Quaderni di birdwatching Anno IV - vol. 8 - ottobre 2002

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TITOLO
di Luciano Ruggieri

        L'ISOLA DI OUESSANT contende a Scilly la nomea, in Europa, della più famosa "trappola" per migratori. Situata all’estremità nord-occidentale del continente europeo, nella regione bretone del Finistère, Ouessant è, a secondo di come la si vuole vedere, l’ultimo o il primo lembo di terra prima della vastità dell’Oceano Atlantico.

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Pointe de Stiff è una testa di ponte naturale sul mare che permette di osservare agevolmente gli uccelli marini

        E' quindi altamente probabile, statisticamente parlando, che un migratore utilizzi l'isola come scalo, oppure vi capiti accidentalmente, durante movimenti migratori su ampia scala, come una vera e propria scialuppa di salvataggio.

        L’isola, che ha una superficie di poco più di 20 kmq, è assolutamente piatta, le sue scogliere si ergono sul mare per poco più di 60 metri e la vegetazione è rappresentata praticamente dal solo strato erbaceo: durante la stagione invernale Ouessant è uno scoglio in balìa dei venti, che soffiano fino a 200 km /h, e dei flutti dell’Oceano Atlantico. Per la marineria bretone, l’arcipelago, che comprende anche le isole di Molène e di Sein, è considerato un luogo di sventure: gli elementi atmosferici, il mare irto di mille scogli e le correnti di marea ne fanno per le navi, una sorta di calvario.

        Un vecchio detto dice: "Qui voit Ouessant voit sa sang. Qui voit Molène voit sa peine. Qui voit Sein voit sa fin" (Chi vede Ouessant vede il suo sangue. Chi vede Molène vede la sua pena. Chi vede Sein vede la sua fine). Tuttavia, la posizione strategica all’ingresso del Canale della Manica ha fatto di Ouessant nel corso dei secoli un luogo strategico per i commerci, tanto che gli abitanti di Ouessant non hanno mai dovuto vivere di pesca.


        Ouessant è famosa per la grande varietà di accidentali e di specie rare che vi possono capitare e tra queste, molte sono le specie nord-americane. I francesi si vantano che la check list di Ouessant corrisponde tout court alla check list del Paleartico occidentale! E grandeur a parte, hanno proprio ragione!

        Per avere un’idea della varietà di accidentali osservati ad Ouessant, riporto quelli osservati più recentemente, negli ultimi tre anni, tra il 1999 e il 2001 e suddivisi per mesi (in corsivo le specie neartiche):

Gennaio

Alzavola americana

Febbraio

Oca colombaccio nera, Alzavola americana, Moretta dal collare, Gabbiano reale americano, Gabbiano d’Islanda, Luì forestiero

Marzo

Gavina americana, Gabbiano reale americano, Gabbiano d’Islanda

Aprile

Girfalco, Gabbiano reale americano, Gabbiano glauco

Maggio

Berta minore fosca, Croccolone

Giugno

Storno roseo

   
Settembre Berta minore fosca, Albanella pallida, Mignattino alibianche, Luì verdastro, Calandrella, Pigliamosche pettirosso, Storno roseo
Ottobre

Berta delle Baleari, Berta grigia, Cormorano dalla doppia cresta, Albanella pallida, Piviere dorato americano, Piro-piro dorsobianco, Luì scuro, Luì del Pallas, Luì di Radde, Locustella del Pallas, Pigliamosche pettirosso, Averla isabellina, Storno roseo, Ciuffolotto scarlatto, Zigolo minore, Zigolo boschereccio

Novembre

Canapino asiatico, Luì scuro, Luì del Pallas, Luì di Radde, Zigolo minore

Dicembre

Girfalco, Luì di Hume


        I periodi più interessanti per visitare Ouessant risultano febbraio-marzo e da metà settembre a metà novembre, con apice in ottobre. Nel primo caso l’isola può accogliere migratori neartici che attraversando l’Oceano sono arrivati a Ouessant come primo stopover prima del continente euroasiatico, nel secondo caso, è più probabile incontrare migratori siberiani o eurasiatici che per varie ragioni (migrazione inversa, erratismo) sono giunti sull’isola imbottigliati dal prolungamento verso occidente del continente euroasiatico costituito dal "dito" della Bretagna e dalla penisola di Douardenez.

