Quaderni di birdwatching Anno III - vol. 6 - novembre 2001

Hotspots

TITOLO
Il monte Ararat        


        LA TURCHIA E' OGGI UNA DELLE METE PIU' AMBITE per il birder europeo; specialmente negli ultimi quindici anni essa ha acquistato un’enorme popolarità per la presenza di molte specie la cui distribuzione, nel Paleartico Occidentale, è limitata a pochi territori ai suoi margini orientali. Per alcune di queste, essa rappresenta addirittura l’unico paese, nella nostra regione biogeografica, dove è possibile avvistarle.

        Grande quasi due volte e mezzo l’Italia, la Turchia è generalmente suddivisa in sette grandi regioni geografiche, caratterizzate ognuna da distinte peculiarità di clima, paesaggi, flora e fauna. Proprio a causa della vastità del Paese, è impensabile riuscire a visitare tutte queste regioni in un unico viaggio, sempre che non si disponga di almeno un mese di tempo e non si utilizzino diversi voli interni. Inoltre, molti siti importanti per gli uccelli sono distanti fra loro e questo significa trascorrere quasi un’intera giornata in macchina per spostarsi da un posto all’altro.

        Per tutti questi motivi, al momento di decidere l’itinerario del viaggio, non ho avuto dubbi nello scegliere la parte centrale ed orientale del Paese, che comprende l’Anatolia centrale, la Regione Mediterranea, l’Anatolia sud-orientale, l’Anatolia orientale e la Regione Pontica. Queste, infatti, sono le regioni ove è possibile osservare la maggior parte degli uccelli per i quali la Turchia è famosa e che … mancavano alla mia checklist personale.


Geografia, territorio, clima e vegetazione

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        Anatolia centrale o interna: è la regione geografica più grande della Turchia; vi si trova la capitale del Paese, Ankara. E’ costituita perlopiù da un altipiano, situato a circa 800-1000 m s.l.m., delimitato ai margini settentrionale e meridionale da due catene montuose e collinari. Quasi tutto il territorio è oggi occupato da coltivazioni cerealicole e da pascoli dove prima vi erano enormi steppe naturali; permangono ancora molte zone umide, fra le quali l’enorme lago salato Tuz gölü (gölü in turco sta per lago) con i suoi laghi satelliti di modeste dimensioni (ad es. Kulu gölü, Çol gölü), circondati da piccole porzioni di steppa in parte naturale. Altre zone umide famose ed importanti per l'avifauna sono le paludi di Eregli e quelle del Sultano, non visitate, però, durante il viaggio. In questa regione è situata anche la famosa Cappadocia, meta turistica per eccellenza della Turchia.

        Regione mediterranea: si estende praticamente lungo tutta la costa meridionale del Paese. E’ dominata dalla catena del Tauro, che la percorre parallelamente alla costa, con molte cime che superano i 3000 m di altezza, e dalla più piccola catena dell’Ala Daglar che ha il picco massimo nel monte Demirkazik, 3750 m slm. In questa regione si trovano molte fra le zone umide più importanti del Paese, fra le quali spiccano il delta del Göksu e quello della Çukurova. Il clima è tipicamente mediterraneo lungo la costa, con temperature e tasso di umidità molto elevati in prossimità delle zone umide deltizie.

        Anatolia sud-orientale: questa regione occupa i territori turchi confinanti con la Siria e l’Iraq. E’ costituita perlopiù da un bassopiano collinare che degrada a sud verso il deserto siriano. Il paesaggio tipico è generalmente quello originario stepposo-arido, che diventa semidesertico al confine con la Siria.

        Anatolia orientale: probabilmente la più bella e spettacolare regione del Paese, e anche forse la più selvaggia. E’ un vastissimo altipiano ondulato, tuttora quasi del tutto occupato da ininterrotte steppe naturali erboso-pietrose, fra le quali si aprono a volte spettacolari canyon o si ergono impressionanti pareti rocciose. Gli alberi sembrano quasi non esistere per centinaia di chilometri, tranne nei dintorni dei pochi centri abitati lungo le strade principali.


Papaveri

        Man mano che si procede verso oriente diminuiscono le pianure ondulate sostituite da colline e montagne sempre più alte, che spesso raggiungono e superano i 3000 m slm. Nella parte più orientale, al confine con l’Iran, si trova il bellissimo ed enorme Van gölü, situato a quasi 1700 m slm e circondato da impressionanti montagne perennemente innevate, fra le quali il secondo monte della Turchia, il vulcano Süphan Dagi, alto 4050 m slm. Ancora più a oriente, a pochissimi chilometri dal confine con l’Armenia, sorge l’impressionante mole del biblico Agri Dagi, o Ararat, che con i suoi 5137 m slm è il monte più alto della Turchia. Il clima della regione è molto simile a quello delle steppe montane dell’Asia centrale, con estati brevi e moderatamente calde ed inverni lunghissimi e freddissimi, con temperature spesso intorno ai - 20°C e la neve che ricopre il terreno per uno-due mesi l’anno.

        Regione Pontica o della costa del Mar Nero: questa regione è dominata in quasi tutta la sua lunghezza dalla catena costiera dei monti del Ponto, con molte cime che superano i 3500 m slm. La peculiarità principale di questa catena è il passaggio repentino dagli spogli versanti montani meridionali a quelli fittamente boscosi settentrionali. Ciò si deve alla posizione stessa della catena che fa da barriera alle nuvole provenienti dal Mar Nero, determinando abbondanti precipitazioni lungo tutto il corso dell’anno. In effetti, l’aspetto della vegetazione di questi monti, è quello di una fitta ed impenetrabile foresta perennemente avvolta dalle nebbie…


Avifauna

        La vastità del Paese, la sua posizione di transizione fra l’Europa, l’Asia, il Medio-oriente e l’Africa e non ultima l’eterogeneità climatica ed ambientale, tutti questi motivi determinano un’enorme ricchezza avifaunistica, sia in termini di specie nidificanti che di passo e svernanti. Forse nessun altro paese nella nostra regione biogeografica possiede un’avifauna così ricca, anche in termini di popolazioni. Come già detto, molte di queste specie hanno un ristretto areale nel Paleartico Occidentale, mentre alcune altre sono presenti solo in Turchia. Per ovvi motivi, non è proponibile in questa sede fornire un elenco seppur parziale della ricchezza avifaunistica turca; mi limiterò pertanto ad elencare solo quelle specie tipiche di cui ho prima accennato, e solo quelle che è possibile incontrare lungo l’itinerario da me seguito.

Silvia di Ménétries Sylvia mystacea      

        In ordine sistematico, fra i nidificanti: Ibis eremita (Geronticus eremita), Gobbo rugginoso (Oxyura leucocephala), Anatra marmorizzata (Marmaronetta angustirostris), Tetraogallo del Caspio (Tatraogallus caspius), Fagiano di monte del Caucaso (Tetrao molokosiewiczi), Pernice del deserto (Ammoperdix heyi), Francolino comune (Francolinus francolinus), Pollo sultano "del Caspio" (Porphyrio porphyrio caspius), Damigella di Numidia (Anthropoides virgo), Corriere di Leschenault (Charadrius leschenaulti), Pavoncella spinosa (Vanellus spinosus), Pavoncella indiana dalle caruncole rosse (Vanellus indicus), Gabbiano armeno (Larus armenicus), Assiolo di Bruce (Otus brucei), Rondone indiano (Apus affinis), Martin pescatore di Smirne (Halcyon smyrnensis), Martin pescatore bianco e nero (Ceryle rudis), Gruccione di Persia (Merops persicus), Calandrella della Mongolia (Calandrella cheleensis niethammeri), Allodola del deserto (Ammomanes deserti), Calandra asiatica (Melanocorypha bimaculata), Cutrettola testagialla orientale (Motacilla citreola werae), Bulbul capinero (Pycnonotus xanthopygos), Sordone di Radde (Prunella ocularis), Irania o Pettirosso golabianca (Irania gutturalis), Monachella di Finsch (Oenanthe finschii), Monachella codarossa (Oenanthe xanthoprymna), Silvia di Ménétries (Sylvia mystacea), Silvia del Rüppell (Sylvia rueppelli), Prinia gracile (Prinia gracilis), Cannaiola di Jerdon (Acrocephalus agricola), Canapino di Upcher (Hippolais languida), Canapino levantino (Hippolais olivetorum), Luì orientale (Phylloscopus sindianus lorenzii), Luì pallido (Phylloscopus nitidus), Balia caucasica (Ficedula semitorquata), Picchio muratore di Krüper (Sitta krueperi), Picchio muratore di roccia orientale (Sitta tephronota), Storno roseo (Sturnus roseus), Passera del Mar Morto (Passer moabiticus), Passera lagia chiara (Carpospiza brachydactyla), Passera lagia golagialla (Gymornis xanthocollis), Verzellino fronterossa (Serinus pusillus), Trombettiere mongolo (Bucanetes mongolicus), Trombettiere alirosse (Rhodopechys sanguinea), Trombettiere di Lichtenstein (Rhodospiza obsoleta), Ortolano grigio (Emberisa caesia), Zigolo cenerino (Emberiza c. cineracea e c. semenowi) e Zigolo collogrigio (Emberiza buchanani). Molte di queste specie sono localizzate in poche e ristrette zone, dove generalmente sono scarse o rare; solo poche hanno una più ampia diffusione sul territorio del Paese, anche se non sono mai comuni (ad es. la Calandra asiatica, il Pettirosso golabianca, la Monachella di Finsch, il Trombettiere alirosse).

        Altre specie di rilievo sono: Pellicano e Pellicano riccio, Marangone minore, Casarca, Orco marino, tutti e quattro gli avvoltoi europei, Aquila imperiale, Aquila anatraia minore, Aquila di Bonelli, Poiana codabianca, Sparviero levantino, Lanario, Sacro, Chukar, Otarda e Gallina prataiola, Corrione biondo, Ganga e Grandule, Tortora delle palme, Picchio rosso di Siria, dorsobianco e mezzano, Calandrina, Allodola golagialla (sspp. "penicillata" e l'endemica "kumerloevei"), Usignolo d’Africa (ssp. "syriacus"), Pettazzurro, Culbianco isabellino, Monachella del deserto (rara e molto localizzata), Bigia padovana, Bigia grossa "orientale", Canapino pallido, Luì bianco orientale, Pigliamosche pettirosso, Cincia dalmatina, Picchio muratore di roccia, Averla mascherata, Passera lagia, Fanello nordico (ssp. "brevirostris"), Ciuffolotto scarlatto, Trombettiere (raro e molto localizzato), ed Ortolano.

