Quaderni di birdwatching Anno V - vol. 10 - ottobre 2003

Hotspots

TITOLO
testo e foto di Stefano Benucci

 
Berte maggiori riprese dalla costa in digiscoping
filmato di M. Sighele - doppio clic per far partire

        L'OSSERVAZIONE DI UCCELLI MARINI è una "sezione" del birdwatching abbastanza specializzata e poco praticata, almeno nel nostro paese.

        I birders italiani già sono una specie di setta e gli osservatori abituali del mare sono una piccola minoranza di questa, forse solo qualche decina.

        Anche birders esperti ritengono, probabilmente, meritevole osservare il mare solo nei più sperimentati siti del nord-Europa dove si concentrano le grandi colonie di Sule, Urie e Laridi.

        Eppure l’osservazione degli uccelli marini è un’attività affascinante in grado di dare grandi soddisfazioni anche se praticata nel nostro piccolo Mediterraneo.


 I siti più idonei

        Le linee di costa sono importanti punti di riferimento per gli uccelli in movimento sia che si tratti di uccelli terrestri, acquatici (Limicoli, Anatre di superficie ecc.) o pelagici (Berte, Sule, Alcidi). Se poi si sceglie un punto strategico quale un promontorio ben avanzato sul mare si avrà un osservatorio privilegiato. Per scegliere il posto sarà opportuno basarsi sull’esperienza ma, nel caso di siti da sperimentare, anche sull’analisi della carta geografica. Infatti, gli uccelli marini si spostano tenendosi, in genere, in vista della terra e "tagliano" il mare avvicinandosi maggiormente alla costa in punti fissi (promontori, stretti, ecc.).

        Nonostante 7450 chilometri di costa, gli hotspots finora noti per l’osservazione del mare in Italia sono pochi e tra questi possiamo citare, ad esempio, Punta Chiappa in Liguria, Torre Faro e Capo Murro di Porco in Sicilia.


 Il Promontorio di Piombino

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        Guardando la carta d’Italia si può facilmente intuire come il Promontorio di Piombino possa essere un buon punto per osservare gli uccelli marini. È un vero e proprio "naso" che rompe la monotonia di una costa abbastanza lineare e.. a migliorare la situazione davanti a questo "naso" si staglia l’isola d’Elba separata da un tratto di mare di dieci chilometri scarsi che, per gli uccelli pelagici in transito, diventa un vero e proprio imbuto.

        Dalla costa continentale, con il cannocchiale, si può tenere d’occhio l’intero canale e, con un po’ d’esperienza, identificare la maggior parte degli uccelli che transitano. L’osservazione può essere talora agevolata dal passaggio di qualche peschereccio che rientra nel porto di Piombino: i marinai scelgono il pescato e gettano gli scarti fuori bordo; si raccolgono così dei codazzi di centinaia di Laridi e berte osservabili anche molto vicino alla costa.


 Il Promontorio del Falcone

        Il punto migliore di tutti per le osservazioni è il piccolo Promontorio del Falcone, situato a nord della città di Piombino, quasi a delimitare la parte urbanizzata del promontorio da quella ancora selvaggia e spettacolare dominata dalla macchia mediterranea. Se il Promontorio di Piombino è un naso sulla costa italiana, il Promontorio del Falcone è un naso sul naso!

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        E’ un piccolo promontorio originatosi da una colata vulcanica, una selvaggia scogliera di roccia nera coperta di bassa vegetazione, diverso dal resto del Promontorio di Piombino sia per l’origine geologica, sia per la copertura vegetale, sia per il paesaggio; solo ciuffi di Ampelodesmos e bassi e odorosi cespugli di Mirto e di Fillirea coprono la nuda roccia. E’ un paesaggio un po’ da "Highlands scozzesi" in piccolo. Non a caso questo luogo, sempre incantevole, esprime la sua più grande magia nel pieno dell’inverno quando le grandi e bianchissime Sule si tuffano nel mare blu-scuro battuto dal maestrale o file interminabili di Berte minori, come veloci puntolini neri, scompaiono tra le onde a metà canale. I Marangoni dal ciuffo pescano vicinissimi alla costa e si possono vedere nuotare nell’acqua trasparente. Con un po’ di fortuna può capitare di cogliere il volo di una Strolaga mezzana, di un Orchetto marino, di un Gabbiano tridattilo o di uno Zafferano. Il Gabbiano corso è abbastanza comune e osservabile in ogni stagione. Tra le osservazioni più rare del periodo invernale un immaturo di Gazza marina che pescava sottocosta il 24 gennaio 1988.


