Quaderni di birdwatching Anno VI - vol. 11 - aprile 2004

Hotspots
Titolo

        LA PENISOLA DEL SINAI, estremo lembo orientale dell’Egitto, è diventata negli ultimi anni una delle mete turistiche più frequentate e conosciute di tutto il mondo. La sua posizione geografica, nella porzione più settentrionale del Mar Rosso, di fatto, ha contribuito a renderla, come recitava un famoso spot televisivo, "l’Esotico più vicino".

        In effetti, la relativa vicinanza con i principali paesi europei (l’Italia in particolare) rende sufficienti poche ore di volo per poter godere dello splendido clima e dei meravigliosi fondali corallini che circondano le coste (in particolare quelle orientali) della penisola.

        Non da ultimo, l’enorme -a tratti terrificante- sviluppo delle infrastrutture alberghiere offre una vastissima gamma di offerte, in grado di accontentare qualsiasi esigenza.

        Ma cosa c’entra tutto questo con il birdwatching? Ebbene, proprio per la sua collocazione geografica la penisola del Sinai costituisce una sorta di "ponte" naturale per moltissimi uccelli durante le migrazioni da e per i quartieri di svernamento nell’Africa subsahariana. In particolar modo varie specie di rapaci, sorvolando la vicina Israele e la penisola arabica, sfruttano le termiche lungo costa prima di entrare, attraverso la Valle del Nilo, sul continente africano.

        Se oltre a tutto questo consideriamo che il Sinai ospita come nidificanti alcune interessanti specie a distribuzione mediorientale, è facile comprendere come anche il birdwatcher più esigente e smaliziato troverà ampia gratificazione dall’osservare uccelli in quest’area. Nel contempo, cosa non da poco, anche mogli e figli avranno modo di poter ampiamente soddisfare la loro "voglia di mare"…

 QUANDO ANDARE

        Praticamente in tutti i mesi dell’anno si possono fare ottime osservazioni. Dovendo scegliere, sono ovviamente da preferire quelli in cui è maggiore il flusso migratorio: marzo-aprile (in particolare per i Passeriformi) e metà settembre-metà novembre (soprattutto per i rapaci). Anche nei mesi invernali, comunque, si possono incontrare specie svernanti "di qualità", così come dalla tarda primavera è migliore l’occasione per osservare alcune specie nidificanti, specialmente Laridi e Sternidi.

        Occorre comunque sempre tenere a mente che, mentre tra dicembre e febbraio le giornate sono "più corte" e con meno ore di luce a disposizione, in Luglio-Agosto le temperature diurne raggiungono picchi a volte davvero elevati. Personalmente, ho sempre cercato di effettuare le mie osservazioni dalle prime luci dell’alba, per poter sfruttare al meglio sia le condizioni climatiche che il comportamento degli uccelli, solitamente più attivi durante le prime ore del mattino (soprattutto le specie deserticole).


Pellicani
Pellicani bianchi

 L’AVIFAUNA

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Airone striato
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Garzetta schistacea
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Aquila delle steppe
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Falco unicolore

        Cercare di stilare una potenziale "check-list" del Sinai è un’impresa ardua: praticamente quasi tutte le specie paleartiche migratrici a lungo raggio passano più o meno numerose nell’area considerata. Tra i nidificanti, sicuramente la "palma" della specie più caratteristica e contattabile va al Falco pescatore Pandion haliaetus, che si può osservare pescare a pochi metri dalla riva stando comodamente sdraiati sotto l’ombrellone. Seguono a ruota Garzetta schistacea Egretta gularis (nei due morfismi di colore) e Airone striato Butorides striatus brevipes. Tra i Laridi, sono tipici e ben diffusi il Gabbiano fuligginoso Larus hemprichii ed il Gabbiano occhibianchi Larus leucophtalmus.

         Sempre in periodo riproduttivo, provenienti dalle zone di nidificazione poco distanti, si possono osservare alcune specie di Sternidi particolarmente interessanti: Sterna di Bergius Sterna bergii, Sterna di Rüppell Sterna bengalensis, Sterna guancebianche Sterna repressa, Sterna dalle redini Sterna anaethetus e Fraticello di Saunders Sterna saundersi, oltre alla bella Sula fosca Sula leucogaster. Tutte queste specie sono solite trascorrere i mesi invernali più a sud, così come il Falco unicolore Falco concolor, presente fino alla fine di ottobre-inizio novembre. L’elenco dei rapaci nidificanti annovera poi Falcone di Barberia Falco pelegrinoides e Lanario Falco biarmicus tanypterus, mentre per le zone più interne sono riportate alcune recenti osservazioni di Aquila di Verreaux Aquila verreauxii.

