Quaderni di birdwatching Anno V - vol. 10 - ottobre 2003

Approfondimenti
Titolo
testo e tavole di Matteo Lausetti

Scoters
Scoters are not hard to identify, if seen well; however, they are usually spotted at great distance and often in poor light conditions. In this article, identification characters (both at close range and at a distance) are given for the two Scoter species regularly occurring in the Western Palearctic, Common (Melanitta nigra) and Velvet Scoter (Melanitta fusca), with references to the accidental North American and Siberian subspecies (M. n. americana, M. f. deglandi, M. f. stejnegeri). The rare vagrant Surf Scoter (Melanitta perspicillata) is also described.
(See also, in this issue, "Migration patterns of Scoters")


        FINALMENTE CI TROVIAMO DI FRONTE ad un gruppo di uccelli marini che non presentano eccessivi problemi di identificazione, almeno per quanto riguarda la separazione tra le varie specie; qualche problema in più sorge quando, in condizioni di osservazione difficili, altre specie di anatidi, con abitudini meno legate all’ambiente marino ma non raramente incontrabili anche in mare aperto, presentano un aspetto incredibilmente simile a quello dei nostri. Va, infatti, considerato che, in cattive condizioni di luce e visibilità e a distanze rilevanti, tutte le anatre, specialmente se femmine o maschi in eclisse, possono apparire di colore uniformemente scuro, se non addirittura completamente nero.

        Per cominciare vediamo di che cosa stiamo parlando; gli orchi e gli orchetti marini sono anatidi appartenenti al genere Melanitta, si tratta di anatre legate, almeno al di fuori del periodo prettamente riproduttivo, all’ambiente marino e costiero, quindi si possono incontrare in lagune e laghi costieri, nelle acque in prossimità delle coste e addirittura in mare aperto.

        Ci troviamo di fronte a tre specie ben distinte; due regolarmente presenti nel Paleartico Occidentale (Orco marino Melanitta fusca ed Orchetto marino Melanitta nigra) ed una di origine neartica, presente nelle regioni europee solo come accidentale (Orco marino dagli occhiali Melanitta perspicillata).




 Orchetto marino

        Si tratta di un’anatra di medie dimensioni, circa delle dimensioni di un Fischione, che nidifica principalmente nella Penisola Scandinava e, verso est, nel nord della Siberia fino al pacifico. Sverna lungo le coste di gran parte dell’Europa occidentale formando spettacolari branchi di migliaia di individui nel Mare del Nord e nel Mar Baltico, mentre alle nostre latitudini è più facile incontrare gruppetti di pochi individui o esemplari isolati.

        L’aspetto generale è decisamente "tondeggiante", in qualche modo tozzo, soprattutto se confrontato con l’Orco marino. Il corpo è massiccio e abbastanza sgraziato, con un collo sproporzionatamente sottile, sovrastato da una testa globosa e tondeggiante, dall’aspetto di una bolla. Il becco è abbastanza piccolo, enfatizzando l’aspetto sferico della testa. La coda è, se confrontato con i congeneri, abbastanza lunga e appuntita. Spesso la silhouette molto caratteristica è sufficiente all’identificazione anche ad una certa distanza.

        La colorazione è uniformemente molto scura, color caffè o cioccolato fondente che spesso appare nero. Le uniche parti che possono evidenziare un contrasto cromatico apprezzabile a distanza sono quelle formate dalle primarie, le quali, specialmente nella parte inferiore dell’ala, sono leggermente più chiare del resto del piumaggio e mostrano una capacita di riflettere la luce che spesso le rende visibili anche a distanze considerevoli.

        Le femmine presentano una colorazione leggermente più chiara, più evidentemente tendente al marrone con una ben visibile area più chiara, tendente al grigiastro, che si estende ai lati del collo e sulle guance. Il becco del maschio è nero lucido con un evidente zona gialla sulla parte superiore, nella zona delle narici, mentre quello della femmina è uniformemente scuro. Le zampe sono nere.

