Quaderni di birdwatching Anno VI - vol. 11 - aprile 2004

Approfondimenti
Titolo
di Stefano Benucci

Identification of Little and Baillon's Crake, with reference to other Porzana species
Some families of birds are especially loved by birders, usually because they are large and easy to spot: this is the case, for instance, for gulls, ducks, diurnal raptors. Some other families are very hard to see and also less known by most birders, as is the case for rails and crakes. This article focuses on the identification of Little Crake (Porzana parva) and Baillon's Crake (Porzana pusilla), comparing them also with the more common Spotted Crake (Porzana porzana) and with the very rare North American vagrant Sora (Porzana carolina, never reported in Italy); special attention is paid to the color of bill and legs. Also, some recordings of the songs are provided: these are often the only possible contact with these secretive species.


        DICIAMOCI LA VERITÀ: ci sono specie di uccelli o gruppi di specie che meglio di altri incontrano il favore del birdwatcher. Forse perché sono più facili da vedere o perché sono considerati più belli e interessanti o anche perché sono più grossi e vistosi. E’ il caso dei rapaci diurni, un gruppo particolarmente affascinante e molto amato, degli anatidi, dei laridi, dei limicoli e ancora di gru, cicogne, fenicotteri e altri ancora. Alcune specie o famiglie o anche interi ordini, al contrario, ricevono meno attenzione dal birdwatcher; forse perché meno conosciute e di difficile osservazione. E’ il caso, ad esempio, degli strigiformi ma anche dei rallidi, in particolare le specie più piccole e schive di questa famiglia.

        Si tratta di uccelli, a mio parere, veramente interessanti, ma, effettivamente, sembrano fatti apposta per mettere in imbarazzo il povero birdwatcher. Due specie in particolare, la Schiribilla (Porzana parva) e la Schiribilla grigiata (Porzana pusilla) presentano grossi problemi di avvistamento e di identificazione. Pensate un po’: sono uccelli piuttosto rari (in particolare la Schiribilla grigiata, sulla cui presenza nel nostro paese si sa ben poco), vivono nel fitto dei canneti, non volano praticamente mai, hanno abitudini crepuscolari e quando si ha la fortuna di osservarle, magari fuggevolmente nella incerta luce dell’alba, la distinzione delle due specie è spesso problematica anche per il birdwatcher più esperto.

        Vediamo quindi quali sono gli elementi che permettono di riconoscere queste due specie così difficili per essere pronti ad una veloce distinzione specifica nel caso di una fortunata osservazione. Prima di analizzare nello specifico le due schiribille mettiamole a confronto anche con il Voltolino che è una specie dalle caratteristiche abbastanza simili.

 Voltolino (Porzana porzana)

        
Voltolino al Laghetto del Frassino (VR)
filmato M. Sighele - doppio clic per partire

Il Voltolino ha dimensioni intermedie fra il Porciglione (Rallus aquaticus) e le schiribille e già questo è un discreto carattere di identificazione. Tenete presente che il Porciglione ha una lunghezza di circa 26-27 cm, più o meno la stessa di un Beccaccino (Gallinago gallinago) o di una Pettegola (Tringa totanus) anche se è più massiccio di queste specie; il Voltolino ha una lunghezza di circa 22-23 cm cioè quanto un Albastrello (Tringa stagnatilis) o un Piro piro culbianco (Tringa ochropus), ma è tozzo e robusto e appare piuttosto compatto per via del becco e del collo corti.

        La Schiribilla misura 18-19 cm, quanto un Frullino (Lymnocryptes minimum) o un Piro piro piccolo (Actitis hypoleucos). La Schiribilla grigiata misura 16-17 cm, vale a dire quanto un Piovanello pancianera (Calidris alpina).

