Quaderni di birdwatching Anno V - vol. 10 - ottobre 2003

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        IAL 14 AL 26 MARZO 2003 abbiamo effettuato un viaggio in Costa Rica a scopo birdwatching; ecco il resoconto delle nostre osservazioni, accompagnato da una breve descrizione delle località visitate e qualche consiglio per chi volesse a sua volta recarsi in questo angolo del Centro America.

 Perché scegliere il Costa Rica per un viaggio di birdwatching?

 Una incredibile biodiversità

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        Il Costa Rica ha una superficie di poco più di 50.000 chilometri quadri, all’incirca come Lombardia e Piemonte messi insieme, entro i quali sono segnalate circa 850 specie ornitiche, quasi il doppio di quelle comprese nella check-list italiana!! Pensiamo sia sufficiente questo dato a dare il senso di come questo piccolo stato centroamericano possa essere considerato come uno dei paradisi del BW.

        Tanta abbondanza è dovuta soprattutto alla sconfinata varietà di ambienti naturali che possono essere incontrati in uno spazio, tutto sommato, piuttosto limitato; un intraprendente viaggiatore, partendo dalla costa caraibica, potrebbe facilmente attraversare in una sola giornata l’intero paese, toccando velocemente l’altopiano centrale e i suoi imponenti vulcani (siamo al centro di quella che dai geologi è conosciuta come "cintura di fuoco del Pacifico"), le spettacolari foreste nebbiose dello spartiacque americano, e la costa pacifica, con la sua rigogliosa vegetazione tropicale che tende a trasformarsi in foresta tropicale secca man mano che si procede verso Nord nella provincia di Guanacaste. Forse solo in America Centrale, e in Costa Rica in particolare, è possibile una cosa del genere!


 Costa Rica, il paese dei parchi e la Svizzera del centroamerica

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Vulcano Pòas - foto S. Benucci
        Questo piccolo paese, da molti a torto considerato arretrato rispetto alle "grandi potenze industriali", ha molto da insegnare a paesi come il nostro. Con un’avveduta politica di conservazione del proprio imponente patrimonio naturale, il Costa Rica aveva già concretamente protetto un quarto del proprio territorio quando qui in Italia le associazioni ambientaliste avevano appena lanciato l’ambiziosa sfida del 10%; oggi è il paese del mondo con la maggior percentuale di territorio protetto.

        Tutto questo senza cedere, almeno nella maggior parte dei casi, alle spinte speculative di chi voleva costruire qualcuno di quei grandi centri turistici stereotipati del tutto estranei alla cultura e al paesaggio del luogo.

        Diciamo anche che il Costa Rica è uno dei pochi paesi al mondo a non avere un esercito (risposta definitiva e incondizionata alla tematica della pace), che l’istruzione e l’assistenza sanitaria sono gratuiti e garantiti per tutti i cittadini, e che in definitiva esiste un certo benessere, almeno in relazione agli standards centroamericani (tanto da meritare l’appellativo di Svizzera del Centro America). Aggiungiamo inoltre, per esperienza personale, che i costaricensi sono veramente gentilissimi e disponibili.


 Quando andare / Il clima

        La temperatura e abbastanza costante durante tutto l’arco dell’anno, ma si deve tenere in considerazione che tra i mesi di Aprile e Novembre si ha la stagione delle piogge: in particolare verso la fine di questo periodo l’abbondanza di precipitazioni può rendere inaccessibili alcune strade. La stagione secca, la migliore per visitare il paese, si ha invece nel periodo dicembre/aprile. Il momento migliore per un viaggio di BW in Costa Rica potrebbe essere quello intorno ai mesi di gennaio e febbraio, in cui si combinano la situazione atmosferica migliore con una massiccia presenza di uccelli migratori che si spostano verso i quartieri di nidificazione del Nord America e che si aggiungono ai residenti; è chiaro però che questo, vista la scarsità di precipitazioni, è anche il periodo di alta stagione, con i prezzi più alti e la maggiore affluenza turistica.


 Altre informazioni utili

        La ricettività è buona, con offerte che, anche se non raggiungono gli standard europei, sono comunque senz’altro soddisfacenti. In vari parchi nazionali c’è la possibilità di essere alloggiati in specifiche strutture, tipo ostelli, molto economici, anche se occorre sapersi adattare.

