Quaderni di birdwatching Anno VI - vol. 11 - aprile 2004

Approfondimenti
Titolo
testo e tavole di Matteo Lausetti

Identification of European Auks in winter
The six European species of Alcidae, the so-called "penguins of the northern hemisphere", commonly live in the northern part of the Atlantic Ocean, from Brittany up to the Spitsbergen Islands. However, during the winter some of them may get as far south as the coasts of Northern Africa, or even enter the Mediterranean Sea. Actually, two of them, Razorbill (Alca torda) and Puffin (Fratercula arctica), can be seen regularly in Italian waters, therefore they can be considered as regular migratory and wintering species. During the winter all the Auks share a common pattern of very dark/black upperparts and white underparts: this makes them especially difficult to tell apart. This article provides hints for the identification of all six species, with regard both to plumage details (which, however, are often hard to notice at sea) and to jizz.


        NEL NOSTRO EXCURSUS tra le famiglie di uccelli marini del Paleartico Occidentale siamo giunti ad un gruppo di volatili decisamente singolari, gli Alcidi. Si tratta di uccelli di dimensioni generalmente abbastanza ridotte, la cui estrema specializzazione e l’adattamento all’ambiente marino hanno portato ad una singolare convergenza evolutiva, dal punto di vista anatomico, con l’ordine Sphenisciformes, ovvero i più conosciuti pinguini, caratteristici dell’Emisfero Australe.

        La famiglia Alcidae comprende tredici generi, tutti distribuiti esclusivamente nell’Emisfero Boreale, occupando tutti gli oceani nelle loro porzioni più settentrionali. Nel Paleartico occidentale sono presenti, con l’esclusione di alcune specie accidentali, sei specie appartenenti a cinque generi: Uria (Uria aalge), Uria di Brünnich (Uria lomvia), Uria nera (Cepphus grylle), Gazza marina (Alca torda), Gazza marina minore (Alle alle) e Pulcinella di Mare (Fratercula arctica).

        Tutte e sei le specie sono caratteristiche dei mari più settentrionali del nostro continente, dalle coste della Bretagna fino alle isole Spitsbergen, anche se alcune specie possono, durante il periodo invernale, spingersi a sud fino ai mari dell’Africa Settentrionale ed anche entrare nel Mediterraneo per svernare al largo delle nostre coste. In particolare due specie sono segnalate con una certa regolarità nelle acque italiane, tanto da poter essere considerate migratrici regolari e svernanti regolari, Gazza marina e Pulcinella di mare. Vi sono inoltre varie segnalazioni di Uria e di Gazza marina minore un po’ in tutto il Mediterraneo Occidentale.

        Al di fuori del periodo riproduttivo tutte le specie sono prettamente pelagiche, caratteristica, questa, evidenziata dalla singolare struttura anatomica nella quale le zampe, in posizione estremamente posteriore, risultano quasi inutili agli spostamenti sulla terra ferma. La vita invernale di queste specie si svolge sempre in mare aperto, a distanze notevoli dalla costa ed è forse anche per questo motivo che le segnalazioni in Mediterraneo, dove le escursioni in alto mare per il seawatching sono piuttosto rare, risultano essere abbastanza sporadiche e per lo più legate a condizioni meteorologiche particolarmente avverse.

        Durante il periodo invernale tutte e sei le specie presentano una distribuzione cromatica caratterizzata da una netta separazione tra le parti superiori scure, addirittura nere, e le parti inferiori bianche; questa similitudine, associata alle dimensioni abbastanza modeste, alle spesso pessime condizioni di osservazione sia per distanza che per visibilità e alla spiccata tendenza di questi uccelli a volare molto rapidamente e a quota bassissima, sfiorando la superficie del mare e scomparendo in continuazione tra le onde, può rendere molto difficile l’identificazione delle diverse specie. E’ quindi importante ricordare alcune caratteristiche che, quando apprezzabili, potranno risolverci non pochi problemi ed evitarci la classica delusione di essere sicuri di aver visto un alcide volare in linea retta a pelo d’acqua tra le onde, ma senza essere in grado di decidere se si trattasse di una Gazza marina o di un’Uria.