Allodola golagialla
Eremophila alpestris penicillata

Usignolo d'Africa
Cercotrichas galactotes syriacus

        Fra le sottospecie più caratteristiche e facilmente riconoscibili presenti in Turchia, oltre alle già citate "brevirostris" del Fanello nordico, "penicillata" e "penicillata" dell’Allodola golagialla, "syriacus" dell’Usignolo d’Africa e "semenowi" dello Zigolo cenerino (parti inferiori giallo-verdi anziché grigie), vanno segnalate la "feldegg" della Cutrettola (Cutrettola testanera, comune e diffusa), la "ochruros" del Codirosso spazzacamino (ventre e sottocoda rossi, presente in Anatolia orientale), la "samamisicus" del Codirosso (dal pannello alare bianco), la "magna" del Pettazzurro (gola blu senza "spot" bianco o rosso), la "krynicki" della Ghiandaia (testa bianca con mustacchio e vertice neri), la "soemmerringii" della Taccola (evidente "spot" bianco ai lati del collo e parti inferiori lievemente "squamate") e la "leucura" del Fringuello alpino (testa brunastra).

        Molte specie sono diffuse e comuni, a volte anche abbondanti, ad es. la Calandra, la Cappellaccia, il Gruccione, la Ghiandaia marina, lo Zigolo testanera e lo Strillozzo (e pertanto, spesso, nella descrizione dei siti non saranno elencate, seppur presenti).

        Durante i periodi di passo, infine, praticamente ogni migratore paleartico può essere osservato in Turchia, a volte anche in luoghi dell’interno apparentemente poco adatti o di modeste dimensioni. Non si può ovviamente dimenticare che in Turchia si trovano due delle principali rotte migratorie "obbligate" per i grandi veleggiatori ed i rapaci, vale a dire il Bosforo (che comunque è al di fuori dell’area considerata in quest’articolo, pertanto non sarà trattato) e Borçka, al confine con la Georgia.

        Tutte le specie citate in questo paragrafo, e molte altre non citate, possono, in teoria, essere osservate in un unico viaggio di almeno due settimane nelle zone da me visitate e più avanti descritte, anche perché questi siti sono ormai divenuti classici, ben conosciuti e facili da raggiungere ed esplorare. Tuttavia, è da tener presente che per raggiungere un tale obiettivo bisognerà rassegnarsi a continui, giornalieri spostamenti in automobile, a volte anche piuttosto lunghi e faticosi; in pratica, solo ben poche volte si potrà dormire per due notti di seguito nella stessa città!


Periodo di visita

        Senza alcun dubbio, il miglior periodo per visitare gran parte della Turchia e cercare di osservare il maggior numero possibile delle sue "specialità", va da maggio a tutto giugno. In realtà questo periodo potrebbe estendersi fino a tutto agosto/metà settembre, poiché le temperature nella parte più orientale del Paese e in montagna sono solo relativamente calde; tuttavia, alcune importanti specie dopo la metà di giugno smettono di cantare, divenendo difficili da individuare, ed altre ancora già dalla metà di luglio cominciano a lasciare il paese. Inoltre, in Anatolia sud-orientale, già da metà giugno le temperature diventano quasi insopportabili, rendendo possibile il birdwatching solo nelle prime ore del mattino e alla sera.

        Prima di maggio, in montagna ed in certe zone dell’est può esserci ancora abbastanza neve da impedire l’accesso ai migliori siti, ed inoltre le condizioni meteorologiche spesso non sono buone. In un paio di siti in seguito descritti spesso può nevicare anche a fine maggio / primi di giugno.

        Tenendo allora conto di tutti questi fattori, ed anche che alcune specie di uccelli arrivano piuttosto tardi e che molti migratori stanno ancora attraversando il Paese, ecco che, a mio parere, il miglior periodo per fare un viaggio in questa parte della Turchia, visitando sia il sud-est sia l’est, si restringe a circa un mese, cioè dal 15 maggio al 15 giugno. A questo punto, il miglior itinerario, tenendo conto delle temperature e delle condizioni atmosferiche, potrebbe iniziare verso la metà di maggio con la visita dei siti dell’Anatolia interna, scendendo poi verso la costa mediterranea, quindi il sud-est del Paese e arrivando verso la fine di maggio / primi di giugno nella sua parte orientale e, infine, sulla catena del Ponto. In questo modo si dovrebbe, almeno in teoria, evitare il gran caldo del sud e del sud-est e le ultime possibili nevicate nell’est del Paese.


Abbigliamento

        Seppur laica costituzionalmente, la Turchia è, tuttavia, un paese musulmano; ciò vuol dire che, per un turista "occidentale", vi sono delle semplici regole da rispettare.In pratica, è sconsigliabile indossare pantaloncini corti sia per gli uomini tanto meno per le donne, specialmente in certe zone rurali dell’est e del sud-est, poiché questo è interpretato come segno di mancanza di rispetto; inoltre, in generale le donne dovrebbero evitare di indossare abbigliamenti troppo attillati. Tenendo conto di ciò, l’abbigliamento da portare in un viaggio che tocchi anche la montagna, deve comprendere sia capi leggeri, anche a manica corta, sia capi più pesanti, senza tralasciare guanti, sciarpa e cappellino di lana (salire sul m. Demirkazik alle 4.00 di mattina o sul ventoso Nemrut Dagi può non essere piacevole senza questi indumenti!). E’ essenziale anche un poncho per la pioggia se si includono le montagne del Ponto, dove piove quasi tutti i giorni.


Sicurezza e viabilità

        I turchi, al contrario di quanto ancora molti "occidentali" pensano, sono un popolo estremamente gentile ed amichevole, anche nelle zone più rurali e meno "civilizzate". Essi sono, inoltre, un popolo orgoglioso di se stesso e del proprio passato. Questo vuol dire che, spesso, almeno nelle zone meno turistiche, non è raro essere avvicinati da turchi in cerca solo di scambiare due parole con lo strano turista occidentale armato di binocolo, macchina fotografica e quant’altro; tuttavia, essi lo fanno sempre in modo molto gentile e discreto, senza voler disturbare. La loro gentilezza ed ospitalità si può apprezzare, ad esempio, nella continua offerta di tazze di tè praticamente ovunque, persino ai distributori di benzina. Se, poi, avremmo imparato qualche parola di turco, la loro cordialità aumenterà vistosamente.

        In Turchia oggi, tranne che nella grandi città o nei luoghi di turismo di massa, la piccola criminalità è praticamente assente, anche se ciò non vuol dire che si può lasciare la propria attrezzatura fotografica ben in vista nella macchina! E’ molto importante, tuttavia, ribadire di non avere niente a che fare con la droga nel Paese, poiché la polizia può essere molto severa in questi casi e le prigioni turche non sono quanto di meglio la vita possa offrire…

        Poiché l’itinerario proposto in quest’articolo prevede lunghi e continui spostamenti in auto, è bene sapere qual è la situazione delle strade turche e dei problemi di sicurezza. Viaggiare in automobile in Turchia può essere allo stesso tempo molto piacevole e frustrante. I paesaggi che si attraversano in genere sono bellissimi e spesso grandiosi, e le strade sono quasi tutte molto larghe e scorrevoli, anche quelle più interne e meno battute. Persino le poche strade sterrate sono larghe e generalmente in ottime condizioni. Molto buona è la segnaletica stradale, persino nelle zone più remote. L’ottima rete stradale di tutta la Turchia è dovuta al fatto che l’economia del Paese si regge praticamente sui trasporti stradali; infatti, i camion sono il mezzo che più spesso vedrete circolare per le strade (tranne nelle grandi città), specialmente nelle grandi strade di collegamento fra le maggiori città; questo comporta che, spesso, bisognerà stare dietro ad una fila di camion puzzolenti per diversi chilometri prima di riuscire a superarli. Il problema più grosso è, però, la pericolosità delle strade turche, dovuta a scarsa esperienza di guida di molti, alla folle velocità con cui a volte sfrecciano i mezzi, anche quelli pesanti, nonché alla "pazzia" di molti camionisti, i quali sembrano sentirsi autorizzati a fare quel che vogliono o quasi (e di questo conserveremo a lungo il ricordo…). Raccomandazione assoluta è quella di NON GUIDARE DI NOTTE, poiché spesso molti mezzi procedono a fari spenti e non è infrequente trovarsi improvvisamente di fronte a carri trainati da animali o trattori nel bel mezzo delle strade. Per fortuna lungo tutte le strade turche sono molto comuni i posti di blocco della polizia e, nell’est, anche dell’esercito, i quali sembrano fermare perlopiù i camionisti che, pertanto, sanno di essere sempre sotto diretto controllo.

        Posti di blocco: procedendo verso l’est del Paese, e specialmente nella zona del lago Van e lungo le strade che portano ai confini di Stato con l’Iraq, l’Iran e l’Armenia (il cosiddetto Kurdistan turco), i posti di blocco militari si fanno sempre più frequenti; in certe zone montuose se ne può trovare anche uno ogni 5 o 10 chilometri. Fino ad un paio di anni fa questa zona era praticamente chiusa ai turisti occidentali a causa della guerriglia con i separatisti Curdi; oggi questi problemi sembrano superati ed i turisti stanno pian piano riprendendo a visitare questa parte del paese. Ciò che la rende attualmente sicura è, però, la massiccia presenza dell’esercito turco; questo non deve preoccupare o spaventare, poiché i soldati turchi sono perlopiù giovani militari di leva, molto gentili e amichevoli coi turisti e, quasi sempre non controllano neppure il passaporto quando capiscono che siete stranieri. Durante il nostro viaggio in questa zona del paese, siamo stati fermati circa una ventina di volte, ma solo in un’occasione ci è stato controllato il passaporto; in un paio di occasioni era solo per stringerci la mano!

        Un’ultima avvertenza: in tutte le zone rurali del Paese, ma specialmente nell’est e nel sud-est, i pastori, per proteggere le greggi dai lupi, utilizzano i famosi cani da pastore anatolici, grossi circa come i nostri maremmani e dotati di un ampio collare di ferro battuto da cui si dipartono numerose punte lunghe fino a 7 cm; questi cani sono piuttosto aggressivi con gli estranei, non esitando ad attaccare persino le automobili che passano nelle loro vicinanze (e spesso questo è anche causa di incidenti stradali). Pertanto, è bene non avventurarsi mai a piedi in zone collinari o montane, dove non si può controllare se sono presenti greggi al pascolo e, comunque, è bene sempre mantenere una certa distanza dalle bestie al pascolo, anche perché spesso di alberi su cui arrampicarsi in giro ve ne sono davvero pochi…..


