Quaderni di birdwatching Anno IV - vol. 7 - aprile 2002

Recensioni
Titolo
di Roberto Garavaglia






     L’AFRICA ORIENTALE è una delle mete preferite dei viaggi di birdwatching. Il Kenia, ad esempio, è uno dei pochi paesi al mondo dove è possibile, in un viaggio ben organizzato di un paio di settimane, osservare più di 500 specie di uccelli e, da lungo tempo, è negli itinerari di viaggio di tutti i tour operator specializzati. Negli ultimi anni, con la fine dei continui conflitti che l’hanno travagliata per decenni, è diventata accessibile ai turisti anche l’Etiopia, i cui altipiani ospitano almeno una trentina di specie endemiche.

     Per questa regione sono state pubblicate tre field-guide, la prima delle quali è uscita nel 1995, mentre l’ultima nata è della fine del 2001. I tre volumi si differenziano, oltre che per le caratteristiche grafiche ed editoriali, per la copertura geografica più o meno vasta, per cui il numero delle specie incluse in ognuna varia anche di parecchio.

     Il Van Perlo è certamente la guida più datata. Uscita nel 1995, ma concepita negli anni ’80, è il frutto di un solo autore, che ha realizzato testi e illustrazioni. Tratta le specie presenti in Kenia, Tanzania, Uganda, Isola di Socotra, Etiopia e Somalia; più l’Eritrea che, al tempo della pubblicazione, non era ancora uno stato indipendente. Per quest’ultima, assieme a Somalia ed Etiopia, è l’unica field-guide disponibile.

     Il volume non vuole essere niente più che una check-list illustrata: il testo a fronte delle tavole non è mai più lungo di due sole righe per ogni specie e tutte le differenze morfologiche devono essere desunte dalle illustrazioni, le quali sono così piccine che a volte non superano i due centimetri. Infatti, le 1.487 specie sono suddivise in 96 tavole molto affollate: fino a 25 specie per una tavola. Il che, contando gli abiti non riproduttivi e giovanili, può fare anche 50-60 uccelli ammassati in una paginetta di soli 12.7x19 centimetri. E in più con la brutta abitudine di sovrapporre parzialmente gli individui, per cui le femmine sono spesso raffigurate dietro ai maschi e seminascoste. Lo stile grafico è in certi casi goffo, in altri molto meglio riuscito, ma comunque le illustrazioni sono leggibili con difficoltà.

     Il volume di Zimmerman è quello con la copertura geografica più ristretta: unicamente il Kenia e la parte settentrionale della Tanzania. Di conseguenza, include "solo" poco più di 1.100 specie. E’ arrangiato in modo scomodo per l’uso sul campo, con tutte le illustrazioni all’inizio, e poi il testo con le mappe; queste ultime sono presenti solo per 800 delle specie trattate perché, di quelle a distribuzione ristretta, la descrizione dell’areale viene lasciata al testo.

     Le 123 tavole sono di buon livello (il libro è molto recente, pubblicato nel 1999), anche se alcune posture hanno un’apparenza un po’ strana e legnosa. La media è di 10-12 specie in ogni tavola di formato 13,5x21,5 centimetri; non ci sono quasi mai sovrapposizioni e solo alcune danno l’impressione di essere troppo affollate. Tutto sommato, a primo acchito appare subito un’ottima guida da campo.

     La guida di Stevenson è la più recente di tutte, uscita nell’autunno del 2001. Di formato identico alla precedente, tratta tutte le specie presenti in Kenia, Tanzania, Uganda, Ruanda e Burundi, 1388 in tutto. E’ composta addirittura da 287 tavole, con testo e mappe di distribuzione a fronte: senz’altro il formato più comodo per la consultazione in campo. I disegni sono di grande dimensione (in media 5 specie per pagina), attraenti e non si nota molto la differenza di stile tra i tre illustratori. In totale, vi sono oltre 3.400 immagini, che documentano sia i diversi piumaggi sia le diverse sottospecie. A volte, i disegni relativi ad una stessa specie sono disposti in maniera inaspettata (ad esempio in verticale invece che affiancati orizzontalmente) e questo può causare qualche confusione.

     Venendo al confronto diretto, il volume di Van Perlo è di gran lunga il più piccolo e leggero, decisamente tascabile; le altre due guide sono di spessore almeno doppio e di peso triplo.

     Per meglio rendere l’idea delle grosse differenze nella parte iconografica, riproduciamo, da ciascuna delle tre guide, una delle tavole relative ad un gruppo di specie notoriamente difficile da identificare, quello dei Greenbul del genere Andropadus: ci si può subito rendere conto della grande diversità nello stile e, soprattutto, nell’utilità ed efficacia di ciascuna. [Van Perlo - Zimmerman - Stevenson]

     Ho avuto modo di mettere alla prova le tre guide di recente, durante un viaggio di birdwatching in Etiopia. Questa destinazione favoriva naturalmente la guida di Van Perlo, la sola a fornire la mappe di distribuzione relative alla nostra meta e ad illustrare le specie endemiche dell’area abissinica e dell’Etiopia in particolare. Inoltre, include una serie di migratori, sia paleartici che intraafricani, che non raggiungono le aree trattate dalle altre due field-guide e che perciò non sono incluse in queste ultime. In poche parole, per quanto riguardava il nostro viaggio, il Van Perlo era senza dubbio la guida più completa. Ma, nonostante questo vantaggio iniziale, il suo uso pratico si è ridotto alla semplice consultazione delle mappe di distribuzione. In mancanza di un testo descrittivo, le illustrazioni sono risultate troppo schematiche e, in alcuni casi, anche fuorvianti.

     Tra la guida del Kenia di Zimmerman e la guida dell’Est Africa di Stevenson e Fanshawe, la differenza nel numero di specie trattate è data soprattutto da specie delle foreste pluviali di Uganda, Rwanda e Burundi, ininfluenti nel mio caso. Visto che il livello di dettaglio del testo è praticamente lo stesso per entrambe, l’uso dell’una o dell’altra è stato quindi condizionato dalla praticità di consultazione e dalla precisione delle illustrazioni. E, da questo punto di vista, personalmente ho preferito la guida più recente di Stevenson e Fanshawe, anche se lo Zimmerman è comunque in grado di servire allo scopo.

     Come sempre accade, non è mancata, ora nell’una ora nell’altra delle due guide, la scoperta di imprecisioni o di illustrazioni poco fedeli alla realtà ma, nel complesso, si è trattato di nei di poco conto. E, come altrettanto sempre accade in questo genere di viaggi, si è rivelato necessario avere a disposizione non una sola ma più guide da campo, in modo da poter consultare ed integrare tutte le informazioni possibili.


BACK

2002, Quaderni di birdwatching

Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale senza consenso scritto.