        Per muoversi liberamente all’interno del paese è indispensabile una jeep, visto che con rare eccezioni, l’intero sistema viario è costituito da strade a fondo naturale in cui si possono trovare improvvisamente massi e buche che rendono necessaria la presenza di un auto che si mantenga alta rispetto al fondo stradale. Inoltre un improvviso acquazzone può trasformare queste strade in veri e propri pantani fangosi (da qui l’utilità di avere a disposizione anche l’opzione 4 ruote motrici).

        La lingua inglese è parlata praticamente da tutti gli operatori turistici e dal personale dei parchi, e comunque lo spagnolo è generalmente molto comprensibile per noi italiani.

        E’ consigliabile la profilassi antimalarica anche se, probabilmente, nel periodo secco può essere considerata superflua; le zanzare viste durante il nostro viaggio potevano essere tranquillamente contate sulle dita di una mano.

 Trip report

        Venerdì 14/03 — volo Roma-Madrid / Madrid-Miami / Miami-San Josè

        Sabato 15/03 — alle 7.30 siamo pronti alla nostra prima esperienza di BW tropicale che avviene in un piccolo parco urbano di S. Josè in attesa dell’orario stabilito per il ritiro dell’auto noleggiata dall’Italia. In poco più di mezz’ora mettiamo a segno 15 lifer tra cui uccelli che avremo ritrovato numerosi ovunque durante il nostro viaggio, come la Great-tailed Grackle (Quiscalus mexicanus ), l’Hoffmann’s Woodpecker (Melanerpes hoffmannii) o il Great Kiskadee (Pitangus sulphuratus) e altri che non avremo più visto, come il Grayish Saltator (Saltator caerulescens) o il Rufous-tailed Hummingbird (Amazilia tzacatl).

        Presa l’auto ci dirigiamo subito verso il paese di Monteverde, punto di accesso preferenziale per alcune riserve di foresta tropicale (cloud forest, foresta tropicale umida). Durante il percorso attraversiamo diversi ambienti (aree coltivate, pascoli, paesi, boschi e foreste più o meno aridi) e facciamo diverse soste nelle numerose piazzole a bordo strada; arriviamo alle 16.30 a Monteverde, dopo aver contato altri 16 lifer tra cui Turkey e Black Vulture (Cathartes aura e Coragyps atratus), Inca Dove (Columbina inca), Squirrel Cockoo (Piaya cayana), Green-breasted Mango (Anthracothorax prevostii), Masked Tityra (Tityra semifasciata), Scissor-tailed Flycatcher (Tyrannus forficatus), Olive-sided Flycatcher (Contopus borealis), White collared Seedeater (Sporophila torqueola).

        Aspettando l’ora di cena, facciamo una breve passeggiata intorno al B&B in cui risiediamo e facciamo ancora 5 lifer tra cui Golden-browed Chlorophonia (Chlorophonia callophrys) e Blue- crowned Motmot (Momotus momota).



Magenta-throated Woodstar
(Calliphlox bryantae) - foto S. Benucci

Green-crowned Brilliant (Helyodoxa jacula)
foto S. Benucci


        Domenica 16/03 — dedichiamo l’intera giornata alla visita della Monteverde cloud forest reserve e del vicino sentiero dei colibrì, una piccola area provvista di mangiatoie e affollatissima di colibrì che si lasciano avvicinare incredibilmente anche a meno di mezzo metro! E’ impossibile dare un idea della diversità delle forme biologiche presenti nella riserva, in particolare di quelle vegetali oltre che degli uccelli. Per quanto riguarda le specie osservate all’interno della riserva, spiccano Black Guan (Penelope unicolor), Resplendent Quetzal (Pharomachrus mocinno), Ruddy Treerunner (Margarornis rubiginosus), Spotted Barbtail (Premnoplex brunnescens), Ruddy Woodcreeper (Dendrocincla homochroa), Fiery-throated Hummingbird (Panterpe insignis), Gray-breasted Wood-wren (Henicorhina leucophrys), Black-faced Solitaire (Myadestes melanops), Black-and-yellow Silky-flycatcher (Phainoptila melanoxantha), Three-striped Warbler (Basileuterus tristriatus), Rufous-capped Warbler (Basileuterus rufifrons), Bananaquit (Coereba flaveola), Yellow-throated Euphonia (Euphonia hirundinacea), Spangled-cheeked Tanager (Tangara dowii), Chestnut-capped Brush-Finch (Atlapetes brunneinucha).