Logistica

        Il metodo ideale per osservare il maggior numero di specie possibile è, ovviamente, utilizzare un’automobile. Per i problemi descritti nel precedente paragrafo, è preferibile noleggiare un’auto che utilizzare la propria; purtroppo, noleggiare un’auto in Turchia è abbastanza costoso, anche perché è meglio rivolgersi ad una compagnia famosa per evitare problemi burocratici ed assicurativi in caso di incidente. Se si fa scalo ad Ankara, nello stesso aeroporto si trovano le principali compagnie di noleggio.

        Le stazioni di rifornimento sono comunissime in tutto il Paese, pertanto non ci sono problemi di approvvigionamento, anche di benzina verde. Molte di queste, inoltre, hanno un’officina per le riparazioni d’urgenza e persino un piccolo bar. Il prezzo della benzina verde è di circa 2100 al litro.

        Il costo della vita in Turchia è molto conveniente per un turista "occidentale", data anche l’impressionante svalutazione della lira turca (2000 lire italiane corrispondevano, al maggio 2001, a circa un milione di lire turche!).

        Il prezzo di una buona camera doppia con bagno, di stile europeo, va dalle 20.000 alle 50.000 lire italiane, secondo la zona. Solo ad Ankara e a Adana il prezzo sale di poco. Comunque, prima di prendere una camera, fatevi sempre accompagnare a vederla, ed osservate sempre il bagno! Un problema di cui tener conto, semmai, è quello di riuscire a trovare gli alberghi nelle grandi città, poiché di solito si trovano concentrati in una o due vie del centro e si può rischiare di girare per un’ora o più senza riuscire a trovarne uno!

        Il cibo turco è sano e gustoso; si basa perlopiù sulla carne e sulle verdure cotte. E’ bene comunque, evitare le verdure crude, la frutta non sbucciata da voi e l’acqua non imbottigliata (in Turchia ci sono molte marche di acqua minerale, tutte molto buone). Moltissime sono le varietà di pane, così come i dolci, specialmente al miele e ai pistacchi. Il prezzo tipico per una cena al ristorante di solito non supera le 15.000 lire in due.


Descrizione dei siti

 1 - Anatolia centrale o interna

 a - Parco nazionale Soguksu
Specialità: Picchio muratore di Krüper

        Questo piccolo ma bellissimo Parco Nazionale (Milli Park) si trova circa 80 Km a nord-est di Ankara, lungo la superstrada verso Istanbul. Per raggiungerlo bisogna uscire a Kizilcahamam, sede del Parco, e proseguire dentro la città seguendo i cartelli stradali, finché non si raggiunge l’ingresso principale (si paga un modesto biglietto per entrare). Da qui si può decidere se percorrere a piedi un itinerario circolare su di uno stradello sterrato, segnalato come "Çevre Yolu" e lungo 16 Km (inizia a circa 500 m dall’ingresso del Parco), oppure continuare lungo la strada asfaltata, girando a sinistra all’unico bivio che si incontra (c’è un evidente ristorantino sul lato sinistro di questa strada). Questa seconda scelta è forse la migliore, specialmente se si ha poco tempo a disposizione, anche perché permette di esplorare diversi ambienti ed avere maggiori chance di osservare le specie più interessanti. Qui al Soguksu, infatti, sono comuni molte specie tipicamente europee che sono però rare e localizzate, o anche assenti, nella parte centrale e orientale del Paese (ad. es. Zigolo nero, Rampichino, Frosone, Luì piccolo, Prispolone).

Ortolano Emberiza hortulana     

        Una volta superato il ristorante, la strada comincia a salire su per la collina, snodandosi in stretti tornanti in mezzo a bellissimi boschi di Pini (Pino di Crimea - Pinus nigra pallasiana - alle basse quote, Pino silvestre alle quote maggiori) che ospitano il Picchio muratore di Krüper (comune), la ssp. samamisicus del Codirosso, varie specie di Cince, il Picchio rosso maggiore e quello di Siria (ma nel Parco sono presenti anche il Picchio verde, il rosso mezzano e minore, e vi sono state anche recenti segnalazioni per il Picchio nero e il cenerino!) e la Tordela. Dopo un pio di chilometri l’ambiente comincia ad aprirsi, con la strada che si affaccia su ampie vallate a sinistra; proseguendo, il bosco si dirada ulteriormente e si raggiunge un ambiente aperto xerico, con alberi e cespugli sparsi, dove è possibile osservare la Cicogna nera, la Bigia grossa orientale, l’Averla mascherata e quella cenerina, il Frosone, la Passera lagia, l’Ortolano e lo Zigolo nero, nonché rapaci come l’Astore ed il Pecchiaiolo. Poco dopo la strada asfaltata piega verso sinistra, portando ad una delle uscite del Parco, mentre andando diritti prosegue superando vari piccoli e caratteristici villaggi e attraversando bellissimi ambienti aperti di prati/pascoli in mezzo a boschi di pino, e piccoli ruscelli con enormi pioppi e salici, dove è molto comune la Tordela e si possono incontrare il Ciuffolotto scarlatto (raro) ed il Prispolone. La strada prosegue per diversi chilometri, girando tutto intorno al Parco, ma le zone migliori per gli uccelli sono quelle appena descritte.

        Il Parco ospita anche alcuni rari rapaci, quali il Grifone, il Monaco, il Capovaccaio, il Gipeto, l’Aquila imperiale, l’Aquila minore, ma sono molto difficili da vedere, tranne forse il Capovaccaio e la Poiana codabianca.

        La visita a questo Parco, se si è fatto scalo ad Ankara, si può effettuare il primo giorno dormendo ad Ankara o a Kizilcahamam (pochi alberghi costosi) e proseguendo poi verso i laghi salati a sud della capitale, oppure anche l’ultimo giorno, tornando dai monti del Ponto.


 b - Kulu gölü
Specialità: Gobbo rugginoso, Corriere di Leschenault, Calandrella della Mongolia

        E’ uno dei laghi salati dell’altipiano anatolico centrale; si trova circa 90 Km a sud di Ankara, lungo la strada Ankara-Aksaray-Adana, circa 10 Km dopo aver preso la deviazione per Konya. E’ forse il più importante sito di nidificazione per i laridi (Gabbiano armeno, roseo, comune e corallino; Sterna zampenere) ed i limicoli (Beccaccia di mare, Pavoncella, Pavoncella spinosa, Cavaliere d’Italia, Avocetta, Pernice di mare, Occhione, Pettegola, Corriere di Leschenault) in questa parte del Paese, ed è sicuramente il sito principale turco per il Gobbo rugginoso (circa 40 coppie nidificanti, e diverse centinaia di individui nello svernamento) ed il Fenicottero (circa 500 coppie). Comuni sono pure la Casarca e la Volpoca. Fra i rapaci si osservano regolarmente la Poiana codabianca, il Falco di palude, il Grillaio ed il Pellegrino, mentre fra i passeriformi vanno citati la Calandrella della Mongolia, facilmente visibile lungo i margini del lago, la Calandra (nei coltivi), la Cutrettola testanera, il Culbianco isabellino, il Calandro, l’Averla cenerina, la Passera lagia, il Corvo e la ssp. "soemmerringii" della Taccola. Praticamente quasi tutti i limicoli europei sostano sulle sponde del lago durante i passi; regolari sono persino il Gambecchio frullino, il Falaropo beccosottile, il Gambecchio nano, il Piro-piro Terek ed il Voltapietre.

Culbianco isabellino Oenanthe isabellina     

        Per raggiungere il lago, una volta arrivati nella cittadina di Kulu, bisogna svoltare a sinistra all’altezza del principale semaforo lungo la strada per Konya, immettendosi così nella strada principale del paese (è la zona più ricca di negozi). Dopo circa 200 m si trova una piazza circolare con la statua di Ataturk (il "padre" della Patria); da qui si prende la terza strada da destra e si prosegue finché non lascia il paese divenendo sterrata. Questa strada attraversa campi coltivati a cereali, con zone acquitrinose sulla sinistra (presenti solo se ha piovuto nei giorni precedenti); dopo circa 1 Km la strada arriva al lago, costeggiandolo dapprima sul lato sinistro, poi su quello destro (Gobbo rugginoso nel canneto) ed infine nuovamente su quello sinistro, finché non prosegue poi verso le colline dell’interno.

        Per dormire conviene fare capo ad Ankara se l’aereo arriva di sera, altrimenti un ottimo Motel, economico (circa 15.000 lire per una doppia con bagno) confortevole e pulito, con ristorante self-service e pizzeria, si trova circa 15 Km prima del bivio per Kulu/Konya, provenendo da Ankara. Tra l’altro questo Motel è molto vicino al sito di seguito descritto (Çol gölü e Uyuz gölü).


 c - Çol gölü e Uyuz gölü
Specialità: Gobbo rugginoso, Corriere di Leschenault, Calandrella della Mongolia, Calandra asiatica, Aquila anatraia minore

Calandra asiatica Melanocorypha bimaculata
Calandra Melanocorypha calandra
        Il Çol gölü è un altro dei laghi salati dell’altipiano anatolico centrale ed è situato circa 60 Km a sud di Ankara, lungo la strada verso Kulu, dalla quale è visibile in lontananza sul lato destro. Per raggiungerlo bisogna svoltare a destra verso Altinçanak; la strada è asfaltata anche se non in ottime condizioni e attraversa dapprima campi coltivati ed in seguito, dopo circa un paio di chilometri, prati semi-naturali ed acquitrini, con il lago sullo sfondo, a circa 700 m di distanza. In questo tratto di strada le specie tipiche sono la Calandra, il Calandro ed il Culbianco isabellino; più rara è la Calandra asiatica, nelle zone collinari steppose. Abbondante è, invece, la Cicogna bianca, anche con più di 100 individui sparsi per tutta l’area. Fra i rapaci è relativamente comune la Poiana codabianca; più raro è il Grillaio mentre l’Aquila anatraia minore può essere osservata tipicamente posata fra l’erba. Purtroppo, il lago è distante dalla strada, e non vi sono sentieri evidenti che vi si avvicinano; l’unica soluzione è andare a piedi attraversando i campi ma, poiché si è allo scoperto, si farebbe volare via praticamente tutto ed inoltre c’è sempre il rischio di fare qualche incontro con i famosi cani da pastore anatolici...

        Fra gli uccelli che è possibile avvistare sul lago la Casarca è la più comune, mentre sono regolarmente presenti la Volpoca, il Moriglione, il Fenicottero, vari ardeidi e, fra i limicoli, oltre all’Avocetta, al Cavaliere d’Italia e alla Pavoncella, seppur raro, anche il Corriere di Leschenault.

