|
L'esemplare osservato era posato, visibilmente stanco, e interrompeva saltuariamente il sonno per dedicarsi alla pulizia del piumaggio. Presentava il becco piuttosto massiccio e lungo, di colore scuro con punta chiara non sempre visibile, testa piuttosto "squadrata", zampe scure e lunghe. Oltre a queste differenze strutturali, raffrontandolo con i Gabbiani comuni a cui era frammisto, erano apprezzabili altre differenze nel colore del piumaggio e nel disegno alare: dorso colore grigio ardesia, simile ad uno Zafferano della sottospecie graellsii, punte delle remiganti primarie quasi uniformemente nere dovute all'abrasione degli apici bianchi (essendo, questo, un individuo adulto che aveva completato la muta in settembre-ottobre), margine bianco tra il nero delle primarie e il grigio del resto dell'ala e, evidenti, 3-4 piccoli spot bianchi sulla punta delle ali. Il disegno della testa presentava la faccia bianca con una zona sfumata di grigio scuro dietro l'occhio e parte della nuca, probabilmente stava già mettendo il cappuccio nero dell'abito estivo e, ben evidenti, due mezze lune sopra e sotto l'occhio.
Questi elementi distintivi, congiuntamente ad un'attenta consultazione di vario materiale bibliografico (GRANT, 1982; CRAMP & SIMMONS, 1983; BEAMAN & MADGE, 1998; SIBLEY, 2000; JANNI, 2002) mi hanno fatto escludere la confusione con l'unica specie simile: il Gabbiano di Franklin Larus pipixcan, in particolare per il piumaggio di I estate. Il gabbiano da me osservato presentava una nuca più sfumata e soprattutto delle differenze strutturali quali le dimensioni e la lunghezza delle zampe, che ho potuto apprezzare paragonandole con gli altri gabbiani comuni e corallini presenti. Particolare interessante è stata l'osservazione di un anello metallico sulla tibia della zampa destra.
Il giorno successivo, ritornata nel medesimo luogo, ho invano cercato l'animale fino alle ore 11 quando è poi ricomparso in volo posandosi sugli stessi frangiflutti del giorno precedente. L'osservazione, seppur breve, del particolare disegno alare mi ha permesso di convalidare ulteriormente l'identificazione: il sottoala appariva nero diffuso e il margine bianco lungo il profilo inferiore dell'ala era sottile e non raggiungeva la punta, caratteristiche queste diverse dal Gabbiano di Franklin che presenta il sottoala bianco e margine fin sulle remiganti primarie.
Subito dopo cominciai ad effettuare alcune riprese video e fotografiche dell'esemplare raggiunta, qualche ora più tardi, da Roberto Toffoli e Rudy Valfiorito.
Una volta diffusasi la notizia della presenza di un Larus atricilla a Sanremo tramite EBN Italia, molti appassionati birdwatcher sono accorsi nei giorni successivi ed hanno potuto osservare l'esemplare e confermarne l'identificazione. Sono stati effettuati, inoltre, alcuni tentativi di avvicinare il gabbiano tramite pasturazione allo scopo di leggere l'anello e verificarne l'origine, ma tali operazioni non hanno permesso di raggiungere i risultati sperati. L'ultimo avvistamento risale al 29 febbraio.
|
LA CURIOSITÀ
l'anello di metallo del Gabbiano sghignazzante di San Remo
Per molti mesi la presenza dell'anello di metallo fissato alla tibia destra del Gabbiano sghignazzante ha tormentato i sonni dei birdwatcher italiani: si trattava di un soggetto aufugo? Chi ha mai avuto la possibilità di inanellarlo. E dove?
Schemi di inanellamento di questo tipo negli Stati Uniti non ne esistono, ma è intrigante sapere che in Europa è esistita fin dall'inizio una sola traccia, esile, ma unica per le sue peculiarità, che riguarda un Gabbiano sghignazzante inanellato in Germania.
