Quaderni di birdwatching Anno IV - vol. 8 - ottobre 2002

Approfondimenti
Titolo
di Andrea Corso e Guido Premuda

        IL BIANCONE (Circaetus gallicus), presenta alcune differenze nel piumaggio a seconda dell'età, del sesso, del morfismo (e/o della fase).

        La distinzione sul campo dei piumaggi è ovviamente possibile quando si ha la possibilità di osservare l'animale in buone condizioni (distanza, luce, tempo). La muta in realtà si riesce a valutare anche a notevole distanza, se l'animale è in volteggio lento (se si riesce a vedere la colorazione, solitamente si può vedere anche la muta).

        Le differenze tra maschio e femmina del Biancone non sono sempre così evidenti, mentre con l'età e le differenti mute la specie assume piumaggi distinguibili, così come è possibile una separazione in base alle fasi e ai morfismi. Bisogna tenere presente, però, che è possibile riscontrare una certa variabilità individuale del piumaggio, come succede per altri rapaci.


 Adulti

        I caratteri più evidenti da osservare sono la colorazione tipica, con barrature marcate e cappuccio scuro, ed il bordo alare posteriore (diritto e con banda scura). Per gli adulti, il miglior metodo di valutazione è la muta (bordo alare irregolare con più "fronti" di muta contemporanei, vale a dire presenza di penne vecchie e nuove).

        Adulti sono tutti quegli animali di età successiva all’autunno del 3° anno di calendario (le età successive non sono più riconoscibili).

        Sottoala: negli adulti si nota un bordo terminale grigio scuro che forma una bordatura scura lungo tutto il margine posteriore dell'ala, in particolare lungo le secondarie (J). La gocciolatura delle copritrici del sottoala è nell’adulto in gran parte dei casi più cospicua e marcata (K), sempre grigio-nera o grigio-bruno scuro.

        Sopra-ala: in genere più scuro e omogeneo che nel juv., con meno contrasto tra copritrici e remiganti. Manca la sottile barra alare chiara attraverso l'ala presente nel juv. determinata dall'apice chiaro delle grandi copritrici, che è abraso o comunque non presente nelle piume di adulto.

        Muta: gli adulti in settembre-ottobre mostrano muta alle ali. Segni di muta sono spesso visibili anche a grande distanza. Si nota maggiormente alle primarie dove dovrebbe mancare o essere in crescita la P7-P8 o la P6-P7. Il profilo alare inferiore appare irregolare, a volte interrotto, "seghettato" per via della presenza di penne vecchie e nuove (H), così non si nota un bordino bianco regolare come nel juv., ma un bordo interrotto e discontinuo, con solo del bianco sull'apice delle penne fresche, abraso, invece, in corrispondenza di quelle vecchie trattenute. Anche la coda presenta un profilo irregolare delle timoniere.

        Colorazione e disegno generale: gran parte degli adulti appare più marcato del juv., con lunettatura più diffusa ed evidente alle parti inferiori, cappuccio più netto, marcato e più scuro. Sia il cappuccio che le barrature e le lunettature sono bruno-scure o grigio-nere, mai rossiccio chiaro. Nella coda è presente una banda terminale scura.

        Silhouette: gli adulti appaiono più pesanti. Il profilo alare è meno ad "S" che nel juv., infatti la mano è più ampia e tutto il profilo alare inferiore è più squadrato e più diritto.


Biancone ripreso all'Oasi Cava Bomba (PD) il 4 luglio 2002. Osservato da fine giugno per una decina di giorni e poi ancora in settembre, si fermava a passare la notte nella cava - filmato di A. Tonelli

 Giovani

        Il metodo migliore per riconoscerli è osservare il bordo posteriore dell'ala (remiganti), che è regolare e senza nessun segno di muta. Poi la "mano stretta" ed infine il colore delle parti inferiori come terzo carattere (soprattutto il cappuccio fulvo).

        Sottoala: nel juv. il bordo scuro è assente e il margine dell'ala è più chiaro, spesso traslucido (A). In generale, tutte le remiganti nel juv. presentano barratura più sottile, meno marcata ed evidente, a volte quasi non osservabile a distanza mentre l'ad. mostra sempre 3-4 barre scure nette e regolari, in particolare sulle secondarie. La gocciolatura delle copritrici è poco evidente, a volte quasi assente (B) o non uniformemente diffusa come negli ad., il più delle volte di color bruno-rossiccio.

