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UALCHE ANNO FA ho conosciuto un tipo simpatico, a Linosa. Era il proprietario di un esercizio commerciale, di quelli che lavorano tutto lanno ma soprattutto in quei tre o quattro mesi di pienone estivo, quando devi mettere pane in saccoccia per affrontare il vento salso e la solitudine dei mesi invernali, deprimenti come in pochi altri posti. Parlavamo di caccia, di uccelli, di pesca, e pian piano dirottai la discussione sulle Berte maggiori. Chiedevo: ma perché facevate quella strage di uova di Berte maggiori? Perché questa tradizione così crudele? Il tipo, uno che sembrava sbarcato da un gommone di extracomunitari, ma linosaro sino al midollo, mi guardò con aria di compatimento e poi mi liquidò così: "Vede, dottore, è facile criticare e alzare la voce in difesa degli uccelli quando si ha la pancia piena. Noi linosari la pancia la stiamo riempiendo ora, da qualche anno a questa parte arrivano i turisti e non abbiamo più il tempo di pensare alle Berte. E se ogni tanto qualcuno, per vandalismo o per riassaporare il pesce con luovo della sua gioventù, va giù a Mannarazza e torna con tre o quattro uova, non sposta niente. Le Berte sempre ci sono state, e sempre ci saranno".
Ci riallacciamo dunque ai vecchi discorsi di come il turismo possa cambiare, nel bene o nel male, le sorti di una popolazione o di una specie.
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La spiaggia di Pozzolana
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Linosa, la piccola delle Pelagie, così vicina eppure così diversa nella genesi e nellaspetto dalla sorella maggiore Lampedusa. Mentre questultima, infatti, appartiene alla piattaforma continentale africana, Linosa è di natura vulcanica. Emerge da un fondale di circa 400 metri, è posta a Nord-Est di Lampedusa, da cui dista circa 20 chilometri, mentre 150 sono i chilometri che la separano dalla costa siciliana. Ha un perimetro di circa 18 chilometri ed è estesa 5,2 kmq. Infine la sua costa è ovunque alta e scoscesa, con due imponenti falesie in corrispondenza delle insenature della Cala Pozzolana di Ponente e della Pozzolana di Levante. E il paradiso dei sub ed è compresa in ben due riserve naturali: Isola di Linosa, gestione Azienda Regionale Foreste (poveri noi) e Riserva marina delle Pelagie, ente gestore ancora da definire.
Sono diversi i motivi che dovrebbero spingere il birdwatcher a scegliere Linosa come mèta di vacanza: il transito dei migratori (in particolare in primavera) e le colonie di Berta maggiore (Calonectris diomedea). La specie sverna in pieno Oceano Atlantico, anche se vengono riportati avvistamenti nel Mediterraneo nei mesi più freddi (personalmente lho avvistata al largo delle coste della Sicilia orientale a dicembre). Nei luoghi di nidificazione invece, compresa Linosa, è presente dai primi di marzo ai primi di novembre, e nello stesso periodo è avvistabile anche pochi chilometri al largo delle coste siciliane, sia pure in numeri più ridotti.
Questa procellaria, biometricamente variabile nelle sue popolazioni, ha sempre esercitato un fascino particolare su naturalisti e gente comune, sia per le abitudini nettamente pelagiche e labilità nel volo, sia per il lamento che emette nelle ore notturne. Prima del 1999 non avevo mai sentito la voce delle berte. Una sera mi sono ritrovato solo, nelloscurità totale, a cercare un punto di appoggio sugli aguzzi spuntoni vulcanici della scogliera, con lunica ambizione di stare qualche minuto in loro compagnia. Intuire il loro volo, sentire il fruscio delle ali e udire il pianto di un bambino ora pieno, ora attutito dalla profondità dei cunicoli, con il contorno del rumore delle onde che si insinuavano tra gli scogli, è stata unesperienza unica, emozionante, in parte impressionante e che al tempo stesso mi ha fatto capire il perché di tante leggende sulle Berte, animali pacifici, spesso con scarso timore nei confronti delluomo, tanto da avvicinarsi tranquillamente alle barche dei pescatori per raccogliere i pesciolini di scarso pregio che vengono gettati in mare.
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