Quaderni di birdwatching Anno IV - vol. 7 - aprile 2002

Articolo originale
Titolo
testo e tavole di Igor Festari

        LA TACCOLA è un piccolo corvide molto comune ed ampiamente diffuso in tutta l’Eurasia, dalle coste atlantiche europee ai massicci della Mongolia; è inoltre presente nell’Africa del Nord, dove risulta piuttosto rara e localizzata.

 
Taccola a Parma, 2001 - filmato di M. Ravasini
        Data la sorprendente continuità con la quale è distribuita all’interno del suo areale, e a dispetto dell’innegabile vastità di quest’ultimo, la Taccola possiede ovunque un aspetto morfologicamente poco variabile e sempre molto caratteristico. Solo di recente, visto il crescente numero di esemplari con caratteristiche ascrivibili alle sottospecie orientali osservati durante l’inverno nell’Europa occidentale, si è cercato di affinare i criteri d’identificazione delle varie razze (comprese alcune problematiche popolazioni morfologicamente intermedie tra queste ultime).

        In questo contesto, l’Italia dovrebbe godere di una posizione geografica particolarmente favorevole, ma la presenza delle Alpi limita alquanto l’arrivo di esemplari nordici ed orientali. La popolazione svernante nella pianura padana e nelle zone costiere della penisola, infatti, sembra essere composta prevalentemente da esemplari nidificanti sulle alture poco distanti o nei vicini centri storici. Le uniche regioni interessate da consistenti arrivi di Taccole provenienti da oltralpe sone quelle prospicienti il mare Adriatico settentrionale, dove svernano annualmente individui appartenenti soprattutto alle popolazioni centro-europee e scandinave.

        Con questo articolo desidero riassumere i caratteri identificativi delle principali sottospecie europee di Taccola, con particolare interesse per le popolazioni nidificanti e svernanti nel nostro paese.


 Distribuzione e Tassonomia

        A parte la razza cirtensis endemica del nord-est Algeria (recentemente estinta in Tunisia), sono tre le sottospecie attualmente riconosciute nel Paleartico occidentale: due circoscritte all’Europa ed una più ampiamente distibuita, dalla Russia all’Asia centrale (Kashmir e Mongolia).

        La Taccola occidentale (Corvus m. spermologus) vive in tutta l’Europa centrale e meridionale, dalle Isole Britanniche e Paesi Bassi a sud fino al Marocco e ad est fino alla Germania e Slovenia settentrionale. Le popolazioni italiane, benchè lievemente distinte (vd. Variabilità e Identificazione), vengono abitualmente ascritte a tale sottospecie.

        La Taccola scandinava (Corvus m. monedula) vive nell’estremo nord della Danimarca ed in tutta la Scandinavia, escluso solo il sud-est della Finlandia.

        La Taccola orientale (Corvus m. soemmerringii) nidifica nell’Europa orientale, dall’estremo sud-est della Finlandia, Romania e Balcani alla Siberia e centro Asia, attraverso tutta la Russia europea.

        Le popolazioni residenti nell’Europa centrale, a nord delle Alpi, vengono generalmente incluse nella Taccola scandinava (monedula), ma ne differiscono per numerosi caratteri fondamentali. Secondo la vicinanza con ciascuna delle altre due sottospecie, infatti, tali popolazioni presentano caratteristiche morfologiche via via intermedie, riconducibili sia a spermologus (nelle popolazioni più occidentali tipiche di Danimarca meridionale, Germania, ed Austria, che alcuni autori trattavano come la sottospecie turrium, oggi non più considerata valida), che a soemmerringii (il cosiddetto polish intergrade, diffuso in una stretta fascia, dall’estremo sud della Finlandia e Paesi Baltici alla Polonia orientale e Balcani settentrionali).

        La grande variabilità morfologica che si riscontra in un così limitato ambito geografico è dovuta principalmente all’intergradazione genetica che risulta dall’ibridazione tra le diverse forme geografiche, che qui giungono in contatto (vd. Variabilità e Identificazione).

        Per quanto riguarda il periodo post-nuziale, la maggioranza delle Taccole europee può dirsi stanziale. Ciò nonostante, spostamenti erratici di entità variabile sono comuni in tutte le popolazioni, comprese quelle mediterranee.

        Solo gli esemplari più nordici (specialmente quelli nidificanti dalla Lapponia agli Urali) effettuano vere e proprie migrazioni. In questi casi, gli spostamenti avvengono lungo la direzione preferenziale da Nord a Sud-Ovest; ciò spiega la regolare presenza di svernanti scandinavi (monedula) o russi (soemmerringii) in Francia o lungo le coste atlantiche in Gran Bretagna, Belgio ed Olanda.