 Visita dell’isola

        Ouessant, dove è vietata la circolazione delle auto dei non-residenti, è così minuscola che si può esplorare a piedi, ma il mezzo più comodo è la bicicletta.

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Pointe de Pern si raggiunge in bicicletta da Bourg de Lampaul in circa 15 minuti

        Appena sbarcati dal porticciolo dello Stiff è possibile già affittarne una, in modo da rendere la visita più veloce. In circa 10 minuti si arriva a Bourg de Lampaul (che dista 4 km), l’unico paese dell’isola. Da qui ci si può dirigere verso l’estremità sud ovest (Pointe de Porzdoun) oppure verso quella di nordovest (Pointe de Pern) dove c’è il Museo dei Fari.

        Lungo questa strada, sulla vostra sinistra, c’è il Centro Ornitologico, che non è indicato, ma che è facilmente riconoscibile in quanto è l’unico edificio moderno con vetrate, della zona. Il Centro funziona come polo d’attrazione per i birdwatchers presenti sull’isola, in quanto più che come stazione ornitologica, funziona come ostello per tutti quelli interessati all’argomento (pernottamento e uso cucina: 11 euro).

        Supponendo che abbiate sistemato il bagaglio, sappiate che i luoghi più interessanti sono (tra parentesi gli accidentali osservati e omologati dal CHN dal 1981 al 1998):


        [1] Kun e Marais du Créac'h: cespugli e macchioni alternati da zone aperte in parte allagate (Oca zamperosee, Alzavola americana, Gufo delle nevi, Gambecchio di Baird, Pispola golarossa, Calandro maggiore, Lui’ piccolo siberiano, Saltimpalo siberiano, Locustella del Pallas, e tenetevi forte, Chiurlottello il 28.5.1991)

        [2] Pern e [4] Pointe de Pern: pascoli e prati umidi fino all’omonima punta sudovest (Uria nera, Gufo delle nevi, Piviere dorato americano, Calandro maggiore, Pigliamosche pettirosso, Ciuffolotto scarlatto e tenetevi nuovamente forte, Gazza marina minore!)

        [3] Faro di Créac'h: la luce del faro a occidente attira di notte i passeriformi migratori e non solo... (Berta minore fosca, Oca zamperosee, Piro piro codalunga, Croccolone, Locustella lanceolata, Luì forestiero, Monachella del deserto, Zigolo minore e tenetevi forte, Uccello delle tempeste di Bulwer!)

        [5] Stang Porz: valloncello umido dove ad ottobre è regolare il Luì forestiero. Il 95% delle osservazioni francesi di questa specie siberiana provengono da Ouessant!

        [6] Pointe de Porzdoun: la costa della baia è un ottimo posto per i limicoli e gabbiani nordamericani (Berta minore fosca, Piovanello violetto, Piro piro zampelunghe, Piro piro macchiato, Piro piro fulvo, Willet, Gabbiano sghignazzante, Gabbiano di Bonaparte, Gabbiano di Franklin, Codirosso algerino)

        [7] Prad Meur: valloncello cespugliato umido di difficile esplorazione ma ottimo per i passeriformi (regolari Pigliamosche pettirosso, Luì forestiero, Luì piccolo siberiano)

        [8] Reservoir de St Michel: specchio d’acqua dolce bordato di un piccolo canneto, è regolarmente visitato dai laridi (circa 200 Mugnaiacci a farsi il bagno insieme a Zafferani e Gabbiani reali nordici durante la mia visita a luglio) ma che offre anche mega-rarità come Piro piro pettorossiccio, Gruccione di Persia, Organetto artico, Tordo golanera e tenetevi sempre forte, Piro piro solitario!

        [9] L’aérodrome: buono per tutte le specie che gradiscono l’erba bassa (Piviere tortolino, Piro piro pettorale, Calandro maggiore)

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        [10] Val d’Arland e Park Raden: chiamata la valle delle rarità, è meta classica per i tutti coloro che si dedicano ai Phylloscopus asiatici accidentali (Luì forestiero, di Hume, del Pallas, scuro, boreale, verdastro, Luì piccolo siberiano, Pigliamosche pettirosso, Canapino asiatico, Tordo oscuro e tenetevi forte, Vireo olivaceo!)

