Quaderni di birdwatching Anno IV - vol. 7 - aprile 2002

Note dal campo
Titolo
di Andrea Corso

        UNO DEI CARATTERI più tipici e distintivi dei primi tre piumaggi almeno (juvenile-3rd plumage), ma a volte sino al 4° di Aquila delle steppe, Aquila nipalensis, è la netta e larga fascia bianca che attraversa per intero il sottoala. In tutte le guide da campo illustrate e anche in quelle fotografiche viene data, giustamente, parecchia enfasi a questo carattere del tutto unico tra le aquile paleartiche. Si potrebbe quindi pensare che tale fascia bianca sia sempre e invariabilmente presente e che, quindi, l’Aquila delle steppe sia di facile e immediata identificazione durante i primi 3-4 anni di vita.

        Purtroppo, tale considerazione risulta errata alla luce di alcune recenti osservazioni. In presenza della fascia bianca, in effetti, l’identificazione appare facile e sicura. Questa appare, infatti, talmente vistosa e di facile osservazione che è difficile pensare come si possa confondere questa aquila con altre, seppur simili per struttura e colore generale. C’è da dire, però, che altre aquile possono mostrare un accenno di banda bianca sul sottoala che si può avvicinare in larghezza e disegno a quella di alcuni individui di Aquila nipalensis al 2° anno, o individui con questo carattere comunque poco marcato. Sia in Aquila anatraia minore (Aquila pomarina) juv che in Aquila imperiale (Aquila heliaca) juv/2° piumaggio (soprattutto in quest’ultimo) si osserva spesso una stretta fascia biancastra che attraversa il sottoala.

        Ad ogni modo, questa fascia è il più delle volte irregolare, stretta, poco vistosa a distanza e si associa ad altri caratteri dissimili da Aquila nipalensis (in particolare in Aquila heliaca mentre in Aquila pomarina il piumaggio è molto simile a quello di Aquila nipalensis).

        Detto questo, è sempre così facile? A questa domanda mi piacerebbe rispondere con un netto sì. E, invece, agli uccelli piace farci un po' ammattire, piace fare i complicati e i particolari. Non sono mica robot creati dall’uomo, grazie a Dio, e non sono illustrazioni da libro di un disegnatore. Esiste sempre l’eccezione, infatti. Così sono stati osservati in alcune occasioni degli individui in piumaggio giovanile che mancavano del tutto della "tipica" e distintiva fascia bianca!

        Date le complicazioni che ne seguono e la difficoltà oggettiva che questo carattere mancante comporta, credo sia utile in questa sede descrivere ed illustrare questi rari piumaggi.

        La discussione che segue è basata sullo studio delle foto disponibili di tali piumaggi aberranti, sull’osservazione diretta di un individuo juv. osservato in Israele e sullo scambio di opinioni e discussioni con Bill Clark.

        Gli individui osservati sinora senza banda bianca erano tutti in piumaggio giovanile (juv.); non conosco casi di osservazioni relative ad individui in altro piumaggio/età mancanti della banda alare bianca. Questo è probabilmente dovuto al fatto che nelle età successive gli individui possono essere stati scambiati per adulti e quindi sono passati sempre inosservati. Infatti, a parte lo stadio di muta e il pattern/colore del sottocoda che possono risultare difficilmente osservabili e valutabili in natura, eventuali immaturi senza banda bianca sicuramente si possono molto facilmente scambiare per individui adulti e quindi la mancanza della banda non desta alcun sospetto.

 Descrizione

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Aquila delle steppe - foto W.S. Clark

        Appaiono uniformemente scuri, color bruno-cioccolato dai toni più o meno accesi e caldi. Colore omogeneo nelle parti inferiori, sottoala molto scuro. Al posto della tipica banda bianca larga e netta si nota, al massimo, solo una sottile gocciolatura chiara a tacche irregolare. Le remiganti mostrano il tipico pattern di Aquila nipalensis con 6-8 barrature scure larghe. Sottocoda bianco o color crema chiaro. Lungo l’area carpale si nota in alcuni individui una vaga "mezzaluna"chiara, come una virgola carpale. Parti superiori come nei piumaggi tipici, forse solo leggermente più omogenee e scure e con fascia bianca formata dagli apici della grandi copritrici più stretta e meno cospicua (in alcuni sottilissima).


 Identificazione

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Aquila delle steppe - foto W.S. Clark

        Questi individui appaiono davvero molto simili all’Aquila pomarina, e certamente la distinzione delle due specie in natura risulta problematica anche all’occhio più esperto. Ritengo che ad una distanza non inferiore ai 3-400 m sia praticamente impossibile distinguere questi individui aberranti da juv. di Aquila pomarina. Caratteri utili per la distinzione, quando si riescono a notare, sono: struttura normalmente diversa, con ali più lunghe e 7 primarie smarginate (dita) in Aquila nipalensis contro 6 in Aquila pomarina, coda più lunga e squadrata, testa più sporgente e lunga.

        Barrature delle remiganti più larghe e meno fitte, 6-8 contro le 12-14 di Aquila pomarina (che appaiono anche più strette e meno nette, meno marcate).

        Se si riesce ad osservare, il labbro giallo, lungo e vistoso, che arriva oltre l’occhio in Aquila nipalensis è un carattere utilissimo. Mezzaluna bianca delle copritrici sovracaudali più larga, netta e vistosa.

        Tali individui si distinguono a fatica anche da juv di Aquila anatraia maggiore (Aquila clanga), ma rispetto a questa hanno ali più lunghe e meno larghe, coda più lunga, parti superiori più omogenee, senza sgocciolatura bianca su terziarie, spalline e copritrici mediane e minori, barratura delle remiganti in clanga meno regolare e netta, più sottile e con più barre.


Bibliografia

  • Clark W.S., 1996: Ageing Steppe Eagles, Birding World 9: 268-274
  • Clark W.S., 1999: A Field Guide to the Raptors of Europe, the Middle East and North Africa, Oxford University Press

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    2002, Quaderni di birdwatching

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