Quaderni di birdwatching Anno VI - vol. 12 - ottobre 2004

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Titolo
di Ernesto G. Occhiato

In pursuit of the White-headed Duck - a practical guide to the ponds east of the Guadalquivir
A brief description is given of some of the lagoons in Cádiz province (Lagunas de Espera, Laguna de Medina, Lagunas de El Puerto de Santa Maria, and Laguna de Tarelo), paying particular attention to species such as White-headed Duck (Oxyura leucocephala), Crested Coot (Fulica cristata), Purple Swamphen (Porphyrio porphyrio) and Marbled Duck (Marmaronetta angustirostris). Data refer to late April 2004.


        QUANDO SI PARLA DEL GUADALQUIVIR, il grande fiume andaluso che bagna le città di Cordova e Siviglia, ed infine si fonde placido con le fredde acque dell’Atlantico, il nostro pensiero (beh, quello di noi altri birder!) vola immediato verso le dune incontaminate del Coto Doñana, e le sue sconfinate marismas e le immense pinete, dove la Lince pardina, di notte, lascia ancora le sue impronte, l’Aquila imperiale spagnola volteggia signora incontrastata e milioni di uccelli acquatici trovano rifugio e l’ambiente adatto a riprodursi. Tutto bello e molto poetico! Ma il Gobbo? No, se cerchiamo quest’uccello mitico non è certo il Coto Doñana il posto in cui dobbiamo andare, a meno che non ci accontentiamo di un paio di uccelli sistemati di fronte ai capanni ad El Acebuche per i turisti della domenica, ma alcuni piccoli stagni (chiamati "Lagune" dagli spagnoli) ad Est del grande fiume, nella terra dello sherry. E non solo il Gobbo rugginoso (Oxyura leucocephala): questi stagni ci permettono di osservare con maggiore facilità che al Coto alcune delle specie acquatiche più ricercate della Spagna, in altre parole la Folaga crestata (Fulica cristata), il Pollo sultano (Porphyrio porphyrio) e, con un po’ di fortuna, l’Anatra marmorizzata (Marmaronetta angustirostris).

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Gobbo rugginoso maschio - foto di Ian Forrest

        Gli stagni cui farò riferimento sono sei, non sono molto distanti l’uno dall’altro, ed il visitatore frettoloso può anche decidere di visitarli tutti nell’arco di una giornata, ma io suggerisco di prendersela anche un po’ più comoda, dato che alcune delle zone in cui gli stagni si trovano offrono le stesse specialità del Coto. Inoltre, cosa estremamente importante, la presenza del Gobbo rugginoso in questi stagni durante il periodo riproduttivo è strettamente legata al livello dell’acqua ed in aprile può essere assente in alcuni di essi. Ad esempio, nel 2003 era molto numeroso presso la Laguna de Medina, ma quest’anno (aprile 2004) lì non ne ho visto neanche uno.

        Andiamo con ordine: a pochi chilometri a nord di Arcos de la Frontera vi sono le Lagune de Espera (sito 1), che comprendono tre stagni limitrofi e cioè la Laguna Hondilla, la Laguna Salada de la Zorrila e la Laguna Dulce. A qualche decina di chilometri a sud-est di Arcos invece si trova la Laguna de Medina (sito 2) e a nord-ovest di questa le Lagune di El Puerto de Santa Maria (sito 3), vicino a Jerez, che comprendono la Juncosa, la Salada e la Chiquita, ed infine, più a nord, proprio in zona preparco, la Laguna de Tarelo (sito 4) con le vicine Salinas de Monte Algaida e le Marismas de Trebujena. Proprio Arcos de la Frontera è, secondo me, la cittadina ideale dove alloggiare, tutte le lagune sono raggiungibili in poco tempo (la più distante è la Laguna de Tarelo, circa un’ora di macchina, dipende dal traffico) e, se non altro, Arcos ha un bel panorama sulla valle e una numerosa colonia di Grillai (Falco naumanni). Ci sono certamente altri stagni in Andalusia dove cercare il Gobbo, ma quelli di cui scriverò si trovano tutti in un’area relativamente piccola nella provicia di Cádiz (Cadice).