        Al giardino dei colibrì il pomeriggio riusciamo ad osservare Green Violet-ear (Colibri thalassinus), Violet Sabrewing (Campylopterus hemileucurus), Green-crowned Brilliant (Helyodoxa jacula), Purple-throated Mountain-gem (Lampornis calolaema), Coppery-headed Emerald (Elvira cupreiceps).


…non stiamo nella pelle. Siamo a Monteverde che diamine! Non è mica uno scherzo! Una vera, autentica foresta vergine tropicale! Dentro ci sono i Giaguari, i Boa, i Quetzal! Abbiamo già assaggiato questo splendido paese ma la foresta di Monteverde è un’altra cosa. Paghiamo ed entriamo.
Un Coati mi passa quasi tra le gambe. Scopriremo poi che quell’individuo elemosina bocconi ai turisti presso la biglietteria ma nel nostro viaggio ne incontreremo molti altri autenticamente selvatici.
Alziamo gli occhi al cielo. E’ come entrare in una cattedrale. Gli immensi tronchi salgono anche più di cinquanta metri a sorreggere una volta scura, quasi nascosta nella nebbia. Una luce opalescente, quasi malaticcia, filtra attraverso il fogliame. Il cielo proprio non lo vediamo. L’umidità trasuda dai tronchi coperti di licheni e di mille altre piante incredibili che salgono, scendono, si intrecciano in una incredibile insalata mista. Sgargianti fiori rossi e gialli accendono lampi di luce colorata nella nebbia. L’umidità si condensa in goccioline e in una specie di pioggerella autunnale.
L’impatto è fantastico. Mai visto nulla di simile; neanche a Superquark!
L’incontro con gli uccelli è fuggevole, sono numerosi e molto attivi ma anche circospetti e soprattutto difficili da determinare. La foresta ogni tanto rimbomba di inquietanti suoni che scopriamo essere il grido delle Scimmie urlatrici; ne vedremo solo una in tutta la giornata. Eccoci su una terrazza panoramica. Si domina una discreta estensione di foresta. E’ spettacolare. La volta verdissima copre la stretta vallata in direzione del versante pacifico fino a fondersi con la nebbia. L’altro versante si perde invisibile verso l’Atlantico. Siamo sullo spartiacque delle Americhe e un paio di Gray-breasted Wood-Wren emettono il loro canto squillante dai cespugli vicini e si mostrano in continuazione. Poco dopo non possiamo fare a meno di imbatterci in un gruppetto di birdwatchers americani, al seguito di una guida locale, eccitatissimi che parlano di Quetzal. Eccolo sui rami altissimi pacatamente appollaiato. E’ una femmina e ci mostra la schiena. Davvero emozionante. Ne vediamo un altro poco dopo, tutto per noi. Questo è un giovane maschio con petto rosso ma coda corta. Un uccello veramente fantastico!…


        Lunedì 17/03 — La mattina prima di colazione riusciamo a fare 8 lifer in un percorso di 300 m intorno al nostro B&B, tra cui Pale-billed Woodpecker (Campephilus guatemalensis), Golden-olive Woodpecker (Piculus rubiginosus), Ocrhaceous Wren (Troglodytes ochraceus), Blackburnian Warbler (Dendroica fusca) e Blue-hooded Euphonia (Euphonia elegantissima). Dedichiamo la mattinata a visitare con più attenzione le zone di bosco secco e savana alberata presenti a valle di Monteverde ed osserviamo tra gli altri Red-billed Pigeon (Columba flavirostris), Orange-chinned Parakeet (Brotogeris jugularis), Torquoise-browed Motmot (Eumomota superciliosa), Streaked-headed Woodcreeper (Lepidocolaptes souleyetii), Rose-throated Becard (Pachyramphus aglaiae), Western Kingbird (Tyrannus verticalis), Social Flycatcher (Mesyiozetet similis), Boat-billed Flycatcher (Megarhynchus pitangua), Streaked Flycatcher (Myiodinastes maculatus), Dusky-capped Flycatcher (Myiarchus tuberculifer), Streaked-crowned Antvireo (Dysithamnus striaticeps), Yellow-green Vireo (Vireo flavoviridis).

