Quaderni di birdwatching Anno VI - vol. 12 - ottobre 2004

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        CHERSO (CRES IN CROATO) è un’isola davvero splendida: è rimasta come era il mio Carso triestino settant’anni fa. Poca gente, pescatori e pastori, e tra un paese e l'altro il nulla... A me è restata nel cuore...

 ARRIVARE A CHERSO

        In estate è consigliabile evitare di passare per la costa dell’Istria, dove è facile trovare traffico. Dall’Italia si esce dal valico di Pesek e si va praticamente dritti verso Fiume (Rijeka) fino al paese di Opatija dove si gira a destra e si segue la costa fino al bivio a sinistra per Brastova. Nel periodo estivo la frequenza delle corse del traghetto è molto alta, quindi in genere non si aspetta molto. La traversata dura circa mezz’ora e dicono che a volte si vedono i delfini. Il traghetto approda a Porozine, da dove parte la strada che attraversa per il lungo l’Isola di Cherso, che poi è anche l’unica.

 VITTO E ALLOGGIO

        La frutta, la verdura ed il pane sono buonissimi e da provare. La mattina a Cherso c’è il mercatino della frutta, ma in centro si trovano anche un fruttivendolo ed un piccolo market ben fornito. Non hanno salumi come li intendiamo noi: hanno degli strani insaccati di cui ho diffidato. L’acqua locale è la Jamnica, un’acqua forse troppo frizzante e saporita.

        Mangiando al ristorante, con 100 kune (15 €) a testa ci si sazia. Attenzione alle Gostilne (trattorie), specialmente quelle fuori città, sulla strada: hanno prezzi europei... Date un’occhiata ai prezzi, che di solito vengono esposti e poi decidete. Se siete indecisi, vi potete sedere al tavolo a bere un caffè (in Croazia nei ristoranti si va anche solo a bere — d’altra parte sono rarissimi i pub) e poi decidete con comodo.

        La specialità di Cherso è l’agnello, ma anche il pesce è ottimo! Un consiglio: evitate le spigole e le orate perché sono d’allevamento. Molto meglio il nasello, lo sgombro, il sanpietro. Eccezionali i calamari sia alla griglia che fritti e ottimi anche gli scampi alla griglia. Da provare assolutamente i due ristoranti a Valun, attaccati tra loro e proprio sul bordo del porticciolo. Servizio impeccabile e pesce freschissimo con prezzi decisamente contenuti (noi abbiamo mangiato a sazietà con 165 kune).

        Io ho preso alloggio a Cherso paese. In Croazia, e a Cherso in particolare, conviene affittare un appartamento: costa circa 40 € al giorno. È però necessario rivolgersi al Turistic Biro dove gli operatori indicano dove andare. È facile da trovare: appena girato a destra per Cherso, dopo duecento metri, allo stop, si gira a sinistra e si segue la strada; si arriva ad uno slargo dove si trovano l’unico benzinaio che ho visto sull’Isola ed il Turistic Biro (che in ogni caso è indicato da cartelli).

        Per chi vuole andare in campeggio, il più grande è quello di Martinscica, immerso nel verde. C’è poi quello di Valun, altrettanto immerso nel verde ed anche più tranquillo. Quello di Cherso (Kovacine) è il più vicino allo standard "occidentale", mentre quello di Beli non l’ho visto, ma lo sconsiglierei per la scomodità della strada che porta al paese. Il costo per due più tenda è intorno ai 30 € al giorno.

        Esiste comunque (anche se limitata) la possibilità di alloggiare in albergo.

 CONSIGLI GENERALI

        A Cherso, la lingua ufficiale è il croato, ma come in buona parte dell’Istria, quasi tutti parlano l'italiano. La moneta croata è la kuna (1 € vale circa 7.4 kune). Conviene senza dubbio pagare in kune piuttosto che in Euro, le differenze nei prezzi possono essere anche notevoli. C’è un ufficio di cambio in centro a Cherso, conveniente, ma ha tassi un po’ alti. Meglio cambiare in Italia. A Trieste, il cambiavalute con i tassi più convenienti è in piazza Ponterosso (a fianco della Banca BNL). A Cherso ci sono due parcheggi a pagamento (15 kune al giorno) sorvegliati, dove lasciar l’auto. Anche a Valun il parcheggio è a pagamento (altre 15 kune), mentre a Lubenice, Plat, Osor, Orlec, Beli i parcheggi sono gratuiti.

        Muoversi in macchina non è un problema, le strade sono comode, anche se piene di curve e un po’ più strette delle nostre. I locali guidano come dei pazzi, ma basta farci l’abitudine. Ma per raggiungere le spiagge o qualsiasi posto, c’è sempre da fare qualche pezzo a piedi. L’unico benzinaio che ho visto è a Cherso. In Croazia conviene non avere mai il serbatoio sotto metà, perché i benzinai sono rari. Scegliere sempre i benzinai INA o OMV che sono statali e accettano le carte di credito. Tra le verdi, la benzina da scegliere è quella a 98, perché sono tutte benzine dai bassi rendimenti e allora meglio scegliere la migliore: costa circa 0.80-0.90 euro al litro.


