Quaderni di birdwatching Anno III - vol. 6 - novembre 2001

Approfondimenti
Titolo
testo e tavole di Matteo Lausetti

        UNO DEGLI UCCELLI più frequentemente osservabili praticando il sea-watching lungo le coste europee è sicuramente la Sula Morus bassanus, facilmente incontrabile sia durante il periodo di nidificazione, nei pressi delle colonie nel nord Europa, sia durante il resto dell’anno più o meno in tutti i nostri mari.

        Spesso capita di osservare Sule che presentano caratteri del piumaggio decisamente singolari e che possono portare a dubbi e confusioni con alcune specie di sula caratteristiche dell’emisfero australe, quali la Sula del Capo Morus capensis e la Sula Australe Morus serrator. Questa apparente variabilità del piumaggio della Sula dipende dal suo sistema di muta, estremamente progressivo e senza soluzione di continuità, che porta dal piumaggio giovanile a quello dell’adulto, nell’arco di cinque anni, attraverso molti piccoli passaggi che rendono quasi impossibile trovare due immaturi uguali fra loro.

        Di seguito cercherò, con le debite semplificazioni, di dare un quadro generale dei principali cambiamenti nel piumaggio che, anno per anno, portano a questa variabilità.

        In questa ottica è importante, prima di iniziare una descrizione dei singoli piumaggi, capire quale sia la strategia di muta di questa specie. La muta delle primarie parte dalle tre centrali ed avviene in modo discendente. Le secondarie mutano in modo molto irregolare, ma generalmente cominciando da quelle centrali e proseguendo contemporaneamente sia in modo ascendente che discendente. La muta delle timoniere può essere irregolare e compiere dei salti, ma generalmente parte dalle timoniere esterne, proseguendo in modo più o meno simmetrico verso l’interno. La muta viene sospesa con una certa frequenza e, nonostante presenti una cadenza annuale, può risultare molto lenta, al punto che non è rara la presenza all’interno del piumaggio di penne degli anni precedenti.

        Il periodo di muta, piuttosto esteso, va dalla primavera inoltrata alla fine dell’inverno.


 Giovani e primo anno

Sula Sula juv - foto di M. Sighele

        Parti superiori uniformemente scure, generalmente bruno caffè. Primarie e secondarie nere, come nere sono anche le timoniere. Sulle parti superiori spiccano numerosi "spot" bianchi su tutte le copritrici e sul dorso, e una "V", sempre bianca, formata dalle copritrici delle timoniere.

        Le parti inferiori sono bianco grigiastre, macchiettate e striate di bruno. La linea di demarcazione tra le parti superiori scure e le parti inferiori più chiare non è assolutamente netta e si presenta come un area sfumata più o meno estesa.

        Durante il primo anno gli "spot" chiari tendono a scomparire a causa dell’abrasione. La testa comincia a schiarirsi a partire dalla nuca, dando, in alcuni esemplari, l’impressione di formare un collarino chiaro e un cappuccio scuro.

        Le parti inferiori si schiariscono progressivamente, formando in alcuni casi una banda pettorale più scura.


 Secondo anno

        La testa si schiarisce decisamente, rendendo quasi invisibili le leggere striature scure. Con il tempo, la testa diventa completamente bianca e compare la sfumatura giallo ocra sulla nuca. Il becco comincia a schiarirsi.

        Le parti inferiori si schiariscono progressivamente fino a diventare bianche. Le parti superiori assumono una colorazione decisamente irregolare e discontinua. Tra le copritrici e tra le scapolari, ne compaiono alcune bianche distribuite in modo irregolare. Le primarie e le secondarie sono sempre scure o, al limite, possono comparire alcune aree più chiare tra le secondarie.

        Il dorso e il groppone assumono un aspetto irregolare, marezzato di bianco e nero. Le timoniere sono ancora nere. Le zone di separazione tra parti scure e parti chiare diventano nette e ben demarcate.


