Quaderni di birdwatching Anno VII - volume 13 - aprile 2005

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Titolo
foto 1 - Monachella del deserto (Oenanthe deserti)


Wheatears in Tunisia
Tunisia provides birdwatchers with great opportunities to observe typical North Africa desert species, among which, most notably, wheatears and larks. Eight whetear species are regular in the country; this article describes five of them, which are present year-round: Desert Wheatear Oenanthe deserti, Red-rumped Wheatear O. moesta, Mourning Wheatear O. lugens, White-crowned Black Wheatear O. leucopyga, Black Wheatear O. leucura.


        LA TUNISIA sta rapidamente diventando una delle mete di birdwatching più frequentate dai birder italiani. E a buona ragione: è vicina, economica, meritevole di visita anche da un punto di vista paesaggistico e culturale, ma soprattutto offre la possibilità di osservare quasi tutte le specie tipiche dei deserti nordafricani. Fra queste, spiccano le monachelle (Oenanthe), che assieme alle allodole sono fra gli uccelli tipici del deserto per antonomasia. Otto specie di monachelle e culbianchi sono regolari in Tunisia: il Culbianco (Oenanthe oenanthe) e la Monachella (Oenanthe hispanica) sono nidificanti che lasciano il paese durante l'inverno, mentre il Culbianco isabellino (Oenanthe isabellina) è regolare in migrazione.

        In questo articolo parleremo delle rimanenti cinque specie - quelle più tipiche degli ambienti desertici - che possono essere osservate nel paese tutto l'anno: Monachella del deserto (Oenanthe deserti), Monachella testagrigia (Oenanthe moesta), Monachella piangente (Oenanthe lugens), Monachella testabianca (Oenanthe leucopyga), e Monachella nera (Oenanthe leucura). Durante un recente viaggio di birdwatching in Tunisia, che ha seguito un itinerario abbastanza classico (Medenine-Matmata-Douz, con una giornata passata sulla sterrata che parte dalla strada Matmata-Douz e si dirige verso Ksar Ghilane), il nostro gruppetto italiano (Carmela Cardelli, Andrea Corso e Ottavio Janni) ha avuto la fortuna di essere accompagnato dall'amico Lionel Maumary, bravissimo birder e fotografo svizzero. Le ottime foto di monachelle scattate da Lionel danno il pretesto per questo articolo, che fornisce qualche appunto su dove osservare e come identificare queste monachelle, ma saranno soprattutto le foto a parlare.


Monachella del deserto (Oenanthe deserti)

         Uno dei più classici uccelli del deserto tunisino, può essere osservata un po' ovunque negli ambienti idonei. Durante il nostro viaggio nel deserto l'abbiamo vista in tutti i posti visitati, a partire da Medenine, sia in deserto roccioso che in deserto sabbioso. Molti individui si mostravano estremamente confidenti, anche curiosi: diversi individui si sono avvicinati a noi, come se volessero vedere cosa stavamo facendo. In Tunisia è presente la sottospecie homochroa, leggermente più piccola e con tonalità di piumaggio leggermente più calde della sottospecie nominale, che si trova in Medio Oriente.



foto 2

Monachella del deserto (Oenanthe deserti). Maschio adulto. Strada Medenine-Toujane, Tunisia, 19 gennaio 2005.
Un classico maschio adulto, con le parti superiori color sabbia, e la gola nera. Il nero sulle ali che si unisce con quello sulla gola, e la coda completamente nera, distinguono questa specie dalla simile Monachella (Oenanthe hispanica).


foto 3

Monachella del deserto (Oenanthe deserti), lo stesso individuo della foto 2.
Questa immagine mostra bene la coda quasi completamente nera, con solo una ristretta area bianca alla base delle timoniere esterne. Questa è una caratteristica che contraddistingue la Monachella del deserto in tutte le età; la Monachella testagrigia è l'unica altra monachella ad avere la coda tutta nera.


foto 4

Monachella del deserto (Oenanthe deserti). Femmina, lo stesso individuo della foto 1.
Strada sterrata per Ksar Ghilane, Tunisia, 21 gennaio 2005. La femmina di Monachella del deserto ha pochi caratteri distintivi. Potrebbe essere scambiata per un Culbianco isabellino (Oenanthe isabellina), ma si distingue per le dimensioni minori, becco più esile, struttura più tozza, ali più scure, e la coda tutta nera.


foto 5

Monachella del deserto (Oenanthe deserti). Maschio immaturo. Douz, Tunisia, 20 gennaio 2005.
Questo maschio al secondo anno calendario (nato nel 2004) si distingue da un maschio adulto dal fatto che il nero sulla gola è molto meno intenso, dovuto ai bordi chiari delle piume. La coda appare completamente nera: questo in effetti è una caratteristica della Monachella del deserto, ma attenzione! In una foto come questa, in cui la coda è chiusa, alcune altre specie di monachella con solamente le timoniere centrali nere possono dare l'impressione di avere la coda nera.