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a: Uria - b: Gazza marina - c: Uria di Brunnich - d: Uria nera - e: Gazza marina minore - f: Pulcinella di mare

 Uria (Uria aalge) e Gazza marina (Alca torda)

        Sfogliando un manuale di identificazione può sembrare scontata la differenza tra queste due specie; in realtà, nel periodo che stiamo prendendo in considerazione può essere incredibilmente difficile essere certi di un’identificazione corretta nelle tipiche condizioni in cui ci troviamo ad operare normalmente nel seawatching.

        La prima caratteristica da osservare è, quando possibile, la forma e le proporzioni del becco; l’Uria presenta un becco notevolmente appuntito, abbastanza fine e piuttosto lungo che, normalmente, risulta visibile anche ad una certa distanza, anche a causa della sua abbastanza evidente discontinuità con il profilo della testa. Nella Gazza marina, viceversa, il becco appare decisamente più corto, non tanto in valore assoluto, quanto per la difficoltà nello stabilire dove cominci veramente, dato che tende a integrarsi nel profilo della testa a causa della continuità tra profilo superiore del becco e fronte. Inoltre questa specie presenta un becco notevolmente più largo rispetto alla specie precedente, non appuntito, ma simile, per certi versi a quello di un gabbiano, con un distinto angolo gonidale spostato verso la parte anteriore. Bisogna, inoltre, tenere presente che la Gazza marina presenta sul becco un caratteristico disegno formato da una sottile banda bianca verticale che lo attraversa completamente all’altezza dell’angolo gonidale e da una seconda linea bianca che ne segue il profilo superiore all’altezza dell’attaccatura e che raggiunge in pratica l’occhio. Purtroppo questa caratteristica è, nei piumaggi non riproduttivi, raramente apprezzabile, salvo che non ci si trovi a brevissima distanza dal soggetto.

        Un'altra caratteristica cui prestare attenzione è la differente sagoma delle due specie. L’Uria appare decisamente più esile con una discontinuità tra corpo, collo e testa abbastanza evidente, il collo è abbastanza lungo e la testa appare globosa con una fronte e una nuca piuttosto tondeggianti; il corpo è affusolato e termina in una coda notevolmente corta. La Gazza marina, viceversa, presenta un profilo massiccio, nel quale il becco, la testa, in qualche modo cuneiforme, e il corpo formano un tutt’uno senza una ben visibile soluzione di continuità. Il margine superiore del becco e la fronte si trovano in linea, senza formare un angolo evidente. Quando è posata sull’acqua la nuca forma un angolo netto e ben visibile con il collo. Il corpo presenta un profilo a forma di botte con la circonferenza maggiore spostata anteriormente all’altezza del petto. La coda è piuttosto lunga ed appuntita e risulta discretamente evidente quando l’uccello è posato sull’acqua, a causa dell’abitudine a tenerla sollevata verso l’alto.

        Come già accennato in precedenza, la distribuzione del colore è molto simile tra le due specie. Va comunque considerato che mentre la colorazione delle parti superiori dell’Uria è tendenzialmente marrone scuro, quella della Gazza marina è decisamente nera; purtroppo, come ben sappiamo, in mare risulta incredibilmente difficoltoso, se non impossibile, apprezzare questa differenza che ci può tornare utile solo nel caso ci trovassimo a ridottissima distanza dal soggetto ed in condizioni di luce particolarmente favorevoli.

        Le due caratteristiche del piumaggio in cui realmente differiscono le due specie riguardano i fianchi e la distribuzione della colorazione scura sulla testa. L’Uria presenta fianchi notevolmente striati di scuro, caratteristica questa abbastanza visibile sia quando l’uccello è posato sull’acqua sia quando è in volo, come pure striate sono parte delle ascellari, caratteristica apprezzabile solo in volo. La Gazza marina ha fianchi ed ascellari bianche candide senza traccia di striature scure.