        Il pomeriggio visitiamo la Finca Ecologica, una piccola riserva che comprende foresta tropicale secca e aree coltivate; qui riusciamo a vedere il Three-wattled Bellbird (Procnias tricarunculata) in canto e la parata nuziale del Long-tailed Manakin (Chiroxiphia linearis) con due maschi particolarmente confidenti che si fanno filmare durante il corteggiamento. La sera al giardino dei colibrì riusciamo ad osservare una femmina di Green Hermit (Phaethornis guy).


…quando giri per il paese di Sant’Elena ne vedi decine. Disegnati sulle insegne dei negozi, sulle vetrine, sui cartelli stradali, sulle case private. E’ un po’ l’uccello-emblema di questa zona. Sto parlando del Three-wattled Bellbird, in italiano Campanaro dalle tre caruncole o più semplicemente Uccello campanaro.
E’ un uccello davvero strano, unico nel suo genere. E’ grande come un picchio verde, colore nocciola uniforme con testa e collo bianchi. Tre bargigli filiformi piuttosto lunghi si dipartono dal becco, due dai lati e uno dall’attaccatura superiore, e penzolano simili a vermi. Il canto è unico nel mondo degli uccelli: il campanaro si posiziona sulla sommità di un alto albero che domina la volta verde della foresta, si gonfia concentrato nell’enorme sforzo e poi …. Emette un sonoro squillo che si può sentire a diversi chilometri di distanza. Infatti questo uccello è difficile da osservare ma facilissimo da udire; se si tende l’orecchio anche dal paese si sentono alcuni canti ovattati giungere dalla non lontana foresta.
Siamo stati fortunati. Appena entrati nella piccola foresta secca della Finca Ecologica sentiamo sopra di noi, potente e vicinissimo il canto del Campanaro. A Monteverde con quei dieci e più strati di copertura vegetale sarebbe stato impossibile vederlo ma qui la foresta ha dimensioni più "normali" e la fortuna ci assiste. C’è una fettina di cielo appena visibile fra i rami e proprio lì vediamo il nostro Campanaro. Lo puntiamo con il cannocchiale a 60 ingrandimenti e lo riprendiamo in digiscoping a tutto fotogramma. Veramente fantastico.
E non è finita. C’è un altro uccello-simbolo della zona il Long-tailed Manakin (Manachino codalunga) che poco oltre si mostrerà. Prima lo sentiamo cantare e lo cerchiamo fra i rami bassi, si mostra, timidamente, di sfuggita; poi, sfrontati esibizionisti, due maschi si fanno ammirare e riprendere con la videocamera nella tipica esibizione di corteggiamento che comprende oltre al canto anche la danza di due o più maschi che si esibiscono davanti alla femmina saltando alternativamente su un ramo…


        Martedì 18/03 — Ultimo giorno di permanenza a Monteverde; giornata molto ventosa e poco adatta al bw. Visitiamo la Santa Elena cloud forest reserve, foresta tropicale umida secondaria, dove riusciamo a vedere: Swallow-tailed Kite (Elanoides forficatus), Wedge-billed Woodcreeper (Glyphorhynchus spirurus), Brown-billed Scythebill (Campyloramphus pusillus), Collared Redstart (Myioborus torquatus), Baltimora Oriole (Icterus galbula), Band-tailed Pigeon (Columba fasciata). La sera al giardino dei colibrì uno Striped-tailed Hummingbird (Eupherusa eximia).

        Mercoledì 19/03 — Lasciato Monteverde ci dirigiamo verso Bahia Salinas, una piccola baia sul pacifico, vicina al Parco Nazionale di Santa Rosa, nel Nord del paese. Durante il viaggio abbiamo modo di osservare Crested Caracara (Polyborus plancus), Harry’s Hawk (Parabuteo unicinctus), Ruddy Ground-Dove (Columbina talpacoti), Gray-chested Dove (Leptotila cassinii), Gray-headed Chachalaca (Ortalis cinereiceps), Keel-billed Toucan (Ramphastos sulphuratus), Gray-crowned Yellowthroat (Geothlypis poliocephala), Eastern Meadowlark (Sturnella magna).