        [11] Stang ar Stiff: insieme di cespugli poco lontano dal porto (regolare il Luì forestiero, poi Luì del Pallas, e tenetevi più forte, Prispolone indiano!)

        [12] Pointe de Cadoran: è la punta più nord-orientale, interessante per il passaggio di uccelli marini, Sule, Fulmari, Berte minori, Stercorari....

        Ma ovviamente ogni lembo dell’isola può riservare sorprese, dipende dalla direzione del vento, dalla vostra pazienza e da quell’attimo fugace che può fare la differenza. Soprattutto, armatevi di un’ottima guida da campo perchè ad Ouessant sembra di essere su un altro pianeta!


IMPRESSIONI AD OUESSANT
di Roberto Garavaglia

Nel periodo clou della migrazione autunnale, da metà settembre a tutto ottobre, esaurito il flusso dei turisti "normali", sull’isola di Ouessant rimangono solo i residenti. E la confraternita dei birdwatcher.

Mentre i primi continuano imperturbati le loro placide attività, i secondi in bicicletta percorrono l’isola in lungo e in largo, affaccendati a perlustrarne ogni angolo, passando al pettine fine ogni ciuffo d’erba, cespuglio, alberello, albero, boschetto, persino i giardini delle case. E quando ci si incontra, ci si interroga e scambia informazioni: Cosa è stato visto?, Dove?, Quanto tempo fa?, Ti spiego come arrivarci.

La sera, all’osservatorio, insieme si fa il log call, l’elenco delle osservazioni della giornata, si tenta di calcolare il numero degli individui osservati, si prepara il board, il pannello aggiornato con le segnalazioni più importanti, che verrà esposto all’ingresso dell’osservatorio, in modo che chiunque arrivi sappia subito cosa e dove cercare.

Il tutto in un’atmosfera di calma rilassatezza, tutto il contrario dei parossistici twitch delle Scilly: in fondo, siamo tutti venuti fin qui per divertirci.

A dire la verità, a Ouessant è inevitabile diventare un poco meteoropatici. Non tanto perché in questo periodo piove (in fondo non piove granché, solo quelle tre-quattro volte al giorno….. e per chi passa la giornata all’aperto e spostandosi in bicicletta, è inevitabile ridursi bagnato fradicio), ma perché è il tempo meteorologico a decidere le sorti delle nostre osservazioni. Ci si interroga sul tempo che farà e si fanno ardite elucubrazioni sui rapporti di causa ed effetto tra situazione meteorologica e presenza dei migratori. Da dove soffierà il vento domani? Sarà meglio fare sea-watching dal faro di Créac'h o dalla punta di Cadoran? La notte serena farà partire tutti i migratori? La pioggia li costringerà a fermarsi? La perturbazione è in arrivo da est o da ovest? Porterà siberiani o americani? No, da sud no! Fermerà tutto! Speriamo.

In attesa di vedere quel che sarà l’indomani, si esce la notte per andare al faro, dove gli uccelli in migrazione girano come falene attorno alla torre, disorientati e catturati nel potente raggio luminoso.


COME VISITARE OUESSANT

Ouessant è raggiungibile con i traghetti della PENN AR BED (tel 02 98808080) che collegano l’isola a Brest o a Le Conquet — porto a 20 km da Brest - con più corse giornaliere. Normalmente, la prima corsa da Le Conquet è alle ore 08.00, la successiva alle 9.45 ma potete controllare gli orari su http://www.penn-ar-bed.fr. Il costo del biglietto AR da Le Conquet è di 25,90 euro. Quasi tutte le corse di andata fermano all’Isola di Molène, il ritorno può essere invece diretto.


DOVE ALLOGGIARE

Centro ornitologico a parte (tel 02 98488265) potete dormire presso il camping (tel 02 98 488465) che si trova a 2 km dal porto oppure presso l’ostello della gioventù (tel 02 98488453). Per chi vuole stare più comodo ci sono diverse Chambres d’Hôtes (=affittacamere): Mme Avril 02 98488565; Mme Moigne 0298488477; M Malgorn 02 98488893.
Per una camera in hotel chiedere all’ufficio del turismo dell’isola 02 98488583.


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2002, Quaderni di birdwatching

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