Quaderni di birdwatching Anno IV - vol. 8 - ottobre 2002

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di Andrea Corso

        GLI APPASSIONATI DI BIRDWATCHING hanno salutato di recente l’uscita di una guida da campo degli uccelli Europei e del Paleartico Occidentale che è stata lungamente attesa!

        Gli autori della Collins Bird Guide (di seguito CBG), Killian Mullarney, Lars Svensson, Dan Zatterstrom e il compianto Peter J. Grant, hanno dovuto, infatti, lavorare a questo progetto per ben 12 lunghi anni prima di terminarla e poterne vedere la nascita!

        Non che non ci fossero già diverse guide al riconoscimento degli uccelli europei, anzi, tutt’altro, ma questa era stata a lungo pubblicizzata come la più completa mai realizzata.

        Per anni abbiamo usato il "Lars Jonsson", guida pregevolissima dai disegni spettacolari. Contrariamente al "Jonsson", però, la CBG ha testi più ricchi, completi ed esaustivi, tutte le specie sono ampiamente trattate indifferentemente e tutte le illustrazioni sono di moderna concezione (possiamo dire così). In effetti, nel "Jonsson", molte tavole non sono complete, mostrano pochi piumaggi e sono state disegnate molte anni prima. Ci tengo a sottolineare però, che le tavole "nuove" di Lars Jonsson restano tutt’oggi difficilmente superabili, evocative e naturali, realistiche come poche altre (o nessuna) tra le guide in commercio!

        Ad ogni modo, la CBG è davvero la guida che abbiamo aspettato per anni e si presenta davvero come una delle guide ornitologiche più complete mai pubblicate.

        Detto questo, dobbiamo aggiungere però che per quanto si possa lavorare ad un libro, per quanto sia completo e ben fatto, non esiste nulla di assolutamente perfetto.

        Se poi il lavoro in esame è stato realizzato durante un lasso molto lungo di tempo, è naturale che alcune cose (tipo alcune illustrazioni) siano imperfette.

        Nel presente articolo cercherò di riportare in maniera schematica, lineare e breve le imprecisioni che ho riscontrato nelle lunghe notti insonni di studio certosino della CBG. Divido queste "aggiunte e rettifiche" in una sezione relativa ai disegni e un’altra inerente le cartine di distribuzione.

        Per queste ultime riporto solo gli errori macroscopici: infatti, le carenze relative all’Italia sono al solito numerose (anche per "colpa" nostra). Per quanto riguarda i testi, anche se su alcune specie si potrebbe ora aggiungere qualcosa, sono impeccabili e splendidi.

        Per concludere, il presente articolo non è in alcun modo una critica alla CBG, opera megalitica e che non dovrà mai mancare dalle librerie di ogni birder, ne ha la presunzione di esserne una correzione; è meramente una lista di piccole imprecisioni o sviste sfuggite nel corso di un enorme lavoro.


 Illustrazioni

        Svasso cornuto e piccolo: manca del tutto l’illustrazione in volo, che mostri il diverso pattern alare (due specchi bianchi sull’ala del cornuto, uno solo su quella del piccolo), carattere molto utile per l’ID in volo di queste due specie molto simili!

        Berta maggiore: la ssp. (o specie per alcuni) illustrata è la borealis (segnalata meno di 5 volte in Italia) la ssp. che si osserva nel Mediterraneo è la diomedea (ssp. nominale). Questa ssp. ha meno nero inferiormente sulla punta della "mano" presentando il bianco che si insinua maggiormente verso l’apice delle primarie.

        Berta minore mediterranea: la Puffinus yelkouan e la Puffinus mauretanicus vengono riportate insieme, come due ssp. delle stessa specie. Gran parte degli autori tendono oramai a considerarle specie separate (e in gran parte delle nazioni europee). Inoltre, cosa ancor più importante, dall’illustrazione parrebbero non esserci differenze tra i due taxon (che sia esse specie o ssp.) se non poche di piumaggio. Invece, la mauretanicus è uccello più grande (lo si nota abbastanza bene a confronto diretto), più slanciato, con collo più lungo, testa più schiacciata e lunga e becco più lungo; inoltre le zampe sporgono maggiormente oltre la coda dando un effetto di parte posteriore più affusolata e slanciata. A volte, per finire, la mauretanicus può avere tutte le parti inferiori slavate di scuro e "sporche", quasi come una Berta grigia (ma meno intensamente scure, meno omogenee).

        Airone schistaceo: viene illustrato di fianco alla Garzetta e appare avere silhouette, struttura del corpo identica a questa specie, forse è appena apprezzabile che il corpo risulti un po' più tozzo e meno eretto, meno slanciato. Invece, esistono delle differenze strutturali nella ssp. illustrata (la schistacea) che si riescono spesso ad apprezzare. Ad esempio, sia il tarso che la tibia della schistacea sono più corti e tozzi che nella Garzetta, il collo ha una forma diversa e spesso, è tenuto più orizzontale e risulta più corpulento e pesante.