        Una certa attenzione va prestata alla possibile presenza della sottospecie del pacifico Melanitta nigra americana, che si presenta nel Paleartico Occidentale come raro accidentale e che nidifica nelle zone artiche del Nord America e della Siberia Orientale. La colorazione è praticamente identica a quella della sottospecie nominale, ad eccezione della macchia gialla sulla parte superiore del becco dei maschi, che è decisamente più estesa. Le vere differenze si possono apprezzare nell’aspetto generale: le dimensioni sono percettibilmente maggiori e la testa e il collo sono visibilmente più massicci, più grandi e la testa è meno globosa, dandogli un aspetto intermedio tra Orchetto marino e Orco marino.

        Il volo dell’Orchetto marino è, rispetto a quello dei congeneri, abbastanza caratteristico. Generalmente il volo è abbastanza rettilineo, condotto a pelo d’acqua con rapidi battiti d’ala e movimenti laterali del corpo. Quando si sposta in grandi stormi assume una formazione piuttosto disordinata, formata da una poco strutturata massa anteriore di uccelli disposti in modo apparentemente casuale, seguita da un paio di "filamenti" formati da uccelli che procedono in linea, come fossero due code sventolanti. Anche questi grossi stormi tendono a volare a pelo d’acqua, anche se non è escluso poterli osservare in volo abbastanza alto sopra l’orizzonte.


 Orco marino

        Questa bella anatra marina nidifica nelle zone montagnose della Penisola Scandinava e lungo le coste artiche della Siberia. Le principali aree di svernamento sono localizzate nel Mare del Nord ma è possibile incontrarlo lungo tutte le coste europee. Le dimensioni sono visibilmente maggiori di quelle della specie precedente ponendosi in una fascia intermedia tra quelle di un Orchetto marino e quelle di un Edredone (Somateria mollissima).

        La struttura generale ricorda quella dell’Orchetto anche se più allungata e in qualche modo più elegante. La testa è meno tondeggiante, squadrata e abbastanza simile a quella degli edredoni. Il collo è abbastanza massiccio e, a differenza che nell’Orchetto, da una certa impressione di continuità con la testa. Il becco è massiccio e con base larga, creando una certa continuità con la testa che quindi nel complesso assume un aspetto abbastanza triangolare. Il corpo è meno globoso e più aerodinamico che nella specie precedente. La coda è decisamente corta. Nel complesso, quindi, la silhouette ricorda vagamente quella degli edredoni ed è evidentemente più aerodinamica e meno sbilanciata posteriormente che quella dell’Orchetto marino.

        La colorazione di fondo e decisamente scura, addirittura nera. Il carattere di piumaggio più evidente è la colorazione candida delle secondarie che contrastano nettamente con il resto del piumaggio e che risultano, in volo, visibili in ogni condizione di osservazione. Le primarie presentano un contrasto con il resto del piumaggio meno evidente che nella specie precedente e spesso questo contrasto non è percepibile durante le osservazioni sul campo. Il maschio presenta una ben marcata "virgoletta" bianca immediatamente sotto l’occhio o, nel caso di individui immaturi, un area chiara sulle copritrici auricolari e sul becco è presente un’ampia zona gialla che copre quasi tutta la mandibola superiore e che risulta ben visibile anche a distanza. Le femmine mostrano una colorazione leggermente più chiara e presentano un area chiara ai lati della testa meno diffusa che nell’Orchetto e generalmente concentrata in due distinte macchie chiare, spesso molto ben visibili, una sulle guance e una sulle copritrici auricolari. Nelle femmine il becco è completamente scuro. In ogni piumaggio le zampe sono rossastre e a volte ben visibili durante il volo.

        Il volo è più rettilineo e più regolare di quello dell’Orchetto marino, con battiti di ala piuttosto rapidi e regolari, anche se l’incedere è più lento di quello della specie precedentemente trattata. Il corpo rimane più stabile e non ondeggia lateralmente.

        Gli stormi sono generalmente più limitati che nell’Orchetto, raramente superano la cinquantina di individui e mantengono una struttura ben organizzata in linee organizzate e stabili. Non disdegna di imbrancarsi, soprattutto durante le migrazioni, con altre anatre marine come edredoni o smerghi..

        Esistono due sottospecie che possono essere incontrate nel Paleartico Occidentale come rarissimi accidentali. Una di origine americana Melanitta fusca deglandi e una della Siberia orientale Melanitta fusca stejnegeri. Entrambe sono molto difficili da identificare e sul campo risultano distinguibili dalla sottospecie nominale solo in presenza di maschi adulti in piumaggio pressoché perfetto.