        Ma i rapaci occupano un posto di rilievo soprattutto tra i migratori: Aquile anatraie maggiori Aquila clanga, Aquile anatraie minori Aquila pomarina, Aquile delle steppe Aquila nipalensis, Aquile imperiali Aquila heliaca, Aquile di Bonelli Aquila fasciata, Aquile minori Aquila pennata, Albanelle pallide Circus macrourus, Poiane delle steppe Buteo b.vulpinus, Poiane codabianca Buteo rufinus, Falchi pecchiaioli Pernis apivorus, Sparvieri levantini Accipiter brevipes passano più o meno numerosi a seconda del periodo migratorio. A questi si aggiungono Cicogne bianche Ciconia ciconia, Cicogne nere Ciconia nigra, Gru Grus grus e Pellicani bianchi Pelecanus onocrotalus. Molti individui di queste specie, visibilmente affaticati, sostano in poche ristrette aree che concentrano sovente centinaia di esemplari.

        Tra i numerosi Passeriformi che fanno scalo tra i rigogliosi giardini di alberghi e hotel quelli che più interessano il birdwatcher europeo sono Pettazzurro Luscinia svecica, Pispola golarossa Anthus cervinus, Canapino pallido Hippolais pallida, Averla mascherata Lanius nubicus, Culbianco isabellino Oenanthe isabellina e Pigliamosche pettirosso Ficedula parva.

        Se poi ci si vuole dedicare con più impegno alla ricerca delle specie deserticole, sarà possibile imbattersi in specie quali Monachella testabianca Oenanthe leucopyga, Monachella lamentosa Oenanthe lugens, Monachella dal cappuccio Oenanthe monacha, Monachella del deserto Oenanthe deserti, Allodola del deserto minore Ammomanes cincturus, Allodola del deserto Ammomanes deserti, Allodola beccocurvo Alaemon alaudipes.

        Presso le aree di abbeverata si radunano poi centinaia di Grandule di 3 diverse specie: del Senegal Pterocles senegallus, coronata Pterocles coronatus e di Lichtenstein Pterocles lichtensteinii. Le pareti rocciose sono dimora di Rondini montane pallide Hirundo obsoleta e Corvi collobruno Corvus ruficollis, mentre di notte sono territorio del Gufo reale del deserto Bubo ascalaphus, che non disdegna di cacciare in prossimità dei centri abitati (è stato visto appollaiato sul cornicione di uno dei cinema di Naama Bay…).


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Monachella testabianca
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Monachella lamentosa

 GLI HOTSPOT

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        Premettendo che qualsiasi area, anche microscopica, che raggruppi un po’ di acqua dolce e qualche cespuglio può ospitare le specie più disparate, esistono alcuni punti ormai "collaudati" che garantiscono in qualsiasi periodo dell’anno interessanti osservazioni. Aree come queste, dalle potenzialità enormi, potrebbero essere la base per lo sviluppo di un ecoturismo qui assolutamente assente che difendendo, aumentando e migliorando le zone di sosta per gli uccelli migratori, attirerebbe birdwatcher da ogni parte d’Europa. Partendo da uno dei numerosi hotel della zona turistica di Sharm-El-Sheik, sono tutte facilmente raggiungibili servendosi di uno dei numerosi pulmini che stazionano davanti agli alberghi. E’ utile e più sbrigativo contrattare il prezzo degli spostamenti sulla base di più "uscite", di norma le cifre richieste non sono mai eccessive.


 1- Ras Mohammed National Park

        La punta estrema della penisola (480 kmq), famoso per la bellezza dei fondali marini e delle barriere coralline, è un punto eccezionale per il birdwatching: è raggiungibile sia via terra che con un’escursione via mare partendo da Sharm-El-Sheik, ma è ovviamente preferibile la prima soluzione che consente di osservare meglio la migrazione dei numerosi rapaci (Sparvieri levantini, Poiane delle steppe, Poiane codabianca e Aquile di varie specie), di Gru, Pellicani e Cicogne bianche. Frequenti lungo la costa varie specie di limicoli, tra cui i Corrieri di Leschenault Charadrius leschenaultii. Sul mare si possono osservare Gabbiani occhibianchi, Sterne maggiori e di Rüppell e la Sula fosca. Le meravigliose scogliere a picco sul mare sono utilizzate per la nidificazione dal Falco unicolore che, come i numerosi Falchi pescatori, sono abituati alla presenza dei turisti mostrando una confidenza davvero incredibile.