Bananaquit (Coereba flaveola)
foto S. Benucci


Crested Caracara (Polyborus planctus)
foto S. Benucci


        Arrivati a Bahia Salinas nel tardo pomeriggio, andiamo subito ad esplorare la vicina spiaggia, dove durante i nostri tre giorni di permanenza riusciamo a vedere tra l’altro: Great Frigatebird (Fregata magnifica), Brown Pelican (Pelecanus occidentalis), Olivaceus Cormorant (Phalacrocorax olivaceus), Mangrove Swallow (Tachycineta albilinea), Tricolored Heron (Egretta tricolor), Little Blue Heron (Egretta caerulea), Great Blue Heron (Ardea herodias), Snowy Egret (Egretta thula), American Oystercatcher (Haematopus palliatus), Semipalmated Plover (Charadrius semipalmatus), Willet (Catoptrophorus semipalmatus), Spotted Sandpiper (Actitis macularia), Least Sandpiper (Calidris minutilla), American Kestrel (Falco sparverius), Ringed Kingfisher (Megaceryle torquata).

        Giovedì 20/03 — Passiamo tutta la giornata al Parque National de Santa Rosa, costituito interanente da foresta tropicale secca. Tra le nuove specie: King Vulture (Sarcoramphus papa), Roadside Hawk (Buteo magnirostris), White-tipped Dove (Leptotila verreauxi), Orange-fronted Parakeet (Brotogeris jugularis), Black-headed Trogon (Trogon melanocephalus), Elegant Trogon (Trogon elegans), Plain-brown Woodcreeper (Dendrocincla fuliginosa), Barred Woodcreeper (Dendrocolaptes certhia), Yellow-olive Flycatcher (Tolmomyias sulphurescens), Rufous-naped Wren (Campylorhynchus rufinucha).


…da oltre un’ora stiamo viaggiando su una strada assai approssimativa, in forte discesa, che dovrebbe condurci sulla costa pacifica. Siamo nel Parco Nazionale di Santa Rosa nel nord-ovest del Paese, uno dei Parchi storici del Costarica.
Il paesaggio forestale qui è diverso dal resto del paese. Qui piove molto di rado e il caldo è asfissiante. E’ la foresta secca, ecosistema unico e prezioso.
Dopo aver girovagato per un paio d’ore intorno alla stazione scientifica fra polvere, caldo torrido e numerose iguana di ogni età, incamerando una dozzina di lifers decidiamo di recarci sulla costa in cerca di altra biodiversità.
Ma a quella costa non ci arriveremo, non oggi: la strada è un disastro e sta peggiorando velocemente, la jeep fuma, il caldo è insopportabile; ci fermiamo per fare il punto e decidiamo di tornare indietro. C’è qualcosa tra i rami, uno dei tanti colibrì, piccolissimo, veloce e difficile da identificare. Ha il becco lungo ed evidenti strie bianche su occhi e mento, la gola rossa. Scatta l’identificazione: è il Plain-capped Starthroat. Un altro lifer.
-L’Avvoltoio papa! L’Avvoltoio papa! - Strilla Lorenzo — Lassù, sopra di noi!-
Come in un film di Hitchcock, con una semplice dissolvenza, passo dalla penombra degli alberi e dal piccolo colibrì al cielo azzurro dove alto libero e bellissimo si libra uno splendido adulto di Avvoltoio papa. Remiganti e timoniere sono nere, il resto del piumaggio è bianchissimo. E’ apprezzabilmente più grande dei comunissimi Avvoltoio dal collo rosso e Urubù. Vola leggero, resta sopra di noi per un paio di minuti e poi si spinge oltre, in caccia sulla volta della foresta. A noi resta il ricordo di uno dei momenti più intensi di sempre della nostra esperienza di birdwatchers…


        Venerdì 21/03 — Decidiamo di visitare un’altra zona del parco di Santa Rosa, passando per il paese di Cuajiniquil, un picolo villaggio di pescatori sull’Oceano Pacifico. Abbiamo l’occasione di osservare sia specie costiere, come la Royal Tern (Sterna maxima) e l’Anhinga (Anhinga anhinga), sia specie tipiche del bosco e del mangrovieto, tra cui: Mangrove Black Hawk (Buteogallus subtilis), Mangrove Cuckoo (Coccysus minor), Collared Aracari (Pteroglossus torquatus), White-necked Puffbird (Bucco macrorhynchos).