        Proseguendo lungo la strada, dopo poco si arriva ad un piccolo villaggio (Altinçanak?) con un evidente bivio; a destra si prosegue lungo il lato sinistro del lago (sempre distante, tuttavia), mentre proseguendo diritto la strada attraversa dapprima un bel frutteto con un piccolo ruscello (con varie specie di passeriformi), per poi proseguire salendo sulle colline nude alle spalle del villaggio. Dopo circa un chilometro dal villaggio si arriva al bellissimo Uyuz gölü, un piccolo lago con ampi canneti lungo le sponde; qui nidificano e sono facilmente osservabili dalla strada, fra gli altri, il Gobbo rugginoso, il Moriglione, il Corriere piccolo, il Tarabusino, il Cannareccione e la Cutrettola testanera, mentre sui campi che circondano il lago sono comuni la Calandra asiatica e la Calandrella della Mongolia.

        Per dormire, vale quanto detto nel paragrafo precedente (Kulu gölü).


 2 - Regione mediterranea

 a - Demirkazik (Ala Daglar)
Specialità: Tetraogallo del Caspio, Sordone di Radde, Verzellino fronterossa, Trombettiere alirosse

        Questa zona montuosa è forse il miglior luogo in Turchia dove vedere il Tetraogallo del Caspio ed il Sordone di Radde, due specie altrimenti poco comuni e localizzate nel resto del Paese. In più, i paesaggi sono davvero grandiosi ed il clima, tranne che alle alte quote, è molto piacevole.

        Per arrivarci, provenendo da Ankara lungo la strada per Aksaray/Adana, bisogna svoltare a sinistra verso Çamardi, pochi chilometri prima di Pozanti (qui fare rifornimento di benzina!); dopo circa 50 chilometri si giunge a Çamardi e da qui si prosegue verso Çukurbag, dove si trova l’unica pensione della zona. Questa piccola pensione, a conduzione familiare, si trova subito dopo una piccola stazione di rifornimento sulla sinistra, con a destra il ponte che conduce a Çukurbag, ed è indicata come "Safak Pension"; il gestore, Hasan, è anche la guida che vi condurrà in montagna per cercare lo "Snowcock", cioè il Tetraogallo del Caspio, con l’ausilio di un …trattore!Egli vi mostrerà orgoglioso il diario con l’elenco dei birders che ha accompagnato su in cima (e sul quale dovrete scrivere qualcosa! Se cercate bene troverete anche il segno del mio passaggio…) nonché i libri autografati che alcuni grossi nomi dell’ornitologia gli hanno regalato. La partenza viene di solito fissata verso le 03.30 di mattina, in modo tale da arrivare sul Monte Demirkazik verso le 05.00, l’ora in cui i Tetraogalli cominciano a cantare (in modo simile ad un potente Chiurlo) e sono più facilmente visibili; più tardi, infatti, salgono quasi in cima ai monti e non sono più osservabili. Anche il Sordone di Radde si trova nella stessa zona, insieme al Sordone, al Trombettiere alirosse, all’Allodola golagialla, al Fringuello alpino e a vari Oenanthe. Fra i rapaci, si possono osservare il Gipeto e l’Aquila reale, mentre sono comuni il Gracchio alpino ed il corallino.

        Il prezzo per la pensione è di 25 dollari a persona (con cena e colazione), mentre il trasporto col trattore costa 50 dollari a persona.

Verzellino fronterossa Serinus pusillus     

        Un’altra zona da visitare, questa volta anche da soli ed in macchina, è la valle che si trova dietro al M. Demirkazik, nella quale è facile vedere il Verzellino fronterossa. La strada parte dal ponte di fronte alla pensione, e porta al piccolo villaggio di Çukurbag; una volta superato il villaggio, la strada diviene sterrata (larga ed in ottime condizioni) e attraversa un ampio plateau erboso/sassoso dove sono comuni l’Allodola golagialla, la Calandrella ed il Culbianco isabellino. Poco dopo la strada si biforca: bisogna prendere il ramo destro, anche se sembra essere peggiore dell’altro; questa strada sale per circa 500 m per poi scendere improvvisamente in un bellissimo vallone roccioso nel quale vi è un accampamento di pastori nomadi (attenti ai cani!). Proseguendo, la strada entra in una serie di gole rocciose, più o meno alte e ampie, e ricche di arbusti; qui le specie più comuni sono il Verzellino fronterossa, lo Zigolo muciatto, il Fringuello alpino, la Bigiarella ed il Picchio muratore di roccia. Dopo aver passato un secondo campo tendato, la strada entra nella valle dietro al M. Demirkazik e prosegue attraverso boschi radi di Pini e Ginepri, con panorami mozzafiato di alte pareti rocciose a strapiombo e cime innevate. Qui sono comuni la Cincia dalmatina, lo Zigolo muciatto, il Verzellino fronterossa e la Bigiarella. Fra i rapaci, si possono osservare l’Aquila reale, il Gipeto e la Poiana codabianca. Infine, la strada prosegue, più stretta ed accidentata, fino ad un terzo campo tendato, oltre il quale bisogna proseguire a piedi (cani permettendo..).

        Alloggio: Safak Pension, Çamardi (gestore: Hasan), e-mail: hsafak@e-kolay.net.


 b - Delta della Çukurova
Specialità: Martin pescatore di Smirne, Bulbul capinero, Prinia gracile, Pollo sultano "del Caspio" (molto raro), Francolino comune, Corriere di Leschenault (in migrazione), Passera del Mar Morto. Altre specie: Canapino pallido, Usignolo d’Africa

        1 - Fiume Sehyan: è il posto migliore per osservare il Martin pescatore di Smirne in Turchia. Per raggiungerlo, bisogna prendere la strada che da Adana va verso Karatas (estrema punta del delta); questa strada parte dalla statale Adana - Gaziantep, subito dopo il ponte sullo stesso fiume Sehyan, che si trova poco dopo la nuova grande moschea a più minareti costruita alla periferia sud-est della città. Dopo aver svoltato a destra verso Karatas, si prosegue diritti per circa 10 Km, finché la strada non passa sopra ad un canale; subito dopo il ponte si svolta a destra e da qui si prosegue lungo questa nuova strada, asfaltata ma non molto larga, che costeggia sul lato sinistro il canale stesso, e su quello destro, ad una certa distanza e nascosto alla vista dalla vegetazione igrofila, il fiume Seyhan. Questa strada è lunga circa 50 Km, ma il tratto più interessante sono i primi 15-20 Km; dopo, infatti, diviene una polverosissima sterrata che attraversa vasti campi coltivati.

        Lungo la strada è molto comune ed evidente il Bulbul capinero; abbastanza comuni sono anche il Canapino pallido e la Prinia gracile, anche se di quest’ultima è più facile sentirne il canto (meccanico e metallico, simile a quello di un insetto) che riuscire a vederla, nascosta com’è fra i bassi cespugli lungo tutto il canale. Comune localmente è l’Usignolo d’Africa. Il Martin pescatore di Smirne è scarso, ma l’osservazione di qualche esemplare, posato sui fili della luce lungo la strada, è certamente assicurata. Durante la mia visita, ad esempio, ne ho osservati almeno 7 in circa tre ore. Per lunghi tratti, sul lato destro della strada, si costeggia un piccolo rio con discreta vegetazione ripariale, lungo il quale è facile vedere, a distanza ravvicinata, vari ardeidi (Tarabusino, Sgarza ciuffetto, Garzetta), nonché limicoli e passeriformi interessanti. Nei campi circostanti è abbondante la Calandra; comune è anche la Rondine rossiccia e, localmente, la Passera sarda.

        2 - Tuzla gölü: si tratta di una grande laguna, posta parallelamente alla costa e lunga circa 10 Km, separata dal mare da una larga duna, in gran parte incontaminata, nella quale è ancora relativamente frequente il Francolino comune. E’ un sito importantissimo per i migratori, e vi sono state avvistate numerose rarità per la Turchia. Per raggiungerla bisogna riprendere la strada principale Adana - Karatas e, superato Dogankent, proseguire fino al piccolo villaggio di Solakli; qui si gira a destra seguendo le indicazioni "Tanriverdi" e, dopo una ventina di chilometri (ed aver superato tre piccoli villaggi, fra i quali lo stesso Tanriverdi), si arriva al piccolo villaggio di Tuzla. Qui, superata la piccola moschea, si gira a sinistra al primo incrocio e quindi si supera un altro incrocio proseguendo diritti; a questo punto si esce dal villaggio, si supera una caserma militare sulla sinistra e poche centinaia di metri dopo si arriva alla punta meridionale della laguna. In questa zona l’acqua è bassa e si formano vaste zone melmose che pullulano di limicoli, fra i quali non è raro scovare il Gambecchio frullino ed il Piro-piro Terek in mezzo alle specie più comuni (Pivieresse, Gambecchi, Piovanelli e P. pancianera, Corriere piccolo e grosso, Pettegola, Avocetta, Cavaliere d’Italia, Combattente, ecc…). Raro e difficile da individuare è, invece, il Corriere di Leschenault, frammisto ai centinaia di Fratini nidificanti. Fra le altre specie: Fenicottero, varie specie di Ardeidi, Mignattaio e Pellicani (in migrazione), Casarca e Volpoca, centinaia di Sterne (comuni, maggiori, Beccapesci, i tre Mignattini e, specialmente, Fraticelli). In piena migrazione, comunque, qualunque specie acquatica può essere osservata in questa zona (e sulla duna, nel salicornieto e sui campi intorno alla laguna, anche molte specie di passeriformi).

        Infine, per vedere il Pollo sultano "del Caspio" bisogna arrivare fino a Karatas, e da qui affacciarsi alla grande laguna alla sua destra, dove è presente un fittissimo canneto. Tuttavia, poiché ve ne sono pochissimi individui, è quasi impossibile riuscire a vederne uno; più facile è osservarlo nell’altro grande delta, il vicino delta del Göksu (non descritto perché non visitato).

        Per alloggiare, conviene fare tappa a Adana, anche se gli alberghi non sono molti e non sono facili da trovare; inoltre sono tra i meno economici della Turchia e conviene sempre farsi accompagnare a vedere la camera (e specialmente il bagno) prima di prenderne una.


