| Quaderni di birdwatching | Anno VI - vol. 12 - ottobre 2004 |
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![]() di Igor Festari |
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I più datati riferimenti bibliografici tendevano a suddividere la Sterpazzolina in quattro sottospecie, delle quali una in particolare (moltonii) era considerata incerta e poco differenziata, mentre si dava, generalmente, molto più risalto a quella nord-africana (inornata). Orlando (1939) descrisse la sottospecie Sylvia cantillans moltonii, per le popolazioni della Sardegna e della Corsica, così denominata in onore di E. Moltoni, ritenuto il padre della moderna ornitologia italiana. Vaurie (1959) non accettò la validità di questa sottospecie, che venne in seguito nuovamente ipotizzata da Cova (1969) e soprattutto da Shirihai et alii (2001).
Sterpazzolina (occidentale) [Sylvia (c.) cantillans]: qualora venisse considerata specie a parte, a questa forma dovrebbero essere attribuite 2 sottospecie. La razza nominale S. c. cantillans dellEuropa sud-occidentale (Penisola Iberica e Francia) e la razza inornata dellAfrica nord-occidentale (dal Marocco alla Libia); le popolazioni nidificanti nellItalia meridionale ed in Sicilia, sebbene probabilmente appartenenti a questa allospecie, non sono mai state studiate a livello sottospecifico. Sterpazzolina di Moltoni [Sylvia (c.) moltonii]: questa forma è endemica dellarea mediterranea centro-occidentale, dove occupa le principali isole (Maiorca e Cabrera nelle Is. Baleari, Corsica, Sardegna ed Arcipelago Toscano); in vista di recenti conferme avvenute sul campo, tuttavia, lareale riproduttivo deve essere esteso anche allItalia continentale centro-settentrionale e, probabilmente, alla Francia meridionale. Lareale di svernamento non è noto con precisione ma, catture invernali di esemplari con la muta tipica di questa forma sono state compiute in Nigeria. Sterpazzolina orientale [Sylvia (c.) albistriata]: questa forma nidifica nellEuropa sud-orientale (dal Carso Triestino ai Balcani meridionali), e nella Turchia occidentale e meridionale. Sverna nellAfrica centrale a sud del Sahara, generalmente più ad est rispetto alla forma cantillans (giunge, infatti, sino al Sudan nord-occidentale), con qualche sovrapposizione nel Mali orientale.
La Sterpazzolina è principalmente legata, durante il periodo riproduttivo, ai cespuglieti xerotermici bordanti boschi termofili radi (specialmente di Roverella Quercus pubescens), ambiente di ecotono tipico delle zone collinari sub- o supra-mediterranee ed alla macchia mediterranea medio-alta anche costiera. Quest'ultimo sembra essere l'ambiente di elezione della specie.
Da sempre considerata la sottospecie più diffusa nel nostro paese. Recentemente si è posta particolare attenzione all'areale di nidificazione di questo taxon la cui distribuzione italiana oggi risulterebbe assai più ristretta di quanto ritenuto in passato, essendo stata contatta con certezza soltanto in Sicilia (dove occuperebbe lintero territorio insulare), nel comprensorio delle Murgie lucano-pugliesi ed in gran parte della Campania continentale.
Descritta nel 1939 come endemica di Sardegna, Corsica ed Arcipelago Toscano (Orlando, 1939), ed in seguito considerata come sottospecie priva di validità tassonomica (per via della grande somiglianza morfologica con cantillans), questa forma è stata rivalutata negli ultimi decenni del secolo scorso, periodo in cui ne è stata definitivamente accertata la nidificazione non solo nel succitato areale, ma anche nelle isole Baleari e nellAppennino settentrionale (Cova, 1976).