        Nell’Uria le copritrici auricolari sono quasi completamente chiare, con solo il loro margine superiore scuro che forma una lunga stria ad arco che si proietta posteriormente all’occhio dividendo in modo abbastanza netto in due la porzione bianca ai lati della testa. Nella Gazza marina, invece, le copritrici auricolari sono tendenzialmente scure, formando una zona nera abbastanza evidente posteriormente all’occhio.

 Uria di Brünnich (Uria lomvia)

        Per certi versi possiamo considerare l’Uria di Brünnich come una via di mezzo tra le due specie precedenti. Il becco è lungo e appuntito ma decisamente più massiccio che nell’Uria, soprattutto per quanto riguarda la base, e mostra un leggero angolo gonidale a circa la metà della sua lunghezza. E’ presente al margine della mandibola superiore una linea orizzontale bianca che corre per quasi tutta la lunghezza del becco, caratteristica questa che in inverno è molto meno evidente che durante il periodo riproduttivo.

        Il profilo ricorda quello dell’Uria anche se la testa appare più squadrata, con una fronte abbastanza prominente e la nuca che forma un certo angolo con il collo. Il collo è lungo ma abbastanza massiccio, tanto che in volo è difficile percepire una discontinuità con la testa. La sagoma del corpo è simile a quella dell’Uria e come in quest’ultima termina con una coda corta e poco visibile.

        La colorazione delle parti superiori è tendenzialmente nera, mentre quella delle parti inferiori è candida. I fianchi sono bianchi e non presentano alcuna striatura.

        Molto caratteristica è la distribuzione di colore sulla testa che ricorda un poco quella della Strolaga mezzana, con una netta separazione tra la parte superiore del capo, che è uniformemente scura, comprese le copritrici auricolari e la gola, e le guance che sono candide; questa distribuzione cromatica si ripete sul collo, dove la parte posteriore appare nera e quella anteriore bianca.


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a: Uria - b: Gazza marina - c: Uria di Brunnich

 Uria nera (Cepphus grylle)

        L’Uria nera è inconfondibile in inverno quanto in estate. Le peculiari caratteristiche del piumaggio la rendono veramente unica tra le specie che possiamo incontrare nei mari europei. La singolarità di questa specie consiste nel fatto che in estate essa appare la più uniformemente scura della famiglia degli alcidi, mentre in inverno sfoggia il piumaggio più chiaro.

        La sagoma ricorda quella dell’Uria e, per certi versi, appare anche più esile; il becco è molto fine ed appuntito, la testa è notevolmente globosa ed il collo è molto lungo ed ancora più esile di quello dell’Uria rendendo ancora più evidente la globosità della testa.

        Il piumaggio, come gia accennato, è assolutamente caratteristico. Le parti superiori, invece di presentare un’uniforme colorazione scura, appaiono grigiastre, con un evidente disegno a scaglie chiare che va a sfumare in maniera poco netta su i fianchi. Sulla parte superiore delle ali sono presenti le stesse due ampie finestre bianche che caratterizzano il piumaggio estivo: queste appaiono ben visibili anche a notevole distanza sia quando l’animale è in volo che quando è posato sull’acqua.

        La testa e il collo sono molto chiari, quasi completamente bianchi o grigiastri, con una leggera ombreggiatura a scaglie sulla parte superiore della testa e sulla parte posteriore del collo. Le copritrici auricolari presentano una colorazione grigiastra sfumata che forma una distinta macchia isolata al centro della testa.

        Se le condizioni di osservazioni sono buone, è anche possibile osservare la peculiare colorazione rossastra delle zampe che in tutti gli altri alcidi dei nostri mari, con l’eccezione del Pulcinella di mare, sono di colore nero o grigio scuro.

 Gazza marina minore (Alle alle)

        Si tratta della specie più piccola presente nel Paleartico Occidentale, circa la metà di un’Uria o di una Gazza marina.