Muretti a secco. Foto di Stefano Sava

        Il problema dell’isola è che non ci sono molti sentieri. Il panorama è dominato dai muretti a secco, che hanno la funzione di proteggere il suolo dall’erosione, di trattenere l’acqua e di delimitare gli appezzamenti. Per questo, quasi tutti i campi sono circondati da questi muretti. Siamo quindi costretti a percorrere i sentieri che i proprietari usano per raggiungere i loro prati. Mi raccomando di non saltare i muretti a secco, perché se vi vedono si arrabbiano moltissimo, proprio perché per loro sono di vitale importanza. Per passare i cancelli bisognerebbe chiedere il permesso del padrone, ma soprattutto bisogna richiuderli subito, perché capre e pecore sono tenute allo stato brado.

        L’isola è come già detto largamente brulla e rocciosa, il calcare spunta ovunque e le gambe sono flagellate da ogni tipo di erba spinosa come cardi, spinacristi, asparagi, ginepri: ogni essenza vegetale sull’isola punge! Per questo sono necessari vestiti adatti. Meglio quindi portarsi pantaloni lunghi o alla pescatora capaci di proteggere le gambe. Ai piedi un paio di comode scarpe da ginnastica sono da preferire agli scarponi. Calzini obbligatori, una maglietta di cotone permette di resistere meglio al caldo estivo. Le zanzare sono rarissime. Il tempo è strano, perché cambia improvvisamente come in montagna: giornate con 40°, ma anche con 16°... Quindi è preferibile avere a disposizione una giacca.

 DESCRIZIONE GENERALE

        L’Isola di Cherso è caratterizzata da tre fasce vegetazionali, che si alternano seguendo l’isola da nord a sud: la prima è la fascia boscata, caratterizzata da roveri autoctoni e pini neri impiantati come sul Carso triestino, poi si trova la fascia a macchia mediterranea mentre a sud l’ambiente è quasi steppico, caratterizzato da prati aridi. Ci sono anche vaste zone rocciose e brulle, dove campi carreggiati e bianchissime pietraie di calcare la fanno da padrone.

        In inverno il clima è molto rigido e l’isola è battuta da venti gelidi (Bora). In estate solitamente è caldo, ma nel 2004 è stato caratterizzato da una discreta instabilità, che in piena stagione turistica ha portato giornate con temperatura sotto di 16°...

 I SITI PIÙ INTERESSANTI

        Beli: da Cherso, risalendo la strada dell’Isola si trova il bivio a destra per Beli. Il bivio si trova in alto su un crinale, in un posto meraviglioso dove merita fare una sosta. Qui è possibile vedere molto facilmente parecchi Grifoni in termica, ma anche Poiana, Gheppio, Falco pellegrino, Nibbio bruno. La strada per Beli è una lunga e stretta lingua di asfalto in discesa. A Beli si trova il centro di recupero dei Grifoni (Eko Zenter), gestito da volontari, carino e ben tenuto. La visita costa 20 kune. È anche possibile acquistare una cartina della zona, dove sono indicati tutti gli itinerari percorribili, compresi quelli che portano ai misteriosi labirinti di pietre, di cui si ignora sia l’origine che la funzione...

        Orlec: è un paesino splendido, facile da raggiungere. Entrati nell’abitato, si può lasciare la macchina alla chiesa, per poi scendere verso il mare a piedi. È una passeggiata di una ventina di minuti, ma merita senza dubbio. Dietro al cimitero, ci sono anche un paio di sentierini che attraversano la splendida campagna dove fichi selvatici si affacciano dai muretti a sorridere ai passanti mentre cincie, Averle piccole e Sterpazzoline riempiono di vita le ginestre, le salvie e le altre essenze mediterranee che profumano l’aria... In alternativa è possibile fare la strada anche in macchina per arrivare ad un parcheggio sopra la scogliera. Qui mi hanno affascinato i Gheppi in caccia sul mare ed i Grifoni che ad intervalli compaiono nel cielo, ma che possono anche essere osservati posati sulle rocce. Qui è facile vedere Passero solitario, Piccione selvatico, Corvo imperiale, Rondone maggiore, Rondone pallido, Sterpazzolina, Occhiocotto, Calandro, Monachella, Stiaccino...

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Grifone e Corvo imperiale a Orlec - foto di Maurizio Sighele

        Valun: paesino molto grazioso, assolutamente da visitare, anche se offre poche possibilità al birdwatcher, se non dietro alla spiaggia a sud del paese: i "soliti" Grifoni (comuni su tutta Cherso), Rondone maggiore e Marangone dal ciuffo.

        Lubenice: splendido borgo abbarbicato sulla cima di un crinale, da visitare assolutamente, magari al tramonto, il momento più bello per venirci. Attenzione a portare una felpa, perché lassù tira sempre un vento freddo che gela le ossa. Per arrivare si prende la strada per Valun e poi si volta a sinistra (tutto segnato da cartelli). La via che porta lassù è incredibilmente silenziosa e tranquilla, compressa tra due muretti a secco. C’è un ampio parcheggio (gratuito) proprio prima del paese.

