Quaderni di birdwatching Anno VI - vol. 11 - aprile 2004

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        IL FAGIANO DI MONTE (Tetrao tetrix) è il tetraonide più comune dell’avifauna alpina: questa specie presenta un dimorfismo sessuale molto accentuato. Il maschio adulto è nettamente più grande della femmina, il suo peso si aggira mediamente sui 1.200 g, mentre le femmine raramente superano i 1.000 g.

        Il piumaggio del maschio è nero lucente con riflessi azzurri bluastri sul collo e sul dorso, contrastante con il bianco delle ali e del sottocoda, ed è caratterizzato dall’inconfondibile coda a forma di lira. Molto evidenti sono le caruncole rosse sopra gli occhi (nel periodo del canto). La femmina ha il piumaggio bruno-grigiastro con fini bardature chiare e scure e la coda molto meno sviluppata e appariscente.

        Gregario per buona parte dell’anno, il Fagiano di monte è poligamo. Alla fine dell’inverno i maschi tornano a frequentare le abituali "arene" di canto (luogo aperto dove si riuniscono i maschi durante il periodo primaverile, nelle prime ore del mattino, a svolgere attività di parata accompagnata da combattimenti e lotte). Questi scontri hanno lo scopo di determinare il territorio individuale di ogni singolo maschio: gli adulti occupano le zone centrali dell’arena, i giovani quelle periferiche, ma tutti difendono con accanimento il proprio territorio.

        Dalle mie osservazioni svolte sul Monte Baldo (Verona), i maschi arrivano all’arena in volo, ma può succedere che salgano a piedi dalla faggeta sottostante.



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        Il loro primo canto è il "soffio": il maschio distende leggermente il collo, solleva rapidamente il capo, sbatte leggermente le ali (il suono può essere così tradotto: chùch-scccùiit).

        Dopo alcuni minuti c’è il secondo canto: questo viene chiamato "rugolio". E’ costituito da una serie di suoni continui che ricordano il tubare dei colombi: "ruurururuu…ruururuuù". In questo caso la posizione del maschio è diversa da quella precedente: la coda è completamente aperta a ventaglio, le timoniere centrali sono però piegate verso il capo, le penne del sopracoda sono rivolte in avanti, le penne del collo si sollevano, il capo e il collo si abbassano e si dispongono quasi parallelamente al terreno, le ali sono molto basse e toccano spesso il suolo.

        Iniziano le varie parate con finti combattimenti. Al momento dell’attacco c’è un terzo tipo di canto, detto "nasale", che si può tradurre: "gaach…gaach". Il maschio solleva il capo e gonfia il collo in maniera notevole arruffando tutte le penne fino al petto. E’ tutto un susseguirsi di soffi e rugolii, con alternati dei piccoli voli di spostamento nell’arena stessa. Al momento dell’arrivo delle femmine sull’arena, succede di tutto!

        Dal mio diario. 24 Maggio 1989 — ore 4.08: sento cantare da sotto il mio pino mugo una femmina (un veloce chiacchiericcio terminante con un nasale "kekekekekekiheh") — ore 4.13 ad un certo momento, sbalordito, vedo arrivare la femmina in volo sopra il mio pino mugo! Dopo due minuti nei quali la femmina è rimasta al suo posto (continuando a cantare), vola nel centro dell’arena e subito dopo (4.20) avviene la copula con il maschio dominante (particolarmente veloce: dai 3 ai 7 secondi). Ore 4.21 la femmina vola via dall’arena e viene seguita da un maschio. I giovani rimangono ai bordi dell’arena e generalmente eseguono da soli il loro canto. Quando qualcuno tenta di entrare nel centro dell’arena viene cacciato immediatamente dai maschi dominanti.

        Le femmine si isolano, dopo la fecondazione, per costruire il nido e iniziare, dai primi di giugno, a deporre le uova (generalmente da 6 a 10, e schiudono dopo 25-27 giorni di incubazione). I pulcini diventano indipendenti a 3 mesi.

        Da segnalare la presenza in questa arena del Tetraone mezzano (6 maggio 1989), il quale ha cercato, senza esito, di accoppiarsi. Il Tetraone mezzano è un uccello ibrido, generalmente sterile, che deriva dall’unione tra il maschio del Fagiano di monte con la femmina di Gallo cedrone (Tetrao urogallus). La ragione di questo fatto va ricercata nell’erratismo, più marcato nelle femmine di cedrone, che vanno a frequentare l’arena di canto del Fagiano di monte in mancanza di luoghi di canto di cedrone in prossimità dell’area che esse frequentano.

        Nonostante tutte le avversità dovute sia a problemi legati all’intervento dell’uomo sia a fattori naturali, speriamo che questo meraviglioso rappresentante dell’avifauna alpina venga nel modo più assoluto protetto. Solo a questa condizione potremo (sempre con attenzione) ritornare ad osservare le meraviglie naturali con cui ci incanta il Fagiano di monte ogni primavera.


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2004, Quaderni di birdwatching

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