Quaderni di birdwatching Anno VII - volume 13 - aprile 2005

Note dal campo
Titolo
testo e foto di Nicola Maraspini

Common Snipe in profile
Late winter on the Mediterranean coast near Rome: spring migration has just started, and three Common Snipes stop by, exhausted. A female Marsh Harrier scares them off, and one of them perches for a few seconds on a twig previously occupied by a Kingfisher. This offers the author an unusually close encounter with this bird, which reminds him of an ancient Egyptian painting in flesh and bone.


        LITORALE ROMANO, l'inverno volge al termine, è iniziato il "ripasso", cioè la migrazione primaverile dell'avifauna. In questo periodo si possono fare osservazioni interessanti, specie accidentali o mai viste in zona, possono sostare per qualche ora o per giorni negli ambienti idonei.

        È l'alba, mi trovo in un capanno di osservazione defilato nella vegetazione palustre e osservo l'acquitrino dove un gruppetto di moriglioni sonnecchia dondolando lentamente sull'acqua. Dopo circa un'ora il bagliore del sole conferma che la giornata sarà splendida, nel frattempo le anatre si sono spostate, ma io ci sono ancora, ormai faccio parte dell'ambiente. Da un vicino posatoio un Martin pescatore guarda con insistenza verso di me, mi ha certamente individuato e mi tollera quanto basta, ogni tanto con qualche evoluzione, vociferando con il "trillo" caratteristico, si mette in evidenza ricordandomi che mi trovo nel suo territorio.

        Con il binocolo osservo in lontananza un Falco di palude che con ripetute picchiate si accanisce su un gruppo di Tuffetti, tentandone la predazione. Intanto odo nell'aria un fruscio che annuncia visite, sono visite alate! Improvvisamente compaiono tre Beccacini che si posano nel chiaro davanti al capanno, dopo qualche istante girano il capo, alzano una zampa e infilano il lungo becco fra le penne del dorso; sembrano stanchi, probabilmente sono in migrazione e avranno volato tutta la notte.




        Rimangono immobili a riposare nel fango, fra residui di vecchie cannucce; contano sul loro mimetismo, i loro occhi ogni tanto si chiudono ma le pupille tornano a scintillare al sole alla minima vibrazione sospetta.

        Intanto il popolo della palude è in piena attività: le nutrie intrecciano nell'acqua molteplici traiettorie, due Garzette accennano un balletto borbottando qualche cosa nella loro lingua, due Martin pescatore si inseguono volando a pelo d'acqua travolti da nuove frenesie amorose, ma qualcosa risveglia i Beccaccini dal loro torpore....




        Concentro la mia attenzione sul più visibile dei tre: è come pietrificato, forse avverte un pericolo imminente. Infatti, mi accorgo che una femmina di Falco di palude, in volo di perlustrazione, si dirige nella nostra direzione.




        Un secco "sgnep" risuona nell'aria e i tre limicoli con una frustata d'ali si levano rapidamente in volo. Vedo due di loro tuffarsi decisi nel folto canneto alla mia destra, perdo di vista il terzo. Una grande ombra scivola via sull'incannucciata che sovrasta il mio nascondiglio; il rapace è passato! Dò una sbirciata fuori dal capanno e, sorpresa, il posatoio del Martin pescatore è occupato da un Beccaccino con le zampe ancora coperte di limo.




        È un profilo insolito, una specie di geroglifico egizio in carne, ossa e penne, che ho la fortuna di osservare per non più di trenta secondi a così breve distanza; la soddisfazione è grande, ho la sensazione che mi stia fissando, è stordito, disorientato. Dopo pochi istanti il volatile, come risvegliatosi da un brutto sogno, si invola e scompare alla vista; avrà certamente raggiunto i propri compagni per continuare l'avventuroso viaggio verso nord!


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2005, Quaderni di birdwatching

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