 1. Lagunas de Espera

        Per raggiungere gli stagni occorre lasciare Arcos de la Frontera e dirigersi a nord verso Espera seguendo la A393. Arrivati ad Espera, verso la vine del paesino si gira a sinistra verso Las Cabezas de San Juan e dopo un paio di km ancora a sinistra lungo una larga sterrata, ora in ottime condizioni, seguendo l’indicazione "Complejo Endorreico de Espera". Dopo circa 4 km la sterrata, dopo aver attraversato dolci ondulazioni coltivate, arriva al primo dei tre stagni facenti parte della riserva protetta, la Laguna Hondilla. Si può parcheggiare vicino ad una piccola casa bianca e da qui, senza dusturbare gli uccelli, osservare lo stagno che si trova sulla sinistra. Proseguendo per qualche centinaio di metri si trova sulla sinistra l’indicazione per la seconda Laguna, la Salada de la Zorrila. Si parcheggia e si prosegue a piedi attraverso la macchia fino a raggiungere una costruzione abbandonata dalla quale si domina lo stagno. I due stagni, poco profondi, sono circondati da un canneto e da una fitta vegetazione (quindi le condizioni ideali per il Gobbo) che però non impediscono affatto l’osservazione degli uccelli. L’area circostante è collinosa, in parte coltivata (soprattutto graminacee) ed in parte boscosa. Vi è una elevatissima densità di Pernici rosse (Alectoris rufa) e di Coniglio selvatico e questo fa sì che l’area sia territorio di caccia dell’Aquila di Bonelli (Aquila fasciata) (osservato un adulto il 19 aprile) e della Mangosta icneumone (un esemplare il 19 aprile). Sono comuni anche la Calandra (Melanocorypha calandra) nelle zone arate, l’Averla capirossa (Lanius senator), la Monachella (Oenanthe h. hispanica) e tra i silvidi, è dominante il Canapino (Hippolais polyglotta). Ho osservato anche una Gallina prataiola (Tetrax tetrax), ma in Spagna ci sono posti più facili dove cercarla e la sera è facile sentire l’Occhione (Burhinus oedicnemus). Ma veniamo alle specie acquatiche: il 19 aprile erano presenti nella sola Hondilla almeno 8 maschi e 3 femmine di Gobbo rugginoso. Inoltre due coppie di Folaga crestata si dividevano lo stagno ed un Pollo sultano nutriva al nido i suoi tre pulcini. Alla Zorrila, altri 2 esemplari di Gobbo rugginoso e una probabile terza coppia di Folaga crestata (non sono riuscito a trovare il nido). Erano presenti anche più di cinquanta esemplari di Fistione turco (Netta rufina), alcuni individui di Moriglione (Aythya ferina) e di Canapiglia (Anas strepera), oltre a Tuffetto (Tachybaptus ruficollis), Svasso piccolo (Podiceps nigricollis) e Svasso maggiore (Podiceps cristatus).


 2. Laguna de Medina

        Per raggiungere questa laguna da Arcos conviene seguire la A382 fino all’autostrada A4 (o E5), prendere questa in direzione sud ed uscire alla prima (Jerez Sur/Medina) in direzione Medina Sidonia. Seguendo la A381, dopo circa 5.5 km dal bivio, si trovano sulla sinistra le indicazioni per la Laguna di Medina e, seguendo quelle, immediatamente il parcheggio. Da qui parte un sentiero che costeggia il lato meridionale dello stagno, il più grande fra quelli qui trattati, dal quale è possibile osservare, ma con molta difficoltà per via del canneto e soprattutto della macchia sempre più alta, gli uccelli acquatici. Per lunghi tratti del sentiero è addirittura impossibile vedere lo stagno e la cosa, vi assicuro, è frustrante, soprattutto se NON avete già visto il Gobbo altrove! Inoltre, di mattina, il sole di fronte è molto fastidioso, e forse è meglio visitare lo stagno nel pomeriggio o la sera. Il 18 aprile, come scrivevo sopra, non era presente nessun Gobbo presso questa Laguna, cosa poi confermatami da una delle guardie della riserva, mentre ho potuto osservare un solo esemplare di Folaga Crestata e quattro di Pollo sultano. Presenti i soliti acquatici sopra citati. Molto comuni nel canneto il Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus) e la Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus), vi nidifica il Tarabusino (Ixobrychus minutus) ed il Canapino è dominante nella macchia circostante. Di interessante un numeroso gruppo di Pernici di mare (Glareola pratincola) e di Mignattini piombati (Chlidonias hybridus) all’estremità sud-est dello stagno.


 3. Lagunas de El Puerto de Santa Maria

        Se siete alla Laguna di Medina e non avete visto il Gobbo, la cosa migliore da fare è quella di recarsi immediatamente alla Laguna Salada de El Puerto de Santa Maria, a sud-ovest di Jerez. Probabilmente questo è lo stagno più complicato da trovare ma, si sa, noi birder siamo molto determinati se c’è da trovare un lifer......! Dalla Laguna de Medina si riprende la A381 verso Jerez ma dopo circa 1 km, anzichè proseguire diritto verso la A4, si gira a sinistra (verso ovest, cioè) fino a raggiungere, dopo 8 km, un secondo bivio. Si gira a sinistra e finalmente, dopo circa 7 km si raggiunge il Parco Acquatico (Aquasherry Park). Giunti al Parco si svolta a sinistra e poi immediatamente a destra (verso ovest) lungo una stradina asfaltata che segue un canale fino a raggiungere dopo un paio di chilometri un ponte sul canale. Si supera a destra il ponte e si parcheggia proprio di fronte alla Laguna Juncosa. Qui alla Juncosa, guarda caso fra i giunchi, si riproducono 3-4 coppie di Pollo sultano, facili da vedere e piuttosto confidenti, ma non c’è nient’altro di interessante. Proseguendo a piedi lungo il sentiero sabbioso ed accidentato (non vi consiglio di proseguire in macchina) si arriva ad intravedere sulla sinistra la Laguna Salada, circondata da alcune coltivazioni. Per raggiungere la Laguna conviene proseguire ancora per un po’ avanti e poi attraversare degli incolti fino a raggiungere le piante di tamerice che circondano il lago. Il 18 aprile erano presenti 4 maschi e 2 fenmmine di Gobbo rugginoso ma nessuna Folaga Crestata, oltre ai soliti Fistioni turchi, Moriglioni e Canapiglie.