        Airone bianco maggiore: sarebbe stato utile illustrare la ssp. modesta, segnalata di frequente in Europa.

        Capovaccaio: il juv. è illustrato col sottocoda scuro. Invece il sottocoda è sempre chiaro nel juv. (per 1° anno). Diventa scuro al secondo inverno. Questa è una svista spiegabile col fatto che le tavole sui rapaci sono state fatte molti anni addietro, e il juv. del Capovaccaio veniva sempre illustrato col sottocoda scuro. Probabilmente, ancora non si sapeva che il secondo piumaggio è praticamente identico al primo (juv. identico a 2° inverno): ne differisce solo dal colore del sottocoda e dalla muta ovviamente. Questo errore è la causa delle numerose segnalazioni di juv. al 2° calendario in migrazione primaverile in Europa. In effetti, invece, i giovani (90% e più?) restano per un anno, a volte due, in Africa, senza ritornare in Europa.

        Aquila imperiale: l’iride del juv. di A. heliaca è chiaro, giallino-grigio, ambra chiaro o persino giallo limone chiaro. È un carattere importante per la distinzione di individui posati (e vicini!!) di heliaca vs. rapax e vs. clanga variante "fulvescens".

        Aquila anatraia minore: il sottocoda dell’adulto completo è di norma scuro. Lo stesso vale per l’Anatraia maggiore. Inoltre, l’iride della maggiore è più scuro di quello della minore.

        Aquila di Verreaux: la forma dell’ala di juv. e adulto è differente, mentre è illustrata sulla CBG del tutto identica.

        Aquila del Bonelli: il juv. light (illustrato anche nel Beaman & Madge) altro non è che un normale juv. scolorito, abraso, con piumaggio consunto e sbiadito dal sole — non un morfismo o una variante o altro….

        Nibbio bianco: il juv. ha più nero sul sottoala lungo le remiganti rispetto ad un adulto.

        Albanella pallida: anche la femmina così come il juv. manca di bordo scuro ben definito alle primarie; invece il juv. è illustrato correttamente, ma la femmina mostra un bordo scuro sulle primarie interne non corretto.

        Falco cuculo: la coda è superiormente nera, non grigio scuro come illustrato.Questo carattere lo differenzia da posato e in volo da sopra dal maschio di Falco amurensis (carattere descritto per la prima volta da WS Clark e dal sottoscritto nel 1997).

        Lanario: viene riportato che la coda e la punta delle ali sono di uguale misura ("wings and tail equal length"). Vero, peccato però che non lo sia invece per feldeggii, ossia proprio la ssp. dove viene segnalato nell’illustrazione. In questa ssp., infatti, la coda è più lunga che nelle alter ssp. e quindi sporge oltre le ali da posato (sebbene meno che nel Sacro!).

        Fratino: d’accordo che la femmina è più sbiadita del maschio, ma come illustrato mi pare eccessivo!In effetti la mascherina e la macchia ai lati del petto è di norma un po' più scura e marcata.

        Frullino: spesso e volentieri appare tutto ben più scuro di come illustrato.

        Gabbiano corso: dall’illustrazione non si nota la differenza di silhouette col Gabbiano reale (mediterraneo). Anzi, sembra che l’ala di questo sia addirittura più stretta, slanciata e appuntita…invece è l’esatto contrario!! In effetti, il Gabbiano corso sembra quasi una grossa sterna.

        Gabbiano di Franklin: non viene illustrato, né menzionata nel testo, che sul petto si nota spesso una sfumatura rosata, assente nel simile Gabbiano sghignazzante!

        Passera scopaiola: l’iride dell’adulto è rosso sangue, spesso ben visibile anche in natura.

        Pettirosso: apici chiari delle grandi copritrici alari presenti di norma maggiormente nei giovani/immaturi; in alcuni adulti possono esserci (sebbene meno larghi e cospicui), ma dall’illustrazione parrebbe che sia un carattere tipico dell’adulto.

        Pettazzurro: viene riportata un illustrazione di un 1st winter maschio… ma non ci sono differenze tra il maschio adulto e quello al primo inverno che siano apprezzabili in natura (solo in mano) e comunque non viene illustrato l’adulto in abito invernale (che è identico al 1st w. ma non si evince dalla tavola)

        Culbianco: nella ssp. (o specie?) seebohmi il nero della gola non sempre si unisce a quello dell’ala. Inoltre la coda mostra in genere meno nero.

        Oenanthe sp.: tutte le code delle varie monachelle mostrano invariabilmente del bianco; in realtà la coda da chiusa spesso appare tutta nera, in particolare nella Monachella dorsonero, nel Culbianco isabellino e nella Oenanthe lugens.

        Saltimpalo: il groppone al solito è illustrato sporco, striato/gocciolato di nero (in particolare le copritrici sovracaudali)… in Europa del sud (in particolare in Grecia, Sicilia, Italia meridionale e centrale, Spagna meridionale) e in Nord Africa invece si riscontra un’area bianca quasi estesa e pura come quella del Saltimpalo siberiano (S.-t- maura). Comunque, in effetti, le copritrici sovracaudali almeno dovrebbero mostrare qualche traccia scura (almeno stando ai miei dati).