MAP
Areale di nidificazione europeo della Taccola (Corvus monedula). Sono evidenziate le principali sottospecie: 1. Taccola occidentale (Corvus m. spermologus); 2. Taccola scandinava (Corvus m. monedula); 3. Taccola orientale (Corvus m. soemmerringii); 4. Taccola algerina (Corvus m. cirtensis). Le popolazioni centroeuropee sono rappresentate da forme geneticamente e morfologicamente intermedie: A. forma turrium; B. forma polish intergrade



 Variabilità

        Come ho già detto in precedenza, la Taccola è una specie poco variabile in tutto il suo ampio areale di distribuzione. L’aspetto generale è quello di un piccolo e tarchiato corvide, con piumaggio uniformemente scuro e smorto; difatti, il colore delle estremità nude (occhio biancastro nell’adulto, grigio nei giovani; becco e zampe nerastri), delle parti superiori (mantello, scapolari, groppone e coda color grigio fumo scuro tendenti al nerastro opaco) e della mascherina facciale (nera lucida con leggeri riflessi metallici attorno agli occhi, sulla fronte e sulla gola) rimane praticamente invariato in tutte le varie forme geografiche esistenti.

        Ciò che cambia a seconda del luogo di provenienza, e che per questo motivo è utile osservare al fine di riconoscere le diverse popolazioni, è la colorazione delle seguenti parti:

        - nuca e lati del collo: da grigio-nerastri opachi lungo le coste atlantiche, a grigio-pallidi con sfumature porporine nell’estremo nord-est dell’areale;

        - petto e ventre: nerastri nell’ovest e nel nord-est, mentre divengono più pallidi (grigio fumo) nelle estreme regioni settentrionali a clima artico e nelle zone più aride, attorno al Mediterraneo ed in Africa;

        - piume inferiori del collo (collare): il semi-collare formato da piume chiare, tra il collo e le scapolari, è praticamente assente a ovest, divenendo via via più esteso e marcato verso la Scandinavia (grigio pallido) e l’estremo nord-est (biancastro).

        Un’altra differenza che prenderemo in considerazione, anche se difficile da osservare sul campo e non sempre infallibile, è il colore delle sfumature metalliche della mascherina facciale (più evidenti sulla fronte): da bluastre nell’ovest europeo, a violacee o porporine nell’estremo nord-est.

        A complicare ulteriormente l’identificazione delle varie forme locali (che si basa, come abbiamo visto, solo su poche caratteristiche estremamente incostanti) subentra la variabilità dovuta al sesso, all’età e alle condizioni del piumaggio (muta).

        In genere solo gli adulti possono essere riconosciuti con sicurezza a livello sottospecifico. Infatti, gli immaturi al 1° inverno (riconoscibili per le penne delle ali e della coda abrase e di color marroncino opaco, non nere lucenti come negli esemplari più vecchi) appaiono solitamente più scuri ed uniformi degli adulti; per questo motivo, i giovani delle forme più chiare e contrastate possono essere scambiati per adulti appartenenti a sottospecie scure (attenzione, quindi, all’età!).

        Anche negli adulti esiste una certa variabilità, anche all’interno delle stesse popolazioni: le femmine, difatti, possono essere un poco più scure ed uniformi dei maschi, ma si tratta solitamente di differenze minime ed esiste, in ogni caso, una completa sovrapposizione di tonalità tra i sessi.

        La colorazione, infine, varia anche tra le diverse stagioni: il piumaggio, che viene mutato completamente in estate-autunno (subito dopo la nidificazione e lo svezzamento dei giovani) appare già piuttosto abraso e consunto nel tardo inverno e all’inizio della primavera, momento in cui l’identificazione sottospecifica risulta più facile e sicura (in quanto le parti scure del piumaggio appaiono particolarmente opache e quelle chiare, al contrario, spiccano maggiormente).

        Alla luce di tali complicazioni, l’unico consiglio che posso dare a chi si vuol cimentare nell’identificazione sottospecifica della Taccola è quello di confrontare sempre esemplari della stessa età (gli adulti con gli adulti, i giovani con i giovani…) e con analoghe condizioni di piumaggio (inevitabile sul campo, ma essenziale se si raffrontano collezioni museali).


