Quaderni di birdwatching Anno VII - volume 13 - aprile 2005

Accidentali
Titolo
di Angelo Nitti

Franklin Gull Larus pipixcan in Molfetta (Southern Italy)
If you are a birdwatcher, and you live near the sea, sooner or later you will develop an interest in gulls. This is what happened to the author as well: almost every day he visits a few rocks near the harbour of Molfetta, Southern Italy. In the past few years this "local patch" has produced several gull and tern species, including a Lesser Crested Tern in the summer of 2002, and, most notably, a Franklin's Gull which showed up on April 10, 2004, and stayed four days.


        PER IL BIRDWATCHER CHE VIVE IN UN POSTO DI MARE è inevitabile, prima o poi, cominciare ad occuparsi seriamente di gabbiani. A dire il vero all'inizio mi attiravano soltanto da un punto di vista estetico, finalizzato alla fotografia; non capivo praticamente nulla di specie, età, piumaggi, ecc. e mi interessavano, invece, luce e composizione dell'immagine.

        Poi ho cominciato pian piano ad approfondire le mie conoscenze e adesso gabbiani, sterne ed uccelli marini in genere rappresentano per me un'inesauribile fonte di osservazioni e scoperte per tutto l'anno. Esplorando la costa pugliese a nord e a sud del luogo in cui vivo, ho localizzato diversi punti in cui si concentrano i gabbiani, ma mi sono anche reso conto che i posti per osservarli per bene da vicino, fare fotografie, leggere anelli, ecc. sono veramente pochi.

        Uno di questi, fortunatamente, si trova a cinque minuti da casa mia: pochi metri quadrati di piccoli scogli, affioranti in qualche centimetro d'acqua a ridosso dell'area portuale, sono diventati la mia "palestra" quotidiana di birdwatching. Sono anni ormai che ci passo tutti i giorni, una o due volte: accosto l'auto, appoggio il cannocchiale sulla portiera e comincio ad osservare uno ad uno tutti i gabbiani che quasi sempre sono presenti; a volte pochi individui, a volte centinaia.

        Così riesco a leggere anelli, fare un po' di digiscoping, studiare i piumaggi delle differenti età; così ho cominciato ad avere più dimestichezza con le specie comuni e con quelle più rare: Gabbiani pontici, nordici, Gavine, sterne di varie specie tra cui una di Rüppell in piena estate del 2002.

        Il pomeriggio del 10 aprile 2004 ero lì come al solito (in realtà avrei dovuto essere a Capo Bon per i rapaci, ma il viaggio era saltato per vari motivi); i gabbiani posati erano numerosi e si rassettavano il piumaggio sullo sfondo di un cielo grigio e di un mare piatto ed un po' malinconico. Gabbiani comuni, reali, corallini e qualche Beccapesci. E' venuto fuori un po' di sole e, temendo che quella bella luce non durasse molto, ho cominciato a fare digifoto dei soggetti più interessanti per il mio archivio, senza neanche fare prima una "carrellata" con il cannocchiale, come invece sono solito fare.


Gabbiano di Franklin Larus pipixcan
Molfetta (BA), 10/4/2004. Foto di Angelo Nitti


Gabbiano di Franklin Larus pipixcan
Molfetta (BA), 14/4/2004. Foto di Angelo Nitti

        "Lui" è apparso all'improvviso nell'oculare ingranditore della digitale, mentre mi accingevo a fotografare un Gabbiano corallino... Visione incerta, colori indefiniti, contorni spezzati dai pixels ingranditi. Lì per lì ho pensato ad un Gabbianello, per via delle dimensioni, ma qualcosa non quadrava. Ho messo a posto la digitale e ho cominciato ad osservarlo per bene con il cannocchiale.

        Stava di spalle, ma di tanto in tanto girava il capo mostrando il profilo per pochi istanti; il becco era piccolo, il cappuccio scuro andava fin dietro la testa, il mantello era grigio e contrastava con le copritrici che apparivano di un marrone sbiadito e molto abraso. Si trattava di un 2cy, ma di quale specie? Quando ho realizzato che non si trattava di un Gabbianello, né di un Mignattino, né di nient'altro che avessi mai visto prima ho preso la guida Collins ed ho cominciato freneticamente a cercare tra i gabbiani quello giusto. Penso che siano stati i minuti più confusi ed agitati della mia carriera di birdwatcher! Alla fine sono riuscito a calmarmi, guardare pian piano la guida e a rendermi conto che quello aveva tutte le carte in regola per essere un... Gabbiano di Franklin!

        Sono rimasto ad osservarlo e fotografarlo per circa mezz'ora, fino a quando un cane randagio che sembrava camminasse sulle acque si è materializzato sugli scogli e nell'oculare del cannocchiale, giusto un attimo prima che tutti i gabbiani volassero via impauriti. Fine del sogno... Ho telefonato a mezzo mondo per comunicare la notizia, anche se, prudentemente, per esultare attendevo conferme da coloro a cui avevo inviato alcuni scatti, conferme arrivate in serata.

        Che dire, una gran bella emozione condivisa il giorno dopo con Giuseppe e Tommy, gli amici "Argonauti". Il Gabbiano di Franklin si è fatto vedere ancora per quattro giorni sempre nello stesso posto, tra corallini e comuni, perfettamente "integrato", quasi fosse uno di loro. Poi è scomparso, forse contagiato anche lui dalla frenesia migratoria del periodo.

        È trascorso quasi un anno, quei pochi scogli affioranti vicini al porto sono un po' meno frequentati a causa di un cantiere navale costruito lì vicino, ma i gabbiani hanno già trovato altri scogli per appoggiarsi, rassettarsi le piume, riposarsi prima di ripartire. Tra un mese cominceranno a passare i corallini e chissà che anche quest'anno non portino con loro qualche graditissimo ospite venuto da molto lontano...



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2005, Quaderni di birdwatching

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