 Terzo anno

        Prosegue il progressivo schiarirsi delle parti superiori. La testa è ormai completamente bianca con sfumatura ocra ben evidente. Il becco è come quello degli adulti. Sul dorso e sul groppone si riduce notevolmente l’estensione delle zone scure.

        Sulla parte superiore delle ali, le copritrici sono in maggioranza bianche e tra queste spiccano alcune copritrici scure distribuite in modo irregolare. Compaiono alcune secondarie bianche che tendono ad aumentare progressivamente durante l’anno.

        La coda comincia a schiarirsi a partire dalle timoniere esterne, che durante questa fase di piumaggio riducono sempre di più la zona scura formata dalle centrali. Le parti inferiori sono ormai quasi completamente bianche, molto simili a quelle dell’adulto.


 Quarto anno

        Tutto il corpo è bianco come quello dell’adulto, come completamente bianche sono anche le copritrici.

        Le secondarie sono quasi completamente bianche; tra di esse spiccano solo alcune penne nere, spesso localizzate tra quelle più esterne, che conferiscono a questa zona un aspetto simile per certi versi alla tastiera di un pianoforte.

        Le timoniere sono bianche con l’eccezione della coppia centrale, assumendo in questo modo l’aspetto caratteristico di quelle della Sula Australe Morus serrator.


 Quinto anno

        La maggior parte degli esemplari presentano il piumaggio dell`adulto in tutte le sue parti, solo una bassissima percentuale di individui può mantenere ancora una o due timoniere scure o qualche secondaria nera.




 Il "problema" delle Sule del Capo Morus capensis nelle acque europee

        Con la crescita della pratica del sea-watching, in Europa ha cominciato a presentarsi con una certa frequenza il problema dell’osservazione di esemplari di Sula che presentano caratteri tipici della Sula del Capo Morus capensis.

        Si può dire che tutto ebbe inizio il 28 gennaio 1985, quando, circa quindici miglia al largo di Tarragona, nella Spagna nord orientale, fu osservato un adulto di Sula che presentava tutte le timoniere, con l’eccezione di una delle più esterne, e tutte le secondarie scure, oltre ad una serie di piccoli dettagli che la differenziavano dalle normali Sule (Mackrill 1986). Questa osservazione fu in seguito omologata dal comitato spagnolo come riferita ad una Sula del Capo (de Juana et al. 1987).

        Da quel momento furono segnalate numerose osservazioni di Sule che presentavano simili caratteristiche, la maggior parte provenienti dalla Spagna, sia atlantica che mediterranea, altre dalle coste atlantiche fino al Canale della Manica e lungo la costa delle Isole Britanniche fino alle Shetland, come pure da varie zone del Mediterraneo.

        Alcune di queste osservazioni riguardavano uccelli che presentavano, oltre alle già citate secondarie e timoniere scure, altri caratteri interessanti, come dimensioni visibilmente più ridotte rispetto alle Sule con le quali si accompagnavano, e battiti d’ala più rapidi, giustificabili anche con una più ridotta apertura alare (tra la nostra Sula e la Sula del Capo c’è una differenza di apertura alare che generalmente varia tra i 20 e i 25 centimetri).

        Un altro carattere che in alcuni casi fu evidenziato era una visibile differenza nella intensità della colorazione giallo ocra sulla nuca, che risultava, in questi esemplari "anomali", decisamente più intensa di quanto non fosse nelle altre Sule, che presentavano la classica sfumatura molto sbiadita, presente durante i piumaggi non riproduttivi, come pure in un caso, un osservazione avvenuta in maggio, la colorazione della testa risultava, viceversa, più sbiadita di quella degli altri esemplari con i quali si accompagnava.

        Secondo alcuni autori (Patterson & Riddiford 1990), la spiegazione più ragionevole per queste differenze della colorazione della testa va ricercata nel fatto che, durante i periodi di osservazione, gli esemplari in questione avrebbero dovuto trovarsi nell’emisfero australe e quindi nelle stagioni opposte rispetto a quelle in cui si trovavano, di conseguenza gli esemplari osservati in inverno avrebbero dovuto trovarsi in una fase di piumaggio consona all’estate australe, mentre quelle osservate in estate avrebbero dovuto fare riferimento all’inverno australe.