        Passero solitario: le femmine molto adulte appaiono spesso come dei maschi smorti e con barrature sulle parti inferiori (e sono pertanto molto difficili da distinguere dai maschi immaturi).

        Codirossone: il maschio adulto mostra un blu ben più intenso, più brillante e bello.

        Silvia del Rüppell: le zampe sono parecchio più rossastre di come illustrate, più vividamente colorate e a volte giallo arancio (un po' come nella Sterpazzolina). Questo è spesso un buon carattere di distinzione nella macchia di una femmina (anche se secondario).

        Beccamoschino: il becco del maschio in estate è nero, cosa raramente illustrata. La coda è disegnata esageratamente lunga!

        Usignolo di fiume: il sopracciglio è di norma biancastro sporco o bianco crema, solo raramente grigiastro come illustrato. Il sottocoda mostra nella gran parte degli individui delle mezzelune chiare visibili anche in natura.

        Cannaiole varie: l’iride dell’adulto di tutte le cannaiole è chiaro, spesso giallo arancio o gialliccio!Dalle illustrazioni non si nota invece differenza alcuna con i juv. (paradossalmente solo nella Cannaiola di Jerdon, dove si nota meno di norma che nella Cannaiola e Cannaiola verdognola).

        Cannareccioni: sono tutti un po' troppo scuri, spesso, infatti, mostrano un piumaggio più chiaro, magari più rossiccio.


 Cartine

        Riporto solo alcune aggiunte o errori macroscopici che potrebbero dare adito a sbagliate convinzioni nel neofita.

        L’Airone guardabuoi, la Garzetta, l’Airone bianco maggiore, il Tarabuso e la Nitticora svernano tutti regolarmente e diffusamente (tranne la Nitticora) in Italia.

        Sia la Cicogna bianca sia la nera nidificano in Italia.

        La Spatola nidifica e sverna in Italia.

        Sia l’Orco marino sia l’Orchetto svernano in Italia (tranne le isole dove risultano accidentali) e in molte aree del Mediterraneo (non solo in un sito come riportato).

        Lo stesso dicasi, anche se in numero ben più limitato, per la Moretta codona, il Quattrocchi e la Pesciaiola. Lo Smergo minore sverna in quasi tutto il Mediterraneo.

        Nelle cartine di Pernice rossa, Coturnice e Chukar c’è una gran confusione. Le cartine di queste ultime due sono, infatti, invertite!! Nella CBG di formato più grande questo errore è stato corretto.

        L’Albastrello passa in gran numero in tutta Italia, non marginalmente come si intende dalla cartina riportata.

        La Pittima minore ha svernato solo una volta (forse) in Sicilia, mentre il Chiurlo piccolo sverna sovente in Italia (anche se in numero limitato!).

        Tutti gli stercorari (tranne il codalunga) svernano regolarmente e in buon numero nel Mediterraneo, anche da noi in Italia, in particolare in Sicilia, Adriatico e Toscana.

        Gabbiano del Pallas: è uno svernante regolare ormai anche in Sicilia e Ungheria, non solo in Israele ed Egitto.

        Rondine rossiccia: se c’è un posto dove nidifica in Sicilia non è certo l’area occidentale, bensì quella opposta, l’orientale (solo 1 caso vicino Agrigento).

        Ballerina nera e bianca: sarebbe stato utile se fossero state divise nella cartina.

        La Pispola golarossa sverna regolarmente in Sicilia, non in Basilicata come illustrato.

        Il Culbianco isabellino ha una rotta di migrazione regolare che attraversa la Sicilia orientale- sarebbe stato importante riportarlo!

        Monachella orientale e occidentale (melanoleuca e hispanica): sarebbe stato utile riportare una separazione nella cartina (visto che tra l’altro vengono ampiamente e separatamente illustrate).

        Canapino pallido: nonostante sia convinto che un piccolo numero passi più o meno regolarmente dalla Sicilia, i dati per ora a disposizione non lo provano, anzi è un rarissimo accidentale contrariamente a quanto raffigurato dalla cartina dove si evince che la specie è migratore regolare in Italia meridionale.

        Mi fermo qui!!


Ringraziamenti

Nello specificare nuovamente che questa nota rappresenta solo una lista di piccole sviste e imperfezioni, e non una critica alla CBG -vero must per i birdwatcher- colgo l’occasione per ringraziare gli amici Lars Svensson e Killian Mullarney per aver portato avanti il loro lunghissimo lavoro sino alla fine ed averci così regalato un tale gioiello! Grazie. Ma grazie anche all’amico Lars Jonsson, i cui disegni restano difficilmente superabili e lo resteranno ancora per molto e la cui guida è la degna compagna della CBG in ogni libreria degli appassionati.


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2002, Quaderni di birdwatching

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