variabili in numero ed estensione/larghezza), ma non appare mai bruno-fulva omogenea come nelle femmine adulte; le remiganti secondarie mostrano una più o meno larga bordatura nera/nerastra, mostrano nella gran parte dei casi anche una barratura scura variabile in numero e spessore, la "mano" (remiganti primarie esterne) appare superiormente tinta di grigio/grigiastro con riflessi argentei, in maniera più o meno ampia, ma ben visibile comunque in natura.

        La spiegazione possibile al piumaggio qui descritto è che si trattasse di due femmine molto vecchie che avevano acquisito alcuni caratteri maschili; come è noto, infatti, sono numerose le specie animali che in età avanzata mostrano caratteri maschili (con l’aumento di alcuni ormoni). In maniera vistosa, ad esempio, alcune anatre femmina da vecchie appaiono molto simili ad un maschio, così molte specie di passeriformi che normalmente hanno un netto dimorfismo sessuale.


 Piumaggio B

        Maschio adulto. Piumaggio osservato in diverse occasioni, viene di rado illustrato nelle guide di riconoscimento.

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        Alcuni individui maschi, presumibilmente in età molto avanzata, appaiono davvero molto bianchi diffusamente. Le parti inferiori appaiono tutte bianche con una banda pettorale scura ben contrastante e tutte le "dita" nere. Inferiormente, da lontano, appaiono tutti bianchi con un cappuccio scuro ben evidente e primarie esterne nere. L’effetto generale è molto simile a quello che si riscontra nei maschi di Albanella reale, Circus cyaneus. In effetti, in numerose occasioni ho visto scambiare questi individui per dei maschi di Albanella reale, errore fatto anche da osservatori esperti. Le parti superiori sono simili a quelle del piumaggio tipico di maschio adulto di Falco di palude, sebbene la coda appaia più chiara, più biancastra che grigia, le copritrici siano più chiare, in particolare le grandi copritrici primarie e parte di quelle secondarie sono spesso grigio-biancastre, le remiganti appaiono tutte più tendenti al bianco sporco.

        Rispetto ad un maschio adulto di Albanella reale, i Falchi di palude in questo piumaggio si riconoscono per "cappuccio" più netto, più esteso, meno definito e regolare, più scuro e più sporco (non grigio uniforme e ristretto come in C. cyaneus, per primarie digitate con estensione maggiore di nero, assenza di bordatura grigia alle remiganti, parti superiori con aree scure), non con copritrici e mantello appena più grigiastre di remiganti come in adulti di C. cyaneus. Un problema potrebbe essere rappresentato dai maschi di Albanella reale col piumaggio di 2° inverno (3° calendario in primavera): questi hanno, infatti, rispetto al piumaggio definitivo di adulto, parti superiori più sporche, con mantello e copritrici slavate di bruno nonché cappuccio meno ben delineato, meno netto e definito e anche più scuro. Il riconoscimento sarà allora basato sulla differente silhouette delle due specie e alcuni caratteri di piumaggio: l’Albanella reale ha ala più larga e corta rispetto al Falco di palude maschio, testa più rotonda e grossa, volo più battuto e oscillante (più da tipica albanella); l’ala mostra una ben visibile bordatura scura lungo il profilo inferiore dell’ala (l’apice di tutte le remiganti è scuro), il mantello è meno bruno scuro.


 Piumaggio C

        Osservato in 1 juv nell’aprile 1997, 1 juv nell’aprile 1999 e 1 femmina adulta nell’aprile 1997.

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        Nei giovani osservati, tutto il piumaggio appariva quello tipico ma le copritrici sovracaudali erano tutte bianche; il contrasto tra il piumaggio molto scuro dei giovani e quest’area bianca era molto netto ed evidente ad elevata distanza, facendo per un attimo credere si trattasse di un individuo di Albanella minore, Circus pygargus, del morfismo scuro (nella variante a groppone bianco). Oltre alle varie differenze nei caratteri di piumaggio tra questo morfismo e il piumaggio giovanile di Falco di palude, le differenze strutturali saltano subito all’occhio ad un osservazione più attenta: l’ala dell’Albanella minore è più stretta, mostra 4 "dita" (primarie digitate), più lunga in proporzione al corpo, la coda è più lunga e stretta, il volo è più elegante, oscillato e più battuto, tutto l’animale appare più leggero per via del tipo di volo e per il corpo più affusolato e snello (l’Albanella minore sembra un grosso sigaro con le ali!!!).

        Nella femmina osservata, oltre alle copritrici sovracaudali bianche, era bianco anche il groppone; era così ben evidente una chiazza bianca contrastante anche a distanza elevata. In aggiunta, quasi tutte le copritrici apparivano crema chiaro, quasi bianco slavato di crema, il bordo superiore dell’ala (le copritrici marginali alari) era bianco, come anche le scapolari.


Ringraziamenti

Prima di tutti desidero ringraziare Carmela Cardelli, veterana del campo dello Stretto di Messina nonché tra i migliori osservatori di rapaci in Italia, per i disegni effettuati dai miei schizzi originali presi sul campo. Ringrazio anche di cuore tutti i miei compagni di avventura del campo studio e protezione dello Stretto di Messina.

Bibliografia

  • Forsman, D. 1999 The Raptors of Europe and the Middle East Academic Press T&AD Poyser - London
  • Clark W.S. 1999 A Field Guide to the Raptors of Europe, the Middle East and North Africa Oxford University Press
  • Corso A. 1999. Lo Stretto di Messina Quaderni di Birdwatching (QB): anno I°, vol. I° su CD ROM.
  • Corso A., Giordano A., Ricciardi D., Cardelli C., Chiofalo G. 2001. La migrazione degli Accipitriformes del genere Circus sullo Stretto di Messina Avocetta 25: 198.
  • Corso A. in prep. A Guide to Sexing and Ageing European Raptors.

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    2001, Quaderni di birdwatching

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