        A questo proposito, non è chiaro quanto tempo possa impiegare una sula che si trovasse nell’emisfero "sbagliato" a risincronizzare il suo metabolismo al fotoperiodo, con il conseguente riaggiustamento dei periodi di muta, ma secondo alcuni autori sembrerebbe plausibile un periodo di almeno nove o dieci mesi.

        Va comunque tenuto presente che, secondo Mackrill (1988), l’alto numero di esemplari di questo tipo osservati tra le coste del Marocco, della Spagna e delle Isole Britanniche, più di 200 segnalazioni, potrebbe far pensare ad una rara fase anomala di piumaggio degli adulti di Sula Morus bassanus.

        Da considerare, a questo punto, in che modo e perché una Sula del Capo dovrebbe finire nell’emisfero sbagliato.

        Dopo la nidificazione, che avviene sulle isole dell’Africa sud occidentale tra i 25° S e 35° S, la Sula del Capo si disperde verso nord, sia nell’Oceano Atlantico che nell’Oceano Indiano e come molti uccelli marini non ha certo problemi a compiere lunghissimi spostamenti, basti pensare che non sono rari i casi di Sule del Capo osservate negli areali di nidificazione della Sula Australe Morus serrator e viceversa (Cameron 1981, Venn 1982, Brown & Oatley 1982, Cassidy 1983), come pure vi sono casi di sovrapposizione fra le due specie in aree dell’Oceano Indiano dove nessuna delle due dovrebbe essere presente. Una segnalazione di Sula del Capo proviene addirittura dal Brasile (SBG Newsletter 49) e addirittura vi è stata una ricattura di un esemplare inanellato del primo anno al largo delle coste del Sahara Spagnolo, circa 21°40’N (Crawford et al. 1983). In questa ottica va notato come l’isolamento tra la nostra Sula e quella del Capo non sia completo, dal momento che vi è una sovrapposizione degli areali di svernamento nelle acque antistanti l’Africa Occidentale e il Golfo di Guinea, aree nelle quali svernano soprattutto esemplari giovani ed immaturi, sia della prima che della seconda specie. Considerando che un cospicuo numero di immaturi di entrambe le specie tende a trascorrere i rispettivi periodi estivi negli areali di svernamento, non è difficile capire come vi possa essere una effettiva promiscuità tra le due specie molto superiore a quella fino ad ora supposta. Promiscuità probabilmente molto sottovalutata anche a causa della sostanziale impossibilita` di separare sul campo i giovani e gli immaturi delle due specie. Da ciò risulta chiaro come, almeno all’apparenza, non vi siano ragioni per escludere che esemplari di una delle due specie vengano sviati nei loro spostamenti dai congeneri dell’opposto emisfero, seguendoli nelle loro migrazioni.

        In conclusione occhi ben aperti e prendere più appunti possibile ogni qual volta ci si dovesse presentare qualche sula che non ci convince pienamente, anche tenendo conto di possibili anomalie nel piumaggio delle nostre vecchie e care Sule Settentrionali.


Bibliografia

  • A.M. Paterson & N.J. Riddiford, Does the Cape Gannet enter European waters?, British Birds, 83: 519, 1990
  • E. Mackrill, Plumages of Gannets, British Birds, 81: 683, 1988
  • S. Cramp et. Al. , Handbook of Birds of Europe the Middle East and North Africa, vol. 1, Oxford University Press
  • M. Beaman & S. Madge, The Handbook of Bird Identification for Europe and the Western paleartic, Helm
  • P. Harrison, Seabirds an Identification Guide, Helm
  • P. Harrison, Seabird of the World a Photographic Guide, Helm
  • K. Baker, Identification Guide to European Non-Passerine, BTO
  • J. Enticott & D. Tipling, Photographic Handbook of the Seabirds of the World, New Holland

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    2001, Quaderni di birdwatching

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