        Sabato 22/03 e Domenica 23/03 — Trasferimento al Parque National Palo Verde, un’immensa area paludosa (a Marzo purtroppo ormai quasi del tutto asciutta), circondata da bosco tropicale secco. Trascorriamo all’interno del parco due giorni durante i quali osserviamo tra gli altri: Jabirù (Jabirù mycteria), Bare-throated Tiger-Heron (Tigrisoma mexicanum), Green-backed Heron (Butorides striatus virescens), Northern Jacana (Jacana spinosa), Black-bellied Whistling-Duck (Dendrocygna autumnalis), Blue-winged Teal (Anas discors), Laughing Falcon (Herpetotheres cachinnans), Ferruginous Pigmy-Owl (Glaucidium brasilianum), Common Pauraque (Nyctidromus albicollis), Purple Gallinule (Porphyrula martinica), Louisiana Whatertrush (Seiurus motacilla).


…stiamo cercando una palude. Il Parco Nazionale di Palo Verde è noto come una enorme palude ma la palude non c’é. Ci sono solo coltivazioni, soprattutto risaie. Da trenta chilometri stiamo viaggiando in mezzo a prati e risaie. Il paesaggio è bello e ci sono pure diversi uccelli ma niente di quello che ci si aspettava.
Ecco ora il bosco. Bosco secco simile a quello del Parco Nazionale di Santa Rosa. Ancora chilometri; la sorpresa è forte oltre l’ultima curva. Tutta la palude si è ridotta a poco più di una pozza di meno di un paio di ettari ma l’acqua non si vede. Ci sono solo uccelli. Migliaia. Un immenso stormo di Dendrocigne beccorosso. Una moltitudine arancione fischiante percorsa da continui fremiti e svolazzi.
Il nome inglese Black-bellied Whistling-Duck é davvero azzeccato: le dendrocigne fischiano.
E’ uno spettacolo notevole. Nel mucchio non tardiamo a notare alcune Jacane (Jacana spinosa), diverse Marzaiole americane, alcuni Limpkin e un paio di Jabirù e di Wood stork.
Poche ore più tardi sul cielo nero gli ultimi riflessi del tramonto accompagneranno gli infiniti branchi fischianti delle dendrocigne in spostamento verso i siti di alimentazione.
Solo gli inquietanti gridi delle scimmie urlatrici che ci tengono svegli la notte sono più forti dei fischi delle dendrocigne. Qui a Palo Verde la natura è ancora viva e selvaggia. Qui la natura è cattiva; ci agitiamo nei letti dello squallido dormitorio del parco e ci sentiamo davvero piccoli e insignificanti ometti tecnologici…


        Lunedì 24/03 — Lasciamo Palo Verde diretti verso S. Josè, dove pernotteremo per due notti nei pressi dell’aereoporto; mentre usciamo dal parco, dalle 5.30 alle 6.00 di mattina riusciamo ancora a vedere: Crested Guan (Penelope purpurascens), Great Curassow (Crax rubra), Spotted-bellied Bobwhithe (Colinus leucopogon), Collared Forest-Falcon (Micrastur semitorquatus).

        Martedì 25/03 — Passiamo la giornata nel Parque National de Vòlcan Poas dove riusciamo ad aggiungere altri 7 lifer alla nostra lista, che alla fine della giornata comprenderà anche: Vaux’s Swift (Chaetura vauxi), Black-billed Nightingale-Trush (Chatarus gracilirostris), Mountain Robin (Turdus plebejus), Shooty Robin (Turdus nigrescens), Large-footed Finch (Pezopetes capitalis), Mountain Elaenia (Elenia frantzii), Slaty Flowerpiercer (Diglossa plumbea).

