Quaderni di birdwatching Anno VI - vol. 12 - ottobre 2004

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Titolo
testo e foto di Stefano Benucci

Binoculars and bicycles
Riding a bicycle is seldom considered as a means of transportation for birdwatching; however, it can offer several advantages. For instance, as compared to walking, bike riding allows to ride relatively long distances, and to get close to the birds quietly; also, when riding a bicycle you have the opportunity to reach places where you could not drive a car, and to listen to bird songs without engine noises.


        NEI VARI ARTICOLI su riviste scientifiche o di divulgazione che trattano argomenti ornitologici si descrivono spesso, talvolta in maniera molto approfondita, i metodi per contattare gli uccelli. Infatti, sia che si faccia un lavoro scientifico o una semplice passeggiata per fare birdwatching il sistema scelto per le osservazioni è fondamentale.

        Di metodi ce ne sono decine, forse centinaia, alcuni rigidamente codificati, altri più empirici e personali: transetti a piedi più o meno casuali o con stazioni fisse, transetti in auto con fermate ad ogni chilometro, censimento dei nidi di corvidi dall’auto, osservazione da un punto fisso (marini, rapaci in migrazione), pelagic trip da un battello con pasturazione, richiamo con play-back, censimento dei maschi canori e addirittura censimento delle popolazioni di galliformi con l’ausilio del cane (e molti altri ancora).

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        Chiunque si occupi anche marginalmente di ornitologia ha avuto occasione di sperimentare di persona alcuni di questi sistemi, sia nell’ambito di progetti scientifici che di semplici uscite di birdwatching. Senza entrare nel merito delle varie metodologie si può dire che queste sono accomunate da un’esigenza principale: monitorare al meglio, nel minore tempo possibile, una parte di territorio.

        L’uso della bici per questa attività, a mio parere, ha una notevole valenza ma mi risulta pressoché sconosciuto. Questo articolo vuole essere una proposta all’utilizzo della bici per il birdwatching analizzandone i vantaggi ed eventualmente lanciare riflessioni per un uso di questo mezzo anche per lavori scientifici di monitoraggio senza, naturalmente, avere la pretesa di esaurire l’argomento.

 VANTAGGI

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 Si può andare quasi dappertutto

        In bici, al contrario che in auto, si può andare dovunque, praticamente dove si va a piedi con l’esclusione di ambienti estremi (rocce, paludi, fitto del bosco ecc.) ma anche qui, per brevi tratti, si può comunque fare una forzatura.

 Grandi spazi in poco tempo

        Diversamente che camminando, la bici consente di percorrere spazi molto ampi. In un'uscita si possono percorrere agevolmente una cinquantina di chilometri, ma chi è ben allenato può arrivare ad una distanza doppia. La combinazione di questi due aspetti dà possibilità insospettabili; nel caso di zone di non facile accesso (e si sa bene quante ce ne siano!), in una mattina si possono visitare tre o quattro volte più siti che in auto e/o a piedi.

        Si tenga presente anche che, in bici, ci si può fermare agevolmente in qualsiasi punto anche sul bordo di strade trafficate mentre con l’auto bisogna cercare un parcheggio o quanto meno un punto dove non si intralci il traffico. Quante volte vi siete persi una bella specie perché la macchina dietro di voi suonava minacciosamente il clacson?

 La ricerca delle specie

        La possibilità di monitorare vaste estensioni di territorio è particolarmente utile quando si cercano specie rare o poco comuni come ad esempio nella mia Maremma l’Averla cenerina, il Cuculo dal ciuffo o la Rondine rossiccia. Alcuni anni fa, durante un'uscita in bici di mezza giornata, trovai due siti di nidificazione di Rondine rossiccia distanti 20 chilometri e fino a quel momento completamente sconosciuti, semplicemente osservando tutte le rondini che incontravo.

        In alcuni casi l’uso della bici consente di "inseguire" una determinata specie che si muove più velocemente di un uomo a piedi in aree inaccessibili per l’auto. Ad esempio mi è capitato di seguire per oltre un’ora, in mezzo ai campi, senza mai perderlo di vista, un maschio di Albanella minore per verificarne eventuali comportamenti riproduttivi.

 L’ascolto dei canti

        Questo è uno dei pregi maggiori. La bici è perfetta per ascoltare i canti degli uccelli: durante l’intero viaggio sarà possibile ascoltare tutti i canti degli uccelli che si incontrano lungo il percorso senza bisogno di fermarsi e spengere il motore, come si è costretti a fare con l’auto. Si possono censire tutte le specie e, in particolare, si hanno ottimi risultati nella ricerca delle specie rare o poco comuni (vedi paragrafo precedente). Negli anni passati, ad esempio, sul Promontorio di Piombino ho trovato oltre una dozzina di siti di Bigia grossa semplicemente "girellando" in bici.