 3 - Anatolia sud-orientale

 a - Isikli
Specialità: Pettirosso golabianca, Monachella di Finsch, Canapino di Upcher, Picchio muratore di roccia orientale (raro), Passera lagia chiara (rara), Zigolo cenerino (ssp. nominale)

Pettirosso golabianca Irania gutturalis

        Questo è un sito molto importante per osservare alcune specie tipiche del sud-est del Paese. Per raggiungerlo, bisogna prendere la strada che da Gaziantep va verso Bahçe/Osmaniye e, circa 2 Km dopo aver superato il piccolo villaggio di Yesilce (a meno di 20 Km da Gaziantep), si svolta a sinistra verso Isikli. La strada attraversa all’inizio un piccolo frutteto sulla sinistra, con buone possibilità di vedere la Cincia dalmatina, la Bigiarella ed il Canapino pallido; proseguendo, dopo un paio di tornanti in salita, si giunge in una bellissima zona rocciosa ricca di cespugli, arbusti ed alberi di pistacchio, dove si possono avvistare il Pettirosso golabianca, la Monachella, la Monachella di Finsch, la Bigiarella, la Bigia grossa orientale, il Canapino di Upcher, la Cincia dalmatina, il Picchio muratore di roccia e lo Zigolo testanera. Poco oltre vi sono alcuni campi coltivati con un piccolo frutteto, e buone possibilità di osservare l’Usignolo d’Africa e la Calandra asiatica. Proseguendo, si entra in una piccola valle alberata (alti Pioppi con ruscello e piccolo frutteto) con un ponte sulla sinistra che porta in una zona rocciosa con vegetazione xerica dove è comune il Canapino di Upcher e, con molta fortuna, si possono individuare la Passera lagia chiara, lo Zigolo cenerino e l’Ortolano grigio (sebbene molto rari ed irregolari in questo tratto della valle). Tornando indietro e risalendo lungo la valle, si giunge al piccolo villaggio di Isikli, superato il quale si trova un bellissimo frutteto sulla destra ed una zona rocciosa con arbusti sulla sinistra; questa zona è veramente un paradiso per i passeriformi, fra i quali non sono affatto rari l’Usignolo d’Africa, il Pettirosso golabianca, il Canapino di Upcher, la Cincia dalmatina, lo Zigolo testanera e, in alto sulla sinistra, l’Ortolano grigio, lo Zigolo cenerino e, molto rara, la Passera lagia chiara. Fra le specie meno comuni ci si può imbattere nel Trombettiere di Lichtenstein. Nell’ampia valle rocciosa sulla sinistra, raggiungibile a piedi per mezzo di una stradina che parte dal villaggio, è presente almeno una coppia di Picchio muratore di roccia orientale, e vi nidifica la Poiana codabianca.

        Per alloggiare, la scelta migliore è senza dubbio uno degli alberghi di Gaziantep, confortevoli ed economici, ma anche vicini sia a Isikli che al successivo Birecik. Consigliato: Hotel Kaleli.


 b - Birecik
Specialità: Ibis eremita, Pernice del deserto, Tortora delle palme, Rondone indiano, Assiolo di Bruce, Martin pescatore bianco e nero, Gruccione di Persia, Picchio rosso di Siria, Allodola del deserto, Pettirosso golabianca, Monachella del deserto, Prinia gracile, Silvia di Ménétries, Canapino di Upcher, Passera del Mar Morto, Passera lagia golagialla, Passera lagia chiara, Trombettiere di Lichtenstein

Birecik      

        Questa è una tappa fondamentale del viaggio in Turchia, poiché moltissime specie rare e localizzate sono qui presenti e facilmente osservabili.

        Birecik si trova sulle rive dell’Eufrate, circa 50 Km a est di Gaziantep. E’ una cittadina calda e polverosa, con temperature che già da giugno cominciano a farsi insopportabili; inoltre, i lavori di regimazione delle acque del fiume non rendono certo l’aria più respirabile.

        Molte sono le zone da esplorare attentamente nell’area di Birecik, pertanto le descriverò separatamente:

        1 - Fiume Eufrate: ci sono molti punti da cui è possibile osservare gli uccelli, ma senz’altro il migliore si trova a destra del ponte sul fiume, arrivando in città da Gaziantep. La strada, sulla destra, parte poco prima del Motel che si trova sul lato opposto, ma per trovarla la miglior cosa è attendere che vi ci entri, e quindi seguire, uno dei tanti camion che trasportano la sabbia prelevata nelle vicinanze del fiume. Una volta giunti nei pressi della riva, vi sono un paio di stradine che portano proprio sul fiume, passando in mezzo a piccoli canneti; sul fiume non è raro il Martin pescatore bianco e nero, il Topino è addirittura abbondante (poco più a nord vi sono due colonie rispettivamente di circa 300 e 500 nidi al maggio 2001), fra gli ardeidi il Tarabusino è comune, più scarse sono la Garzetta e la Sgarza ciuffetto ed è possibile trovarvi anche il Marangone minore. Regolari sono pure varie specie di Sterne (comune, fraticello, i 3 Mignattini) ed i Gabbiani comuni e corallini. Fra i limicoli il più comune è il Corriere piccolo. Se si è fortunati, si può persino trovare uno degli ultimi Ibis eremita o un gruppetto di Ganghe o Grandule che ancora frequentano questi tratti del fiume nonostante i numerosi cantieri aperti. Sulla riva, fra la vegetazione ripariale, oltre ai comuni Cannareccione, Cannaiola e Canapino pallido, si possono scovare il Forapaglie e la Prinia gracile, mentre la Silvia di Ménétries richiede la presenza di fitti e bassi arbusti e cespugli ad una certa distanza dalla riva. Comune è il Gruccione, mentre delle molte coppie di Gruccione di Persia presenti fino a qualche anno fa forse ne è rimasta solo una; la Ghiandaia marina è presente con un paio di coppie. Comunque, vi sono numerosi punti di accesso al fiume sia a sud che nord del ponte, tutti meritevoli di ulteriori esplorazioni.

        2 - Giardino del The: è un piccolo parco pubblico, con alcuni chioschi ed aree picnic, situato sul lato destro della città, subito dopo aver superato il ponte sull’Eufrate provenendo da Gaziantep. Negli ultimi anni è diventato famoso perché è il luogo migliore dove osservare l’Assiolo di Bruce, una specie che nel Paleartico occidentale si trova solo qui ed in pochissime altre aree del Medio-oriente. Non è facile di giorno individuarne uno posato fra i rami degli alberi, mentre di sera ci sono migliori possibilità; di solito comincia a cacciare poco dopo il tramonto, a volte aggirandosi persino fra i tavoli dei chioschi! Tuttavia non è detto di riuscire a vederne anche uno, nonostante diverse ore di ricerca (ne so qualcosa…); conviene magari tornarci più sere consecutivamente. Fare attenzione a non confonderlo con l’Assiolo, anch’esso presente nella zona, e con il Gufo comune, nidificante nel Parco.


Ibis eremita Geronticus eremita

        3 - Lo Uadi: questo bellissimo sito si trova un paio di chilometri a nord della città, subito dopo il famoso centro di riproduzione degli Ibis eremita. Per arrivarci, bisogna entrare nella città girando a sinistra subito dopo il ponte sull’Eufrate, seguendo poi il corso del fiume in direzione nord. Una volta giunti al centro degli Ibis, si può parcheggiare alla vicina stazione di rifornimento, da dove inizia lo Uadi, e percorrerne i circa 3,5-4 Km a piedi seguendo il corso del ruscelletto (se non si è già completamente prosciugato). Nella zona del parcheggio è possibile vedere la Silvia di Ménétries, la Passera del Mar Morto ed il Canapino pallido; proseguendo lungo lo Uadi, dopo la prima grande curva, in alto sulla destra, nel maggio 2001 era presente un nido con due pulli di Ibis eremita (ultima coppia nidificante?). Le specie più comuni osservabili lungo lo Uadi sono la Silvia di Ménétries, il Canapino pallido, la Passera lagia ed il Balestruccio, quest’ultimo nidificante sulle pareti sabbiose (tipico esempio dell’habitat originario della specie). Meno comune e più localizzato è il Canapino di Upcher, mentre il Rondone indiano può essere osservato insieme ai più comuni Rondoni nella zona più a nord dell’Uadi (vedi sito successivo). La Pernice del deserto, l’Allodola del deserto e la Monachella del deserto sono tutte presenti qui, ma rare e di solito difficilmente osservabili. Infine, fra i rapaci diurni non sono rari la Poiana codabianca ed il Gheppio, mentre una coppia di Gufo reale nidifica nelle zone meno accessibili dello Uadi. Fra i mammiferi vi sono buone possibilità di incontrare lo Sciacallo; attenzione agli Scorpioni del deserto, non rari sotto le pietre lungo il ruscello!

        Importante: poiché nello Uadi fa molto caldo già fin dalle prime ore del mattino, è necessario iniziare la visita molto presto, meglio verso le 5.30 - 6.00, per terminare massimo verso le 9.00; oltre questo orario è troppo caldo e gli uccelli diventano meno visibili.

        4 - Zona a 1.7 Km a nord dello Uadi: oltrepassato lo Uadi in direzione nord, dopo circa 1,7 Km si giunge ad un’altra stazione di servizio, dietro alla quale partono due strade: la prima, sterrata e polverosissima, sale sulla sinistra in mezzo a piantagioni di pistacchio, la seconda, inizialmente asfaltata, gira dietro alla stazione di servizio, passando accanto ad un piccolo ponte, e prosegue salendo sul fianco della collina.

        Tornando alla prima strada sterrata, essa attraversa per diversi km, prima di giungere in un piccolo villaggio, vaste piantagioni di pistacchio, alcune anche con alberi piuttosto vecchi; lungo tutta questa strada si possono fare ottime osservazioni, ma è preferibile esplorare questo sito dopo le 8.00 di mattina e prima di mezzogiorno (ad. esempio, si può visitarlo subito dopo lo Uadi) in modo tale da evitare il continuo flusso dei contadini che passano con auto, motorini e trattori a discreta velocità, sollevando ogni volta un polverone fastidiosissimo che rende impossibile le osservazioni. Le specie più comuni in questa zona sono la Silvia di Ménétries, il Canapino pallido, la Passera lagia golagialla, l’Usignolo d’Africa, il Gruccione, il Picchio rosso di Siria e la Cappellaccia; meno comuni sono la Passera del Mar Morto ed il Trombettiere di Lichtenstein, mentre almeno una coppia di Bigia padovana nidifica nei pressi dell’unica casa che si trova sul lato sinistro della strada, dopo circa un paio di km dall’inizio della stessa.

        L’altra strada, come detto, passa subito dietro alla stazione di servizio, in una zona con alti pioppi ed un piccolo frutteto, con possibilità di osservare diverse specie di passeriformi. Proseguendo, la strada sale sul fianco assolato della collina per giungere, subito dopo, in un piccolo villaggio, oltrepassato il quale si biforca divenendo sterrata; il ramo sinistro finisce poco dopo, mentre il destro porta in una zona collinare a vegetazione erbacea xerofila, con pochi stentati cespugli, dov’è possibile osservare la Passera lagia chiara. Andando avanti, la strada passa un giovane pistacchieto, con Usignolo d’Africa, Canapino di Upcher e Trombettiere di Lichtenstein, oltrepassato il quale l’ambiente diviene un misto di incolti, coltivi a cereali e zone calanchive, dove la Calandra è molto comune, e si possono osservare la Ganga, la Calandrella e la Monachella mentre, se si è davvero fortunati, ci si può imbattere nella Pernice del deserto, nell’Allodola del deserto o nella Monachella del deserto.