Poche coppie nidificano regolarmente nel Friuli Venezia Giulia sud-orientale, nellarea del Carso Triestino e, forse, nel Goriziano. La maggior parte degli esemplari svernanti nellAfrica centrale ritorna alle aree di nidificazione balcaniche migrando sulla porzione centrale del Mar Mediterraneo e visitando, forse più frequentemente di quanto si pensi, la Sicilia orientale e lItalia meridionale (specialmente in Puglia). |

Tavola I
Mentre la maggior parte dei testi parla solamente di differenze minime nella colorazione delle parti superiori, alcuni particolari sembrerebbero essere, al contrario, molto utili per lidentificazione della forma orientale albistriata. Le parti superiori dei maschi adulti di Sterpazzolina occidentale e Sterpazzolina di Moltoni sono uniformemente grigie dalla testa al groppone (comprese le copritrici maggiori delle ali), di un colore simile o leggermente più scuro di quello di una Bigiarella e delicatamente sfumato di bruno-olivastro negli esemplari mutati da poco; spesso, guance e collo risultano di un grigio leggermente più pallido e slavato mentre, al contrario, le redini (ossia le aree tra gli occhi e la base del becco) si presentano a volte un poco più scure del resto della testa. Le penne remiganti delle ali e quelle timoniere della coda sono grigio nerastre con sottili bordi più chiari, biancastri negli esemplari appena mutati oppure sfumati di grigio-brunastro durante lestate; le copritrici terziarie ricalcano la colorazione delle remiganti, essendo ampiamente nerastre con bordini chiari generalmente poco evidenti, anche negli esemplari con piumaggio fresco. In generale, gli adulti di queste forme appaiono uniformemente grigiastri e ben poco contrastati nella colorazione delle parti superiori. Le parti superiori della Sterpazzolina orientale differiscono abbastanza nettamente da quelle delle altre forme. La nuca, il mantello ed il groppone sono di un grigio più chiaro e puro, argenteo o azzurrastro, senza evidenti sfumature olivastre; le redini appaiono ben più scure del resto della testa, formando spesso una mascherina nerastra di fronte allocchio (attenzione agli esemplari con piumaggio molto fresco nei quali i bordini grigiastri delle piume possono temporaneamente schiarire questarea); infine, le remiganti, le copritrici terziarie e le timoniere sono nettamente più scure, nerastre, e con bordini chiari più spessi e meglio definiti, specialmente in autunno-inverno, negli esemplari con piumaggio appena mutato. In generale, quindi, laspetto è più contrastato che nelle altre forme, con un corpo chiaro e brillante abbinato ad estremità (faccia, ali e coda) decisamente scure e provviste di bordini bianchi netti.
Rispetto alle forme occidentali cantillans e moltonii, praticamente identiche dal punto di vista strutturale e biometrico, lorientale albistriata differisce per la maggiore lunghezza delle ali (circa 60-64 mm., a differenza dei 57-61 mm. delle altre), la maggiore proiezione delle primarie (sempre più della metà della lunghezza delle tre terziarie messe assieme; variabile, ma generalmente più corta nelle altre), la forma più appuntita dellala (la 6° primaria, contata dallesterno, è nettamente più corta della 4° e 5°, mentre nelle altre forme 4°, 5° e 6° terminano più o meno a pari), la maggiore distanza tra le punte della 1° e della 2° primaria (pressochè sempre maggiore di 32 mm., mentre supera solo occasionalmente i 34 mm. nelle altre forme), ala proporzionalmente più lunga rispetto alla coda (questultima misura solitamente meno del 90% dellala, mediamente 54,1 mm. contro 62,1 mm.; viceversa, nelle altre forme, la coda misura quasi sempre più del 90% dellala, in media 54,3 mm. contro 59,0 mm.) e becco proporzionalmente più lungo (attorno ai 14,0 mm., contro i 12,9 mm., o meno, nelle altre forme) ed arcuato (la differenza nella forma è più o meno simile a quella esistente tra i becchi delle allospecie di Magnanina sarda, Sylvia [sarda] balearica e S. [sarda] sarda: il becco di albistriata, come quello di balearica, è lungo, col bordo della mandibola arcuato verso il basso per tutta la lunghezza, il bordo della mandibola inferiore più o meno dritto o addirittura leggermente concavo e tanto giallo-ocra alla base della mandibola inferiore e lungo il taglio di quella superiore; il becco di cantillans e moltonii, come quello di sarda, appare invece più corto e tozzo, coi bordi di entrambe le mandibole convessi, e meno giallo-ocra alla base delle mandibole).
Il modo più semplice ed efficace per riconoscere le allospecie di Sterpazzolina è tramite le vocalizzazioni. I tre taxa, infatti, differiscono incredibilmente nei richiami prodotti per testimoniare inquietudine o per rafforzare la coesione di gruppo (i cosiddetti versi "dallarme" e "di contatto") e, in misura inferiore, nel canto dei maschi. Sfortunatamente, pur essendo uccelletti piuttosto vociferi, non è sempre garantito sentirle cantare o intonare richiami, specialmente per quanto riguarda gli esemplari in migrazione o dispersione estiva post-riproduttiva, e visto che in alcuni casi le vocalizzazioni costituiscono il principale carattere identificativo, bisogna rendersi conto che non sempre è possibile lidentificazione specifica.
