Quaderni di birdwatching Anno V - vol. 9 - aprile 2003

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di Andrea Corso

     NEGLI ULTIMI ANNI, a fronte di un incredibile incremento di appassionati di birdwatching, e soprattutto del livello di specializzazione di questi, abbiamo assistito al proliferare di decine di guide per l’identificazione. Guide da campo o da "tavolo", di regioni geografiche anche remote o monografie su varie famiglie di uccelli. Queste guide presentano sostanzialmente, in genere, la distinzione tra specie simili o di difficile riconoscimento.

     In questo panorama di dicotomia dettagliata si iniziava a sentire il bisogno di opere che presentassero anche l’aspetto più puramente estetico delle specie in esame. Non solo quindi immagini statiche e mono-dimensionali, in ordine e prive di vita, ma uccelli nel loro habitat, osservati con occhio attento al lato estetico e contemplativo come ad esempio il bellissimo Birds and Light di Lars Jonsson.

     In questo contesto si può inquadrare il recente Grebes of the World di Malcolm Ogilvie e Chris Rose. Un’opera certamente scientifica ma che non sacrifica alla precisione e al dettaglio delle informazioni l’aspetto artistico. Ed infatti, a fronte di un testo completo ma di semplice lettura e molto scorrevole (ad opera di Ogilvie), dove tutte le informazioni per ogni specie vengono fornite in un linguaggio facile e familiare, si affiancano splendide illustrazioni di tutte le specie di svassi del mondo immortalati nei loro ambienti tipici. Il virtuoso Chris Rose cristallizza momenti di vita di ogni specie, tramite tavole ricche di colori, luci, movimento e dettaglio.

     Sono 22 le specie di svassi nel mondo; tutte vengono trattate nell’opera accuratamente sebbene con testi concisi, ad ogni specie sono dedicate 2-3 pagine di testo. Le mappe di distribuzione risultano un po’ troppo piccole ma indicative. La grafica del libro è ben curata e fatta con un gusto più italiano che inglese grazie al sapiente dosaggio di spazi bianchi non eccessivi ma che invece fungono da cornice, all’impaginazione elegante e semplice, all’eleganza delle immagini.

     Le tavole sono tutte di grande livello sebbene le mie preferite sono in assoluto quella dello Svasso maggiore e dello Svasso collorosso. Meno d’effetto la tavola di identificazione generale nella quale vengono messi a confronto i piumaggi invernali o giovanili. Ormai abituati alle tavole di Jonsson, Lewington o Mullarney, infatti, sono poche le guide dove l’aspetto dell’identificazione sul campo può eguagliare le tavole di questi tre artisti.

     Altra piccola pecca è il prezzo non certo contenuto che si può giustificare in virtù del grande formato (tipico da opera artistica piuttosto che da guida di riferimento), della riproduzione ottima dei colori, della qualità delle stampa e della carta.

     In conclusione, si tratta di un libro che forse non risulterà indispensabile nelle librerie dei birders strettamente interessati alla distinzione delle specie difficili ma che non può non essere presente in quelle degli appassionati della bellezza dei piumaggi, della natura e del lato artistico e variopinto del mondo alato.





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2003, Quaderni di birdwatching

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