        Dimensioni a parte, che spesso in mancanza di precisi punti di riferimento non possono essere valutate con precisione, il Voltolino è un animale abbastanza diverso. Oltre al suo aspetto più raccolto e massiccio, ha dei colori caratteristici. I disegni del piumaggio sono piuttosto complessi, ma hanno una dominante più tendente al marrone anche nelle parti inferiori. Inoltre il Voltolino è coperto di macchioline bianche sul dorso sul petto e sulla testa. Questo gli dà un caratteristico aspetto zuccherato. E’ come se fosse stato decorato con lo zucchero a velo passato da un colino come in certi dolci fatti in casa. Il sottocoda, spesso alzato e abbassato come per un tic nervoso (tipico di tutti i rallidi), e quindi molto evidente, è biancastro o fulviccio mentre nelle schiribille è pesantemente barrato. Il becco è giallastro con la base completamente arancione e risalta abbastanza mentre nelle schiribille è verde o verdastro con macchia rossa alla base nella sola Porzana parva.

        Il giovane Voltolino assomiglia sostanzialmente ad un adulto stinto. Le macchie bianche sono più piccole, ma comunque caratteristiche.

 Voltolino americano (Porzana carolina)

        Mi raccomando! Se vi capita di osservare un Voltolino, ricordatevi che esiste un uccello che si chiama Voltolino americano (o Sora) e che è l’equivalente del nostro Voltolino nel Nuovo Mondo. In Europa è accidentale e non è mai stato osservato in Italia.

        E’ molto simile come aspetto e dimensioni al nostro Voltolino ma non ha le macchie bianche e il suo accostamento di colori ricorda quello del Porciglione, sopra castano e sotto grigio-bluastro e soprattutto ha una macchia nera che partendo dalla base del becco arriva a comprendere parte dell’occhio e si estende sulla gola. Il becco giallo vivo risalta nitidissimo su questa macchia nera creando un jizz caratteristico.

        Il giovane del Voltolino americano ha colorazioni di fondo camoscio e il petto non è striato come nel Voltolino ma fulviccio, ha inoltre una stretta stria centrale scura sul vertice. Potrebbe potenzialmente essere confuso con la femmina ed il giovane della Schiribilla, almeno per la colorazione di fondo, ma è un po’ più grande, più tozzo, le parti superiori sono picchiettate più finemente e ha il becco giallastro (nella Schiribilla è verdastro con evidente macchia rossa alla base).

 Schiribilla (Porzana parva) e Schiribilla grigiata (Porzana pusilla)

        Tenete presente che si tratta di uccelli veramente particolari che hanno portato all’estremo la loro specializzazione a vivere nei canneti; praticamente non volano mai e si tengono costantemente nascoste all’interno della vegetazione palustre. Possono anche arrampicarsi agevolmente sulle canne. Considerando le loro abitudini e le loro dimensioni direi che ricordano più un piccolo mammifero, come un topo, piuttosto che un uccello.

 Adulti e giovani

        La Schiribilla è l’unico dei nostri rallidi ad avere un marcato dimorfismo sessuale. Il maschio ha una disposizione di colori simile al Porciglione, le parti superiori sono marroni e quelle inferiori grigio-bluastro; la femmina ha colori di fondo molto più chiari e caldi da giallastro a camoscio. Nella Schiribilla grigiata i sessi sono simili (nella stagione riproduttiva la femmina ha la gola più chiara del maschio) e somigliano entrambi al maschio di Schiribilla.

        I giovani delle due specie hanno tonalità marrone e giallastre e sono simili tra loro e ricordano la femmina di Schiribilla.

 Le differenze nel dettaglio

        La Schiribilla grigiata è un po’ più piccola e minuta ma questo carattere in natura non è apprezzabile. La Schiribilla ha l’ala un po’ più lunga e appuntita con le primarie di diversa lunghezza ben "scalettate", mentre nella Schiribilla grigiata le primarie sono lunghe più o meno come le secondarie, conferendo all’ala un tipico aspetto arrotondato. Anche questo carattere è scarsamente apprezzabile sul campo a meno di osservazioni in condizioni particolarmente favorevoli.

        La Schiribilla ha il becco di color giallo-verde con un’evidente macchia rossa alla base. Nella Schiribilla grigiata il becco è verdastro o grigio-verde omogeneo senza alcuna traccia di macchia rossa. Questo carattere è importante e di grande aiuto per l’identificazione, soprattutto è un carattere facile e sicuro. Tenete presente che la macchia rossa è ben evidente ma molto piccola; per essere visibile l’uccello deve essere vicino. Tenete anche presente che la macchia rossa è presente sul becco della Schiribilla adulta sia maschio che femmina mentre nel giovane può essere del tutto assente o appena accennata di colore rosa o rosso spento.