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        Tra il finire dell’inverno e l'inizio primavera si ha uno dei periodi più interessanti con grandi numeri di Berta maggiore (specie che, comunque, è presente tutto l’anno), di Gabbiano corallino che passa in lunghe file a meno di un chilometro dalla costa e buone opportunità di osservare gli Stercorari. Il Labbo e lo Stercorario mezzano sono osservabili con una certa regolarità soprattutto nel periodo dei passi e lo Stercorario maggiore è stato osservato alcune volte, sempre nel mese di marzo.

        Degna di nota l’osservazione di Berta grigia del 10 marzo 1991 (la sesta per l’Italia), osservazione che si è ripetuta nello stesso braccio di mare nel pelagic trip di EBN Italia del 1° marzo 2003. Chissà che questa specie non sia più regolare di quanto si sospetti nei nostri mari anche considerando che ha popolazioni molto numerose nel non lontano (per un pelagico) Atlantico.

        Naturalmente l’osservazione degli uccelli marini da un promontorio non esclude certo le altre specie più spiccatamente "terrestri". Fra le più interessanti che fanno abitualmente mostra di sé al Promontorio del Falcone voglio ricordare il Passero solitario (stanziale), il Picchio muraiolo e il Sordone (svernanti regolari), il Corvo imperiale e il Pellegrino (visibili per tutto il corso dell’anno). Notevole la possibilità di osservare alcune spettacolari migrazioni come gli immensi branchi di migliaia di Colombacci ad ottobre o, nei passi primaverili ed estivi il Falco di palude e il Pecchiaiolo.

        Il momento migliore per l’osservazione del mare è durante le prime ore del mattino quando il sole è alle spalle. Per quanto riguarda la situazione atmosferica è bene tenere presente che il tempo perturbato e i venti di mare favoriscono le osservazioni. Un mare calmo e una leggera brezza da terra sono invece premonitori di una giornata di scarse osservazioni. Ma naturalmente, in questo campo, non esistono regole fisse.


Ecco un’elenco delle specie marine osservate dal Promontorio del Falcone

  • Strolaga minore Gavia stellata
  • Strolaga mezzana Gavia arctica
  • Svasso maggiore Podiceps cristatus
  • Svasso piccolo Podiceps nigricollis
  • Berta maggiore Calonectris diomedea
  • Berta grigia Puffinus griseus
  • Berta minore Puffinus Yelkouan
  • Sula Sula bassana
  • Cormorano Phalacrocorax carbo
  • Marangone dal ciuffo Phalacrocorax aristotelis
  • Edredone Somateria mollissima
  • Orchetto marino Melanitta nigra
  • Orco marino Melanitta fusca
  • Smergo minore Mergus serrator
  • Falco pescatore Pandion haliaetus
  • Stercorario maggiore Catharacta skua
  • Stercorario mezzano Stercorarius pomarinus
  • Labbo Stercorarius parasiticus
  • Gabbiano corso Larus audonii
  • Zafferano Larus fuscus
  • Gabbiano reale Larus michahellis
  • Gabbiano comune Larus ridibundus
  • Gabbiano roseo Larus genei
  • Gabbiano corallino Larus melanocephalus
  • Gabbiano tridattilo Larus tridactyla
  • Sterna maggiore Sterna caspia
  • Beccapesci Sterna sandvicensis
  • Sterna comune Sterna hirundo
  • Mignattino Chlidonias niger
  • Gazza marina Alca torda

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    2003, Quaderni di birdwatching

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