Monachella piangente (Oenanthe lugens)

        Assieme alla Monachella del deserto, è la specie più tipica delle zone desertiche tra Matmata e Douz. Abbiamo cominciato a vedere le prime intorno a Toujane, tra Medenine e Matmata, e per il resto del nostro viaggio nel deserto questa elegantissima monachella si è rivelata uno degli uccelli più comuni. In Tunisia è presente la sottospecie halophila. Se nei maschi le differenze di piumaggio fra questa sottospecie e quella nominale - presente in Medio Oriente, con il limite occidentale di distribuzione in Egitto - sono abbastanza limitate (la sottospecie nominale ha più bianco sulle ali, e la slavatura fulva/rossiccia sul sottocoda è un po' più accesa e vivida), le differenze di piumaggio nelle femmine sono molto marcate. Nella sottospecie nominale, maschio e femmina sono molto simili, il colore nero delle femmine è semplicemente un po' meno brillante che nei maschi. Nella sottospecie halophila, le femmine hanno le parti superiori grigio-beige, generalmente (ma non sempre) con la gola ed i lati della testa nerastri. Le ali sono nerastre, e le parti inferiori biancastre. Queste grosse differenze di piumaggio fanno pensare che in realtà halophila potrebbe essere una specie a parte, per la quale l'elevazione al rango di specie separata in futuro non è da escludersi.



foto 6

Monachella piangente (Oenanthe lugens). Maschio. Toujane, Tunisia, 19 gennaio 2005.
Con il suo elegante piumaggio bianco e nero, il maschio di Monachella piangente è inconfondibile nel suo areale tunisino. In nord Africa si rinviene la ssp. halophila da alcuni autori ritenuta specie separata.


foto 7

Monachella piangente (Oenanthe lugens). Maschio. Toujane, Tunisia, 19 gennaio 2005.
Il piumaggio delle Monachelle piangenti giovani e adulte è quasi identico. In questo maschio, il contrasto tra il nero intenso delle parti superiori e delle copritrici con il marrone delle remiganti, alula, e copritrici primarie abrase permette di determinare che si tratta di un giovane al secondo anno di calendario.


foto 8

Monachella piangente (Oenanthe lugens). Femmina. Sterrata per Ksar Ghilane, Tunisia, 21 gennaio 2005.
Questa foto mostra il forte dimorfismo sessuale nella ssp. halophila. Questa femmina, con la gola scura, assomiglia vagamente ad un maschio giovane di Monachella del deserto, ma è facilmente distinguibile dal piumaggio molto più grigio, il disegno della coda completamente diverso, ed il bianco sulla schiena. Inoltre, le femmine a gola scura possono essere scambiate per maschi immaturi di Monachella testagrigiadai quali si distinguono per il differento siegno e colore di coda, groppone e grandi copritrici. Fuori dal Nord Africa, in aggiunta, la femmina a gola nera di Monachella di Finsch è molto simile, ma mostra proiezione alare molto corta con la punta delle primarie che non raggiunge il nero della coda, grigio del mantello più freddo e pulito, fascia nera sulla coda più stretta e altre piccole differenze.


foto 9

Monachella piangente (Oenanthe lugens). Femmina. Sterrata per Ksar Ghilane, Tunisia, 21 gennaio 2005.
Questa femmina con la gola chiara appare abbastanza diversa dalla femmina con la gola scura della foto precedente.


foto 10

Monachella piangente (Oenanthe lugens). Maschio. Sterrata per Ksar Ghilane, Tunisia, 21 gennaio 2005.
Questa foto evidenzia il caratteristico disegno del sottoala, con remiganti chiare e copritrici nere, e quello della coda.


foto 11

Monachella testagrigia (Oenanthe moesta). Maschio, dintorni di Medenine, Tunisia, 19 gennaio 2005.
Tipico maschio, non presente particolari difficoltà di identificazione. Il groppone rossiccio che dà a questa specie il nome inglese di Red-rumped Whetear è sorprendentemente difficile da vedere negli individui posati.


