Quaderni di birdwatching Anno IV - vol. 8 - ottobre 2002


Segnalazioni

di Roberto Garavaglia, Maurizio Sighele, Silvio Bassi


In questa rubrica ci proponiamo di segnalare articoli apparsi su riviste di birdwatching e di ornitologia che pensiamo possono interessare il birdwatcher italiano, o perché trattano dell'avifauna italiana e europea, o perché scritti da connazionali, o che sono comunque di argomento generale. In qualche caso, ne riporteremo solo il titolo o poco più, altre volte un riassunto più o meno esteso; ciò non vuole in nessun caso rispecchiare una graduatoria di maggiore o minore interesse ma, il più delle volte, è solo il risultato della nostra diversa possibilità di accedere alla pubblicazione originale.

G. Premuda: Primi dati sulla migrazione post-riproduttiva del Biancone, Circaetus gallicus, nelle Alpi Apuane. R.I.O. vol. 71 (2001), n°2, pagg. 181-186.

La migrazione dei rapaci in Italia non è ancora conosciuta in maniera approfondita. Le osservazioni compiute da Premuda, nel corso di tre anni dal ’98 al 2000, hanno confermato l’importanza delle Alpi Apuane come punto di passaggio per il Biancone in autunno. Ma, soprattutto, hanno messo in evidenza che tutti gli esemplari osservati si dirigevano verso nord, ossia seguivano una rotta di migrazione inversa rispetto a quella normalmente seguita, nei mesi autunnali, dagli uccelli in migrazione sull’Italia. Si conferma così che i Bianconi nidificanti in Italia centrale migrano risalendo la penisola lungo il Tirreno, probabilmente per raggiungere lo stretto di Gibilterra.

J. Kelchtermans. Black-browed Albatross in Italy 2000. Alula vol. 8 (2002), n° 3: pagg. 117-118.

Il 18 luglio del 2000, durante il viaggio di ritorno in traghetto dalla Corsica, circa 4 km al largo di La Spezia, è stato osservato un Albatro dai sopraccigli neri Diomedea melanophris. Il birdwatcher belga autore della sorprendente osservazione ne fornisce un preciso resoconto. La segnalazione è stata accettata dal C.O.I. nel settembre 2001.

N.B. Davies: Cuckoo tricks with eggs and chicks. British Birds vol. 95, n° 3 (March 2002), pagg. 101-115.

Un ottimo articolo divulgativo, che affronta tutte quelle domande che sorgono di fronte al sorprendente fenomeno di un piccolo passeriforme che alleva un giovane Cuculo, anche quando questo è cresciuto fino a dieci volte la taglia del genitore adottivo. Come si spiega un comportamento apparentemente così stupido? I passeriformi accettano il Cuculo a causa delle loro limitate capacità cognitive, e quindi non riusciranno mai ad evolvere una buona difesa? Oppure sia il parassita che i suoi ospiti migliorano gradualmente le loro strategie, gli uni in risposta agli altri, in una continua "corsa agli armamenti" evoluzionistica? Con un linguaggio chiaro e al tempo stesso rigoroso, vengono presentati fatti, teorie e risultati di esperimenti che costituiscono una lettura affascinante ed estremamente interessante.

N. Baccetti: Status of Marmora’s Warbler in Italy. British Birds vol. 95, n° 4 (April 2002), pagg. 198-199.

In questa lettera alla redazione di British Birds, l’autore precisa in maniera dettagliata le più recenti informazioni circa la distribuzione e lo status della Magnanina sarda in Italia, in particolare nell’Italia continentale. Lo scritto è stato stimolato dal recente libro di Shirihai et al. sul genere Sylvia, nel quale si presentano convincenti argomentazioni a sostegno della tesi che la forma nominale della Magnanina sarda Sylvia sarda sia una specie separata dalla sua controparte delle isole Baleari, S. balearica, ma nel quale le informazioni circa la distribuzione italiana sono quantomeno poco aggiornate.

I. Festari, O. Janni, D. Rubolini: Moltoni’s Warbler breeding in mainland Italy. Dutch Birding vol. 24, n° 2 (2002).

Anche in questo caso, un articolo nato sull’onda della revisione sistematica del genere Sylvia proposta da Shirihai et al. nel loro recente volume. Viene presentata una serie di evidenze del fatto che la forma moltonii della Sterpazzolina nidifica non solo in Corsica e Sardegna, ma anche nell’Italia continentale, dove sono presenti anche le forme albistriata e cantillans. Secondo le più recenti opinioni, la differenziazione in seno a questo complesso sembra essere giunta ad uno stadio molto avanzato; è perciò interessante capire quali siano i limiti della distribuzione di ciascuna forma e quali siano le loro relazioni nelle possibili zone di sovrapposizione.

