Quaderni di birdwatching Anno IV - vol. 8 - ottobre 2002

Accidentali
Titolo
di Roberto Gildi e Luciano Ruggieri

        LA TORTORA DELLE PALME Streptopelia senegalensis è specie considerata accidentale per l’Italia, con 5 osservazioni omologate al 1997 (Brichetti P. & Massa B. 1998).

        La specie è distribuita in un’ampia area del bacino del Mediterraneo, dall’Africa settentrionale (dalla Mauritania fino alla valle del Nilo) al Medio Oriente (Israele, Libano, Turchia e Siria), dove è localmente piuttosto comune in oasi, giardini, parchi e nei pressi dei centri urbani.

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Tortora delle palme - foto M. Sighele

        In Europa, insediamenti di Tortora delle palme si registrano nella città di Istanbul, dove convive con la più comune Tortora dal collare Streptopelia decaocto nonchè in Georgia e Armenia, probabilmente con la sottospecie ermanni, tipica dell’Asia centrale.

        È riportata come accidentale per Cipro, Malta e Grecia (Hagemeijer W.J.M. & Blair M.J. 1997).

        Le osservazioni italiane, non a caso, si riferiscono tutte a località del Mediterraneo centro meridionale, segnatamente alla Sicilia (6) e alla Sardegna (1). Tra le osservazioni siciliane spiccano quelle insulari: a Pantelleria il 30 agosto 1974, il 29 marzo 1994 (2 indd.) ed il 3 giugno 2001 (5-6 indd.), a Linosa alla fine di aprile 1987 ed a Lampedusa il 4 marzo del 2002 (1-3? indd.). La sesta segnalazione siciliana si riferisce ad un individuo osservato presso l’ansa vecchia della Foce del Simeto (Catania) il 17 novembre 1985, mentre quella sarda è del 1 novembre 1994 presso la periferia di Cagliari. Altre segnalazioni ufficiose di Tortora delle palme, non sottoposte oppure in attesa di parere definitivo da parte della Commissione Ornitologica Italiana (COI), provengono dalla Sicilia e dalla penisola italiana, ma per queste ultime non è da escludere la possibilità che si tratti di individui aufughi da condizioni di cattività.


 Recenti osservazioni a Pantelleria

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        Durante la tarda estate del 2002, la specie è stata osservata più volte sull’isola di Pantelleria, in particolare:
           - una coppia il 30 luglio a Scauri mentre si infilava in una palma e, lo stesso giorno, un singolo individuo a Suvaki [RG],
           - una coppia il 1 agosto a Suvaki posata su un filo [RG],
           - un singolo individuo il 20 agosto a Scauri posato sui fili della luce [LR],
           - un singolo individuo il 25 agosto a Scauri basso (circa 1 km a N del precedente) emetteva il suo caratteristico richiamo [LR].

Queste osservazioni sono state sottoposte al parere della Commissione Ornitologica Italiana (COI).

Localizzazione delle osservazioni citate in questo articolo a Pantelleria (in verde le osservazioni di Roberto Gildi e Barbara Soligon [RG], in rosso quelle di Luciano Ruggieri [LR]). Nel riquadro: areale di distribuzione della Tortora delle palme nel Paleartico occidentale e posizione (freccia) dell’isola di Pantelleria


        Le località citate sono tutte situate sul versante occidentale dell’isola, prossima alle coste africane (circa 70 km da Capo Bon), mentre nessuna osservazione della specie proviene dalla costa orientale dell’isola, dove è comune, invece, la Tortora dal collare.


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Ambiente tipico frequentato dalla Tortora delle palme a Pantelleria - foto L. Ruggieri

        L’ambiente frequentato è costituito da terrazzamenti con suolo nudo o incolto, con vegetazione semi-arbustiva e vigneti prostrati nei pressi dell’abitato di Scauri; in località Suvaki la zona di osservazione si trovava a poca distanza da case e giardini.

        La specie ha tipicamente abitudini terricole ed è di difficile localizzazione a meno che non si mostri su un posatoio elevato; pertanto la sua presenza può facilmente essere sottostimata.

        In base a queste osservazioni si ritiene di ipotizzare un insediamento stabile della specie a Pantelleria, probabilmente recente vista l’esiguità della popolazione, stimabile in 2-3 coppie.


 Descrizione

        Tortora di medie-piccole dimensioni, da distante chiaramente meno massiccia della Tortora dal collare. Da vicino si presenta scura, con colorazione uniforme del mantello bruno-vinaccia sporco ed evidente margine alare grigio. Le parti inferiori sono leggermente più chiare, da crema rossiccio sporco sul petto a un quasi crema, sul ventre. Sul collo è presente una fine barratura nera, il becco è nero e fine, le zampe rosa. Caratteristico è il verso, che nella parte iniziale può ricordare quello dell’Upupa e che la differenzia facilmente dalle congeneri S. turtur e S. decaocto.


Bibliografia

  • Brichetti P. & Massa B. (1998): Check-list degli uccelli italiani. Aggiornata a tutto il 1997. Riv. Ital. Orn. 68 (2) 129-152.
  • Brichetti P. & Truffi G. (1999): Gli uccelli di comparsa accidentale in Italia: Non-Passriformes. Aggiornamento: Dicembre 1997. In Manuale pratico di Ornitologia. Volume 2. Edagricole Bologna, 122-167.
  • Brichetti P., Arcamone E., Occhiato D. & COI (2002): Report n. 15. Sito web CISO-COI (http://www.ciso-coi.org/)
  • Ciaccio A. & Priolo A. (1997): Avifauna della Foce del Simeto, del Lago di lentini e delle zone umide adiacenti (Sicilia, Italia). Nat. sicil. IV, XXI (3-4) 309-413.
  • Hagemeijer W.J.M. & Blair M.J. eds. (1997): The EBCC Atlas of European Breeding Birds: Their distribution and abudance. A&T Poyser London.

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    2002, Quaderni di birdwatching

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