        La sagoma è decisamente tozza, molto compatta; il becco è molto piccolo e spesso indistinguibile ad una certa distanza, la testa forma un tutt’uno con il collo molto corto e massiccio che non mostra soluzione di continuità con il corpo che è notevolmente cilindrico. La coda è cortissima al punto da dare quasi l’impressione che posteriormente l’animale termini in modo netto come se ne mancasse una parte.

        Il piumaggio in generale è quello classico degli alcidi: parti superiori scure, tendenti al nero, parti inferiori bianche. La caratteristica più evidente risulta quasi sempre essere la distinta area chiara che si protende verso l’alto posteriormente alle copritrici auricolari e anteriormente alla zona scura ai lati del collo, conferendo a quest’ultima l’aspetto di un ben distinto collarino non completo nella parte anteriore del collo.

        Quando la Gazza marina minore è posata possono essere visibili, sempre che non ci si trovi a distanza eccessiva, tre o quattro striature bianche che attraversano longitudinalmente le scapolari. Le copritrici della parte inferiore dell’ala, contrariamente che nelle specie fino ad ora trattate, sono grigie, abbastanza scure, e mai bianche.

        Molto caratteristico è il volo di questa specie, assolutamente rettilineo con rapidissimi battiti di ala, talmente rapidi da ricordare in un certo qual modo quelli di un insetto. Da tenere ben presente che in volo sul mare questa specie appare veramente minuscola.

 Pulcinella di mare (Fratercula arctica)

        Durante il periodo estivo è sicuramente uno degli uccelli marini più facilmente identificabili e forse anche uno dei più conosciuti, soprattutto grazie alla peculiare coloratissima ranfoteca che ne avvolge il becco. Qualche problema in più si può incontrare durante l’inverno, quando, oltre ad osservare questa specie in volo sul mare e spesso a grandi distanze, ci troviamo di fronte ad un uccello quasi completamente privo di quel carattere su cui facevamo tanto affidamento per l’identificazione.

        Le dimensioni sono ridotte, circa due terzi di quelle di un’Uria. La sagoma è piuttosto compatta, simile a quella della Gazza marina minore ma con una testa più prominente, più grande e più globosa. Il becco è corto, conico e con base molto larga, di colore grigio piuttosto scuro.

        Il piumaggio è pressoché uguale a quello estivo, caratterizzato dall’ampia porzione chiara, vagamente a forma di goccia, che interessa quasi tutta la faccia e la parte laterale della testa, ma, contrariamente a quanto non accada in estate, questa area non appare bianca ma notevolmente sfumata di grigio, in particolar modo nella parte anteriore e nella zona circostante all’occhio. Appare sempre presente e ben visibile il collarino nero, completo anteriormente e dai margini ben definiti.

        Le copritrici della parte inferiore delle ali sono grigie, abbastanza scure. I fianchi presentano una striatura grigia o al limite un’ombreggiatura scura che spesso è piuttosto evidente.

        Una caratteristica peculiare di questa specie, che risulta ben apprezzabile quando il soggetto è posato sull’acqua, è la totale assenza del margine chiaro delle secondarie, carattere questo abbastanza evidente nelle altre specie e che si manifesta con una più o meno ampia mezzaluna bianca al margine posteriore del dorso.


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a: Uria - b: Gazza marina - c: Uria di Brunnich - d: Uria nera - e: Gazza marina minore - f: Pulcinella di mare

        Come si può vedere ogni specie presenta alcuni caratteri peculiari e ben visibili che ne rendono abbastanza agevole l’identificazione. Come al solito in questo genere di cose i problemi ci vengono più che altro dalle abitudini pelagiche di questa affascinante famiglia di pennuti, abitudini che ci costringono ad operare spesso e volentieri in condizioni estreme in cui visibilità e distanza dei soggetti rasentano il limite del ridicolo, rischiando di far perdere il lume della ragione anche alle persone più equilibrate, categoria questa alla quale generalmente non appartengono gli appassionati di seawatching.



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