 Si va anche dove di solito non si andrebbe

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        Un ulteriore vantaggio consiste nel fatto che la bici in qualche modo ti "obbliga" ad andare in posti diversi che di solito non avresti preso in considerazione per il birdwatching. Mi spiego meglio. Tutti noi abbiamo diversi siti dove andiamo preferibilmente a vedere uccelli perché sono ritenuti più adatti di altri. Poi ci sono aree marginali dove non andiamo mai perché le riteniamo improduttive. Invece, con questa forma di birdwatching itinerante, siamo comunque costretti a passare anche attraverso aree marginali in genere non altrimenti esplorate e osservare magari una Ghiandaia marina su un filo o un gruppo di Falchi cuculi in migrazione, oppure scoprire che in quel campo insignificante nidifica il Calandro o l’Ortolano. Ricordiamoci che in natura non c’è mai niente di scontato o definitivo. Teniamo anche presente che il paesaggio si modifica velocemente sia naturalmente che per azione dell’uomo e che lo stesso sito a distanza di anni può offrire opportunità molto diverse.

 Le reazioni degli uccelli

        C’è un vantaggio che non è immediatamente percepibile se non si è abituati ad andare in bici. Anche viaggiando a velocità molto basse, come di solito si fa in aree naturali, si tiene pur sempre una velocità più alta di 3-4 volte che a piedi. Questo spesso consente di "sorprendere" le specie selvatiche prima che queste percepiscano la nostra presenza e si possano nascondere. In pratica si arriva abbastanza silenziosamente (più che a piedi) e velocemente da ingannare anche le specie più elusive e difficili. Gli stessi mammiferi, normalmente molto più diffidenti degli uccelli, sono più facili da osservare in questo modo. Ho un bellissimo ricordo di una Martora che attraversò il sentiero di un bosco delle Colline Metallifere pochi metri davanti alla mia bici.

        Per lo stesso motivo, talora si possono anche osservare fugacemente alcuni comportamenti tipici delle varie specie ma molto intimi e difficili da riscontrare in natura. Ad esempio mi è capitato più di una volta e solo in bici di sorprendere sui bordi delle stradine boschive il Pecchiaiolo a terra nell’attività di ricerca e di scavo dei favi sotterranei.

        Va detto inoltre che gli uccelli hanno mediamente un po’ meno paura di un uomo in bici che si muove a velocità costante piuttosto che di un uomo in piedi che cammina, e questo può talvolta essere di notevole aiuto.

 Non solo birdwatching

        Un vantaggio che si ha monitorando vaste aree di territorio dove di norma non si transita a piedi o in auto, è quello, non strettamente legato al birdwatching, di raccogliere informazioni su casi di manomissione ambientale piccoli e grandi, purtroppo molto comuni (discariche abusive, macchine abbandonate, ecc). Questo ci consentirà di denunciare il fenomeno agli enti preposti.

 SVANTAGGI

        Non si può trasportare molto materiale. In particolare è impensabile poter portare con sé il cavalletto e il cannocchiale. Bisogna limitarsi al binocolo.

        Si possono percorrere molti chilometri ma mai quanto quelli che faremmo con l’auto. A questo si può ovviare con l’uso congiunto di auto + bici utilizzando i portabagagli con gli appositi attacchi.

        La bici è piuttosto faticosa soprattutto se c’è da fare parecchia salita, ma … aiuta a mantenersi in forma.

        La bici non è consigliabile se ci sono concrete possibilità di pioggia oppure vento o molto freddo.


Brevissimi consigli tecnici e cosa portare con sé.

Teoricamente qualsiasi bici va bene, ma per fare birdwatching in mezzo alla natura vi troverete spesso su terreni molto accidentati. Una tradizionale bici da strada (o "da corsa") è quindi sconsigliabile. Meglio una mountain bike o anche una soluzione intermedia, la cosiddetta bicicletta da trekking che possiede il vantaggio delle ruote più leggere e in grado di creare minore attrito, apprezzabili sulle strade scorrevoli, ma che mantiene la robustezza tipica della mountain bike.

Ci sono bici da tutti i prezzi con minimi e massimi, questi ultimi addirittura scandalosi. Un’ottima bici dovrebbe superare i mille euro ma si può trovare anche a meno. Da evitare comunque gli articoli eccessivamente economici. Una bici di buona qualità richiede scarsa manutenzione e vi durerà una vita.

Meglio se la bici è accessoriata di fanali (si possono applicare anche al momento della necessità, alimentati a pila). Fra gli altri accessori è importante la camera d’aria di ricambio (fate attenzione ai tralci di rovo che strisciano sul terreno: sono ottimi per bucare), un portaborracce sul tubo verticale (o anche due) e una "taschina" in velcro da applicare sul tubo orizzontale (è comodissima per quei pochi oggetti che si portano con sé: chiavi di casa, telefono, occhiali da sole).

Il binocolo, per essere a portata di mano, verrà naturalmente portato al collo. Sarà opportuno utilizzare un laccio molto corto perché non sbatta troppo. Si può portare anche di lato dove è un po’ più stabile.

Indispensabili i calzoncini da ciclista. Il resto dell’abbigliamento non ha particolare importanza. Consigliato il casco.


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2004, Quaderni di birdwatching

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