        Comunque se vedete un bel maschio adulto di Porzana parva-pusilla abbastanza da vicino la prima cosa da guardare è la base del becco: se ha la macchia rossa è la Schiribilla, se il becco è di un bel grigio verde omogeneo è la Schiribilla grigiata.

        Le zampe nella Schiribilla sono verdi, nella Schiribilla grigiata sono da giallastre a carnicino, mai verdi. Nel giovane di Schiribilla tuttavia il colore delle zampe può essere di un verde meno definito e più vicino a quello della Schiribilla grigiata.


image
Schiribilla grigiata - foto Stefano Benucci
image
Schiribilla - foto Stefano Benucci

Notare l'evidente macchia rossa alla base del becco della Schiribilla, del tutto assente nell'altra, le zampe verdi della Schiribilla e giallastre-carnicino nella grigiata. Notare anche il dorso più "pulito" e con tonalità marrone-oliva della Schiribilla mentre nella Schiribilla grigiata è più pesantemente picchiettato con tonalità più calde tendenti al marrone-cioccolato.


 I maschi

        Prendiamo quindi in esame il maschio adulto di Schiribilla e l’adulto di Schiribilla grigiata (sia maschio che femmina). Abbiamo due animali molto simili e abbiamo già visto che differiscono decisamente per due colorazioni delle parti nude, la macchia rossa alla base del becco ed il colore delle zampe; ma anche il piumaggio ha alcune importanti differenze, in particolare le parti superiori. La Schiribilla grigiata ha un colore più caldo, un marrone-cioccolata riccamente macchiettato di bianco e nero sul dorso e sulle ali. La Schiribilla ha un colore più freddo marrone-oliva con scarse strie bianche e nere sul dorso. Le ali, pur con alcune strie nere non presentano macchie bianche.

        Le parti inferiori sono maggiormente simili di un bel grigio-bluastro ma nella Schiribilla grigiata la metà posteriore è fittamente barrata con strette strie scure. Anche nella Schiribilla ci sono delle strie ma sono molto meno nette e soprattutto più arretrate. Tenete presente la coscia: nella Schiribilla grigiata è completamente interessata dalla barratura, nella Schiribilla è dello stesso colore del resto del piumaggio del collo e del ventre. Anche questo carattere, sebbene molto importante, può essere apprezzato nel caso di osservazioni di buona qualità, in genere rare in queste specie.


image
Schiribilla maschio adulto - foto Antonello Turri
Sempre ben evidente la macchia rossa alla base del becco. Dorso e ali con tonalità verde-oliva con macchie scure e bianche più scarse che nella Schiribilla grigiata.

image
Schiribilla femmina adulta - foto Maurizio Sighele
Colorazione del mantello camoscio e fulviccia. Ben evidente la macchia rossa alla base del becco.


 La femmina di Schiribilla

        La femmina adulta di Schiribilla è diversa dai due maschi e dalla femmina di Schiribilla grigiata che è praticamente uguale al maschio della sua specie. E’ color camoscio, screziata di nero nelle parti superiori e giallastro e bianchiccio nelle parti inferiori. Il piumaggio intorno agli occhi è caratterizzato da una stria celestina, quasi il vezzo di una signora che ha voluto rifarsi il "trucco". La macchia rossa alla base del becco è altrettanto visibile che nel maschio. Le zampe, come nel maschio, sono verdi.

 I giovani

image
Schiribilla juv - foto Antonello Turri
Aspetto generale più marrone e striato della femmina adulta. Caratteristico disegno "allungato" dell'ala. Le primarie sono ben oltre le secondarie e ben "scalettate". Nella Schiribilla grigiata l'ala appare molto più arrotondata. Notare il collo ed il petto quasi bianchi e non pesantemente striati come nella Schiribilla grigiata. La macchia rossa alla base del becco è appena percettibile.