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Ras Mohammed

 2 - Naama Bay

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        La porzione "hoteliera" della costa immediatamente a nord di Sharm-El-Sheik offre rifugio, oltre ad una moltitudine di turisti, anche a numerosi uccelli che approfittano di palme, giardini, aiuole fiorite e fontane decorative per sostare durante le migrazioni. Per esperienza personale, può capitare di vedersi arrivare un Tarabusino in volo sulla piscina dell’hotel e vederlo nascondersi nell’aiuola dietro le sdraio….

        Ne consegue che, girovagando per i giardini degli alberghi con il fedele binocolo al collo, non mancheranno certo gli incontri interessanti. Inoltre, con cinque minuti di taxi si possono raggiungere alcuni siti non propriamente "mozzafiato" dal punto di vista paesaggistico, ma capaci di riservare incontri eccezionali.


 2a - Mövenpick Golf Hotel

        Poco a sud dell’aeroporto di Sharm-El-Sheik, in direzione di Naama Bay, uno dei primi, lussuosi alberghi è il Mövenpick Hotel. I prati verdi e rasati del campo da golf costituiscono un’irresistibile attrazione per numerosi Passeriformi, in particolare Motacillidi tra cui Pispola golarossa, Cutrettola capinero Motacilla flava feldegg e l’ambitissima Cutrettola testagialla orientale Motacilla citreola. Le pozze d’acqua all’interno ospitano Limicoli, Ardeidi e Anatidi.

        L’accesso è controllato ed in teoria non sarebbe consentito agli estranei, ma solitamente si possono "convincere" i guardiani per una rapida e proficua visita.


 2b - Vasche "Nord"

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Le vasche a nord di Naama Bay
        Proseguendo verso Naama Bay, lungo la strada che collega i vari alberghi, immediatamente oltre il Marriott Hotel si svolta a destra su una strada secondaria (comunque sempre asfaltata) che conduce verso l’interno e costeggia, dopo pochi chilometri, le vasche di depurazione dell’acquedotto di Naama Bay. Lungo le ripide sponde in pietra e cemento e nelle immediate vicinanze è facile imbattersi in decine di Pavoncelle armate Vanellus spinosus, Aquile delle steppe, imperiali, anatraie maggiori e minori, Gru e migliaia di Cicogne bianche, molte delle quali finiranno qui, stremate ed esauste, i loro giorni. Le vasche sono utilizzate dalle Grandule che il mattino si riuniscono in folti stormi per abbeverarsi e da numerose specie di Anatidi e limicoli. In autunno, il passaggio di rapaci è a tratti notevole, con Nibbi bruni, Aquile minori e di Bonelli, Albanelle pallide e Falchi pecchiaioli. Un piccolo canneto offre riparo a Passeriformi: qualsiasi piccolo uccelletto che saltella tra gli steli può essere una sorpresa…

 2c - Vasche "Sud"

        Poco a sud di Naama Bay, questa volta sulla sinistra della strada principale, una scarna ed isolata piantagione di eucalipti (ben visibile dalla strada) offre riparo a numerosi Passeriformi, Sparvieri levantini ed altri rapaci. Una serie di piccole e maleodoranti pozze offre ottime possibilità per specie quali Gruccione egiziano Merops persicus, Martin pescatore bianco e nero Ceryle rudis ed altre "chicche" a volte inaspettate (noi vi abbiamo incontrato il Martin pescatore di Smirne Alcyon smyrnensis, specie assolutamente non frequente nel Sinai).

        Va detto che in tutte queste aree il "ricambio" di uccelli in sosta è continuo, quindi numero e qualità delle osservazioni possono variare notevolmente da un giorno all’altro.

