Quaderni di birdwatching Anno IV - vol. 7 - ottobre 2002

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        LA PENISOLA DI STINTINO si protende nel mare dell’Isola dell’Asinara, da cui è separata da un braccio di mare poco profondo. Oltre all’Asinara, troviamo un'altra isola di dimensioni rilevanti (Isola Piana) e vari altri isolotti di poche decine di metri quadrati, ma interessanti dal punto di vista naturalistico; le coste sono sabbiose sul lato est e rocciose sul lato ovest con un’altezza variabile dai 10 ai 150 m.

        Il clima piuttosto arido ed i venti costanti non consentono un adeguato sviluppo forestale nel promontorio. La vegetazione presenta, dunque, tutte le specie tipiche della macchia bassa mediterranea, mentre è scarsa la presenza di Lecci, Olivastri e Ginepri che presentano tutti la tipica postura "distesa" delle piante sottoposte a venti forti per tutto l’anno. Nondimeno, il territorio rivela la presenza di numerose rarità floreali (Centaurea horrida, Erodium corsicum, Nananthea perpusilla). La parte più a sud è coltivata intensamente a grano: sin dai tempi dei romani la Nurra era conosciuta come uno dei migliori "granai dell’impero".

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        Il resto della penisola è riservata a pascolo per ovini e bovini; nei tempi più antichi era quartiere di svernamento delle greggi che venivano a passare i mesi freddi dai monti del nuorese, e venivano effettuate delle vere e proprie "transumanze".

        Stintino era un tempo piccolo centro di pescatori, fondato dai discendenti degli abitanti dell’Asinara, espropriati e allontanati dall’isola per la costruzione della colonia penale. Ora è un importante stazione balneare del sassarese, da poco tempo è comune autonomo che si regge e finanzia unicamente con le attività legate al turismo.

        Dal 2001 è possibile effettuare partendo da Stintino e Porto Torres, gite giornaliere al Parco dell’Asinara: è possibile prenotare presso il comune di Porto Torres (tel. 079 500800).


La ricettività è rilevante, essendo una località di grande sviluppo turistico. Si trovano alloggi per tutte le tasche, dal grande albergo come il "Rocca Ruja" (loc. La Pelosa, tel. 079 527038) od il "Cala Reale" (tel. 079 523127), fino ad arrivare agli agriturismo, che in zona sono numerosi. Si possono trovare alloggi a basso prezzo anche in periodi di bassa stagione balneare come giugno e ottobre, periodi ottimi per il birdwatching. Piccoli appartamenti ammobiliati si trovano da "Stintours" (tel. 079 523160), "I Velici" residence hotel (tel. 079 523770), agenzia immobiliare "Le Vele" di Ficus (tel. 079 523169). Anche a Porto Torres vi sono buoni ed economici hotel, uno è il "Li Lioni" (tel. 079 397888). Se non si vuole soggiornare in albergo ad Alghero vi sono ottimi camping, il più interessante è il camping "Torre del Porticciolo" presso Capo Caccia (tel. 079 979808).

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  L'Asinara - foto M. Sanna


        La zona è un importante corridoio di passo per gli uccelli migratori e di sosta per numerosi uccelli svernanti. In determinati periodi dell’anno una giornata di birdwatching può riservare fino a 80-90 specie!! I periodi migliori sono la primavera e l’autunno, ma in assoluto il mese che riserva le migliori giornate per un ornitologo è il mese di aprile, quando ai già numerosi nidificanti si aggiungono anche i migratori. In tutta l’area è possibile fare dell’ottimo birdwatching e io personalmente ho avuto delle sorprese che a volte mi hanno lasciato di stucco, come 22 Nitticore sui tetti dell’abitato di Stintino, una Spatola in un prato fra i buoi, i Fenicotteri sulla spiaggia della Pelosa in una fredda giornata di gennaio… o il Nibbio reale sull’Isola Piana, in pieno ambiente marino!!

        Partendo da Sassari, lungo la SS 131 si arriva a Porto Torres e, seguendo le indicazioni, costeggiando la bruttissima zona industriale, si arriva in breve alla centrale termoelettrica di Fiumesanto sulle sponde dello Stagno di Pilo. Qui subito fuori i binocoli, perché i prati attorno alla centrale eolica sono la zona di nidificazione di numerose Albanelle minori ed in inverno passa e sverna anche l’Albanella reale.

