Quaderni di birdwatching Anno V - vol. 10 - ottobre 2003

Note dal campo
Titolo

A pair of very stubborn Great Crested Grebes
In the spring of 2002 a pair of Great Crested Grebes successfully nested on the Po river near Piacenza (Northern Italy), after their nest had been destroyed three times by the river floods.


        SIAMO NEL MARZO 2002 e durante un’escursione in riva al Po, in un tiepido pomeriggio di inizio primavera, nei pressi di Isola Serafini (Piacenza) scopro due coppie di Svassi maggiori intenti a costruire il nido lungo la riva del fiume a circa 50 metri gli uni dagli altri. E’ lo stesso tratto lungo il quale l’anno precedente, ad ottobre, avevo sorpreso una coppia di questi eleganti uccelli ancora intenta a prestare cure all’unico pullo di una covata, presunta tardiva, della scorsa stagione riproduttiva e lungo il quale, sempre nello stesso periodo, era presente un discreto assembramento di individui, adulti e giovani dell’anno.

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        La coppia più a monte lavora su un ammasso di detriti accatastati da una delle ultime piene, mentre quella più a valle tra i rami di un tronco affiorante dall’acqua. E’ davvero entusiasmante osservarli nell’eleganza dei loro comportamenti: le coppie sono formate ormai, la stagione riproduttiva è in fermento ed ogni azione appare come un preciso quanto impeccabile rituale specifico come quelli ampiamente documentati e descritti nella letteratura etologica della specie. Le operazioni procedono in un ritmico ed affaccendato andirivieni dei soggetti alternati a permanenze reciproche al nido. Al ricongiungimento dei componenti di ciascuna coppia sono frequenti i saluti con i caratteristici scuotimenti del capo scanditi dal tipico ritmico e schioccante richiamo, così come inevitabili sono gli screzi durante gli incroci tra i soggetti delle diverse coppie durante gli sconfinamenti territoriali.

        All’improvviso un soggetto assume la caratteristica "posa del gatto" che dovrebbe preludere alla "danza delle erbe". Lo seguo quando il partner ne precede l’immersione: ad un tratto riemergono, procedendo l’un l’altro strisciando sull’acqua con i rispettivi mazzetti di vegetazione acquatica appena recuperati fino ad innalzarsi progressivamente nella "postura del pinguino", spingendosi petto contro petto e scuotendo ritmicamente il capo, ripiegando il collo a destra e sinistra e cominciando a schioccare ripetutamente. Straordinario! Uno spettacolo che merita di essere visto. E’ infatti veramente difficile descrivere l’eleganza e l’aristocratica disinvoltura di questi stupendi uccelli.

        Anche nei giorni seguenti sono ripetuti gli inviti in acqua e quelli al nido da parte dei membri di ciascuna coppia nell’alternanza che vede maschio e femmina avvicendarsi al nido e in acqua, e viceversa, cogliendo ogni occasione per scambiarsi i saluti cerimoniali rinforzando così i legami di coppia che appaiono molto saldi. Entrambi i componenti della coppia apportano materiale al nido e se lo lasciano, si prodigano a ricoprirlo. Probabilmente sono già in cova. La coppia più a valle sembrano invece in ritardo.

        Nei giorni seguenti incessanti e copiose piogge primaverili ingrossano il fiume che, in un’ondata di piena, spazza via i nidi delle due coppie. Tutto il loro lavoro e l’impegno profuso viene quindi vanificato. Ad un sopralluogo successivo al passaggio della piena ritrovo la coppia più a valle intenta a ripristinare il lavoro perduto. Dei vicini però non vi è più traccia, devono aver abbandonato la zona in cerca di un posto più sicuro. Quella appena passata, infatti, risulterà essere la prima di ben tre ondate di piena primaverili che per altrettante volte, vanificherà gli sforzi dell’intraprendente e tenace coppia di Svassi maggiori che imperterrita, e questa volta da sola, ricomincerà ogni volta tutto daccapo.

        I soggetti sono ben tolleranti e decido così di appostarmi comodamente e montare l’attrezzatura per documentare gli avvenimenti, sicuro di non arrecare loro disturbo. Il nido, infatti, si trova a circa 10 metri da riva e in un tratto di fiume piuttosto trafficato dal punto di vista nautico per cui i soggetti sono abbastanza abituati alla presenza umana.

        Anche durante i giorni seguenti il tempo scorre tra i soliti avvicendamenti: andirivieni dal nido, pesca, cure del piumaggio con il caratteristico ingurgitare di piume che a quanto pare servirebbe a proteggere l’apparato digerente dalle lische delle loro prede che a volte mi sorprendono per le dimensioni e la semplicità con la quale vengono inghiottite.

        Verso sera l’atmosfera lascia presagire qualcosa di molto interessante: il maschio, strisciando sull’acqua, si avvicina alla femmina al nido che udendo i rauchi richiami del maschio si appiattisce abbassando e allungando il collo; una volta raggiunto il nido, il maschio innalza la coreografica cresta, allarga i ciuffi auricolari e dopo un apparente attimo di esitazione balza sul dorso della compagna copulando con un roco grido che sfocia in una goffa camminata sopra la sottomessa partner, che sembra calpestare, per finire nuovamente in acqua dinnanzi ad essa. Non finisce qui: il tutto si ripete a circa mezz’ora di distanza. Entusiasta per essere riuscito ad assistere in diretta anche a questo magico e così importante momento biologico torno a casa soddisfatto, certo del buon andamento della nidificazione.


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        Questa volta tutto sembra procedere per il meglio. Siamo ormai a giugno e il Po non dovrebbe più essere minaccioso. Di settimana in settimana i sopralluoghi si ripetono in una sorta di piantonamento della coppia attendendo la schiusa delle uova. Alla fine di luglio ne constato l’avvenuta schiusa e la nascita di tre pulli. Finalmente dopo tante disavventure, al quarto tentativo, la tenacia di questa caparbia coppia di Svassi maggiori ha avuto ragione.

        Tutto questo è ciò che succedeva l’anno scorso. Nel 2003, a causa dell’incredibile siccità nessuna piena ha minacciato la coppia che alla fine di agosto ha portato a termine la seconda covata dell’anno, con un nuovo pullo. Dalla prima, a giugno, ne erano nati 5. A questo punto mi sento autorizzato a pensare che quella che ritenevo una covata tardiva l’anno scorso fosse in realtà una "seconda" covata, a una conferma della prolificità della coppia negli ultimi due anni e del buon insediamento della stessa lungo il bacino fluviale, che se riportata sulla scala specifica potrebbe essere considerata come un’ulteriore conferma dell’espansione della specie (vv Oasis n. 5, sett/ott 2001), anche grazie alle doti di intraprendenza e tenacia e di adattabilità ambientale che permettono allo Svasso di nidificare in zone anche fortemente antropizzate, purchè tranquille.


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2003, Quaderni di birdwatching

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