A. Corso & G. Consoli: Lesser Spotted Eagle wintering in Sicily, Italy, in 2000-01. Dutch Birding vol. 24 n° 4 (2002).

Dalla fine di ottobre 2000, un individuo giovane di Aquila anatraia minore ha svernato nel complesso di zone umide tra Siracusa e Gela. In un primo tempo ha frequentato le Saline di Siracusa, quindi ha allargato il suo territorio di caccia nella direzione dei Monti Iblei, per poi trasferirsi nella Riserva Naturale di Vindicari. L’ultima osservazione risale al 18 gennaio 2001.

A. Corso. Separation of Black Kite fron Red Kite: the pitfall of the Eastern form and rufous variant. Birding World vol. 15 (2002), n° 6: pagg. 248-252.

Questo articolo affronta un problema nella separazione tra Nibbio bruno e Nibbio reale. L’esistenza della razza lineatus del Nibbio bruno, diffusa nel Paleartico Orientale, oltre che di varianti rossicce e di ibridi, può generare possibili errori in quella che potrebbe sembrare una identificazione abbastanza semplice. Più che sui caratteri del piumaggio, il riconoscimento deve basarsi sulla struttura e sul modo di volare. L’articolo è ben corredato da fotografie.

Bald Ibises found in Syria. Birding World vol. 15 (2002), n° 7: pag. 265.

L’eccezionale scoperta di una piccola colonia di Ibis eremita, formata da non più di tre coppie nidificanti e da un adulto isolato, dimostra che questa specie vive ancora allo stato selvatico nel Medio Oriente, nel profondo delle montagne della Siria. Finora, dopo che nel 1989 si era estinta la colonia di Birecik in Turchia, si pensava che l’intera popolazione allo stato selvatico fosse costituita dai circa 220 esemplari che si riproducono in due siti del Marocco. Da anni, giungevano segnalazioni sparse di Ibis eremita da diverse località della Penisola Araba, che avevano dato corpo alla speranza che la specie fosse ancora presente in qualche remoto sito della regione. La scoperta è stata compiuta da un team di ricerca guidato dall’italiano Gianluca Serra, per conto del Ministero siriano dell’Agricoltura. Il sito di riproduzione, che era noto ai beduini locali, è stato immediatamente posto sotto sorveglianza continua e, alla fine della stagione, dalla colonia si sono potuti involare tre giovani. La notizia è di un tale significato che la rivista gli dedica l’editoriale.

M. Ullman. Verreaux’s Eagle rediscovered in Sinai. Birding World vol. 15 (2002), n° 7: pag. 299.

Il 21 aprile 2002, un gruppo di birder svedesi ha osservato, all’interno della riserva di Nabaq, in Egitto, un adulto e un possibile giovane di Aquila del Verreaux. Le ultime segnalazioni attendibili di questa specie nell’area del Sinai risalivano al 1986, nonostante che negli ultimi anni fossero stati condotti alcuni monitoraggi dei rapaci presenti. La sua presenza e la possibile nidificazione sottolineano l’importanza della protezione attribuita all’area di Nabaq.

S. Mardell. Three million raptors in Costa Rica. Birding World vol. 15 (2002), n° 7: pag. 300.

Il Costa Rica è famoso per la sua ricchissima avifauna e attira i birdwatcher dal Nord America e dall’Europa. Una piccola area del Costa Rica, nella regione di Talamanca, si è di recente dimostrata il teatro di una delle più spettacolari concentrazioni di rapaci in migrazione. I censimenti, condotti da un solo punto di osservazione nel corso dell’autunno del 2000 e del 2001, hanno registrato il passaggio di oltre tre milioni di rapaci. La vera dimensione del fenomeno era del tutto sconosciuta prima dell’inizio di questo survey. La sua importanza ha dato il via ad iniziative di conservazione e di sviluppo dell’ecoturismo.

Asferico, n°9, aprile 2002 - n°10, agosto 2002.

Ecco la nuova serie di Asferico. È cambiato l'editore, stavolta: Luciano Vinco (Edizioni Trana) ha passato la testata all'AFNI, l'Associazione Fotografi Naturalisti Italiani. Il formato non è cambiato, sono ancora 64 pagine, ma, a mio avviso, è cambiata decisamente la qualità della stampa: non si ritrova la pignoleria di Vinco nelle scansioni delle immagini e nella resa su carta. Da dei fotografi è lecito aspettarsi altrettanto. Nonostante la rivista si definisca ancora "Quadrimestrale di fotografia naturalistica e birdwatching", lo spazio per il bw è ora limitato a report di viaggi. Gli uccelli sono comunque i soggetti di tantissime foto e sono anche i protagonisti dei due portfolio pubblicati.

M. Mazzotto: Viaggio di nozze in un batter d'ali. Oasis, n° 3, maggio/giugno 2002: pagg. 56-63

Si parla della migrazione delle Oche delle nevi ed in particolare della ssp nominale Anser c. caerulescens che sosta (50.000 individui) nell'area del Bosque del Apache nel New Mexico. La popolazione di queste oche è triplicata negli ultimi vent'anni.