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Gallina prataiola - foto M. Sanna

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Gruccione - foto M. Sanna

        Una passeggiata in qualsiasi periodo dell’anno ci farà il regalo di qualche Gallina prataiola e numerosi Occhioni. Nel mese di maggio è facilissimo sentire il richiamo dei galli in amore e all’imbrunire, con un po’ di fortuna, si vedranno saltare nell’erba alta nelle tipiche parate, per reclamare il possesso del territorio e attirare le femmine.

        Lo Stagno di Pilo, uno dei più importanti della zona, un tempo ospitava il Fistione turco; ora i folti canneti sono il regno del Pollo sultano, visibile facilmente nei canneti del lato ovest, e dell’Airone rosso con 1-2 coppie. Raramente si fanno avvistare il Tarabuso e la Gru, mentre in inverno sono regolari la Spatola, il Fenicottero e l’Airone guardabuoi.

        Presso l’ansa sud dello stagno, in una cava di sabbia abbandonata, vi è una colonia di Gruccioni che in alcuni anni arriva a 200-220 coppie. Nello stagno nidificano anche lo Svasso maggiore e numerosi Germani reali, insieme agli immancabili Tuffetti. Sulla sponda nord, in prossimità della riva del mare, depongono le uova poche coppie di Fraticello e Fratino.

        Consiglio purtroppo di evitare lo stagno nelle giornate di caccia, perché, nonostante sia vietata, i bracconieri sono di casa e la mancanza di controlli da parte delle autorità è disarmante.

        D’inverno lo stagno è un’importante zona di svernamento per gli anatidi: centinaia di Morette, Moriglioni, Canapiglie, Alzavole affollano le sponde assieme a qualche migliaio di Folaghe. Lo stagno, di proprietà privata, viene periodicamente messo in comunicazione con il mare: una ruspa crea un canale temporaneo per il ricambio dell’acqua. Capitare in una di queste rare giornate è una bellissima esperienza: bande di Sterne comuni e Fraticelli pescano il novellame che entra dal mare, decine di aironi e Cormorani si accalcano a dare la caccia alle anguille che abbandonano lo stagno. Il Falco pescatore, sempre presente durante l’anno, si fa più confidente e si fa ammirare coi suoi spettacolari tuffi. I Gabbiani reali pescano i granchi che abbandonano le acque profonde per raggiungere l’acqua salata, il tutto in un canale di 10-15 m.

        Pochi km prima di arrivare a Stintino, si attraversano i campi di "Li Puzzinusi", nome che dice tutto sulla salubrità della zona nei tempi passati. La zona ora bonificata ospita una grande colonia di Gruccioni e, nelle poche pozze rimaste, nidifica il Germano reale; con un po’ di fortuna è qui possibile vedere la Gazza (sono presenti circa 10-15 individui): questo è l’unico posto in Sardegna dove è possibile avvistarla, oltre all’Isola dell’Asinara dove si dice sia stata importata da alcuni detenuti. Qui nella penisola di Stintino, in mancanza di grandi alberi dove nidificare, si accontenta di bassi cespugli di lentisco; abbiamo trovato un nido anche ad un metro di altezza!!

        I campi di grano e i pascoli parzialmente alberati prima di arrivare a Stintino sono un buon punto per avvistare i piccoli passeriformi di passo che qui si riposano prima di partire per il nord Europa: in marzo-aprile i migratori passano a ondate (luì, Gruccioni, silvie, irundinidi). È facile riconoscere Pispole, Spioncelli, Stiaccini, frequenti il Rigogolo e il Tordo sassello. La Ghiandaia marina nidifica negli anfratti dei vecchi ruderi e in alcuni anni anche l’Albanella minore può farci la sorpresa di nidificare.

        Prima dell’abitato di Stintino si attraversa il complesso dello Stagno di Casaraccio-saline, che si estende per circa 80 ettari ed è alimentato da due-tre piccoli corsi d’acqua, mentre l’apporto marino è garantito da un canale artificiale; la strada salta il canale con un piccolo ponte presso il quale a destra e a sinistra vi sono due viottoli che permettono di costeggiare lo stagno. Questa zona umida è una delle zone del nord della Sardegna che riserva gli avvistamenti più interessanti: negli inverni passati sono stati avvistati l’Edredone, il Quattrocchi, la Cicogna nera (sempre in esemplari singoli), lo Smeriglio, lo Smergo minore e la Gru anche a piccoli gruppi. Sono presenti ogni anno Fenicotteri, Svasso piccolo, Svasso maggiore, Chiurlo maggiore e Chiurlo piccolo, mentre una piccola colonia di Sterna comune occupa l’isolotto al centro dello stagno ormai da più di dieci anni.