        Sopra-ala: appare più chiaro e contrastato. In particolare, distintivo a distanza ravvicinata, si osserva una stretta barra chiara, che attraversa a metà l'ala, formata dagli apici chiari di tutte le grandi copritrici.

        Muta: ala immacolata, piume fresche (A) e tutte della stessa generazione. Tutta l'ala, così come la coda, presenta margine posteriore regolare e con un apice bianco che forma un bordino bianco regolare lungo il profilo alare inferiore e la coda (C). Le differenze nella muta si possono notare anche a grandi distanze.

        Colorazione e disegno generale: di norma il juv. appare molto più chiaro dell’adulto. E’ meno marcato inferiormente con segni scuri, spesso manca del cappuccio ma ha solo una fascia pettorale bruno-rossiccia o niente. Se è presente un cappuccio, questo è rossiccio o bruno.

        Silhouette: profilo alare più ad "S", mano più stretta ed appuntita, ala che appare più stretta.


 Immaturi

        Si possono considerare immaturi i Bianconi con età compresa dall’autunno del 2° anno di calendario fino all’estate del 3° anno di calendario, quando generalmente tutte le penne giovanili sono state ormai sostituite.

        In generale, per identificarli bisogna cercare di osservare la muta delle remiganti primarie (mano) e delle secondarie, che evidenziano la presenza contemporanea di penne giovanili (più corte, chiare ed abrase) e penne nuove (più lunghe, barrate e con banda terminale scura).

        In questi animali, infatti, il profilo alare risulta alquanto irregolare e frastagliato. Quest’ultimo carattere è osservabile anche a distanza, ma deve essere accompagnato dall’osservazione delle remiganti di differenti piumaggi per un’identificazione sicura.

        In autunno, gli individui del 2° anno di calendario sono riconoscibili dai giovani per avere piumaggio simile a questi (anche se con cappuccio più evidente) ma margine alare e caudale bianco abraso, profilo alare meno fresco, più consunto e evidente muta delle primarie. In genere si dovrebbe notare la differenza tra le primarie interne nuove (P1-P3) e le altre (P4-P10) più scolorite, danneggiate e abrase. In alcuni la P1-P2 (P3) sono nuove e la P4 (P5-P6) in crescita o mancante. Rispetto all’adulto le parti inferiori mostrano meno segni scuri, il cappuccio è più bruno-rossiccio e meno vistoso, manca il bordo scuro dell’ala (presente solo nelle penne nuove) e il profilo alare è più regolare, soprattutto quello delle secondarie.

        Gli immaturi nel 3° anno di calendario, invece, si possono riconoscere per aver un piumaggio più simile all’adulto ma muta delle ali ancora più evidente, con l’ala che risulta di profilo più frastagliato che nell’adulto. Di norma si notano le 2-3 primarie più interne nuove così come le 2-3 più esterne (o la P10 vecchia, quasi distrutta e le P8-P9 nuove) mentre le altre sono vecchie e consunte, e le secondarie presentano tutta una serie di penne nuove accanto a penne vecchie e in crescita. E’ bene attribuire gli individui osservati a questa classe di età solo se molto sicuri in seguito a osservazioni in condizioni ottimali.


L’esemplare è un individuo di 1 anno di età, nel suo 2° anno di calendario; mostra le tre primarie interne nuove già mutate (P1-P3), la P4-P5 in muta, le altre (P6-P10) vecchie, del piumaggio da giovane. Non è invece iniziata la muta alle secondarie, perché sono tutte della stessa generazione, quindi tutte da juvenile. La coda mostra il paio centrale delle timoniere in crescita. Notare il profilo ad “S” delle ali nella foto a destra – foto S. Bottazzo


Individuo nel suo 2° anno di vita, 3° anno di calendario. Mostra la muta alle primarie quasi ultimata. Le secondarie sono in muta, con penne nuove e vecchie. Coda quasi tutta mutata. Il cappuccio ancora non c'è e permane una fascia pettorale scura. Probabilmente è lo stesso soggetto delle foto precedenti, fotografato l’anno successivo – foto S. Bottazzo


 Distinzione maschio/femmina

        L'identificazione del sesso è possibile, ma solo negli individui con caratteri tipici ed estremi. E’ consigliato attribuire il sesso con certezza solo quando gli animali di sesso differente sono osservati insieme e abbastanza vicini all’osservatore, escludendo i giovani perché veramente difficili da separare come sesso.

