Quaderni di birdwatching Anno VI - vol. 11 - aprile 2004

Parliamo di ...
Titolo
di Salvatore Grenci

        ECCO UNA STORIA A LIETO FINE, un’Aquila minore restituita alla natura dopo che ad ottobre una fucilata in Campania aveva fermato la sua corsa verso sud. Un mix di fortuna, la tempestività nel recupero del rapace da parte del corpo forestale di Caserta, e l’abilità di Adriano Argenio, veterinario direttore del CRFS di Caserta, nell’intervenire chirurgicamente sull’ala spezzata e nella successiva fase di riabilitazione.


image
Aquila minore - foto Salvatore Grenci
image
L'aquila nelle mani di Adriano Argenio - foto Salvatore Grenci

        L’aquila è stata liberata ad Agrigento, per l’esattezza nella Valle dei Templi, zona protetta nella quale ogni anno la specie sverna regolarmente con 1-2 esemplari. La liberazione è stata curata dallo stesso Adriano Argenio e da Maurizio Fraissinet, noto naturalista e divulgatore, nonché inanellatore dell’INFS. Scelgo la Rupe Atenea per il rilascio, il punto più alto della città, dominante non solo la Valle dei templi ma anche buona parte delle colline più distanti, un vero e proprio pezzo di natura selvaggia, regno della donnola e dell’istrice ma anche del Falco pellegrino e, un tempo, del Lanario. Fuori della scatola di cartone l’aquila è abbastanza vivace, un piccolo, delizioso maschio morfismo chiaro i cui artigli e becco semiaperto consigliano cautela. Spendiamo qualche altro minuto per un servizio giornalistico sul posto: narro in breve la storia, intervisto Argenio e Fraissinet, poi passiamo alla liberazione. Adriano decide di evitare il lancio e lascia per terra l’aquila. Rapido avvicinamento al bordo della Rupe, 80 metri di arenaria a piombo su un meraviglioso vallone rovinato solo dai troppi eucalipti.

doppio clic per far partire il filmato
        Sembra incerta, quasi non crede ai suoi occhi: la libertà dopo quattro mesi di voliera. Questione di secondi, un balzo e scivola con maestria sul vallone. Tutti i rapaci sono belli, ma la deliziosa aquila pennata è diversa, con quella livrea bianconera e il disegno del dorso è un vero spettacolo. E’ bello gustare la fuga verso la libertà, il volo perfetto, la perizia con cui esegue un paio di virate, persino la strenua resistenza al mobbing annunciato dei Corvi imperiali titolari di quel settore di parete. Per un po’ controbatte, poi, stufa, si posa su un eucalipto.

        I corvi se ne vanno, noi pure: ci attenderà una bella giornata nelle campagne più selvagge della provincia con chiusura a suon di cannoli di dolcissima ricotta siciliana. Batterò la zona successivamente per accertarmi dell’assenza di qualsiasi problema, ma mi accoglieranno solo gli strepiti del Pellegrino. Ci saranno altri incontri con l’Aquila minore, ma in città, neanche fosse un Gheppio o una Taccola, intenta a scrutare sui tetti dei palazzi e a volteggiare tra antenne e serbatoi.

        Il servizio tv che ho realizzato ha successo: la redazione è tempestata di telefonata e un paio di colleghi della carta stampata nel pomeriggio, mentre siamo a caccia di altre aquile sui Sicani, vogliono a tutti costi la storia e le foto che non ho. Ancora oggi di tanto in tanto rivivo la liberazione sullo schermo del mio computer: un piccolo, ma significativo manifesto di libertà che offro anche ai lettori di Quaderni di birdwatching e a tutti coloro amino il libero volo dei rapaci.


BACK

2004, Quaderni di birdwatching

Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale senza consenso scritto.