TACCOLE
Variazione morfologica della Taccola (Corvus monedula) e delle principali sottospecie europee; vengono illustrate anche due ulteriori forme (turrium e polish intergrade) che rappresentano popolazioni ibride, morfologicamente e geneticamente intermedie, tra le varie razze geografiche



 Identificazione

        Qui di seguito sono riportate le descrizioni ed i principali caratteri identificativi delle tre sottospecie europee (spermologus, monedula, soemmerringii) e delle due popolazioni tipiche dell’Europa centrale, geneticamente e morfologicamente intergradanti (turrium e polish intergrade).


 TACCOLA OCCIDENTALE (Corvus m. spermologus)

        Aspetto generale: questa sottospecie è caratterizzata dall’aspetto uniformemente scuro.

        Nuca/Collo: in queste aree il grigio è piuttosto fosco e appena più chiaro del dorso; per questo motivo la testa della forma spermologus è assai poco contrastata ed i bordi della maschera facciale nera paiono indistinti, specialmente da lontano.

        Petto/Ventre: le parti inferiori sono nerastre e ben poco contrastanti con la gola e la mascherina facciale.

Corvus m. spermologus - foto G. Conca

        Collare: gli esemplari tipici non possiedono mai un vero e proprio collare chiaro. Ma è necessario prestare attenzione alla base delle piume; in condizione di vento forte, infatti, le copritrici del collo possono arruffarsi e mettere così in mostra le basi setolose chiare. In questo caso però, ne risulta una macchia spesso oblunga ma dai contorni indefiniti e variabili secondo la direzione dell’aria e della posizione della testa.

        Riflessi metallici: le piume nere della faccia sono sottili, appuntite e leggermente iridescenti, specialmente sulla fronte e se osservate in luce diretta; nella sottospecie spermologus, tali riflessi metallici appaiono normalmente biancastri o argentei, ma possiedono spesso una componente bluastra o azzurrina evidente.

        Ulteriori variazioni: all’interno del suo vasto areale di distribuzione, la colorazione di spermologus varia al mutare della situazione climatica locale. Gli esemplari più scuri ed opachi si trovano nelle Isole Britanniche e lungo le coste atlantiche (clima umido), mentre nell’area mediterranea ed in Nord Africa (clima arido) le parti chiare del piumaggio spiccano in maggior misura, specialmente se il piumaggio è abraso e consunto; in passato, queste differenze (generalmente minime e poco visibili sul campo) hanno indotto alcuni autori a creare ulteriori sottospecie, attualmente considerate inconsistenti: ibericus a sud dei Pirenei e nigerrimus in Marocco. Le Taccole nidificanti nel sud della Francia ed in Italia sono piuttosto chiare e slavate (nei limiti della variabilità di spermologus) con un accenno di grigio pallido alla base del collo, ma mai un vero e proprio collare; per questo motivo ricordano la sopracitata popolazione iberica.


 TACCOLA SCANDINAVA (Corvus m. monedula)

        Aspetto generale: questa sottospecie è caratterizzata dall’aspetto ancora piuttosto scuro, ma non così uniforme, a causa delle parti inferiori largamente pallide.

        Nuca/Collo: si presentanoleggermente più chiare che inspermologus; per questo motivo contrastano più evidentemente con il dorso o la mascherina facciale, ma mancano ancora della pallida sfumatura porporina caratteristica della maggior parte delle soemmerringii.

Corvus m. monedula - foto R. Offereins

        Petto/Ventre: queste parti sono colorate di grigio piuttosto chiaro, che contrasta notevolmente con lo scuro dorso color fumo e la faccia nera lucente (a differenza delle altre razze, nelle quali petto e ventre sono scure quasi come la gola); da lontano, le parti inferiori di questa razza si presentano chiare quasi come le guance e la nuca, che nelle altre sottospecie costituiscono l’unica parte nitida e contrastante del piumaggio.

        Collare: gli esemplari scandinavi tipici di questa forma hanno un distinto collarino grigio alla base del collo, più spesso anteriormente e sottile verso la nuca (mai uniforme come in soemmerringii), né troppo netto (i contorni sfumano nel grigio più scuro del collo).

        Riflessi metallici: generalmente, come in spermologus.

        Ulteriori variazioni: all’interno dell’areale delle tipiche Taccole scandinave, si possono notare due principali tendenze alla variazione morfologica: le parti inferiori tendono ad essere un po’ più scure verso sud-ovest (Norvegia meridionale e Danimarca del nord), mentre il colore della nuca e del collo diviene leggermente più chiara e contrastante verso l’est della Svezia ed il sud della Finlandia (al contrario, le popolazioni finlandesi delle coste baltiche assomigliano alle classiche monedula nordiche). Queste differenze sono generalmente piccole e di scarso valore per l’identificazione sul campo (mentre assai più ingannevole può essere l’aspetto delle popolazioni intergradanti centro-europee!).


