Quaderni di birdwatching Anno IV - vol. 8 - ottobre 2002


Accidentali
Titolo
di Lorenzo Vanni

        Ho iniziato, ormai diversi anni fa, ad osservare "seriamente" gli uccelli grazie alla palude degli Orti-Bottagone, allora non ancora oasi WWF; era lì che mio babbo (così, alla toscana) mi portava spesso la domenica mattina dopo essere stato stressato per tutto il sabato da un figlio logorroico che non voleva altro che andà a vedé l’uccelli. Per questo, e forse anche perché si trova a pochi minuti di auto da casa mia, la palude di Orti-Bottagone è uno dei luoghi che più mi sono cari e che più ho frequentato negli anni. Proprio questo posto, nell’agosto di quest’anno, mi ha regalato una piacevole sorpresa.

        Venerdì 9 agosto 2002, alle ore 6.45, mi trovavo con Paolo Marotto nei pressi della Riserva Naturale Oasi WWF Orti-Bottagone (Piombino, LI) per una serie di circostanze fortuite: l’idea era, infatti, quella di andare ad osservare laridi nella laguna di Ponte d’Oro, lo sbocco in mare di un porto-canale a pochi km da Piombino. Il tempo, non proprio bello (tuoni, fulmini e pioggia), ci aveva fatto desistere dall'idea originale di farci un’ora di spiaggia a piedi per raggiungere la laguna e ci aveva portato verso mete accessibili in auto come la palude degli Orti.

Piro piro pettorossiccio - clicca per ingrandire
Il Piro piro pettorossiccio fotografato il 9 agosto
foto A. Tarozzi

        La scelta si era rivelata subito azzeccata, visto il gran numero di limicoli presenti che avevano scelto un piccolo pantano nei pressi dell’Oasi per sostare durante il maltempo; in particolare ci aveva attirato un gruppetto di Gambecchi tra cui speravamo di trovare un Gambecchio nano. Ci mettemmo così a perlustrare le sponde del pantano quando, percorsi pochi metri con il cannocchiale, urlai "Paolo! Paolo! Un Limnodromo!!" (mi si scusi l’astrusità del termine, ma Piro Piro Pettorossiccio è un nome troppo lungo per un’esclamazione fatta nello stato di eccitazione in cui mi trovavo).

        Passato il cannocchiale, Paolo mi disse, da perfetto torinese "piombinesizzato": "Ma 'ullo vedi che è un Gambecchio?" "Come un Gambecchio?" Mi ripassò il cannocchiale e… effettivamente dentro c'era proprio un Gambecchio. Puntai di nuovo l'apparecchio e passatolo nuovamente a Paolo, lui esclamò, questa volta con fare siculo: "Mi....a, è lui!!!"

        Nel giro di una ventina di minuti andai e tornai da casa con macchina fotografica e librone (Shorebirds), naturalmente dopo aver buttato giù dal letto tutti gli uccellai della zona. Tutti dopo pochi minuti erano lì a godere della "bestiolina" che, con nostra sorpresa e soprattutto grazie al maltempo, rimase in zona per tre giorni, almeno fino alla sera di domenica 11 agosto. "Bestiolina" che è stata identificata come Piro Piro Pettorossiccio (Limnodromus scolopaceus); essendo questa la quarta segnalazione per l'Italia (la sesta considerando altri due Limnodromus sp.), sarà sottoposta al parere della C.O.I.


Il Piro piro pettorossiccio dell'Oasi WWF Palude Orti-Bottagone
filmato il 10 agosto da S. Benucci


 Descrizione e comportamento

        Struttura generale: dimensioni poco superiori a quelle del Piro piro boschereccio, ma sensibilmente più massiccio di questo. Becco scuro uniforme, molto lungo e dritto, come quello di un Beccaccino, e con una inserzione al cranio abbastanza ampia. Zampe giallastre-verdoline (simili al Piro piro boschereccio) e piuttosto lunghe (direi quasi come quelle di una Pettegola). Coda appena (1-2 mm) più lunga dell'ala. Portamento eretto.

        Parti superiori: marrone scuro venate di cannella-oro, senza segni di muta sulle ali ma con la presenza di due fasce in cui le copritrici apparivano grigio scuro uniformi, prive di vermicolature.

        Parti inferiori e coda: color rossiccio - cannella che si manteneva fino quasi al sottocoda verso cui sfumava nel bianco. Coda nettamente barrata di bianco e nero (vista bene anche in volo) con bande nere che apparivano appena più ampie di quelle bianche. Presenza di bianco sulla schiena (tipo Totano moro). Radi e piccoli spot scuri erano presenti ai lati del petto e sulla parte posteriore del collo, mentre quella anteriore appariva pulita.

        Testa: sembrava, come struttura, quella di un beccaccino. Vertice marrone scuro, sopracciglio chiaro evidente e redini bruno scure.

        In volo: ha mostrato il sottoala chiaro, la coda nettamente barrata bianco-nera e il bianco sul groppone. Evidente anche un margine alare bianco per terziarie, secondarie e primarie
più interne.

        Verso: all’involo ha emesso un verso consistente in una serie ripetuta di note secche ed acute (circa 8-10) cui è seguita dopo una brevissima pausa, una ripetizione più breve della stesse note.

        Comportamento: molto attivo durante i tre giorni di permanenza, intento continuamente alla ricerca del cibo.


 Distinzione da Limnodromus griseus

        IL VERSO, riportato da molti autori come l’unico carattere veramente distintivo tra le due specie. Il L. griseus ha un verso (come un "tu-tu-tu) di tono molto più lamentoso di quello dell’uccello da noi osservato e udito (una ripetizione di "keek" secchi ed acuti).

        LE PROPORZIONI TRA LUNGHEZZA DELL' ALA CHIUSA E LUNGHEZZA DELLA CODA. Alcuni autori presentano questo carattere come segno distintivo tra gli adulti delle due specie: il L. scolopaceus presenta la coda poco più lunga dell’ala chiusa (come è il caso del nostro uccello) mentre nell’adulto del L. griseus l' ala sorpassa la coda per qualche mm.

        L'AMPIEZZA DELLE BANDE NERE SULLA CODA, superiore rispetto all’ampiezza delle bande bianche.


Piro piro pettorossiccio
Il Piro piro pettorossiccio fotografato l'11 agosto - foto R. Molajoli

Ringraziamenti

Desidero ringraziare Emiliano Arcamone, Stefano Benucci, Paolo Marotto, Enrico Meschini, Paolo Politi per la disponibilità dimostrata e per il prezioso contributo dato nell'identificazione della specie, Andrea Tarozzi e Riccardo Molajoli per le foto e la velocità con cui queste sono state rese pubbliche.

Bibliografia

  • BRICHETTI P., MASSA B., 1998. Check - list degli uccelli italiani aggiornata a tutto il 1997. Riv. Ital. Orn., 68: 129 - 152
  • CHANDELER, R.J. 1998. Dowitcher identification and ageing. A photographic rewiew. Brit. Birds 91; 93 - 106
  • HAYMAN P., MARCHANT J.H. & PRATER A.J. 1986. Shorebirds: an identification guide to the waders of the world. LONDON & SYDNEY
  • JARAMILLO A., HENSAW B. 1995. Identification of breeding - plumaged Long- and Short-billed Dowitcher. Birding world 8; 221 - 228

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    2002, Quaderni di birdwatching

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