S. Unterthiner: Un amore di sterna. Oasis, n° 3, maggio/giugno 2002: pagg. 102-107

Breve racconto e piacevole sequenza di una coppia di Sterna bianca (Gygis alba).

M. Ferrari: L'uccellino che vola sott'acqua. Oasis, n° 4, luglio/agosto 2002: pagg. 68-77

Dieci pagine di Oasis sono dedicate ai merli acquaioli, in particolare al nostro Cinclus cinclus. Il testo di Ferrari e le buone foto di Simonini e Pastorino illustrano la vita di questo piccolo passeriforme di montagna.

A.J. van Noordwijk: The tale of the parasitic cuckoos. Nature, 416 del 18/04/2002: pag. 687

L'autore analizza uno studio effettuato da due scienziati, Krüger e Davies, che, tramite sofisticate tecniche di analisi, sono risaliti all'origine del comportamento parassitico nella riproduzione dei cuculi. Le evidenze sono in favore di un comportamento sviluppato in conseguenza di una minor taglia corporea, una minore dimensione delle uova, unitamente ad una diminuita dimensione delle prede, un habitat più aperto ed esteso ma meno produttivo ed un'attitudine migratoria. A causa di questa pressione il cuculo, tramite il suo peculiare parassitismo, risparmia energia non dovendo provvedere all'alimentazione dei suoi piccoli.

J.J. Negro et al.: An unusual source of essential carotenoids. Nature, 416 del 25/04/2002: pag. 679

L'articolo riporta le conclusioni cui è giunta un'equipe di scienziati, partita dalla considerazione che, all'interno degli avvoltoi del vecchio mondo (famiglia Accipitridae), il Capovaccaio è l'unico ad avere le parti nude della testa brillantemente ornate di giallo. Al termine di una ricerca ben strutturata, si è potuto verificare che il Capovaccaio reperisce i carotenoidi necessari alla pigmentazione del suo capo attraverso la coprofagia, in quanto la dieta ordinaria non assicura un livello sufficiente di luteina (il carotenoide implicato). Viene quindi dimostrata l'inclusione di feci di ungulati nella dieta del Capovaccaio, per quelli che possono essere definiti scopi cosmetici.

E.I. Knudsen: Instructed learning in the auditory localization pathway of the barn owl. Nature, 417 del 16/05/2002: pag. 322

Un uccello canta e noi ci giriamo a guardarlo: un processo così automatico da sembrare semplice. Ma lo è? La nostra capacità di localizzare la fonte di un suono dipende da un complicato processo neurale che trasferisce le indicazioni uditive nella nostra rappresentazione spaziale. Inoltre il sistema nervoso impara dall'esperienza. La specie studiata è il Barbagianni, un predatore notturno con una capacità di localizzazione dei suoni molto evoluta. Viene inoltre dimostrato come in questa specie l'apprendimento che avviene nel periodo giovanile sensibile aumenta significativamente la capacità di plasticità nell'adulto.

M.S. Brainard, A.J. Doupe: What songbirds teach us about learning. Nature, 417 del 16/05/2002: pag. 351

Gli appassionati sanno da secoli che gli uccelli canori "imparano" i loro canti. Questo apprendimento ha sorprendenti paralleli con l'acquisizione della parola: come gli umani gli uccelli debbono ascoltare il canto degli adulti durante un periodo sensibile, e devono udire la loro voce durante l'apprendimento della vocalizzazione. Con tale scoperta si sono aperte nuove prospettive nei meccanismi neurali di apprendimento.

D.G. Hole et al.: Widespread local house-sparrow extinctions. Nature, 418 del 29/08/02: pag. 931.

Le popolazioni del Passero sono declinate rapidamente nell'Europa occidentale nelle ultime decadi. A dispetto del grande interesse per questo tema in Inghilterra il meccanismo di questo fenomeno resta da chiarire. Gli autori, sulla base di sperimentazione sul campo, analisi genetiche e dati demografici sono arrivati a dimostrare che probabilmente la ragione principale è la riduzione della reperibilità di cibo invernale dovuta all'intensificazione dell'agricoltura. Questo si traduce in estinzioni locali che, a causa del movimento insufficiente di esemplari tra territori contigui, non sono compensate da altri meccanismi. Questo ha significato un tasso di estinzione del 10% tra le popolazioni rurali in Inghilterra (20% nell'Oxfordshire) e, più in generale, un effetto di compartimentazione delle popolazioni con riduzione dello scambio di individui tra loro, come previsto dalla teoria classica delle metapopolazioni.

S. Calandra: Primo soccorso dell’avifauna selvatica. Edagricole, Bologna, 2002.

Un uccello correttamente recuperato riacquista presto la libertà ritornando ad allietarci con la sua presenza sul territorio. Il manuale, corredato di illustrazioni a colori per la visualizzazione delle procedure da seguire, è scritto con linguaggio semplice per puntare alla massima fruibilità da parte di chiunque sia sensibile alla tutela della natura.


BACK

2002, Quaderni di birdwatching

Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale senza consenso scritto.