Quaderni di birdwatching Anno III - vol. 6 - novembre 2001

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        Il GABBIANO COMUNE (Larus ridibundus) è facilmente osservabile in Italia in tutti i periodi dell’anno, ma nidifica solo in poche aree del nostro paese. E' quindi molto abbondante soprattutto tra la fine dell’estate e la primavera, vale a dire in periodo non riproduttivo, quando questa specie raggiunge da noi concentrazioni di individui veramente notevoli. Frequenta soprattutto le coste, ma si spinge anche a molti chilometri verso l’interno in prossimità di fiumi o bacini lacustri.

        Grande opportunista, come del resto quasi tutti i gabbiani, riesce a prosperare grazie alla sua estrema adattabilità. Non è certamente un raffinato, il nostro ridibundus: frequenta allegramente discariche di ogni tipo, scarichi fognari, passeggia sulle banchine dei porti raccogliendo pesci puzzolenti e altre prelibatezze, segue l’aratro nei campi cercando vermi succulenti, a volte si raduna in gruppi numerosi e cattura insetti a bassa quota, attende i pescherecci per gli scarti del pescato e molto spesso trova anche qualche anima buona che gli offre del cibo. Spesso vocifero, nei luoghi dove nidifica è molto rumoroso e diventa estremamente nervoso se ci si avvicina troppo, manifestando tutto il suo disappunto con grida disperate che si placano solo quando ci si allontana. In altre situazioni è invece abbastanza confidente e abituato alla presenza dell’uomo, per cui, con un po’ di cautela, è relativamente facile osservarlo e fotografarlo anche da pochi metri.

        Lungo 35-39 cm e con un’apertura alare di 86-99 cm, è un gabbiano di taglia medio-piccola ed appartiene al gruppo di gabbiani che acquisiscono il piumaggio da adulto nell’autunno dell’anno successivo all’anno di nascita; pertanto si possono distinguere piumaggi del primo anno (juvenile, primo inverno, prima estate) e piumaggi adulti (adulto inverno e adulto estate). In volo si distingue facilmente per il margine anteriore esterno dell’ala che appare bianco in tutti i piumaggi ed è visibile anche a notevole distanza; questo carattere è condiviso anche dal Gabbiano roseo, meno comune ma comunque facilmente osservabile in Italia.



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        Il piumaggio giovanile (juvenile) è decisamente diverso dai successivi: è presente per un breve periodo (giugno-settembre) e generalmente mostra una colorazione fulvo-marrone scura a "squame" sulle parti superiori; anche la testa presenta le stesse tonalità, la coda termina con una banda nera mentre zampe e becco sono giallo-carnicino, quest'ultimo con la punta scura [foto 2]. Nella [foto 3] è presente già qualche accenno di primo inverno.

        Primo inverno. Le parti nude mantengono lo stesso colore del giovane, mentre la testa è come l’adulto in inverno. Notare la banda terminale nera sulla coda, la barra carpale e le terziarie scure [foto 4]. Primo inverno In volo sono evidenti la barra carpale e la barra secondaria scure, la banda caudale nera, il bianco sul margine anteriore esterno dell’ala meno evidente rispetto all’adulto [foto 5].

        Prima estate. In questo individuo, la testa è praticamente da adulto, ma si osservano ancora evidenti tracce di piumaggio del primo inverno [foto 6].



foto 5


foto 6


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        Adulto inverno. Il mantello e le ali sono grigie, tranne l’estremità delle primarie. Testa bianca con macchia auricolare scura e tracce più scure anche sul vertice. La coda è interamente bianca senza banda terminale. Le parti nude tendono più al rosso [foto 1] [foto 7]. In volo notare la punta delle primarie nera, l’assenza di barra caudale, e la macchia auricolare [foto 8].

        Adulto estate. Notare il margine anteriore esterno dell’ala bianco e il cappuccio marrone scuro che fa escludere le altre specie simili [foto 9] [foto 10].




foto 8


foto 9


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2001, Quaderni di birdwatching

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