        Mercoledì 26/03 — Rientro a Roma Fiumicino.

 I parchi visitati

 Foresta di Monteverde

        E’ forse il parco più interessante fra quelli visitati. Si tratta di una foresta tropicale fra le più belle e meglio conservate di tutto il Centro-America. Situata sulla cordigliera di Tilaran nel nord del paese, in prossimità dello spartiacque americano. Le nubi si raccolgono nelle alte vallate e garantiscono un clima costantemente umido. Nasce così un ecosistema particolarissimo formato da enormi alberi perennemente immersi nella nebbia e ricoperti di muschi, felci, epifite e di splendide orchidee: la foresta nebbiosa.

        La biodiversità qui raggiunge i suoi valori massimi; piante ed animali sono presenti con un numero infinito di specie. Due fra i più famosi abitanti di Monteverde sono il Quetzal e il Rospo dorato. La riserva è perfettamente attrezzata per la visita con comodi sentieri pedonali. La ricettività turistica è ottima e adatta a tutte le esigenze.


 Foresta di Santa Elena e Finca Ecologica

        Nelle vicinanze della straordinaria Foresta di Monteverde si è sviluppata tutta una serie di attività legate al turismo naturalistico, alberghi, pensioni, ristoranti, servizi di guda naturalistica ecc. Vi sono anche alcune riserve minori ma non per questo trascurabili che valgono una visita. Sant’Elena è anch’essa una foresta nebbiosa ma non è una foresta vergine come Monteverde; la copertura vegetale è più modesta, gli alberi sono meno monumentali ma sotto il profilo del birdwatching offre ottime possibilità.

        La Finca Ecologica (fattoria ecologica) è un piccolo lembo di foresta secca più vicino all’abitato di Sant’Elena. Visitare le tre riserve (Monteverde, Sant’Elena e Finca Ecologica) consente di diversificare gli ambienti visitati e di aumentare le specie di uccelli osservabili.


 Parco nazionale di Santa Rosa

        Questo parco si trova nella regione del Guanacaste all’estremo nord-ovest del Costarica ed è caratterizzato da un clima particolarmente secco. Anche durante la stagione delle piogge qui non si hanno precipitazioni eccessive come nel resto del paese. La copertura vegetale è, tutto sommato, simile a quella delle nostre regioni mediterranee. Nelle zone costiere dove il parco incontra l’Oceano Pacifico vi sono lagune ed estuari coperti di boschi a mangrovie.


 Parco nazionale di Palo Verde

        Sempre nella regione del Guanacaste, nel Nord-Ovest del Costarica, dove il Rio Tempisque si allunga a formare il suo ampio delta che poi si getta nel grande golfo di Nicoya, si trova una estesa zona naturale ricca di acquitrini e di foreste: il Parco Nazionale di Paolo Verde. L’area è ricchissima di avifauna sia in termini qualitativi che quantitativi. Durante la stagione secca (è il caso della nostra visita) l’area allagata si riduce al minimo e anche il numero di presenze ornitiche ne risente. Vi è comunque il vantaggio di una maggiore concentrazione delle specie legate all’acqua e quindi una certa facilitazione delle osservazioni.


 Parco nazionale del Vulcano Poas

        Vicinissimo alla capitale San José. Si raggiunge dall’aeroporto internazionale della capitale in meno di un’ora d’auto. Parco tra i più visitati e meglio attrezzati si caratterizza soprattutto per lo spettacolo mozzafiato offerto dall’enorme cratere fumante del vulcano Poas e dal più riposante e poco distante vecchio cratere ormai trasformato in un placido laghetto. Presenti sui versanti del vulcano alcuni lembi di foresta ben conservati.


LA CHECK LIST COMPLETA DEL VIAGGIO
Un po' di libri

  • F. Gary Stiles, Alexander F. Skutch, Dana Gardner — 1989 — A Guide to the Birds of Costa Rica — Helm
  • Keith Taylor — 1993 — A birders Guide to Costa Rica — ed. ciclostilata
  • Rob Rachowiecki — 2002 — Costa Rica — Lonely planet EDT
  • Daniel H. Janzen — 1983 — Costa Rican Natural History — The University of Chicago Press

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    2003, Quaderni di birdwatching

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