        In volteggio, rispetto alla femmina il maschio ha ali più strette e testa più grande in proporzione ad ali e corpo. In buone condizioni di osservazione, anche con animali posati, si possono valutare nel maschio rispetto alla femmina le dimensioni generali inferiori, la testa più grande in proporzione al corpo, il becco di solito più piccolo.

        Il maschio presenta cappuccio più chiaro, meno omogeneo e denso, con diverse striature verticali chiare che lo attraversano, soprattutto sulla gola. I maschi hanno poi spesso parti inferiori meno marcate da segni scuri, meno lunettate tanto da apparire a distanza a volte solo bianchi con cappuccio poco netto.

        Nella femmina il cappuccio è più netto e scuro, senza striature chiare; generalmente tutto il piumaggio è più gocciolato, più marcato e scuro. Attenzione però ai morfismi o ai piumaggi intermedi.


L'individuo è una femmina adulta. Notare il cappuccio scuro uniforme, la barratura evidente e marcata, le ali ampie dal profilo diritto – foto A. Tonelli


 Morfismo e fase

        Nelle descrizioni che seguono, è considerata fase una colorazione di piumaggio particolare, ma transitoria (legata quindi al tempo), mentre come morfismo è intesa l’appartenenza di un esemplare ad una particolare forma di quella specie (mantenuta dall’animale nel tempo).

        Morfísmo scuro: presenta cappuccio ben visibile e scuro. Le parti inferiori sono marcatamente barrate e gocciolate. Il sopra-ala appare omogeneamente scuro con solo un lieve contrasto tra remiganti e copritrici superiori.

        Morfismo intermedio: alcuni individui mostrano caratteri intermedi e non sono attribuibili ad un morfismo ben definito, chiaro o scuro. Solitamente questi individui sono immaturi. Alcuni hanno un cappuccio incompleto e poco marcato ed evidente, altri testa chiara ma segni scuri cospicui nelle parti inferiori.

        Morfismo chiaro: non presenta cappuccio (o ha solo un accenno di collare) e mostra pochi segni scuri sulle parti inferiori. Può mancare il bordo alare scuro inferiormente. Il sopra-ala mostra un evidente contrasto tra le remiganti scure e le copritrici molto chiare. In genere sono giovani o immaturi.

        Gli esemplari particolarmente chiari (a volte quasi completamente bianchi inferiormente) sono ancora oggetto di discussione e differenti pareri tra gli ornitologi, che li associano a differenti età, sesso o distribuzione geografica.

        Consultando la bibliografia pubblicata, molto verosimilmente un morfismo chiaro esiste negli adulti, ma è comunque molto raro. Anche sulla base di osservazioni personali, si può affermare che il morfismo chiaro è riscontrabile in prevalenza negli esemplari immaturi (non nidificanti), mentre sicuramente la fase o il morfismo chiaro non sono legati al sesso nel Biancone.

        Inoltre è molto probabile e verosimile che gli esemplari immaturi con piumaggio chiaro appartengano ad una particolare fase chiara, che poi scompare con l’acquisizione del piumaggio da adulto.


Bibliografia

  • CATTANEO G., 1998 - Il Biancone, Circaetus gallicus, nelle Alpi Occidentali italiane. Rivista Italiana di Ornitologia 68(1):39-49.
  • CATTANEO G., 2002 - Ulteriori notizie sul Biancone, Circaetus gallicus, sulle Alpi Occidentali. Rivista Italiana di Ornitologia 71(2):205-207.
  • CATTANEO G. & PETRETTI F., 1992 - Biancone, Circaetus gallicus. In: BRICHETTI P., DE FRANCESCHI P. & BACCETTI N. (a cura di), Fauna d’Italia. XXIX, Aves. I - Calderini, Bologna.
  • CLARK W.S., 1999 - A Field Guide to the Raptors of Europe, the Middle East and North Africa - Oxford University Press, Oxford.
  • CRAMP S. & SIMMONS K.E.L., 1979 - The Birds of the Western Palearctic. Vol. II - Oxford University Press, Oxford.
  • FORSMAN D., 1999 - The Raptors of Europe and the Middle East. T&AD Poyser, London.
  • GENSBOL B., 1992 - Guida ai rapaci diurni d'Europa, Nord Africa e Medio Oriente - Zanichelli, Bologna.
  • PORTER, WILLIS, CHRISTENSEN, NIELSEN, 1985 - Guida all'identificazione dei Rapaci europei in volo - Zanichelli, Bologna

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    2002, Quaderni di birdwatching

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