Quaderni di birdwatching Anno IV - vol. 8 - ottobre 2002

Basic birdwatching
Titolo
di Igor Festari

        QUANDO SI ARRIVA AD AFFRONTARE alcuni gruppi di Passeriformi, apparentemente tutti uguali per forma e colore, i birder alle prime armi (e non solo quelli, credetemi) spesso vengono presi dalla tentazione di lasciare perdere e rinunciare all’identificazione. Come destreggiarsi tra una miriade di specie, tutte piccine e brune (tanto che in inglese vengono chiamati little brown jobs, cioè "piccoli affari bruni") che non hanno nulla di peculiare, per non dire di appariscente, che permetta di identificare immediatamente e con sicurezza?

        Per nostra sfortuna, tutti gli uccelli adattati a vivere negli ambienti aperti, come i campi, i pascoli ed i prati, possiedono una livrea scialba e mimetica (quasi sempre marroncina, più o meno macchiettata o striata) che li nasconde alla perfezione nel terreno erboso. Come se non bastasse, oltre a questa mancanza di segni di riconoscimento, il più delle volte risultano anche difficili da osservare, in quanto tendono a nascondersi in mezzo all’erba più fitta. Questo comportamento deriva dal fatto che, se si esponessero troppo, correrebbero un rischio maggiore di essere localizzati, e quindi catturati, da un qualsiasi predatore.

        Capita spesso quindi che, al ritorno da un’escursione in campagna, si rimanga con il dubbio d’aver visto di sfuggita un’Allodola, una Pispola o un altro ‘anonimo’ uccelletto campestre, che magari si è involato come un razzo a breve distanza dai nostri piedi, senza per questo essere riusciti a riconoscerlo.

        Con questo articolo, cerchiamo di precisare i caratteri fondamentali per riconoscere le tre specie di passeriformi più comuni nelle campagne italiane.

        Gli uccelli che si osservano con maggiore frequenza negli ambienti erbosi sono l’Allodola (Alauda arvensis), la Pispola (Anthus pratensis) e lo Strillozzo (Miliaria calandra).


 Dove e quando

        La prima cosa da fare, per meglio riconoscere queste specie, è studiarne l’esatta distribuzione geografica (areale) e cronologica (fenologia), tenendo conto anche delle possibili preferenze ecologiche (habitat).

        L’Allodola nidifica in tutta Italia, risultando rara e localizzata soltanto in Sicilia. Questa specie, inoltre, è parzialmente stanziale, comune durante l’inverno specialmente al sud e nelle isole maggiori; è più rara ed erratica nella pianura padana (che viene abbandonata completamente durante gli inverni più rigidi). Durante i mesi di ottobre-novembre e marzo-aprile, il nostro paese è interessato da un consistente movimento migratorio di esemplari provenienti da oltralpe. Eclettica nella scelta dell’habitat di nidificazione, vive in località aperte ed erbose, sia in pianura (aree coltivate, dune costiere, ecc.) che a quote più elevate (altopiani, campi collinari, brughiere, pascoli montani, ecc.).

        Anche lo Strillozzo nidifica nella maggior parte del territorio italiano (comprese le isole maggiori); risulta comunemente stanziale e svernante nel centro-sud della penisola, mentre tende ad abbandonare la pianura padana ed i rilievi settentrionali durante i periodi di freddo più intenso. Le popolazioni d’oltralpe migrano regolarmente attraverso il nostro paese, durante i mesi di marzo-aprile e settembre-ottobre. Ama tutti gli ambienti erbosi aperti, sia di pianura che di collina, come i margini delle paludi, le praterie (sia umide che aride) ed i coltivi; in ogni caso, dipende strettamente dalla presenza di zone cespugliose ed alberi sparsi, che vengono utilizzati come siti di nidificazione e posatoi preferenziali.

        La Pispola, al contrario delle altre due specie, non nidifica nel nostro paese, preferendo piuttosto le fredde lande dell’Europa centro-settentrionale. Di conseguenza è praticamente impossibile osservare tale specie in Italia durante i mesi estivi (anche se alcuni autori, in passato, la citavano come nidificante localizzata sulle montagne dell’Abruzzo, avendola probabilmente confusa con il ben più comune Spioncello). Tuttavia, il nostro paese è interessato da un notevole passaggio migratorio (nei periodi tra marzo-aprile e settembre-novembre) e da contingenti svernanti in tutto il territorio e nelle isole. Predilige le aree coltivate, specialmente i campi arati o concimati di fresco, e le distese erbose costiere.


 Riconoscerli al suolo da lontano

        In questo caso, l’identificazione è basata soprattutto sull’apparenza generale, sull’aspetto, insomma sul jizz.