        Il riconoscimento dei giovani è particolarmente difficile e talora quasi impossibile in natura. I due giovani somigliano un po’ alla femmina di Schiribilla che tuttavia è più elegante con colori più definiti giallo e camoscio intensi, barratura solo nella zona del sottocoda, occhio rosso vivo, macchia rossa evidente alla base del becco, resto del becco e zampe verdi. I giovani hanno colorazioni più criptiche marroni e marroncine e sono molto barrati; alcune caratteristiche che permettono di distinguere gli adulti delle due specie sono presenti anche nei giovani, ma in maniera meno marcata.

        Il giovane di Schiribilla può avere una macchia rosa o rosso chiaro alla base del becco e le sue zampe sono generalmente verdastre. Inoltre il giovane di Schiribilla è più chiaro con tonalità giallastre e camoscio con qualche macchiolina bianca e strie scure sul dorso e anche sulle ali.

        Il giovane di Schiribilla grigiata è più scuro con tonalità marroni ed è maggiormente macchiato di bianco sul dorso e soprattutto sulle ali, anch’esso con striature nerastre.

        Nelle parti inferiori la giovane Schiribilla è biancastra con striature sui fianchi. Collo e mento bianchi. La Schiribilla grigiata giovane è più pesantemente e regolarmente barrata compreso il collo; appare quindi globalmente più scura della congenere.

        Anche nei giovani, come negli adulti, la lunghezza dell’ala permane un valido carattere di distinzione specifica quando è possibile apprezzarlo. La Schiribilla ha le primarie più lunghe, ben evidenti nel disegno alare, la Schiribilla grigiata ha un’ala più corta e arrotondata. Questa caratteristica si ripercuote sulla silhouette generale dell’uccello soprattutto se cammina con la coda ritta, come fanno spesso i rallidi, e lo vedete lateralmente, come di solito illustrato nelle guide.

        Anche se questo carattere può sembrare aleatorio tenete presente che se osservate un giovane è ancora più determinante per l’identificazione che per un adulto; insieme al collo biancastro (Schiribilla) o fittamente barrato di marrone (Schiribilla grigiata) è l’unico carattere sempre determinante.

 Le vocalizzazioni

        Negli uccelli difficili ad osservare direttamente le varie vocalizzazioni emesse (canti, richiami, allarmi ecc.) diventano spesso l’unico mezzo che consente di accertare la presenza di determinate specie. E’ il caso dei piccoli rallidi. Abbiamo già detto che vivono sempre rintanati nei canneti e spesso hanno abitudini crepuscolari.

        Quante volte avete udito il caratteristico verso del Porciglione? Probabilmente ogni volta che avete visitato una palude, anche più volte nella stessa giornata. E quante volte l’avete osservato in maniera soddisfacente? Davvero poche, vero? Però sappiamo che c’è. Grazie al suo verso lo abbiamo contattato. Tenete presente che il Porciglione emette una sorprendente quantità di richiami di ogni genere: squittii, brontolii, fischi e altro ancora. Probabilmente sono decine le emissioni vocali del nostro Porciglione. Comunque la vocalizzazione più caratteristica, simile allo stridere di un porcellino, è tipica e ben identificabile anche da una certa distanza.

Porciglione

registrazione di Marco Pesente
Busatello (VR), 30 apr 2000
Schiribilla

registrazione di Marco Pesente
Busatello (VR), 22 apr 2001
Schiribilla grigiata

registrazione di Teus Luijendijk
Alblasserwaard (NL), 10 lug 2003
Schiribilla grigiata

registrazione di Teus Luijendijk
Alblasserwaard (NL), 10 lug 2003
        La Schiribilla emette un canto caratteristico composto da una fitta sequenza di "COT" o di "OINK" che partono piuttosto sonori e poi scendono di volume aumentando al tempo stesso di velocità, ma emette anche altri versi meno tipici simili al "trillo" della Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus) o anche al "TIC" della Folaga (Fulica atra).

        La Schiribilla grigiata emette un canto molto simile ad una rana verde e, visti anche i luoghi che frequenta, si può sbagliare facilmente più con un anfibio che con un altro rallide.