Il canto del maschio è paragonabile a quello di cantillans, specialmente per la struttura irregolare delle frasi, ma si distingue da questo per essere decisamente più accelerato ed aspro (per via dei "trrrrrrr", che ricordano il verso dallarme, comunemente inframezzati al canto), e per le strofe leggermente più corte e terminanti più bruscamente. In generale il canto ricorda più quello del Canapino (Hippolais polyglotta) che quello di cantillans; le singole strofe, veloci e farfugliate, possono anche essere assimilate al canto, simile ad una cascata di note, del Verzellino (Serinus serinus) che, però, è assai più prolungato e privo delle lunghe pause tipiche delle Sterpazzoline. Il richiamo della Sterpazzolina orientale suona come un secco e vibrato "tret", "trec" o "cirup", marcatamente disillabico e composto da 2 "tec" o "cec" simili a quelli di cantillans ma pronunciati tanto rapidamente da amalgamarsi. Il canto del maschio appare leggermente più spedito rispetto a quello di cantillans, con strofe più corte e terminanti bruscamente, nonché assai più aspro per la presenza di numerosi suoni assimilabili al verso dallarme "tret", quindi paragonabile a quello di un Canapino (Hippolais polyglotta) ma più spezzettato, con frasi più corte; inoltre, sembrerebbe differire dal canto della moltonii (al quale, in linea di massima, assomiglia moltissimo) soprattutto per la mancanza dei lunghi suoni vibrati "trrrrrr" tipici di questa forma, anche se le differenze risultano ancora poco studiate e mal conosciute.
Le uniche differenze evidenti relative alletà sono la colorazione della testa (nelle femmine adulte le guance ed il sopracciglio sono di un grigio puro piuttosto chiaro, contrastanti col resto delle parti superiori, mentre giovani e 1°inverno hanno la testa uniformemente brunastra), la sfumatura ai lati del petto (spesso le femmine adulte possiedono una sfumatura aranciata che ricalca, in linea generale, il disegno dei maschi; questo carattere, assente nei giovani dellanno, si intensifica con letà, risultando quindi più frequente e ben marcato nelle femmine anziane), la colorazione delliride (bruno-olivastro scuro nei giovani e negli esemplari al 1°inverno, da bruno-giallastro chiaro a ocra-rossastro vivo nelle femmine adulte) ed il colore dellanello oculare (nei giovani e negli immaturi al 1°inverno è biancastro o, al più, bianco-sporco, mentre nelle femmine adulte varia da ocra-aranciato a rossastro, intermedio tra il colore dei giovani e quello scarlatto vivo dei maschi adulti). Le femmine ed i giovani della Sterpazzolina occidentale e Sterpazzolina di Moltoni sono assolutamente indistinguibili su base morfologica; le uniche differenze apprezzabili sul campo sarebbero, quindi, quelle relative ai richiami dallarme o di contatto. Le femmine ed i giovani di Sterpazzolina orientale, invece, risulterebbero distinguibili, oltre che in base alla voce, in base alla combinazione di struttura e biometria e colorazione (parti superiori di un grigio più puro e slavato, specialmente su nuca e groppone; parti inferiori più estesamente biancastre, eccezion fatta per una pallida sfumatura grigio-brunastra su fianchi e lati del petto, senza evidenti tonalità calde; bordini di terziarie, remiganti e timoniere esterne biancastri e piuttosto spessi). In ogni caso, trattandosi di caratteri poco marcati e visibili solo a distanza molto ravvicinata, si consiglia di riconoscere a questo livello solo le femmine o i giovani fotografati in maniera ottimale o catturati ed esaminati direttamente in mano. |
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Sylvia cantillans albistriata. |
Se i maschi adulti risultano praticamente inconfondibili sul campo, al contrario le femmine adulte, gli immaturi al 1° inverno ed i giovani dell'anno sono molto simili ad altre specie di silvidi presentando non poche difficoltà di identificazione. Occhiocotto (Sylvia melanocephala): la femmina ed i giovani di questa specie hanno le parti superiori più scure e contrastate, con testa chiaramente grigio-fosco ed il dorso fortemente pigmentato di bruno-olivaceo; inoltre la coda è più scura, nerastra, superiormente, con ampi bordi bianchi ben visibili. Le parti inferiori sono caratterizzate dai fianchi più vividi, di un caldo bruno-ocraceo, e dalla gola candida particolarmente evidente, mentre nelle Sterpazzoline la gola è più o meno sfumata di ocra col bianco relegato alla sola stria malare. La coda è proporzionalmente lunga, mentre le ali sono corte (al contrario nelle Sterpazzoline); lanello oculare è spesso e chiaramente arancione-rossiccio (più sottile e smorto nelle femmine di Sterpazzolina, addirittura biancastro o grigiastro nei giovani), mentre la base del becco è grigia, e non giallo-rosata. |
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