Quaderni di birdwatching Anno VII - volume 14 - ottobre 2005

Hotspots

Titolo
Po di Venezia - foto Emiliano Verza


Venetian Po Delta: Porto Viro and Porto Tolle
A classic itinerary for a birdwatching trip, or just for a sightseeing trip, this area offers very typical landscapes and the opportunity for year-round great birding. Of course, herons, waders and gulls are very abundant; ducks are present in the thousands in winter. Also, quite common are, among others, Greater Flamingo Phoenicopterus roseus, Eurasian Oystercatcher Haematopus ostralegus, Pygmy Cormorant Phalacrocorax pygmaeus. In some of the lagoons, more than 20 species of waders (often including some rarities) can be seen at the same time. For instance, in early summer 2005 Boccasette hosted several unusual birds, among which a Terek Sandpiper Xenus cinereus, and even a Greater Sand Plover Charadrius leschenaultii, the second ever for Italy (pending acceptance by COI).


        ITINERARIO CLASSICO per un'escursione ornitologica o anche semplicemente paesaggistica nel Delta del Po: ambienti del tutto caratteristici, in buona parte visibili dalla strada, una fauna che non delude mai in qualità e quantità, possibilità di incontri "molto interessanti". Questo ampio settore del Delta veneto racchiude in sé tutte le tipologie ambientali peculiari delle foci di un fiume, ed offre angoli di natura ancora "selvaggia". Percorrendo idealmente l'area dall'entroterra al mare, si incontrano dapprima i tre rami del Po che la cingono quasi completamente.


Po di Maistra - foto Emiliano Verza


Valle Ca' Zuliani - foto Emiliano Verza

        A nord il Po di Levante, antico ramo ora snaturato e destinato al traffico marittimo. A sud il ramo principale di tutto il Delta, il Po Grande o di Venezia, largo centinaia di metri: anche se rinforzato con possenti argini incute ancora timore e rispetto nei mesi di piena (qualche anno fa ha dissolto in una notte un'isola fluviale). Vasti tratti delle sue sponde sono occupati da golene, ovvero casse di espansione laterale: laghetti e chiari che si aprono tra i salici e i pioppi un tempo coltivati a riso; la più conosciuta è senz'altro la golena Madonnina in località Ca' Cornera. Al centro del fiume si formano effimere lingue di sabbia affioranti o imponenti isole boscate, zone di sosta ideale per gabbiani e sterne. Centralmente, a separare le valli di Porto Viro da quelle di Porto Tolle, serpeggia lo splendido Po di Maistra, tortuoso ramo senile, il più selvaggio e affascinante. Molte le golene che lo costellano, quasi sempre poco accessibili, se non con piccole barche o meglio con canoe; tra queste il Lago di Ferro che ospita tra canneti e salici la più vasta garzaia del Delta veneto, o l'incile del fiume (cioè all'inizio), una vera e propria foresta allagata, ambiente assai raro. Sulla sponda destra si trova la più famosa Golena Carpano, un sito d'importanza internazionale per l'avifauna, però di difficile accesso: ospita un'imponente roost di Cormorani, Marangoni minori ed ardeidi, e in inverno decine di migliaia di anatre. Accessibile al pubblico è invece la Golena di Ca' Pisani, attrezzata per il birdwatching.

        Proseguendo il nostro viaggio ci addentriamo nel grande complesso delle valli da pesca: ex-lagune ora gestite per l'allevamento ittico e la caccia agli acquatici, con livello idrico, salinità e geometria interna controllati dall'uomo. L'acqua è salmastra, poco profonda, e suddivisa in grandi laghi centrali e anguste peschiere da un'infinità di barene ed arginelli molto graditi dall'ornitofauna. Si estendono per migliaia di ettari, tutte private e difficilmente accessibili; fortunatamente le cosiddette "vie delle valli" s'insinuano fra molte di esse, rendendone visibili settori significativi. Tra le più note ai birdwatcher si ricordano le valli Ca' Pisani, Bagliona, Scanarello, Chiusa e Ca' Zuliani.

        A fare da cuscinetto tra le fragili terre del Basso Polesine e un mare sempre più invadente, troviamo un paesaggio orizzontale e struggente: sacche, lagune e scanni. Le lagune, soggette a marea, sono orlate da sottili lingue sabbiose dalla geometria incerta, spazzate dal vento e occupate da poche piante pioniere, gli scanni. In questo settore incontriamo gli scanni Cavallari, Palo o Boccasette, e Gallo, sempre più aggrediti da erosione e inconsapevoli bagnanti. Le lagune che li ospitano sono la Cavallari, la Vallona e la Barbamarco. Vaste terre di bonifica si estendono ad ovest delle valli (ex-Valle Mea), piatte estensioni coltivate in modo intensivo, in grado però di attrarre al passo o in inverno interessanti migratori. Infine, un microambiente artificiale offre incontri interessanti: sono le vasche dello zuccherificio Eridania di Porto Viro, ai piedi della SS Romea e dell'argine del Po di Venezia.