Corvus m. monedula: questa Taccola, fotografata a Chioggia nell'inverno 2001, possiede caratteristiche tipiche della forma nordica monedula. La nuca piuttosto chiara e la presenza di un netto collarino escludono a priori che si tratti di una comune spermologus; inoltre, la colorazione chiara delle parti inferiori e grigiastra del semi-collare eliminano la razza soemmerringii tra le possibili candidate. Rimane la possibilità che si tratti di un individuo appartenente alla forma ibrida centro-europea 'turrium' (spermologus x monedula), ma la combinazione di caratteri sembra riferirsi ad una tipica Taccola scandinava - foto M. Passarella


 TACCOLA ORIENTALE (Corvus m. soemmerringii)

        Aspetto generale: questa è la forma più distinta; il colore pallido e fortemente contrastante della testa e del collo la rende particolarmente evidente, anche da lontano.

        Nuca/Collo: il colore grigio di queste parti è molto chiaro e tendente al grigio-argenteo sulla nuca; tale colorazione della parte posteriore della testa contrasta altamente con la mascherina nera attorno all’occhio e con il colore sia delle parti superiori (grigio scuro) che del petto e del ventre (nerastro). Nella maggior parte degli individui tipici è presente anche una lieve sfumatura di base porporina, che fa virare il grigio della nuca e del collo ad un pallido e slavato color lavanda.

        Petto/Ventre: a differenza di monedula il colore delle parti inferiori è assai scuro e, per questo motivo, non esiste quasi alcun contrasto tra il petto e la gola nera; molto spesso, il colore scuro del petto è un nero piuttosto acceso e lucido, non spento ed opaco come nella Taccola occidentale.

Corvus m. soemmerringii - foto R. Offereins

        Collare: il collare di questa forma è nettamente biancastro, uniformemente spesso e molto ben definito (i bordi sono netti o solo lievemente sfumati). Ovviamente, l’effetto provocato dalla muta (negli esemplari con piumaggio fresco il collare è meno evidente) e dal dimorfismo sessuale (le femmine sono mediamente un poco più scure dei maschi) può rendere leggermente variabile questo carattere.

        Riflessi metallici: a differenza della maggior parte delle Taccole europee e scandinave, le soemmerringii mostrano dei riflessi evidentemente violacei o porporini, più evidenti sulla fronte.

        Ulteriori variazioni: in media, gli esemplari nidificanti più a sud tendono ad avere la nuca più chiara e le parti inferiori lievemente più slavate; questo fenomeno è sfociato nella descrizione, da parte di vecchi autori, di alcune sottospecie oggi non più considerate valide: collaris in Grecia e nei balcani meridionali, e pontocaspicus in Medio Oriente e Caucaso. Più che da vera divergenza genetica, queste differenze sono dovute al diverso grado di abrasione del piumaggio; in effetti, la colorazione delle popolazioni che vivono in aree più aride ed assolate (come in Grecia o nel Medio Oriente) sbiadisce maggiormente e più velocemente di quella delle popolazioni nordiche, risultando così in un piumaggio più chiaro e contrastato.

        Le Taccole orientali nidificanti nell’Asia centrale sono leggermente più grandi di quelle europee e russe (la razza ultracollaris, oggi non più considerata valida, è stata descritta proprio in vista di tali esigue differenze strutturali).

        In generale, tutte le popolazioni tipiche di soemmerringii possiedono il becco leggermente più spesso alla base rispetto a spermologus e monedula; questo carattere è estremamente variabile e difficile da notare sul campo, ed è quindi di scarsa importanza per la distinzione sottospecifica.


 FORMA INTERMEDIA turrium (ibrido spermologus x monedula)

        Aspetto generale: in linea di massima, le taccole residenti dal sud della Danimarca all’arco alpino e direttamente confinanti con le popolazioni più orientali di spermologus, possiedono un aspetto decisamente intermedio tra quest’ultima e la sottospecie nordica monedula. La variabilità morfologica all’interno di tali contingenti nidificanti è comunque notevole, perciò l’identificazione di questa varietà è possibile solo in confronto diretto con individui tipici delle sopracitate razze, tuttavia mai veramente probante.