        Martinscica: il campeggio è immerso nel verde della macchia mediterranea. Dalla spiaggia è possibile con molta fortuna osservare l’Aquila reale. Nei periodi favorevoli dev’essere un posto da silvidi fantastico, ma a fine luglio si sentivano solo le cicale. Sull'isola di fronte alla spiaggia di Martinscica (Zeca) nidifica il Gabbiano reale.

        Ustrine: è un paesino sul lato dell’isola che guarda all’Italia. Si deve lasciare l’auto in alto nel paese perché c’è una sbarra che blocca la strada. Alla spiaggia si arriva perciò a piedi (una passeggiata da una ventina di minuti), ma il paesaggio è assolutamente incantevole (e la spiaggia con quella di Plat è tra le più belle dell’Isola), dominato dai profumi e dai colori della macchia mediterranea: lecci, ginepri, sorbi, allori... In cielo: Cuculo, Rondine, Rondone comune, Rondone maggiore, Cinciallegra...


Scendendo a Orlec. Sullo sfondo l'Isola di Krk - foto di Stefano Sava

        Plat: vi si arriva prendendo una stradina di terra battuta a sinistra, proprio di fronte al primo bivio per Ustrine. Si segue questa stradina per prati aridi incredibili, dove sui fili della luce è facilissimo vedere la Monachella, lo Zigolo nero, l’Averla cenerina e l’Averla capirossa. Per terra Calandri e Upupe. Bisogna aprire quattro cancelli di legno, da richiudere subito dietro l’auto. Ci si arrampica prima sul fianco del colle, poi si ridiscende dall’altro lato fino al paesino di Plat. Qua si lascia l’auto a lato della strada e si scende lungo un sentiero segnato da due cartelli e da macchie bianche e rosse (come quelle del CAI). Lungo la strada ho visto l’unica Ghiandaia della vacanza, e qualche Sterpazzolina. La spiaggia che si raggiunge è l’unica di sabbia dell’isola. Le rive sono di pietra, ma l’acqua è bassa ed il fondo è di sabbia bianca, bellissima, di quella che non resta appiccicata addosso.

        Osor: è il paese all’estremità inferiore di Cherso. Qui c’è il ponte che porta a Lussino (Losinj). Prima di entrare nella città, due bellissimi Bianconi ballavano quasi abbracciati un passo a due proprio sopra la strada. Parcheggiata l’auto nel porticciolo, si può fare un giro nel paese o dare un’occhiata nella laguna sulle cui sponde nei periodi di passo è possibile osservare qualche limicolo. Qui mi hanno segnalato anche un piccolo nucleo di Passera sarda (la passera che comunemente si incontra sull'isola è invece la Passera europea). La campagna immediatamente prima del paese è da visitare, ma non so se esistano sentieri. Di sicuro il posto è molto affascinante e ricco di vita. Un amico che è stato qui in vacanza un’estate di diversi anni fa mi ha raccontato di Occhioni, Canapini maggiori e Ghiandaie marine...

 L’AVIFAUNA

        Luglio e agosto non sono certo i mesi migliori per visitare Cherso con l’intento di fare birdwatching. In primavera è possibile fare osservazioni più interessanti come per esempio Calandro maggiore, Cutrettola testagialla orientale, Picchio dorsobianco e Pellicano riccio (Loris Dilena — EBN Italia, report del 30 marzo 2004).

        Due maestose specie rapaci residenti sull’isola che non sempre si può avere la fortuna di incontrare sono il Gufo reale e l’Aquila reale. Sempre tra i rapaci, Cherso pare sia l’unica isola del Mediterraneo su cui nidifica il Falco pecchiaiolo.

        Tra i passeriformi, comunissimi sono la Monachella e gli Stiaccini, che però a fine luglio diventano molto difficili da osservare. Sono presenti Zigolo nero e muciatto, ma anche Canapino e Canapino maggiore, Averla piccola, capirossa e cenerina. Prispolone e Calandro nei prati aridi, Ballerina bianca ovunque. Nei periodi di passo si osserva anche qualche limicolo (Corriere piccolo, Piro piro piccolo, Piviere dorato, Chiurlo piccolo), pur essendo essenzialmente un’isola rocciosa.

        Nelle zone adatte sopravvive ancora una popolazione di Coturnice, estremamente diffidente e in rarefazione probabilmente a causa della diminuzione della pastorizia e il conseguente calo di pecore e capre lasciate pascolare libere allo stato brado. Potrebbe essere questa anche la causa dei problemi della colonia di Grifoni, che è passata dalle 80 coppie del 2003 alle 60 del 2004. L’altra calamità che colpisce i grossi avvoltoi sono i turisti, che si avvicinano con le imbarcazioni ai nidi sulla scogliera, causando spesso la caduta di piccoli che poi affogano, non essendo capaci di nuotare.

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Tramonto a Ustrine - foto di Stefano Sava


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2004, Quaderni di birdwatching

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