Quaderni di birdwatching Anno VII - volume 13 - aprile 2005

Hotspots
Titolo
di Paul Tout

Lakes Doberdò and Pietrarossa Regional Preserve
Several birders, not just Italian, know the Cona Island as the place to go for a large variety of birds, with as many as 310 species recorded. However, few know that, barely 5 km north of Cona, there is another very interesting area, the Lakes Doberdò and Pietrarossa Regional Preserve, where 190 bird species have been recorded, 79 of which nesting.


        TANTI BIRDWATCHER, italiani e no, conoscono l'Isola della Cona come posto per vedere una tra le più grandi varietà di uccelli in Europa in un'unica riserva, con più di 310 specie segnalate. Pochi sanno, però, che a 5 chilometri a nord in linea d'aria c'e un altro gioiello della biodiversità italiana: la Riserva Regionale dei Laghi di Doberdò e Pietrarossa (726 ha), un'area che comprende due laghi carsici con vari ambienti palustri in un contesto di calcare arido. La ricca varietà di habitat del territorio ospita una gran numero di uccelli, molti dei quali considerati di interesse comunitario dalla direttiva CEE 79/409. Sono state finora segnalate 190 specie, di cui ben 79 nidificanti. La zona è interessante anche per la sua storia: Doberdò e Pietrarossa sono state teatro di battaglie sanguinose nella prima guerra mondiale e le trincee sono ancor oggi visibili in tanti posti.

        La particolarità della Riserva Regionale dei Laghi di Doberdò e Pietrarossa è che al suo interno sono presenti sia gli ambienti acquatici sia quelli aridi. Nei due laghi troviamo la vegetazione acquatica con ninfea, nannufero e canna, mentre nelle zone adiacenti si trova la vegetazione delle zone umide come i prati umidi ed i boschi ripariali di salice bianco e pioppo nero.

        Queste aree umide sono circondate da ambienti aridi carsici come la landa, oggi in via di "incespugliamento" con scotano e ginepro, la boscaglia carsica, con roverella, carpino nero ed orniello, boschi a rovere e cerro ed impianti artificiali di pino nero. Negli ultimi anni una serie di incendi ha aperto notevolmente il paesaggio, favorendo le specie che vivono negli ambienti aperti. Sui pendii esposti a sud è possibile ammirare fenomeni di carsismo di superficie come scannellature, vaschette di corrosione e fori di dissoluzione. Numerose sono le grotte.

        Nella riserva vivono specie rare sia termofile che igrofile. I dintorni del lago rappresentano l'areale più settentrionale per alcune specie mediterranee come il Ranunculus velutinus (il cui primo ritrovamento regionale venne fatto proprio a Doberdò); da segnalare, inoltre, il Ranunculus illyricus, rara specie sudesteuropea raccolta dal botanico goriziano Zirnich nel 1936 e recentemente confermata e la nordillirica Anemone trifolia che ha nei laghi di Doberdò e Pietrarossa le uniche località carsiche dove si può ritrovare. Tra le specie xerofitiche-steppiche molto importante è la presenza, unica per la regione, di Lens ervoides, di Stipa bromoides e Crepis vesicaria, specie stenomediterranea che lungo le pendici meridionali del Monte Castellazzo raggiunge il punto più settentrionale della sua distribuzione regionale.


Come arrivare

Il Lago di Doberdò può essere raggiunto dall'autostrada A23 Udine–Trieste all'uscita "Lisert" o dalla strada dopo l'ultimo casello finale o ancora dalla strada "Vallone" SS 55 (Trieste–Gorizia) in località San Giovanni di Duino e proseguendo in direzione "Gorizia". Dopo un paio di chilometri si arriva all'abitato di Jamiano (Iamiano), dove una strada secondaria indica il paese Doberdò del lago e scende nella conca. Il parcheggio è a destra della strada non appena la strada comincia a salire verso il paese. Da qui si raggiunge il Centro Visite "Gradina" con ristorante e museo interpretativo della riserva [sito web].
Per arrivare al Lago di Pietrarossa in macchina, bisogna seguire una piccola strada sterrata che costeggia l'autostrada A23 dal raccordo autostradale di "Lisert".
E' da notare che il piccolo valico italo-sloveno a Jamiano è adesso transitabile con la carta d'identità e arriva nel Carso sloveno, bello e poco frequentato in confronto di quello italiano.