        In prossimità del ponte che oltrepassa il canale di comunicazione con il mare, da pochi anni nidifica una piccola colonia di Cavaliere d’Italia mista a Fraticello e Fratino, e nel 1996 e nel 2001 ha nidificato anche l’Airone rosso.

        Presso le saline, un’antica torre genovese ospita da alcuni anni una coppia di Gheppio e una coppia di Barbagianni; la stessa torre nell’inverno del 1992 era il rifugio di un Gufo comune, assai raro in Sardegna. Dalla cima della torre è possibile godere di un’ottima vista su tutto il complesso delle saline; con un buon cannocchiale è facile avvistare tutti i frequentatori della zona umida: d’inverno i limicoli metteranno a dura prova le nostre abilità di birdwatcher e in primavera-estate saranno le sterne e i Fraticelli che ci delizieranno con le loro evoluzioni.

        Un altro buon punto di osservazione è dalla punta di Capo Falcone, estrema punta nord dell’areale in esame, dove si arriva dopo una piccola ascensione di dieci minuti partendo dalla bella spiaggia della Pelosa. Dalla cima si gode un bel panorama, nei mesi invernali è facile vedere decine di Sule che cacciano da una parte e dall’altra del promontorio, insieme a tutti gli altri uccelli marini della zona: Gabbiano corso, Gabbiano comune, Marangone dal ciuffo, Cormorano e Beccapesci.

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Falco pellegrino - foto M. Sanna

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Pernice sarda - foto M. Sanna

        In periodo di nidificazione il Falco pellegrino con le sue grida di allarme ci avviserà che siamo in prossimità del suo nido. Sul capo nidificano e sono ben visibili tutto l’anno il Gheppio, la Pernice sarda, il Passero solitario. Nei mesi invernali, il promontorio è uno dei pochi posti in Sardegna dove è possibile, con una buona dose di fortuna, avvistare il Picchio muraiolo che perlustra la scogliera.

        Durante tutto l’anno la zona è pattugliata da tre-quattro Grifoni per volta che vengono dalla colonia di Capo Caccia e qui trovano qualche carogna di pecora. A volte da Capo Falcone è possibile vedere i Grifoni che si spostano dalla terraferma all’Isola dell’Asinara, attirati dal bestiame domestico o dai numerosi Mufloni.

        Disponendo di un gommone, che è anche possibile noleggiare a Stintino presso una delle tante cooperative che hanno sede al porto, si può visitare il promontorio via mare raggiungendo verso sud l’Isola dei Porri, di difficile accesso a causa delle pareti rocciose, ma con una sbinocolata si riconoscono i nidi del Marangone dal ciuffo, del Gabbiano reale e, a seconda degli anni, anche del raro Gabbiano corso. Raccomando di trattenersi presso l’isola dei Porri fino all’imbrunire: sarà possibile allora avvistare centinaia di Berte maggiori e minori che si raggruppano al largo dell’isola e delle scogliere, attendendo il tramonto per raggiungere al buio i nidi nelle cavità e nelle piccole grotte.

        Sulla costa rocciosa del promontorio, che dall’Isola dei Porri arriva fino a Capo Falcone, hanno il nido quattro coppie di Falco pellegrino, con una densità di nidi per km quadrato che è tra le più alte d’Italia. Alta densità dovuta sicuramente alla notevole disponibilità di prede, tra cui centinaia di Piccioni selvatici, che affollano le pareti rocciose, e piccoli migratori in primavera-autunno.

        L’altra piccola isola della zona è l’Isola Piana, di proprietà privata, posta proprio di fronte alla famosa spiaggia della Pelosa; sull’isola ogni anno nidifica il Gabbiano reale con una colonia di circa 350 coppie, la Sterna comune con decine di nidi, e, importantissimo, nel 1998 ha ospitato la colonia di Gabbiano corso più grande d’Italia con circa 250 nidi!


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2002, Quaderni di birdwatching

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