Pispola
Pispola - foto di R. Garavaglia
        L’Allodola, posata a terra, appare solitamente piuttosto tozza ed uniformemente colorata di marroncino (tinta straordinariamente simile a quella di un campo arato); quando è allarmata, ha una postura più slanciata col collo esteso e la crestina eretta. Se avvicinata tende a scappare correndo, e durante la fuga mantiene il corpo in una caratteristica posizione orizzontale (sembra quasi strisciare con il ventre a terra).

        La Pispola risulta più esile e minuta dell’Allodola e dello Strillozzo e, visto che appartiene alla famiglia dei Motacillidi, è più simile per forma e dimensioni ad una Ballerina. Se spaventata, la Pispola corre tra le zolle di terra o al riparo dell’erba; in questo caso, tende ad assumere una posizione orizzontale durante i brevi scatti (effettuati ad ampie falcate e non strisciando come l’Allodola) e a rizzarsi in posizione verticale ad ogni fermata.

        Lo Strillozzo che è invece uno zigolo, sosta di rado a terra, mentre lo si osserva comunemente sulla cima di vari posatoi come paletti, arbusti, fili della luce, ecc.; qui assume un tipico aspetto arrotondato, unico tra le varie specie di uccelli campestri per via della coda moderatamente corta, del becco tozzo e della grossa testa apparentemente "senza collo".


 Posati a terra più da vicino

        Se riuscite ad avvicinarvi a qualche decina di metri, oppure usate un cannocchiale, allora potrete notare i caratteri morfologici più in dettaglio.

Allodola
Allodola - foto di R. Garavaglia
Pispola
Pispola - foto di R. Garavaglia
        L’Allodola, nelle parti superiori, a volte ma non sempre ha un colore più rossiccio rispetto alle altre due specie, con evidenti striature più scure, sfumate e non ben definite. La faccia è abbastanza disegnata e il sopracciglio può essere più o meno marcato; il becco è robusto, ma breve ed appuntito. A volte si può notare la crestina, che non è mai così evidente come, ad esempio, nella Cappellaccia. Il petto, giallastro, è striato di scuro; di solito però, tali strie non sono molto nette e si notano con difficoltà, se non da molto vicino. Le timoniere esterne (le penne ai lati della coda) sono bianche e a volte visibili anche quando l’uccello è posato.

        La Pispola ha una colorazione simile a quella dell’Allodola, con il dorso e il capo entrambi screziati.

        La caratteristica più evidente sono le pesanti striature nere che partono dalla gola, formano un corsaletto scuro attorno al petto, e continuano fino sui fianchi. Il disegno della faccia è sottolineato soprattutto dalla stria malare (quella che parte dalla base del becco e decorre, verso il basso, a formare i margini di un "bavaglino") che contorna la gola chiara e senza macchie, mentre il sopracciglio è ridotto e non molto evidente. Abbastanza ben visibili sono anche le due bande chiare sulle ali. Il becco è fine, da insettivoro, esattamente come quello di un ballerina. La coda è marrone con le timoniere più esterne bianche, ben visibili solo in volo.

        Lo Strillozzo ha un piumaggio assolutamente anonimo, a volte può ricordare quello di un giovane passero: le parti superiori sono di un marroncino pallido, con sottili strie più scure. Le ali sono prive di barre alari evidenti e la testa non presenta particolari segni di riconoscimento (né un sopracciglio, né altre striature nette) ma appare, in proporzione rispetto al corpo, piuttosto grande, e il becco è corto e decisamente grosso. Le parti inferiori sono solo leggermente striate di scuro e sfumate di giallino.


 Riconoscerli in volo

        Tutte e tre le specie hanno timoniere esterne bianche, che quindi non rappresentano un segno distintivo, anche se sono più chiaramente visibili nell’Allodola.

        L’Allodola si riconosce in volo per il fatto di avere ali e coda assai lunghe e per avere del bianco sul margine posteriore delle ali e sulle timoniere esterne. Il volo di questa specie è ondulato ma piuttosto veloce e potente.

        La Pispola è caratterizzata dalla lunga coda e dalle brevi ali arrotondate; la sagoma che ne deriva è più raccolta di quella dell’Allodola. Lo stile di volo ricorda molto quello dell’Allodola (per il fatto d’essere ondulato), ma è, generalmente, assai più lento e meno potente. Le barre alari chiare non sono distinguibili.