        Per quanto riguarda gli uccelli, i laghi vengono frequentati durante l'inverno da alcune centinaia di anatre, Folaghe e numerosi Aironi cenerini. Oltre alle specie più comuni, nidificano o estivano anche Canapiglie, Alzavole e Morette.

        La presenza di boschi con alberi vecchi e di grandi dimensioni consente la nidificazione di una complessa comunità di picchi, cince e rampichini senza paragone in Italia: ben sei specie di picchio nidificano qui. Di particolare interesse, tra questi, il Picchio cenerino, il Picchio nero e il Picchio rosso minore: tutte e 3 le specie si trovano poco sopra il livello del mare, come accade di solito lungo il Danubio nei Balcani, ma non in Italia. Il Picchio cenerino ha colonizzato la zona (chissà da dove?) nel 1995. Il Picchio rosso mezzano, che nidifica a pochi chilometri di distanza sul fiume Isonzo in territorio sloveno, è stato segnalato una sola volta.

        Tra i rapaci nidificano nei boschi il Falco pecchiaiolo, la Poiana, l'Astore e lo Sparviere. Il Biancone è un rapace che si alimenta nelle praterie aride della landa carsica e viene avvistato quasi ogni giorno da aprile a giugno, attirato dal grande numero di rettili presente in zona. In questo importante ambiente nidificano, tra le altre, specie quali Succiacapre, Averla piccola, Tottavilla, Allodola, Zigolo nero, Zigolo muciatto e Strillozzo. Purtroppo le bellissime pareti rocciose sopra il lago sono usate come palestra da rocciatori ed alpinisti e i livelli di disturbo rendono impossibile l'inserimento, almeno come nidificanti, del Gufo reale e del Corvo imperiale, entrambi presenti altrove non distante da qui.

        Nelle aree cespugliate nidificano vari Passeriformi come Canapino e Sterpazzola. Nei versanti meridionali più riparati troviamo il mediterraneo Occhiocotto, che qui nidifica al limite del suo areale. Il bosco ripariale di salice e pioppo nero ospita d'estate una densità quasi spaventosa ed assordante di Rigogoli, che all'alba di una mattina nel mese di maggio può rendere difficile l'identificazione dei canti degli altri uccelli.

        Tra le rarità osservate nell'area vanno ricordate: Allocco degli Urali, Aquila minore e (in particolare ai primi di giugno) il Ciuffolotto scarlatto, tre specie non ancora segnalate all'Isola della Cona.

        Nel complesso, però, la riserva non è un posto per andare per vedere soltanto gli uccelli, l'ambiente e bellissimo, e la biodiversità incredibile: una visita a metà giugno può far rilevare 70 specie di lepidotteri diurni, fra quale la Coenonympha oedippus, una delle farfalle più minacciate di Europa. L'erpetofauna della riserva è rappresentata da almeno 7 specie di anfibi e 10 specie di rettili la cui distribuzione è condizionata dalle diverse esigenze riproduttive. Decisamente raro ed affascinante è il proteo, un urodelo stigobio, cioè strettamente specializzato a vivere nelle acque sotterranee delle cavità carsiche e per questo difficilmente visibile in superficie. Il corpo, di colore roseo, è di struttura anguilliforme, le zampe anteriori hanno tre dita e le posteriori due. Le branchie esterne sono presenti per tutta la vita e gli adulti, che possono raggiungere mediamente i venti centimetri di lunghezza, hanno gli occhi atrofizzati. L'alimentazione è rappresentata da piccoli invertebrati acquatici e in particolare da crostacei. Questa specie risulta piuttosto comune nelle cavità carsiche allagate della riserva.


DA CONSULTARE

  • PARODI R. (red.), 1999 - Gli Uccelli della Provincia di Gorizia. Museo Friulano di Storia Naturale, 42: p. 356.
  • Centro visite Gradina.


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    2005, Quaderni di birdwatching

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