 3 - Nabq National Park

        Situato 35 km a nord di Sharm-El-Sheik, ospita il mangrovieto più a settentrione di tutto il Mar Rosso e per questo offre, oltre alla indiscutibile bellezza della costa ancora fortunatamente intatta, la possibilità di ottime osservazioni, in particolare di Limicoli e Laridi. All’ingresso del parco, oltre al pagamento di un biglietto d’ingresso, occorre esibire i passaporti, da non dimenticare quindi in albergo.

        Gabbiano fuligginoso, Corriere di Leschenault ed Airone striato sono comuni, insieme agli onnipresenti Falchi pescatori. I fitti cespugli di macchia nelle vicinanze del parcheggio visitatori sono un sito di svernamento della Bigia di Cipro Sylvia melanothorax. Addentrandoci non di molto nel suggestivo deserto costellato da una rada vegetazione sarà possibile l’incontro con Calandrelle Calandrella brachydactyla, Calandri Anthus campestris e Calandre asiatiche Melanocorypha bimaculata. Tra i mammiferi sono presenti Gazzelle del deserto, Volpi del deserto, Stambecchi nubiani e Procavie.


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Corriere di Leschenault
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Gabbiano fuligginoso

 4 - Monastero di Santa Caterina

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Allodola del deserto
        E’ l’escursione più distante dal "campo base" di Sharm-El-Sheik (circa 215 chilometri), ma quella che più di tutte può offrire al birdwatcher attento le osservazioni più "pesanti". Partendo sufficientemente presto al mattino, si possono fare un paio di soste durante il tragitto per cercare di scovare specie come la Pernice delle sabbie Ammoperdix heyi e l’Ubara di Macqueen Chlamydotis macqueenii.

        Giunti al Monastero, tra i turisti che si apprestano alla faticosa escursione fino ai 2.285 metri del Monte Sinai, una più rilassante ma accurata indagine tra i rigogliosi giardini ci potrà procurare l’incontro con i fantastici colori del maschio di Nettarinia di Palestina Cinnyris oseus o la vivacità del Beccamoschino inquieto Scotocerca inquieta. Attorno alle mura di cinta, tra le onnipresenti Tortore delle palme Streptopelia senegalensis, non mancheremo di osservare il volo variopinto degli Storni di Tristram Onychognahtus tristramii. Infine, le rocce attorno ai ricoveri dei dromedari, oltre a Monachelle testabianca e Allodole del deserto, riservano una "chicca" davvero speciale: lo splendido Ciuffolotto scarlatto del Sinai Carpodacus synoicus. Sorprendere invece la sagoma dell’Allocco di Hume Strix butleri a ridosso delle pareti rocciose è un’impresa davvero ardua….


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Storni di Tristram
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Ciuffolotto scarlatto del Sinai
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Monastero di Santa Caterina
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Palmeti a Feiran

 5 - Oasi di Feiran

        Dal Monastero di Santa Caterina, proseguendo per altri 50 chilometri verso ovest, si giunge all’Oasi di Feiran, il più esteso palmeto del Sinai. Numerosi Passeriformi sostano negli orti e nelle piantagioni durante le migrazioni, mentre tra le specie nidificanti si possono osservare Bulbul ventregiallo Pycnonotus xanthopygos e Codinero Cercomela melanura. Lungo le pareti rocciose, oltre a varie specie di Monachella si può sorprendere il Corvo coda a ventaglio Corvus rhipidurus.


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Alba a Nabq


Informazioni varie

Guide da campo:
  • Come sempre, indispensabile la COLLINS BIRD GUIDE (Mullarney, Svensson & C).
  • Più specifica, invece è la FIELD GUIDE TO THE BIRDS OF THE MIDDLE EAST (Porter, Christesen & C.)
  • Per separare sul campo molte delle specie "difficili" THE MACMILLAN BIRDER’S GUIDE (Harris, Shirihai & Christie).

  • Internet:
    Numerosi trip-report sono riportati sui siti
  • O.S.M.E. (Società Ornitologica del Medio Oriente)
  • Birdtours
  • Surfbirds

  • Per informazioni generali si può consultare:
  • www.birdingegypt.com

  • Ringraziamenti

    Un particolare ringraziamento agli amici che hanno condiviso con me le magnifiche osservazioni nei luoghi sopra descritti: Pier Luigi Beraudo, Paolo Marotto, Michele Mendi, Mario Pedrelli, Alessandro Qualich e Nicola Toscani.


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    2004, Quaderni di birdwatching

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