        Alla fine, dopo circa 3-4 Km, questa sterrata termina incrociando la strada asfaltata che va da Birecik al villaggio di Halfeti, nei pressi della parte finale dello Uadi prima descritto, con buone possibilità di osservare il Canapino di Upcher, il Rondone indiano e, di sera dopo il tramonto, anche lo Sciacallo.

        5 - Altre strade: ci sono molte altre strade nella zona meritevoli di un’accurata esplorazione, sebbene le specie che è possibile osservare sono più o meno quelle presenti nei siti già descritti. Ad esempio, una in particolare merita una breve visita: riprendendo la strada principale che costeggia l’Eufrate, in direzione nord, si segue il cartello "Birecik Baraji" all’altezza di un bivio che si trova accanto ad un’altra piccola stazione di servizio con annesso ristorante (la strada a destra porta verso alcuni villaggi e si congiunge con la strada Birecik-Halfeti); poco dopo si trova sulla sinistra un bel frutteto con una stradina che porta ad un piccolo gruppo di case con una Moschea e, alla fine, sul fiume stesso. Nel frutteto vi sono molte specie interessanti di passeriformi (Cincia dalmatina, Usignolo d’Africa, Silvia di Ménétries, Canapino pallido) mentre sulla riva fangosa del fiume si possono osservare vari limicoli ed ardeidi nonché il Martin pescatore bianco e nero; fra gli alberi e le Tamerici lungo le riva sono comuni la Passera del Mar Morto, l’Usignolo d’Africa ed il Canapino pallido.

        Alloggio: vi è un Motel prima del ponte sull’Eufrate, economico ma abbastanza confortevole (ispezionare il bagno!) ed un albergo dentro la città. Poiché vi sono molte zone da visitare nei dintorni, conviene dormire qui almeno 2 o 3 notti.


 c - Halfeti
Specialità: Rondone indiano, Picchio rosso di Siria, Canapino di Upcher, Monachella codarossa, Monachella di Finsch, Picchio muratore di roccia orientale, Trombettiere di Lichtenstein, Passera lagia chiara, Passera lagia golagialla e Zigolo cenerino (ssp. "semenowi")

        Halfeti è un villaggio divenuto suo malgrado famoso negli ultimi due anni perché, a causa della costruzione di una serie di dighe sull’Eufrate, è stato parzialmente sommerso dalle acque del fiume; il governo turco ha trasferito gli sfollati in un nuovo villaggio prefabbricato, costruito appositamente, ma di uno squallore unico.

Canapino di Upcher Hippolais languida    

        Halfeti dista circa 40 Km da Birecik; per raggiungerla si può girare a sinistra, 5 km dopo Birecik, lungo la strada per Sanli Urfa, oppure si può proseguire la strada lungo il corso dell’Eufrate e girare a destra al bivio per "Birecik Baraji" (vedi sopra, al sito: " 5 - Altre strade").

        Qualunque strada si faccia, dopo qualche chilometro si attraversa una giovane piantagione di pini, che ospita poche coppie di Trombettiere di Lichtenstein e di Canapino di Upcher; oltrepassata questa, la strada attraversa per diversi chilometri un bellissimo ambiente collinare di prateria stepposo-pietrosa, dove sono relativamente comuni la Passera lagia chiara e la Calandra. Alcuni chilometri più a nord si trova sulla destra un bel frutteto con alti pioppi ed una strada che lo attraversa e che porta poi, passando svariati campi coltivati ed alcuni pistacchieti, ad un piccolo villaggio. Nel frutteto nidificano il Rigogolo ed il Picchio rosso di Siria, mentre nel pistacchieto sono presenti la Passera lagia golagialla ed il Canapino di Upcher; nei campi non sono rare la Calandra e persino la Calandra asiatica (nelle zone incolte più alte), mentre nelle poche zone rocciose nidifica la Passera lagia chiara.

        Riprendendo la strada verso Halfeti, dopo alcuni chilometri si attraversa una bella zona rocciosa con buone possibilità di osservare la Passera lagia chiara, la Monachella di Finsch e, con molta fortuna, la Monachella codarossa. In cima alla collina sorge la nuova, squallida, Halfeti, oltrepassata la quale l’ambiente diviene un altipiano stepposo-roccioso con pochi arbusti e qualche pistacchio; dopo aver passato un piccolissimo villaggio sulla sinistra, la strada comincia a scendere in una bellissima gola rocciosa, con l’Eufrate sullo sfondo sormontato da splendide pareti rocciose. In questa gola vi sono almeno 2 coppie di Picchio muratore di roccia orientale ed altrettante di Canapino di Upcher e vi si può osservare, con fortuna, la Monachella codarossa e lo Zigolo cenerino; durante una delle mie visite qui, ho persino osservato un Picchio rosso di Siria nutrirsi sulle rocce!

        Alla fine della gola si giunge alla vecchia Halfeti, ancora in gran parte fuori dalle acque del fiume; giunti sulla riva, si possono ancora vedere alcuni alberi e tetti di case che emergono dalle acque, mentre in cielo volano numerosi i Rondoni indiani e, sulle falesie, si può con fortuna osservare l’Aquila di Bonelli.

        Alloggio: non vi sono alberghi nelle vicinanze, quindi conviene pernottare nella vicina Birecik.


Emberiza cineracea semenowi
Zigolo cenerino Emberiza cineracea semenowi


 d - Nemrut Dagi
Specialità: Cuculo dal ciuffo, Calandra asiatica, Allodola golagialla, Monachella codarossa, Monachella di Finsch, Pettirosso golabianca, Usignolo d’Africa, Canapino levantino, Canapino di Upcher, Picchio muratore di roccia orientale, Passera lagia chiara, Passera lagia golagialla, Trombettiere alirosse e Zigolo cenerino (ssp. "semenowi")

        Questo bellissima montagna è conosciuta soprattutto per i resti archeologici dell’antica Commagene (II° secolo d.C.) e, in effetti, già solo per questo merita una visita, anche durante un viaggio a solo scopo ornitologico. Per fortuna, tutta la zona è anche fra le migliori per gli uccelli in Turchia e, tra l’altro, è ancora poco conosciuta ornitologicamente perché al di fuori dei normali itinerari dei birders occidentali. Durante la mia visita in queste terre, ad esempio, ho trovato alcune specie (Cuculo dal ciuffo, Canapino levantino, Passera lagia golagialla e, in termini numerici, Passera lagia chiara) la cui distribuzione non era finora nota in questa parte del Paese.

Passera lagia Petronia petronia
Passera lagia chiara
Carpospiza brachydactyla

        La base di partenza per le escursioni è Katha, situata 35 Km ad est di Adiyaman. Pochi chilometri a nord di Katha, lungo la strada per il Nemrut, nei pressi del piccolo villaggio di Yelkovan, ho trovato il sito di nidificazione più orientale di Cuculo dal ciuffo, con un piccolo appena volante, e abbastanza comune è la Calandra asiatica. Proseguendo lungo la strada principale, dopo pochi chilometri, quando la strada scende verso valle con un paio di ripidi tornanti, vi è una piccola zona rocciosa sulla destra con Zigolo cenerino, Passera lagia chiara, Usignolo d’Africa e Canapino di Upcher nidificanti; più avanti, la strada attraversa un vasto querceto rado con diverse coppie di Passera lagia golagialla (sito nuovo per la specie) ed alcune coppie di Cicogna bianca sui piloni dell’alta tensione. Dopo un paio di chilometri si arriva al famoso ponte romano di Settimio Severo (Cendere) con alla sua sinistra una bellissima gola rocciosa con una folta colonia di Rondoni maggiori e Rondini montane ed almeno una coppia di Picchio muratore di roccia orientale. Proseguendo, si supera un bivio subito dopo il ponte (con Passera lagia chiara nei dintorni) e, dopo pochi chilometri ci si trova di fronte ad una bella gola rocciosa con resti di un castello in cima; poco oltre, superata una caserma militare, si trova sulla sinistra una strada sterrata che porta al vicino sito archeologico di Arsameia (e, come dirò più avanti, anche alla cima del Nemrut Dagi stesso).

        Andando ancora avanti, si supera il piccolo villaggio di Damlacik e si arriva in una zona rocciosa con molte coppie di Zigolo cenerino e di Passera lagia chiara ed una coppia di Picchio muratore di roccia orientale; frequenti sono anche l’Usignolo d’Africa, il Pettirosso golabianca e la Monachella. Proseguendo, una volta superato l’evidente bivio a destra per Katha, si attraversa un altro querceto rado con poche coppie di Passera lagia golagialla (altro nuovo sito per la specie), fino ad arrivare al piccolo villaggio di Narince. Qui si segue la direzione per il Nemrut Dagi e, poco dopo aver lasciato il villaggio e prima di entrare in una ennesima magnifica gola rocciosa, si trova sulla sinistra una piccola zona alberata con rocce intorno, nella quale ho trovato una coppia nidificante di Canapino levantino, ben al di fuori del suo normale range più occidentale. Nella gola rocciosa sono comuni il Picchio muratore di roccia (e forse è presente anche quello orientale), varie "Monachelle", il Grillaio e la Poiana codabianca. Superata la gola, la strada comincia a salire verso la cima del Nemrut, superando alcune fattorie ed un piccolo villaggio, finché, all’altezza di un’evidente caserma militare sulla destra con un piccolo bar, la strada diviene tassellata con piccoli blocchi di pietra; da qui la strada sale abbastanza ripidamente in uno stupendo ambiente roccioso dove le specie più comuni sono la Passera lagia chiara e lo Zigolo cenerino, mentre frequenti sono la Monachella, la Monachella codarossa e la Monachella di Finsch. Arrivati quasi a quota 2000 m slm, diventano comuni l’Allodola golagialla ed il Culbianco, mentre più raro e difficile da individuare è il Trombettiere alirosse. La strada termina all’altezza di un edificio usato dai militari ma adibito a biglietteria (Passera lagia nidificante); da qui si prosegue a piedi per circa quindici minuti finché non si arriva al sito archeologico, dove, oltre alla bellezza del sito stesso e alla grandiosità del panorama, non si possono ignorare i Fringuelli alpini, le Allodole golagialla e le Monachelle codarossa che si aggirano fra le teste degli dèi.

        Al ritorno, se non si vuol rifare la stessa strada, si può prendere un’evidente sterrata sulla destra che parte circa un chilometro prima del parcheggio e che riconduce al sito archeologico di Arsameia.

        Alloggio: conviene dormire a Katha, dove sono presenti due alberghi economici ed abbastanza confortevoli. Consigliato: Hotel Commagene.