Si tratta di un individuo osservato ripetutamente a Zwillbrocker Venn, Westfalia del Nord, presso una colonia di Gabbiani comuni tra l'11 aprile e il 3 luglio 2001 (Birding World 2001, vol. 14 n. 7) e successivamente catturato e inanellato con un anello di metallo alla tibia destra e uno di plastica sul tarso destro dall'inanellatore tedesco Andreas Buchheim.
Questo individuo era verosimilmente presente a Zwillbrocker Venn già dall'anno precedente (aprile 2000, osservatore Arne Torkler), mentre rimane pura speculazione la possibilità, avanzata dalla prestigiosa rivista Birding World (2004, vol. 17 n.11), che sia lo stesso Gabbiano sghignazzante osservato in precedenza in Spagna e che ha estivato nel Norfolk (UK) nel 1998 e nel 1999.
Dopo un primo passo ottenuto ingrandendo le belle foto di Mauro Brunetti, il 19 dicembre 2004, e dopo altri diversi tentativi, quattro birdwatcher di EBN Italia (M. Azzolini, G. Motta, E. Critelli e U. Mellone) sono riusciti ad avvicinare il gabbiano ad una distanza tale da leggere l'anello con l'ausilio di un cannocchiale e a confermarne l'esatta identità. Sì, si tratta proprio di "Atze", il Gabbiano sghignazzante inanellato in Germania! L'inanellatore ha confermato che nell'estate 2004, "Atze" non è però ritornato alla colonia di Gabbiano comune di Zwillbrocker Venn, come aveva fatto in precedenza, e i suoi movimenti rimangono pertanto sconosciuti.
la redazione
|
|
|
|
Specie nordamericana, il gabbiano sghignazzante ha una distribuzione prevalentemente costiera, nidificando su tutta la costa atlantica del nord America, dalla Nuova Scozia alla Florida, sull'intera costa del Golfo del Messico e quasi ovunque nei Carabi. Nidifica anche sul Pacifico, lungo le coste nord occidentali del Messico. Migratore di corto e medio raggio con popolazioni che si spingono a svernare sulla costa del Pacifico fino al Perù e sulla costa atlantica fino a nord del Brasile. La popolazione è attualmente stimata in circa 400.000 coppie (DEL HOYO et alii, 1996).
Nel Paleartico occidentale è una specie rara ma regolare con la maggior parte delle segnalazioni provenienti dalle coste atlantiche della Gran Bretagna e Francia. Fino al 2001 erano note 96 segnalazioni in Gran Bretagna, 22 in Francia, 23 in Spagna, 3 in Portogallo, 4 a Gibilterra, 1 nelle Azzorre, 4 in Olanda, 1 in Belgio, 4 in Germania, 9 in Islanda, 3 in Norvegia, 3 in Danimarca, 5 in Svezia, 1 in Finlandia, 1 in Austria, 1 in Grecia, 1 alle Canarie, 6 in Marocco (OLSEN & LARSSON, 2003). E' interessante notare che un individuo del II inverno, non inanellato, è stato osservato in Camargue, Etang de Vaccarès, dal 17/07/03 al 04/09/03 e alle foci del Var (Nizza) dal 04/10/2003 al 06/10/2003.
E' probabile che le segnalazioni di Gabbiano sghignazzante nel bacino del Mediterraneo siano relative ad individui che transitano attraverso lo stretto di Gibilterra, nonostante le sole quattro segnalazioni per quest'area, come indicherebbero le più numerose osservazioni di laridi neartici (Larus atricilla, L. pipixcan, L. delawarensis) lungo la costa mediterranea della Spagna (BONACCORSI, 2002).
In Italia è considerata specie accidentale, in precedenza vi era una sola segnalazione omologata: un individuo al primo inverno fotografato a Modica (RG) il 7 dicembre 1996 (BRICHETTI, ARCAMONE & COI, 1998). L'osservazione di Sanremo è quindi la seconda osservazione italiana e la prima per la regione Liguria (COI, 2004). Sono poi stati segnalati due individui di Gabbiano sghignazzante l'8 aprile 2004 a Bocca d'Ombrone (GR), un adulto e un giovane del primo anno, ma l'osservazione è in attesa di omologazione da parte della COI (L. Vanni/EBN Italia).
|