 4. Laguna de Tarelo e aree limitrofe

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Anatra marmorizzata - foto di Maurizio Sighele

        Per raggiungere la Laguna de Tarelo bisogna, ritornando al Parco Acquatico, prendere la superstrada in direzione nord per Jerez e, prima di entrare in città, si esce per prendere la A480 direzione Sanlucar de Barrameda. Giunti a Sanlucar siamo alla foce del Guadalquivir e da qui si seguono le indicazioni per Bonanza e quindi per La Algaida. Il lungo rettifilo che si prende dopo un’ampia curva a 90 gradi verso sinistra (nord) superata Bonanza, attraversa l’area di recente "sviluppo" de La Algaida e infine si immette nella pineta (Pinares de Bonanza). Appena entrati in pineta, si parcheggia e si segue un brevissimo sentiero che conduce, sulla sinistra, al capanno sulla Laguna de Tarelo. Come tutte le foci di fiume che si rispettino (vedi Bocca di Serchio...) anche questa è frequentata da un diverso genere di appassionati d’uccelli e da loschi figuri di varia natura. Se siete in due consiglio che uno rimanga alla macchina per poi darsi il cambio al capanno. Qui alla Laguna de Tarelo, in aprile, vi è una buona probabilità di osservare l’Anatra marmorizzata (alcuni esemplari nella seconda metà di aprile del 2003, per esempio), sebbene io sia stato sfortunato in questo senso. Il forte vento e la fretta di tornare alla macchina, lasciata alla mercè dei figuri di cui sopra, non mi hanno permesso di cercare con calma questa specie. Ancora Gobbi rugginosi invece (5-6 maschi ed una femmina).

        Una volta in zona, una visita alle Salinas de Monte Algaida e alle Marismas de Trebujena è d’obbligo. Per raggiungere queste due aree conviene (a meno che non vogliate rischiare le sospensioni della macchina attraversando la pineta) tornare indietro verso la A480 e alla rotonda proseguire in direzione Trebujena. Dopo 3 km circa vi è un bivio sulla sinistra direzione Salinas, si prende e dopo qualche curva inizia un rettifilo di 13 chilometri che arriva quasi fino al fiume. Da qui, svoltando a sinistra, si arriva alle Salinas, a destra invece la strada attraversa le Marismas de Trebujena. Il lungo rettifilo che porta fino al fiume è in pessime condizioni, vi sono più buche che asfalto ma, se non ha piovuto, è ancora percorribile con prudenza. Cosa c’è da vedere lungo il rettifilo e poi alle Salinas? Beh, forse tranne il Nibbio bianco e l’Aquila Imperiale Spagnola, tutto quello che vi aspettereste dal Coto (non vi tedio con il lungo elenco dagli ardeidi ai passeriformi), con il vantaggio di trovare poca gente in giro (o nessuno) e di avere libertà di accesso un po’ d’ovunque. Tanto per fare un esempio, dopo aver percorso qualche chilometro lungo il rettifilo, trovo un campo letteralmente saturo di Pernici di mare (saranno state alcune centinaia) e dalla parte opposta del canale cui la strada corre parallela, trovo con molta fortuna un gruppo di 16 Grandule (Pterocles alchata), oltre ad Occhioni, Albanelle minori (Circus pygargus), Calandrelle (Calandrella brachydactyla), ecc. Alle Salinas e alle Marsismas de Trebujena è comune la Calandrina (Calandrella rufescens) e, ritornando agli acquatici, l’Anatra marmorizzata viene regolarmente osservata (ma non da me...!) alle Marismas de Trebujena in aprile.



Cartografia

In Spagna ho utilizzato la cartina dell’Andalusia 1:200.000 dell’Istituto Geografico DeAgostini, in cui sono ben riportati tutti gli stagni di cui sopra, ma ritengo che qualunque altra cartina con uguale scala sia altrettanto buona. Attenzione ai recenti cambiamenti nei nomi e nella numerazione della strade in Spagna!

Bibliografia

Per il mio viaggio in Spagna ho utilizzato "Where to watch birds in Southern and Western Spain" di E. Garcia e A. Patterson, edito dalla Helm. I dati che ho riportato sopra aggiornano al 2004 ed integrano con un nuovo sito (Lagunas de Espera) questa guida.


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