Nemrut Dagi
Nemrut Dagi


4 - Anatolia orientale

 a - Van gölü, isola di Achtamar e delta del fiume Bendimahi
Specialità: Gobbo rugginoso, Gabbiano armeno, Calandra asiatica, Cutrettola testagialla orientale, Cannaiola di Jerdon, Storno roseo, Trombettiere alirosse, Zigolo collogrigio

        1 - Van gölü: il Van gölü è il più grande lago della Turchia ed anche uno dei più alti, trovandosi infatti a circa 1700 m di quota. E’ circondato da imponenti montagne perennemente innevate, la più alta delle quali è il vulcano Süphan Dagi (4050 m slm). La caratteristica principale di questo lago è la sua alta concentrazione di carbonato di calcio, così alta che le donne del luogo vi lavano i panni senza usare il sapone! Questa particolare composizione chimica si riflette anche sulla flora e sulla fauna del lago stesso, entrambe piuttosto povere di specie; in particolare, è presente una sola specie di pesce, l’Alborella del lago Van (Chalcalburnus tarichi).

        Al contrario, localmente le sponde del lago sono affollate da molte specie di uccelli; specialmente nel tratto da Gevas a Edremit fino alla città di Van vi sono dei piccoli stagni ai bordi del lago in cui nidificano il Gobbo rugginoso (raro), la Volpoca, il Moriglione, il Cavaliere d’Italia, l’Avocetta, la Beccaccia di mare, la Pavoncella e la Pettegola e, fra i passeriformi, varie specie di Acrocephalus e l’onnipresente Cutrettola testanera, mentre sulle coste rocciose nidifica comunemente la Casarca. Molto comune, sulle sponde, è il Gabbiano armeno, che nidifica sull’isola di Achtamar (vedi oltre).

Gabbiano armeno Larus armenicus     

        Nella città di Van, nei pressi dell’aeroporto, sono presenti due lagune che ospitano una delle poche colonie di Cannaiola di Jerdon della Turchia, scoperta non molti anni fa. Gli accessi, tuttavia, sono difficoltosi, ma per fortuna la specie è più facilmente visibile al lago Erçek (vedi oltre).

        2 - Isola di Achtamar: si tratta di un isolotto, situato di fronte a Gevas, famoso soprattutto per la presenza di una piccola chiesa armena (chiesa della Santa Croce, 921 d.C.), ricca esternamente di numerosissimi bassorilievi. Dal punto di vista ornitologico, l’isola è famosa soprattutto per la grande colonia di Gabbiani armeni nidificanti sulle falesie insieme a Gracchi corallini, Rondoni maggiori, Piccioni selvatici e Taccole. Altre specie nidificanti sull’isola sono il Grillaio (poche coppie), l’Upupa, e la ssp. dukhunensis della Ballerina bianca, caratterizzata da dorso grigio chiaro ed ampio bordo bianco alle copritrici mediane e maggiori dell’ala. Addirittura nei numerosi fori delle pareti della chiesa nidificano una coppia di Grillaio, una di Upupa e diverse di Piccione selvatico e Taccola.

        L’isola si raggiunge per mezzo di grosse barche a motore che partono ad orari definiti da Gevas; il prezzo del viaggio (15 minuti) è di 2,5 dollari a persona se la barca è piena (25 persone), altrimenti si paga la tariffa per intero per un viaggio singolo, con sosta di un’ora sull’isola. In questo caso conviene prendere la prima barca, che parte alle 8.30; oltre questo orario l’isola si riempie di turisti.


Bendimahi

        3 - Delta del fiume Bendimahi: è situato circa 85 Km a nord di Van, nei pressi della punta più orientale del Van gölü. Si tratta di un delta di piccole dimensioni, con vaste porzioni di canneto. Vi nidificano il Gobbo rugginoso, la Moretta tabaccata, probabilmente l’Anatra marmorizzata e la Gru, varie specie di limicoli e, fra i passeriformi, la Cutrettola testagialla orientale e la Calandrina. Tuttavia, l’importanza di questa zona umida si rivela in pieno durante i passi, allorquando praticamente qualunque specie acquatica può essere osservata nella zona; in particolare, frequenti sono il Pellicano, tutti gli ardeidi europei, la Schiribilla grigiata, il Falaropo beccosottile, il Gambecchio frullino e vari laridi (oltre al Gabbiano armeno, sono comuni il Corallino, il roseo e lo Zafferano, anche della ssp. fuscus).

        Lungo la strada che da Van porta al delta non sono rari la Calandra asiatica, lo Storno roseo, la Poiana codabianca e, al mattino presto, quando c’è ancora poco traffico per le strade, è persino possibile osservare l’Otarda nei coltivi intorno al lago Van.

        4 - Colline a est di Van: si tratta di alcune colline rocciose poste a est della città di Van, lungo la strada che porta ad Özalp ed al confine con l’Iran. L’importanza di questo sito sta nel fatto che è il posto migliore, insieme a Dogubayazit (vedi oltre), dove osservare lo Zigolo collogrigio in Turchia (e nel Paleartico Occidentale). Il miglior punto per trovare questo rarissimo Emberizidae si trova pochi chilometri dopo Van: subito dopo aver lasciato la città si incontra, sulla sinistra, una grande discarica di rifiuti, oltrepassata la quale, proprio dietro ad una curva a destra, parte una sterrata che porta in una zona rocciosa dove nidificano, oltre allo Zigolo collogrigio, anche la Calandra asiatica ed il Trombettiere alirosse.

        Alloggio: gli unici alberghi, ottimi ed economici, si trovano nella bella città di Van; il migliore come rapporto qualità/prezzo è senza dubbio l’albergo Bayram (15 dollari la doppia con bagno).


 b - Erçek gölü
Specialità: Gobbo rugginoso, Calandra asiatica, Cutrettola testagialla orientale, Cannaiola di Jerdon, Storno roseo, Trombettiere alirosse

        Il lago Erçek si trova a circa 25 Km da Van, lungo la strada verso Özalp ed il confine con l’Iran. E’ un lago piuttosto grande, ma le zone migliori per gli uccelli si trovano vicino al piccolo villaggio di Erçek. Un paio di chilometri prima di arrivare al villaggio, sulla destra, è presente un piccolo stagno diviso in due da una stradina che l’attraversa e che prosegue poi verso le colline circostanti. La parte destra dello stagno è ormai totalmente invasa da un fitto canneto, mentre quella sinistra è ancora in gran parte occupata dalle acque. Nello stagno nidificano, fra gli altri, il Gobbo rugginoso, il Moriglione, lo Svasso maggiore, il Tarabusino e varie specie di Acrocephalus, fra le quali la Cannaiola di Jerdon e la ssp. mimica del Forapaglie castagnolo. Il miglior sistema per osservare queste specie così schive è di rimanere seduto in macchina e utilizzare il "pishing" per richiamarle; dopo qualche minuto gli sforzi saranno certamente ripagati. Proseguendo lungo lo sterrato, si attraversa una zona collinare, con campi coltivati sulla destra, dove si possono osservare la Calandra asiatica, il Culbianco isabellino, lo Storno roseo ed il Trombettiere alirosse.

Storno roseo Sturnus roseus     

        Tornando sulla strada principale, dopo circa 2 Km si arriva al piccolo villaggio di Erçek, raggiungibile oltrepassando un passaggio a livello sulla sinistra. Il miglior punto per osservare gli uccelli si trova nella parte sinistra del villaggio, poiché qui il lago è vicino alla strada; a destra del villaggio, invece, nonostante una buona sterrata che costeggia il lago, questo rimane a diverse centinaia di metri dalla strada e non ci sono sentieri che vi ci portano, pertanto l’unico modo per avvicinarsi alle sponde è proseguire a piedi in prati spesso allagati e molto melmosi.

        L’Erçek gölü, in ogni modo, è un sito molto importante per i migratori, specialmente per svassi, anatidi e limicoli. Questi ultimi, in particolare, sono presenti con quasi tutte le specie europee, e regolarmente vengono anche avvistate rarità quali il Corriere asiatico o la Pernice di mare orientale. Fra i passeriformi le specie più comuni sono la Calandra asiatica, la Calandrina, il Culbianco isabellino e la Cutrettola testanera; più rara è la Cutrettola testagialla orientale. Il Corvo è abbondante, e nidifica sugli alti pioppi all’interno del villaggio. I vastissimi prati e pascoli a sud-est del lago ospitano una delle più importanti popolazioni turche di Otarda.

        Alloggio: le uniche possibilità si hanno nella vicina città di Van.


 c - Tendürek Geçidi e Dogubayazit
Specialità: Poiana codabianca "fase nera", Calandra asiatica, Allodola golagialla, Cutrettola testagialla orientale, Fanello nordico, Verzellino fronterossa, Trombettiere alirosse, Trombettiere mongolo, Zigolo collogrigio

        Il Tendürek Geçidi, con i suoi 2680 m slm, è il passo più alto della Turchia, e si trova subito al disotto dell’omonimo vulcano, alto 3533 m, lungo la strada che dal lago Van porta a Dogubayazit, passando per Muradiye. Questa strada attraversa paesaggi spettacolari e selvaggi; già dopo una decina di chilometri, oltrepassato Muradiye, si giunge alle famose cascate di Bendimahi (Bendimahi Selâlesi), dove nidifica la Balia caucasica e, sui monti circostanti, il Sacro ed il Gufo reale. Proseguendo, dopo circa 15 Km si giunge nel grande altipiano di Çaldiran, dove numerosi torrenti montani ed alcune sorgenti minerali che scaturiscono direttamente dal terreno hanno formato estesi prati umidi in cui nidificano Pavoncelle, Cavalieri d’Italia, Cutrettole testagialla orientale e testanera. Sulle colline sassose circostanti sono comuni lo Stiaccino, il Calandro, la Calandra asiatica, la Passera lagia, vari Oenanthe, lo Spioncello (ssp. coutelli), il Codirossone, il Codirosso spazzacamino, il Fanello ed il Trombettiere alirosse; con molta fortuna si può persino osservare il Trombettiere mongolo. Fra i rapaci, comune è la Poiana codabianca (anche la forma scura).

Zigolo collogrigio Emberiza buchanani

        Nei pressi del passo è presente una vasta colata lavica, spettacolare testimonianza delle numerose eruzioni di un passato non troppo remoto.

        Una volta superato il passo, che da metà maggio è normalmente sgombro dalla neve, la strada comincia a scendere verso la valle di Dogubayazit, rivelando agli occhi uno dei paesaggi più belli di tutta la Turchia, forse il più bello, vale a dire la visione dell’imponente cono vulcanico dell’Agri Dagi o Ararat, perennemente innevato.