        Nel Voltolino l’emissione vocale più caratteristica è piuttosto facile da memorizzare e riconoscere e consiste in una serie di "fischietti" brevi emessi a distanza di 1-2 secondi l’uno dall’altro anche per lunghi periodi. E’ un verso riproducibile anche dall’uomo fischiando con la bocca in maniera cadenzata, è udibile a diverse centinaia di metri e viene emesso anche nel cuore della notte.

        Ricordatevi che il momento migliore per udire le vocalizzazioni di questi elusivi uccelli sono le ore intorno all’alba e al tramonto. Ascoltando e memorizzando i canti dei nostri piccoli rallidi, tutto sommato piuttosto semplici, vi sarà possibile accertare la loro invisibile presenza nel folto dei canneti e potrete avere un formidabile aiuto anche nell’osservazione diretta e nell’identificazione delle varie specie.

 Cenni sulla sistematica e sulla distribuzione

        La Schiribilla è specie monotipica. E’ ampiamente distribuita, come nidificante, soprattutto nell’Europa orientale e, ad est, attraverso il Kazakhstan fino ai confini della Cina. Nell’Europa occidentale è piuttosto rara e localizzata. In Italia è nidificante estremamente localizzata e poco conosciuta nelle regioni del nord-est e del centro. Regolare durante i passi di agosto-ottobre e di marzo-maggio (nelle regioni meridionali già da febbraio). Il periodo migliore per l’osservazione di questa specie nel nostro paese è certamente da fine febbraio (sud) a tutto il mese di aprile. La Schiribilla in inverno migra verso l’Africa (compresi i paesi che si affacciano sul Mediterraneo) e il Medio Oriente. La sua distribuzione invernale è comunque poco conosciuta.

        La Schiribilla grigiata ha una sistematica e una distribuzione molto complesse con ben sei sottospecie distribuite dal Portogallo attraverso tutta l’Europa e l’Asia fino al Giappone. Distinte popolazioni e/o sottospecie vivono nell’Africa meridionale, Indonesia, Australia, Nuova Zelanda e in varie isole e isolette dell’Oceania. Le popolazioni settentrionali eurasiatiche sono migratrici e svernano in Africa, India, Indocina e Indonesia. Le popolazioni meridionali sono stanziali. La sottospecie visibile da noi è la P. p. intermedia, la più grande e colorata della specie ed è distribuita in Europa e Africa. In Italia è specie di doppio passo molto più rara della congenere Schiribilla. Le informazioni su possibili nidificazioni sono del tutto occasionali e frammentarie prive di conferme recenti.

 Dove e come osservarle

        Per chi è arrivato a leggere fino a questo punto è possibile che sia emerso anche un certo desiderio di osservare queste specie così particolari. Come fare dunque? Certo non è facile. Quasi sempre l’osservazione di queste specie è dovuta al caso, ad un incontro fortuito, per lo più fuggevole. Ma qualcosa si può fare per aiutare la sorte.

        Innanzitutto concentratevi sul periodo giusto. Nell’Italia centrale dovrebbe coincidere col mese di marzo-primi di aprile; per il sud bisogna anticipare un po’, per il nord posticipare alla seconda metà di marzo. Andate in una palude di acqua dolce ricca di vegetazione (canneti, scirpeti ecc.) magari in corrispondenza delle più importanti rotte migratorie, soprattutto lungo le coste.

        Andateci soprattutto nelle ore intorno all’alba e al tramonto. Appostatevi in prossimità di uno specchio d’acqua chiuso dalla vegetazione ma con alcune sponde libere dove si possono osservare gli uccelli; meglio se nell’acqua vi sono fasci di vegetazione galleggiante. Osservate e….. soprattutto ascoltate. Il resto è questione di fortuna.

        Per aiutare un po’ la fortuna potete ricorrere al play-back, cioè l’emissione di canti e richiami pre-registrati della specie che si vuole attirare. I rallidi in primavera dovrebbero essere ricettivi a questa stimolazione sonora ma non fate mai un uso indiscriminato di questo mezzo in quanto potrebbe interferire anche pesantemente con la normale attività delle specie selvatiche. L’uso della stimolazione sonora con il play-back dovrebbe, di norma, essere limitato a censimenti delle varie specie ed altri scopi scientifici.



BACK

2004, Quaderni di birdwatching

Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale senza consenso scritto.