Quaderni di birdwatching Anno VII - volume 14 - ottobre 2005

Clip dal campo
Titolo
testo e filmato di Luciano Ruggieri

        QUESTA CLIP si riferisce alla mia prima osservazione del folletto delle nevi: l'ineffabile Pernice bianca. Documenta, quindi, quello che nel gergo dei birdwatcher si chiama lifer. E' il 24 maggio 2003, siamo riuniti in Alto Adige, nel Parco Naturale Fanes - Senes - Braies, in occasione dell'annuale meeting di EBN Italia e davanti a noi si apre la grande conca glaciale dell'anfiteatro delle marmotte.

        - Ma come! Dopo vent'anni che vai in montagna non hai mai visto una Pernice bianca? -
        - No, veramente no. L'ho sentita in canto in Valle d'Aosta, ho trovato una piccola piuma su una cresta rocciosa a oltre 2300 metri di quota, ma non l'ho mai vista -


Pernice bianca Lagopus muta
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        Osservare una Pernice bianca alle ore 14,30 è una cosa insolita, perchè le ore migliori sono senz'altro quelle dell'alba, ma noi dobbiamo fare di necessità virtù. - E un po' tardi - dice la nostra guida. E in quel "un po'" c'è eufemisticamente tutta la nostra speranza. Poca, appunto.

        Dopo una lunga ricerca e un'ora di cammino, le nostre aspettative sembrano infatti naufragare; l'area è molto ampia, il sole è bello alto e c'è anche vento, allorquando da una zona di roccioni sentiamo cantare un maschio!

        Gra gra gra - Gra gra gra. Il canto della Pernice bianca è un suono veramente strano, del tutto inusuale per un ambiente alpino: sembra una rana!

        Ci immobilizziamo e cerchiamo di capire bene da dove provenga. Non si vede assolutamente niente. Avanziamo tenendoci al riparo delle rocce, cercando di avere un approccio non diretto al luogo. Avanzando carponi ci portiamo proprio alle spalle della zona da cui proviene il suono e ci fermiamo. La Pernice bianca è posata sul terreno, al riparo di una piccola roccia. E' immobile, sembra essa stessa una protuberanza rocciosa. La guardiamo con i binocoli, per un attimo gira la testa triangolare come un periscopio, ma non si invola: il mimetismo è la sua arma migliore.

        La osserviamo per un quarto d'ora, poi togliamo il disturbo, scivolando via tra le rocce.



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2005, Quaderni di birdwatching

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