        Dogubayazit si trova a circa 30 Km dal passo, ed è una cittadina famosa solo per la presenza dell’Ishak Pasa Sarayi, un caravanserraglio di stile misto, risalente al 1700. Dal nostro punto di vista, però, il palazzo è molto importante perché è il luogo dove è più facile vedere il Trombettiere mongolo in Turchia e nel Paleartico Occidentale. Tutta l’area intorno al palazzo va esplorata a piedi con cura, ma in ogni caso anche così non è detto che si riesca a trovarne uno; infatti, il miglior periodo per vederlo va dalla metà di giugno fino ad agosto. Un’altra specie qui presente con varie coppie, ma rara e localizzata altrove, è lo Zigolo collogrigio, mentre altre specie sono relativamente comuni: Rondone maggiore, Culbianco isabellino, Codirosso spazzacamino, Gracchio corallino, Passera lagia, Trombettiere alirosse; più rari sono il Fanello nordico, il Verzellino fronterossa e lo Zigolo cenerino. Fra i rapaci è comune la Poiana codabianca, mentre il Grillaio è più raro.

        Alloggio: vi sono diversi alberghi, di tutte le categorie, a Dogubayazit.


5 - Regione Pontica

 a - Ovitdagi Geçidi e Sivrikaia
Specialità: Fagiano di monte del Caucaso, Tetraogallo del Caspio, Sordone di Radde, Luì orientale, Luì pallido

        Sivrikaia è un piccolo villaggio montano divenuto famoso negli ultimi anni perché è il luogo più accessibile per vedere il Fagiano di monte del Caucaso, una specie globalmente rara e minacciata, presente solo sui monti del Ponto e nel Caucaso.

        Per raggiungere Sivrikaia, provenendo da Erzurum, si deve prendere la strada per Ispir e da qui verso Rize, che si trova sulla costa del Mar Nero; Sivrikaia si trova poco dopo il passo di Ovitdagi (Ovitdagi Geçidi), che è il secondo passo più alto della Turchia (2640 m slm).

        Già prima di arrivare ad Ispir bisogna superare il passo di Gölyurt (2360 m), dove le specie più comuni sono il Ciuffolotto scarlatto, l’Ortolano, il Codirossone, la Cutrettola testanera, l’Allodola, la Tottavilla, lo Spioncello, la Passera lagia, lo Stiaccino, l’Allodola golagialla ed il Merlo dal collare. Nei pressi di Ispir, lungo la bella valle boscosa del fiume Çoruh, sono relativamente comuni il Pigliamosche pettirosso e la Balia caucasica.

Cutrettola testanera Motacilla flava feldegg    

        Se ad Ispir, anziché salire verso il passo di Ovitdagi, si prosegue verso Yusufeli, sempre lungo la valle del Çoruh, si attraverserà una spettacolare gola rocciosa dove nidificano il Gipeto, il Grifone, il Capovaccaio e l’Aquila reale, mentre il Monaco probabilmente nidifica nelle vicinanze, così come anche l’Aquila imperiale. La valle del fiume Çoruh, inoltre, è il luogo in cui si incanalano la maggior parte dei rapaci in migrazione per raggiungere e sorvolare la vicina Borçka; questo vuol dire che, nei periodi adatti, praticamente qualunque specie di rapace può essere vista transitare nella valle.

        Riprendendo la strada verso Rize, dopo circa 20 Km si giunge allo spettacolare Ovitdagi Geçidi, perennemente innevato e circondato da cime che superano i 3700 m slm. In questo ambiente estremo le specie più comuni sono il Fanello nordico, l’Allodola golagialla, lo Spioncello, il Fringuello alpino, il Codirossone ed il Culbianco, mentre più rari sono il Sordone di Radde ed il Trombettiere alirosse. L’Aquila reale sorvola regolarmente il passo, a volte a distanza davvero ravvicinata, ed è spesso avvistato anche il Gipeto. Se si è davvero fortunati, al mattino presto è possibile osservare dalla strada persino il Tetraogallo del Caspio arrampicarsi sulle pareti rocciose innevate.

        E’ da segnalare, tuttavia, che di solito il passo rimane chiuso fino alla fine di maggio, e non sono rare le nevicate tardive che prolungano tale periodo; è bene, pertanto, informarsi ad Erzurum o ad Ispir prima di salire verso il passo.

        Sivrikaia dista circa 5 Km dal passo; più che di un villaggio, ha l’aspetto di una serie di case di legno sparse qua e là lungo la strada. Il punto migliore per vedere il Luì orientale si trova nei pressi della piccola moschea, lungo il torrente sottostante. Subito sotto alla moschea, sul lato sinistro della strada inizia un sentiero che scende fino ad un piccolo ponte di legno sul torrente, per poi proseguire risalendo il versante opposto della valle fino ad entrare dentro un’abetina. Subito prima di entrare nell’abetina, da entrambi i lati del sentiero vi è una zona ricca di arbusti alti un paio di metri, con un sentierino che lo attraversa sulla sinistra; in questa zona è facile trovare il Luì orientale, la Passera scopaiola, la Cannaiola verdognola ed il Ciuffolotto scarlatto, mentre lungo il torrente non è raro il Merlo acquaiolo.

        Per trovare il Fagiano di monte del Caucaso, l’unica possibilità è prendere la stretta strada sterrata che parte circa 200 m a monte del piccolo cimitero e risalire la valle finché la stradina non passa attraverso un’ampia distesa di rododendri, dove si trovano vari "lek" dei Fagiani. Tuttavia, poiché già dalle prime ore della giornata questi uccelli abbandonano le arene per rifugiarsi fra i cespugli e gli alberi più in basso, è necessario arrivare al sentiero verso le 4.00 di mattina, col buio, per giungere nella zona dei rododendri verso le 5.30. Lungo questa stradina sono molto comuni il Ciuffolotto scarlatto, lo Spioncello e la Passera scopaiola, mentre meno frequenti sono il Fanello nordico, il Merlo dal collare, il Luì orientale ed il Trombettiere alirosse.

        C’è da tener bene in mente, tuttavia, che le condizioni meteorologiche in questa zona sono estremamente variabili, passando dal sereno alla nebbia fitta e pioggia torrenziale nel giro di pochissimo tempo; ciò comporta che, oltre a portarsi dietro impermeabile, guanti e sciarpa (a queste altitudini è freddo anche d’estate), bisogna stare molto attenti a non perdersi se la nebbia è particolarmente fitta. A proposito della nebbia, se è già presente al mattino presto, difficilmente salirà prima di metà giornata, pertanto è inutile provare a salire alle arene dei Fagiani di monte, mentre se non c’è, è molto probabile che si formi più tardi, visto che sul versante settentrionale dei monti del Ponto questa è la condizione meteorologica normale.

        Infine, per vedere il Luì pallido è necessario esplorare le abetine della valle. La migliore zona è senza dubbio l’abetina che si estende dietro all’Albergo Genesis (vedi dopo): sul lato sinistro dell’Albergo, dietro alle vasche per l’allevamento delle Trote, inizia un sentiero che entra nell’abetina e la attraversa per diverse centinaia di metri. Già dopo poche decine di metri è possibile trovare il Luì pallido, che in zona è piuttosto comune; altre specie comuni sono il Tordo bottaccio, il Regolo, il Rampichino alpestre, il Ciuffolotto, il Merlo, il Fringuello, il Crociere, lo Scricciolo, varie specie di Cince, il Codibugnolo, il Pettirosso, la Ghiandaia e, ai margini del bosco, il Ciuffolotto scarlatto. Fra i picchi, il più comune è il rosso maggiore, mentre fra i rapaci sono presenti l’Astore e lo Sparviero.

        Alloggio: l’unica possibilità è data dall’albergo Genesis, che si trova circa 5 Km a valle di Sivrikaia, sul lato destro della strada. E’ un albergo nuovo e confortevole, ma un po’ caro per lo standard turco (e per la zona!), infatti una doppia con bagno costa circa 30 dollari a notte.


 b - Monastero di Sumela
Specialità: Luì pallido

        Questo monastero bizantino (Meryem Ana Manastiri), abbandonato nel 1923, si trova a circa 35 Km da Trabzon, lungo la strada verso Torul; è stato costruito scavando un’ampia nicchia in un’impressionante parete rocciosa circondata da un’estesa e vetusta foresta mista di Abeti, Faggi e altre latifoglie. Dal punto di vista ornitologico, l’unica specie degna di nota per il birder occidentale è il Luì pallido, piuttosto comune nei boschi intorno al monastero. Le altre specie qui presenti sono tipicamente europee, pertanto, se avete già visto il Luì pallido a Sivrikaia, potete anche saltare questo sito a meno che non siate interessati al monastero.


 Altri siti

        Vi sono innumerevoli altri siti, nella parte della Turchia da me visitata, meritevoli di essere esplorati; fra questi forse i più importanti sono i seguenti:

    Anatolia centrale:
  • Paludi di Eregli
  • Paludi del Sultano
  • Il distretto dei Laghi
  • Cappadocia

  • Regione mediterranea:
  • Delta del Göksu (Pollo sultano "del Caspio", Francolino comune, Martin pescatore di Smirne)
  • Akseki (Canapino levantino, Picchio muratore di Krüper, Silvia di Rüppell)

  • Anatolia sud-orientale:
  • Cizre (Pavoncella indiana dalle caruncole rosse, Francolino comune, Martin pescatore bianco e nero)
  • Ceylanpinar (Pernice del deserto, Passera lagia chiara, Otarda)

  • Anatolia orientale:
  • Nemrut Dagi (da non confondere con l’altro Nemrut Dagi già descritto; Orco marino, Sordone di Radde)
  • Bulanik (Damigella di Numidia)

  • Costa del Mar Nero:
  • Delta del Kizilirmark (Pellicano riccio)
  • Borçka (Migrazione dei rapaci)

Ringraziamenti

Un doveroso grazie va all’amico Alessandro Sacchetti per la scansione delle diapositive, ma, soprattutto, a mia moglie Barbara che, mai come questa volta, ha dovuto sopportare, come chi mi ha letto fin qui avrà immaginato, anche l’insopportabile….

Bibliografia

  • "A Birdwatchers’ Guide to Turkey" - Green & Moorhouse - Prion, 1995.
  • "Where to watch Birds in Turkey, Greece and Cyprus" - Welch, Rose, Moore, Oddie and Sigg - Hamlyn, 1996.
  • "Guide naturalistiche Zanichelli - Turchia" - Kasparek A. & Kasparek M. - Zanichelli, 1993.
  • "Songbirds of Turkey" - C.S. Roselaar - Pica Press 1995.
  • Carta stradale: Turchia - scala 1:800.000 - Euro Cart - Studio F.M.B. Bologna

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    2001, Quaderni di birdwatching

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