 QUALI SPECIE SI POSSONO OSSERVARE

        Essendo l'area di straordinaria valenza ambientale, ospita tutto l'anno grandi quantità di uccelli, soprattutto acquatici: immancabili gli ardeidi e i laro-limicoli, ma anche rapaci e Passeriformi a seconda delle stagioni. Presenze ormai familiari sono il Fenicottero e il Marangone minore. Il primo si distribuisce soprattutto nelle valli Ca' Pisani, Sacchetta e Canocchione-Moraro, con numeri elevati soprattutto in primavera ed autunno (fino a 5.000 individui); si tratta soprattutto di giovani, nati perlopiù a Comacchio e in Sardegna, ma anche in Francia e Spagna. Tra questi ha fatto la sua comparsa nel febbraio 2005 anche un Fenicottero minore. Il secondo ha colonizzato il Delta veneto a partire dal 2001, e ha raggiunto in pochissimi anni picchi anche di 2.000 individui; utilizza il Po di Maistra come roccaforte (è possibile osservarlo ad esempio nella golena iniziale del fiume), e le valli circostanti per alimentarsi.

        Nel periodo primaverile ed estivo peculiarità dell'area sono senz'altro le colonie di Caradriformi, con migliaia di coppie appartenenti anche a specie di particolare interesse conservazionistico. Il grosso si concentra all'interno delle valli da pesca, su isolotti, barene, botti da caccia ed arginelli. Molto importante è la nidificazione di centinaia di coppie di Fraticello, la cui popolazione è letteralmente crollata negli ultimi anni, e del Fratino, oramai molto rarefatto. è per il momento l'unica area di nidificazione della Sterna zampenere, che ha toccato anche le 240 coppie, e della Pernice di mare, insediatasi nel 2004; è inoltre nuovo sito per il Gabbiano corallino. Innumerevoli le Avocette, i Cavalieri d'Italia, le Sterne comuni, le Volpoche e i Falchi di palude. Le valli, ma soprattutto gli scanni, restano le roccaforti della Beccaccia di mare, vera star del Delta veneto, con una popolazione complessiva di circa 100 coppie. Tra i siti più indicati per apprezzare le colonie si consigliano le valli Bagliona, Scanarello e Chiusa; per osservare bene il Cavaliere d'Italia si consigliano invece le vasche dello zuccherificio, e per la Sterna zampenere le golene del Po. Un'atmosfera del tutto particolare ha la garzaia del Po di Maistra, situata in una boscaglia allagata, impossibile però da osservare se non in barca (ma sconsigliato, per il disturbo potenziale alla nidificazione). Niente paura: sostando sull'argine sinistro del Po di Maistra, circa a metà di Valle Ca' Pisani, sarete esattamente sotto la linea di volo degli ardeidi intenti a portare cibo ai nidi: Garzetta, Sgarza ciuffetto, Nitticora, Airone guardabuoi, Airone rosso, ecc... La golena di Ca' Pisani in Po di Maistra, attrezzata per il birdwatching, ospita tra canneti e salici specie molto interessanti, tra cui Lodolaio e Basettino, nidificanti. Tutta l'area è inoltre interessata dalla presenza dell'Albanella minore in caccia, che nidifica però solo sugli scanni.


Gambecchio frullino, Fratino, Piovanello comune a Boccasette
filmato di Andrea Tarozzi - doppio clic per far partire la clip


Topini - foto Giacomo Sgorlon

        All'epoca del passo però tutto diventa possibile, essendo l'area zona di sosta preferenziale soprattutto per anatidi, limicoli e rapaci. In particolare, valli come la Chiusa a Boccasette e la foce del Po di Maistra offrono spettacoli di oltre 20 specie di limicoli insieme, tra cui vanno ricordati l'Albastrello, il Gambecchio frullino e il Piovanello maggiore. Autentiche rarità hanno suscitato un pellegrinaggio di birdwatcher nell'estate del 2005, tra cui un Piro piro del Terek ed un Corriere di Leschenault (segnalazione in attesa di conferma COI). Le golene del Po di Venezia rappresentano inoltre un sito strategico per la migrazione pre-nuziale della Pittima reale. Anche le sterne sono solite sostare in questo sito: la Sterna maggiore sulle isole del fiume e il Mignattino alibianche nelle vasche dello zuccherificio. Per i rapaci vanno sicuramente ricordati il Falco pescatore, presenza praticamente fissa nell'area, ma anche specie quali l'Albanella pallida, il Grillaio, l'Aquila di mare ed il Gufo di palude. Notevole anche il passaggio nell'area di Falchi cuculi.