        La prima, M. f. deglandi, presenta una forma della testa ancora più simile a quella degli edredoni, vagamente simile a quella dell’Orco marino dagli occhiali, La macchia bianca presente al inferiormente all’occhio è molto estesa, le parti laterali del becco presentano una colorazione più rossastra, i fianchi e l’addome presentano una colorazioni marrone che può contrastare abbastanza con il petto e le parti superiori nere. Quest’ultimo carattere si accentua con la consunzione del piumaggio; bisogna comunque stare molto attenti, dal momento che anche la nostra sottospecie può, in caso di estrema consunzione del piumaggio, mostrare un contrasto simile.

        La seconda sottospecie, M. f. stejnegeri, è praticamente identico alla sottospecie precedente e per certi versi quasi indistinguibile, se non per il becco che è decisamente più massiccio, con base molto larga e per avere fianchi e addome neri.


 Orco marino dagli occhiali

        Si tratta di una specie neartica che nidifica nelle zone artiche tra l’Alasca e il Labrador e sverna lungo le coste del Nord America, sia in Atlantico che nel Pacifico. La sua presenza nel Paleartico Occidentale è da considerarsi accidentale, anche se relativamente regolare.

        L’Orco marino dagli occhiali è leggermente più piccolo dell’Orco marino con un aspetto generale che presenta caratteri intermedi tra un Orchetto marino e un Edredone. La testa è notevolmente squadrata, con becco massiccio e larghissimo alla base che gli conferisce un aspetto vagamente simile a quello dell’Edredone dagli Occhiali Somateria fischeri. Il collo è massiccio e piuttosto corto. Il corpo è massiccio e sgraziato ma non globoso come nell’orchetto. Nel complesso presenta, soprattutto in volo, una silhouette piuttosto singolare, per certi aspetti un po’ buffa, con il corpo sbilanciato in avanti rispetto alle ali (la parte di corpo anteriore alla base delle ali è maggiore di quella posteriore) e la coda cortissima.

        La colorazione è nel complesso uniformemente scura, senza la zona bianca sulle secondarie, caratteristica dell’Orco marino. Le primarie non presentano particolare contrasto con il resto del piumaggio. La testa del maschio mostra una colorazione assolutamente distintiva con due ampie zone bianche, una sulla fronte, nella zona immediatamente superiore al becco e una sulla nuca e sulla parte posteriore del collo. Il becco, che come abbiamo gia detto è particolarmente massiccio, ha una colorazione ciallo-arancione, con ampie aree chiare ai lati che circondano una distinta macchia nera.

        Le femmine possono risultare più difficili da distinguersi da quelle dell’Orchetto marino, presentando una distribuzione cromatica molto simile a queste ultime anche se, nel caso che l’osservazione si verifichi in buone condizioni di luce e di visibilità, è possibile apprezzare, oltre le differenze nella struttura, una distribuzione dell’area chiara ai lati della testa e del collo meno uniforme e con contrasti decisamente più marcati.

        Gli individui immaturi possono mostrare una colorazione del petto grigiastra piuttosto chiara, decisamente visibile, almeno in volo, anche a distanze considerevoli. Le zampe sono rossastre, decisamente visibili in volo nei maschi, un po’ meno visibili nelle femmine.

        Il volo è molto simile a quello dell’Orchetto marino. Gli stormi sono abbastanza disordinati, ma bisogna considerare che nelle nostre regioni è assolutamente improbabile l’incontro con più di uno o due esemplari. Nell’areale di origine è frequente l’incontro con branchi misti con Melanitta nigra americana, che abbiamo trattato in precedenza, caso, questo, che può nel caso di femmine, può creare notevoli difficoltà.


        In conclusione, quindi, come abbiamo visto, ad eccezione di alcuni casi, questo genere di anatre marine non ci crea grossissime difficoltà, per cui, soprattutto se ci troviamo lungo le coste dell’Europa settentrionale, dove è più probabile la presenza delle varie sottospecie accidentali o della specie americana, occhi aperti e buon divertimento.


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2003, Quaderni di birdwatching

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