        Nuca/Collo: leggermente più chiari dispermologus e più scuri che in monedula; la colorazione di queste parti è spesso simile a quella degli individui più abrasi e slavati di Taccola occidentale, tipici delle popolazioni meridionali (ad esempio, italiani o spagnoli).

        Petto/Ventre: anche in piumaggio fresco, queste parti paiono un po’ più scure che non in monedula, ma comunque ancora ben contrastanti con la gola nera e le parti superiori (al contrario delle tipiche spermologus).

        Collare: variabile ma solitamente appena accennato; il bordo inferiore del collo, infatti, è di un grigio poco più chiaro della nuca. Da lontano questa parte del corpo sembra possedere macchie grigiastre mal definite, sfumate e poco contrastanti con il resto del piumaggio.

        Riflessi metallici: bianchicci o bluastri, come in spermologus e monedula.

        Ulteriori variazioni: è necessario non sottovalutare l’enorme grado di variabilità di questa popolazione intermedia che, in ogni modo, presenta un piumaggio mediamente più vivido e contrastato della classica Taccola occidentale, ma troppo spento ed opaco (specialmente nelle parti inferiori) per una tipica Taccola scandinava.

        Per quanto riguarda l’Italia, le popolazioni nidificanti sul Carso Triestino si discostano dalla forma meridionale di spermologus (tipica del nostro paese). Esse possiedono, infatti, caratteristiche fenotipiche simili a quelle delle taccole ungheresi o, addirittura, polacche; l’appartenenza delle popolazioni alpine orientali a questa variante geografica sembrerebbe, quindi, molto probabile vista anche la vicinanza all’areale di nidificazione di tali contingenti centro-europei di monedula e di soemmerringii (presente già in Croazia e Bosnia).


 FORMA INTERMEDIA polish intergrade (ibrido monedula x soemmerringii)

        Aspetto generale: in quelle zone dell’Europa centrale a sud della penisola scandinava ed in contatto con le popolazioni più occidentali di soemmerringii, le taccole acquisiscono un aspetto intermedio tra quest’ultima forma e monedula; come tutti i contingenti geneticamente intermedi, in quanto risultati dall’ibridazione locale di sottospecie diverse, tale polish intergrade è morfologicamente molto variabile. In genere, però, questa forma appare, rispetto alle popolazioni nidificanti in Europa occidentale (compresa la variante turrium), più chiara e contrastata, simile ad una versione opaca e spenta di soemmerringii.

        Nuca/Collo: lacolorazione di queste parti è più o meno intermedia tra quella di Taccola scandinava e Taccola orientale; generalmente però, manca dell’evidente sfumatura porporina che dona alla nuca un pallido color lavanda, tipica di soemmerringii.

        Petto/Ventre: normalmente nerastri come in soemmerringii, tanto scuri che non contrastano in modo evidente con le parti superiori fosche o la gola nera. Questo carattere è comunque variabile ed alcuni individui particolarmente chiari possono assomigliare alle taccole della forma turrium, dalla quale si distinguono, però, per la nuca molto pallida e per le traccie bianche alla base del collo.

        Collare: visto l’influsso della forma soemmerringii, il collarino può saltuariamente apparire biancastro; in tal caso le ridotte dimensioni, la forma più irregolare ed i contorni imprecisi lo distinguono dal netto e vivido collare bianco della Taccola orientale. Generalmente, il bordo inferiore del collo appare grigio pallido, come negli esemplari più marcati della razza monedula.

        Riflessi metallici: variabili; bluastri come in monedula o porporini (ma solitamente poco evidenti) come nella Taccola orientale.

        Ulteriori variazioni: come per la forma precedente, è necessario tener conto dell’eccezionale variabilità morfologica di questa popolazione, che ne rende insicuro il riconoscimento sul campo.


 Nota conclusiva

        Trattandosi di un complesso di forme geografiche altamente intergradanti dal punto di vista genetico, il riconoscimento delle varie sottospecie della Taccola rappresenta una questione sempre assai difficoltosa e tutt’altro che infallibile. Per questo motivo, non è sempre possibile determinare l’appartenenza sottospecifica di tutte le Taccole osservate al di fuori del loro normale areale di nidificazione.

        Con questo non voglio assolutamente scoraggiare i birdwatchers più entusiasti dal cimentarsi in tale tipo d’identificazione; l’osservazione prolungata, infatti, non può che giovare, aumentando la propria esperienza personale ed incrementando, in tal modo, la conoscenza generale della morfologia di questo affascinante corvide.


Bibliografia

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    2002, Quaderni di birdwatching

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