        Percorrendo in auto la via delle valli, sostando sul bordo di una laguna o sull'argine del Po, ogni tipo di incontro diventa possibile. Negli ultimi 3-4 anni molte sono state le segnalazioni di rilievo, tra cui: Cicogna nera, Ibis sacro e Mignattaio lungo il Po, Gru nei coltivi (unica zona di sosta), Astore, Piro piro boschereccio e Mignattino piombato svernanti, Airone schistaceo, Gabbiano roseo e Mugnaiaccio nelle Valli, Airone bianco maggiore presunta ssp. modesta, Labbo in laguna, ecc... Una nota di colore: a fine estate nuvole di Topini "gravano" sui fili elettrici di Boccasette!

        In inverno decine di migliaia di uccelli acquatici occupano valli e rami del Po, facendoli diventare zona umida d'importanza internazionale (convenzione di Ramsar). Impressionante la quantità di anatidi, che ammantano di brunastro i laghi salmastri e le golene: in valle migliaia di Fischioni (fino a 50.000), Mestoloni e Germani reali, nelle lagune gli Smerghi minori, nel Po le Alzavole, le Canapiglie (fino a 2.000), le Morette e i Moriglioni (fino a 3.000). Tale presenza è ovviamente interessata da un'attività venatoria intensa, esercitata soprattutto il sabato, che ha in questo settore del Delta una delle sue zone più "calde". Anche tra gli anatidi è abbastanza frequente imbattersi in rarità, concentrate quasi tutte al riparo nel fiume (tutti i rami del Po sono a Parco dal 1997): Pesciaiola, Moretta tabaccata, Moretta grigia, Fistione turco, Smergo maggiore, Quattrocchi, Casarca, Oca lombardella, ma sopra tutti il Gobbo rugginoso (marzo 2004). Per godersi questo spettacolo è sufficiente percorrere la via delle valli: a sinistra valli come la Ca' Pisani, a destra il Po di Maistra. Lagune e valli più "marine" sono inoltre zona di frequenti segnalazioni di strolaghe e svassi, tra cui il collorosso e il cornuto.

 ITINERARI, ZONE DI SOSTA, CONSIGLI


Scanno Palo - foto Emiliano Verza

        A differenza di altri, questo itinerario garantisce sempre un "minimo sindacale" di specie da osservare, grazie all'eterogeneità dei suoi ambienti. Ovviamente i quantitativi più elevati si hanno da novembre a febbraio, mentre la maggior varietà da aprile a giugno e da agosto a ottobre. Purtroppo molte zone significative sono (per il momento) chiuse al pubblico, come molte valli e alcuni tratti del Po di Maistra. Questa zona è tra quelle che in assoluto avrebbe bisogno di un massiccio birdwatching ed eco-turismo (peraltro già in aumento), per sostituire altre attività economiche molto più impattanti (bracconaggio, balneazione incontrollata, scellerati progetti industriali ed idraulici).

        Consigli per il birdwatching: se si decide di iniziare la giornata lasciando la S.S. Romea a Porto Viro, è consigliabile percorrere la strada arginale del Po anziché quella tra i campi. All'incile del Po di Maistra, in sponda sinistra, si trova una piccola golena dotata di torretta in cemento proprio di fronte ad un roost di Marangone minore; un po' più avanti, oltre il bosco allagato, si apre invece la golena attrezzata di Ca' Pisani, bella da fuori, ma visitabile anche all'interno (per orari e tariffe: 0426 372202).

        Circa a metà di via delle valli di Porto Viro si trova una piccola piazzola di sosta con una scaletta che permette di osservare Valle Scanarello; più avanti una prima torretta e poi una seconda (al momento pericolante perché danneggiata) per osservare Laguna Vallona a destra e le valli a sinistra, in particolare la Bagliona con le sue colonie di Caradriformi e spesso i Fenicotteri. Unico punto di ristoro lungo questa strada sono i bar e i due ristoranti di Porto Levante e Marina di Porto Levante, oppure si consiglia a Ca' Venier l'ottimo bar-ristorante "Dai Valligiani".

        Un nuovissimo ponte di barche consente poi di scavalcare il Po di Maistra nella sua parte terminale e di passare da Scanarello a Boccasette, per raggiungere la Foce del Po e lo Scanno Palo (collegato alla terraferma da un ponte), ottime zone per limicoli, sterne e gabbiani. Punti di ristoro a Boccasette.

        Da Pila invece partono solitamente i battelli per l'esplorazione delle foci del Po, uno splendido itinerario d'acqua. Anche il Po di Maistra è visitabile in barca, partenza da Ca' Tiepolo (escursioni nautiche: 0426 380314).


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2005, Quaderni di birdwatching

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