        Lo Strillozzo in volo si presenta massiccio, tracagnotto; le ali, al contrario, appaiono piuttosto lunghe ed appuntite. Nel complesso, il suo modo di volare non differisce molto da quello di uno Storno (rettilineo, veloce e potente, con battiti d’ala frenetici e continui). Infine, per quanto riguarda la colorazione, lo Strillozzo assomiglia alquanto ad un’Allodola ed appare, sia sopra che sotto, uniforme e molto mimetico. Spesso, ma non sempre, vola spostandosi da un posatoio all’altro, con le zampe abbassate, penzoloni.


 Comportamento e voce

        Durante il periodo riproduttivo si sentono spesso i maschi dell’Allodola che cantano in volo. Più difficile vederli mentre, con le ali sbattute velocemente e la coda semi-aperta (per mettere bene in mostra le timoniere esterne bianche), volano lentamente descrivendo ampi cerchi al di sopra del proprio territorio; in questo caso si possono trovare tanto a poca altezza dal suolo quanto a svariate centinaia di metri d’altezza (dalla quale si percepisce ancora, sebbene affievolito, il canto gorgheggiante).

        Durante la migrazione e lo svernamento è facile osservare piccoli gruppi di Allodole che percorrono in lungo e in largo la campagna, con il loro volo ondulato accompagnato incessantemente dal verso di contatto (che funge anche da richiamo d’allarme). Questo richiamo ha una caratteristica componente "trillata", un suono che, in molte descrizioni, viene definito "liquido".

        Quando atterrano in un campo o in un prato, lo fanno tanto repentinamente che sembra si debbano schiantare al suolo, e qui giunte spariscono immediatamente tra l’erba o le zolle di terra aiutate in questo dal piumaggio straordinariamente mimetico.

        La Pispola vive quasi sempre al suolo, facendosi inoltre piuttosto timida e difficile da osservare, tanto che è possibile camminare in un campo senza notare assolutamente la presenza di decine di esemplari finché non si supera la loro distanza di sicurezza e le si spinge alla fuga; solo allora è possibile sentirle emettere, in volo, il caratteristico verso d’allarme che è una sorta di sibilo sprigionato "a denti stretti", flebile e nettamente trisillabico. Il richiamo di contatto, utilizzato in volo dai membri di uno stormo, è simile ma generalmente monosillabico.

Strillozzo
Strillozzo - foto di R. Garavaglia
        Lo Strillozzo differisce dagli altri uccelli dei campi per essere meno terricolo e perché passa la maggior parte del suo tempo in cima a vari posatoi, dai quali canta in periodo riproduttivo e dai quali effettua soltanto brevi voli per scendere a terra a mangiare. Per questo motivo predilige la presenza di siepi ed aree cespugliose. In migrazione e durante l’inverno, può riunirsi in gruppi anche molto consistenti (spesso in compagnia di altre specie frugali, come i Fringillidi o gli Storni) e frequentare aree più aperte, dove si comporta più o meno come l’Allodola. Il canto dello Strillozzo è una breve e ripetitiva cascata di note, tanto squillante e tintinnante da essere stata paragonata allo scampanellio prodotto da un mazzo di chiavi, che tende ad abbassarsi di tonalità e a terminare in un confuso trillo sibilante. Tale vocalizzo viene ripetuto per molte volte di seguito, senza sosta, anche durante le ore più calde della giornata.


  ALLODOLA PISPOLA STRILLOZZO
Da posati
Aspetto generale

Corpo grosso e coda lunga; becco conico e appuntito.

Corpo gracile e coda lunga; becco lungo e sottile.

Corpo e testa tondi; becco molto corto e tozzo.

Colorazione delle parti superiori

Da grigiastra a rossiccia con spesse strie scure; non presenta barre alari.

Crema-giallastra con strie scure e sottili; possiede due nette barre alari biancastre.

Grigio-brunastro con strie scure sottili; ali grigie senza barre.

Colorazione delle parti inferiori

Petto striato di nero; fianchi e ventre biancastri sfumati di ocra.

Petto e fianchi macchiati di scuro; ventre biancastro.

Parti inferiori con leggere strie scure su fondo chiaro, poco visibili.

Segni particolari

Crestina eretta sulla testa.

Stria malare scura, gola chiara

Testa grossa e collo "taurino".

In volo
Aspetto generale

Corpo a sigaro; ali e coda lunghe.

Corpo gracile e coda allungata; ali corte e arrotondate.

Corpo e testa grossi e tozzi; ali + lunghe e appuntite.

Tipo di volo

Ondulato; veloce e potente. Volo nuziale lungo e complesso.

Ondulato; lento e poco potente.

Rettilineo; veloce e potente, "da storno".

Segni particolari

Bordi esterni delle ali e della coda bianchi.

Bordi esterni della coda bianchi.

Bordi esterni della coda bianchi.


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2002, Quaderni di birdwatching

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