Quaderni di birdwatching Anno V - vol. 9 - aprile 2003


Approfondimenti
Titolo
di Ernesto Occhiato e Luciano Ruggieri - grafici di Ernesto Occhiato

        PER FENOLOGIA SI INTENDE lo studio del manifestarsi di un particolare evento. In campo ornitologico, la fenologia studia come si distribuiscono nel tempo le osservazioni degli uccelli migratori. Infatti, ciascuna specie migra con una tempistica assolutamente particolare che è influenzata da molti fattori, come la lunghezza della via migratoria da percorrere tra le aree di svernamento e di quelle riproduttive (e viceversa), dalla possibilità di trovare localmente delle condizioni favorevoli per una sosta più o meno prolungata e dalle condizioni metereologiche durante la migrazione che possono indurre gli uccelli a tappe forzate.

       Abbiamo qui elaborato dei dati riferiti ad alcune specie tipiche delle zone artiche e subartiche, migratori a medio-lungo raggio, che hanno in Italia una fenologia particolare, a volte poco nota, e che possono sfuggire all’attenzione del birdwatcher, in quanto le finestre di osservazione variano tra loro e possono essere a volte molto strette.

       I grafici presentati in queste pagine sono stati realizzati esclusivamente sulla base dei dati riportati o forniti dagli iscritti ad EBN Italia nel corso degli anni 1999-2002.

 Piovanello maggiore

       Limicolo artico, con areali di nidificazione quasi ai limiti del Paleartico occidentale. La sottospecie canutus, dalla Siberia orientale si porta a svernare in Africa con contingenti migratori che giungono regolarmente ad attraversare il Mediterraneo. In Italia sono stati segnalati inoltre regolari casi di svernamento.

       Primavera: migratore regolare, scarse le osservazioni su tutto il territorio nazionale nel periodo primaverile. Le poche osservazioni sono distribuite da metà aprile fino a tutto maggio. In quest’ultimo mese le maggiori probabilità di osservazione. Può essere più facilmente osservato in paludi lungo la costa.

       Autunno: migratore autunnale regolare, più comune che in primavera, osservato prevalentemente nel mese di settembre.

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 Gambecchio nano

       Distribuito nella fascia della tundra dalla Scandinavia alla Siberia, sverna in Africa e nel Bacino del Mediterraneo. La migrazione coinvolge l’intero Mediterraneo. In Italia ci sono stati alcuni casi di svernamento.

       Primavera: migratore regolare, abbastanza frequente nel periodo primaverile, di solito singoli individui o piccoli gruppi fino ad un massimo di 8-10 esemplari (es. Piana Fiorentina, 6 maggio 2000; E. & D. Occhiato) sia in paludi costiere che stagni e paludi interni. Rispetto all’Albastrello, il picco migratorio è posticipato di circa un mese, essendo compreso fra la terza settimana di aprile e la terza di maggio.

       Autunno: migratore regolare, abitudini come in primavera. Osservabile da luglio (adulti) fino a tutto settembre, con picco tra l’ultima settimana di agosto e le prime due settimane di settembre.

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 Piro piro Terek

       Limicolo tipico della taiga, migratore a lungo raggio dalla Siberia verso l’Africa equatoriale e l’Indocina. In Italia migratore irregolare.

       Primavera: migratore irregolare, scarse le segnalazioni in Italia durante il periodo primaverile; tuttavia è possibile identificare nella seconda metà di maggio il periodo con le maggiori probabilità di osservazione, soprattutto lungo la costa (aree costiere fangose, foci di fiumi, ma anche paludi costiere salmastre).

       Autunno: migratore irregolare, scarse segnalazioni da agosto fino a metà ottobre.

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 Gambecchio frullino

       Limicolo tipico della fascia subartica della Scandinavia e della Siberia occidentale. Sverna in Oceano Indiano, India e Africa occidentale. In Italia migratore regolare scarso in autunno, irregolare in primavera.

       Primavera: migratore primaverile irregolare, molto raro, solo quattro osservazioni dal 1999.

       Autunno: migratore autunnale regolare, sebbene scarso, frequenta sia paludi costiere salmastre che paludi interne di acqua dolce, da metà luglio fino a tutto settembre. Di solito singoli individui, ma in alcuni casi in piccoli gruppi (es. Orbetello, 4 indd., 09 Settembre 2000; Occhiato E.).

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 Albastrello

       Limicolo migratore a lungo raggio, dalla Siberia si porta a svernare in Africa, India e Indocina. In Italia vi sono rari casi di presenza invernale.

       Primavera: dalla fine di marzo a tutto aprile, con picco a fine marzo-inizio di aprile.

       Autunno: da luglio a tutto settembre, con picco da metà agosto a metà settembre. Presente anche in grosse concentrazioni, da alcune decine fino a centinaia di individui, in aree favorevoli del Delta del Po (Valle Zavalea, Saline di Comacchio, Cà Pisani, Boscoforte).

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 Piviere tortolino

              A distribuzione artica con alcune popolazioni disgiunte alpine e in Europa meridionale. Sverna in una ristretta fascia estesa dal Marocco all’Iran. In Italia è nidificante sulla Majella con una piccolissima popolazione.

       Primavera: migratore precoce, ha un picco nella prima quindicina di marzo. Arriva sui quartieri di nidificazione in Finlandia già a fine marzo, compiendo una lunga migrazione no-stop. E’ l’unica tra le specie commentate che non è legata strettamente alle zone umide, frequentando le aree aperte a prato-pascolo, i campi o i litorali.

       Autunno: migrazione da inizio agosto, con picco da metà agosto a fine settembre. Frequenta particolarmente le praterie alpine, spesso in prossimità dei passi, ma anche altri ambienti (spiagge, prato-pascoli, margini di zone umide).

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 Falaropo beccosottile

       Migratore a lungo raggio; le popolazioni dell’artico dalla Scandinavia alla Siberia orientale svernano in Oceano Indiano. In Italia si hanno presenze invernali eccezionali, riferite a singoli individui.

       Primavera: la migrazione primaverile è assolutamente incostante, con pochi individui osservati già da metà marzo, a tutto giugno. La metà di aprile è il periodo clou della migrazione.

       Autunno: la migrazione autunnale inizia già alla fine di luglio fino a fine settembre. Migratori osservati generalmente isolati, meno frequentemente fino a 3 assieme negli anni migliori, come nel 2002. Metà agosto è probabilmente il periodo migliore per osservarlo, soprattutto in ambienti costieri salmastri, eccezionalmente in zone umide interne.

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2003, Quaderni di birdwatching

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