Monachella testagrigia (Oenanthe moesta)

        Nelle zone più desertiche, questa specie era meno comune della Monachella del deserto e della Monachella piangente. La testagrigia era invece la monachella più comune nelle zone aride ma non desertiche, come la zona fra Djerba e Gafsa, ed i dintorni di Medenine, ma l'abbiamo osservata anche sulla sterrata per Ksar Ghilane. In Tunisia è presente la sottospecie nominale.



foto 12

Monachella testagrigia (Oenanthe moesta). Femmina, Douz, Tunisia, 20 gennaio 2005.
Anche la femmina di Monachella testagrigia è caratteristica, la sua testa rossiccia la rende inconfondibile. Anche il rossiccio sul groppone si apprezza bene in questa foto.


foto 13

Monachella testagrigia (Oenanthe moesta). Femmina, Douz, Tunisia, 20 gennaio 2005. Lo stesso individuo della foto 12 in volo.


Monachella testabianca (Oenanthe leucopyga)

        Di tutte le monachelle tunisine, questa è quella maggiormente legata agli ambienti più aridi e desolati, soprattutto se sono presenti gole rocciose. Ne abbiamo visto un solo esemplare, appena fuori Douz, ma la specie è più facile da trovare nella zona di Tozeur e delle gole di Seldja, da noi non visitate. In Tunisia è presente la sottospecie nominale, leggermente più piccola, e con piumaggio nero meno brillante, della sottospecie mediorientale ernesti.



foto 14

Monachella testabianca (Oenanthe leucopyga). Immaturo. Douz, Tunisia, 20 gennaio 2005.
Questo individuo è superficialmente molto simile ad un maschio di Monachella nera. Il disegno della coda è un buon carattere per distinguere le due specie, la Monachella testabianca ha infatti le timoniere esterne completamente bianche. Alcuni giovani però possono mostrare delle punte nere alle timoniere esterne, e quindi essere ancora più simili ad una Monachella nera (sebbene non si noti mai una netta e larga banda nera a T completa). In questo caso le differenze strutturali sono molto utili: come si può vedere in questa foto, la Monachella testabianca è apprezzabilmente più slanciata e meno tozza della Monachella nera, inoltre la testa è più piccola e ben proporzionata.


foto 15

Monachella testabianca (Oenanthe leucopyga), lo stesso individuo della foto 14.
In questa immagine ravvicinata si possono apprezzare ulteriori differenze fra i giovani di Monachella testabianca e la Monachella nera. Innanzitutto, si possono vedere alcune piume bianche sul vertice, che diventerà completamente bianco nell'adulto. Poi, sopratutto sulle copritrici, si può notare che il nero del piumaggio della Monachella testabianca è molto più brillante di quello della Monachella nera. Infine, questo individuo mostra delle timoniere esterne completamente bianche.


foto 16

Monachella nera (Oenanthe leucura). Maschio. Toujane, Tunisia, 19 gennaio 2005.
Una grossa monachella tutta nera, con il sottocoda bianco. La coda mostra il tipico disegno da Culbianco, con le timoniere centrali completamente nere, mentre le timoniere esterne sono bianche con solo le punte nere, formando il classico disegno a T sulla coda aperta. In questa foto si possono apprezzare le leggere sfumature marroni del piumaggio, sopratutto sulle parti superiori, che distinguono la sottospecie syenitica del Nord Africa dalla sottospecie nominale della Penisola Iberica.


foto 17

Monachella nera (Oenanthe leucura). Femmina. Toujane, Tunisia, 19 gennaio 2005.
La femmina di Monachella nera è abbastanza caratteristica: una versione marrone scuro del maschio, con lo stesso disegno della coda.


Monachella nera (Oenanthe leucura)

        La meno "desertica" della monachelle trattate in questo articolo, la Monachella nera è caratteristica delle zone collinari secche e rocciose, anche quelle più vegetate. La sua distribuzione in Tunisia arriva più al nord delle altre monachelle descritte in questo articolo, fino a toccare il Capo Bon. Durante il nostro viaggio, la Monachella nera era particolarmente comune tra Medenine e Matmata, sopratutto nella zona collinare intorno Toujane. In Tunisia è presente la sottospecie syenitica, i cui maschi mostrano delle sfumature brune nel piumaggio assenti nella sottospecie nominale presente nella penisola iberica.


Ringraziamenti

Ringraziamo la nostra compagna di viaggio e osservazioni Carmela Cardelli. Un sentito ringraziamento a Cristiane Maumary, mamma di Lionel, per la gentilissima ospitalità a Djerba.



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2005, Quaderni di birdwatching

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