Quaderni di birdwatching Anno VII - volume 14 - ottobre 2005

Accidentali

Titolo


A Great White Pelican at Isola della Cona
On May 13, 2005 a sub-adult Great White Pelican Pelecanus onocrotalus was seen at Isola della Cona (North-Eastern Italy). Even more interesting, a Great White Pelican, very likely the same individual, had been reported on May 8 near Ravenna and on May 11 near Venice (both sites along the Adriatic coast of Italy), and was spotted again on May 15 at the Neusiedler See. So, it appears that a network of independent observers followed the migration of this bird. There have been three more reports of Great White Pelican in Italy in 2005, and all were in Tuscany (Western Italy) in January.


        VENERDÌ 13 MAGGIO 2005, all'Isola della Cona, nell'ambito della Riserva Naturale della Foce dell'Isonzo (Gorizia), si è posato nell'acqua poco profonda proprio di fronte al Centro Visite ed ha poi sostato a lungo un esemplare di Pellicano comune (o Pellicano bianco Pelecanus onocrotalus) una specie che da oltre quarant'anni non veniva segnalata sul territorio del Friuli Venezia Giulia.

        Il rarissimo animale, osservato per primo dal tecnico faunistico regionale Fabrizio Florit, ha pernottato sul posto per allontanarsi poi il giorno successivo quando il sole ormai alto (verso le 10) aveva creato le condizioni ideali per un nuovo volo, presumibilmente alla ricerca del cibo, con la formazione di quelle correnti termiche ascensionali che sono indispensabili per gli spostamenti aerei dei grandi planatori. Dal popolare osservatorio della "Marinetta" è stato possibile ammirarlo a lungo e molto bene, attorniato da decine e decine di altri uccelli, tra cui sei Spatole ed un Marangone minore, oltre a Cigni reali, Oche selvatiche, Aironi bianchi maggiori e molte altre. Si trattava chiaramente di un soggetto in abito di sub-adulto, con le parti inferiori vagamente salmonate ed i caratteristici spazi nudi nella regione oculare, del tutto simile ai pellicani che si possono ancora osservare sul delta del Danubio o in qualche zona limitata dell'Albania o della Grecia, per non parlare della Turchia o dell'Africa. L'esemplare in questione è probabilmente lo stesso osservato in volo domenica 8 maggio da Stefano Volponi presso Ravenna e forse giovedì 11 in Valle Averto, a sud di Venezia.

        Notevole anche il fatto, segnalato da Paul Tout su EBN Italia a seguito di una comunicazione di S. Pfaff, che il giorno successivo al suo involo dalla Cona un esemplare di Pellicano comune è stato avvistato sul Neusiedler See, episodio difficilmente attribuibile ad una mera coincidenza. Complessivamente si tratta, secondo il mio punto di vista, della dimostrazione di due circostanze positive: che al giorno d'oggi c'è chi osserva con passione gli animali selvatici anche in Italia (e sa prontamente riconoscerli) e che un soggetto così grande e prezioso riesce a percorrere indenne (cosa impensabile fino a pochi anni or sono) una distanza tanto grande!



Sopra e sotto: il Pellicano comune con alcune Spatole juvv


        Questa specie, un tempo presente e nidificante anche in Italia, è stata infatti lungamente perseguitata e letteralmente spazzata via a seguito di autentiche spedizioni punitive che venivano organizzate nei confronti degli uccelli ittiofagi, da molti ingiustamente considerati animali "nocivi". Sono note infatti varie testimonianze antiche relativamente alle zone umide della Puglia, dove Federico di Svevia Hohenstaufen andava a caccia coi suoi falconi nel dodicesimo secolo dopo Cristo.

Le segnalazioni di pellicani sulla lista EBN Italia dal 2001 ad oggi non sono state così sporadiche, ma si trattava spesso di individui verosimilmente sfuggiti dalla cattività, quasi sempre Pellicani rossicci (Pelecanus rufescens) o Pellicani ricci (Pelecanus crispus), oppure di individui mal osservati per cui era difficile l'identificazione (SIGHELE M., 2001-2005: Fotonotizie. QB, 6-8, 10, 13).
Per quanto riguarda il Pellicano comune, tra le osservazioni più recenti nella zona dell'Adriatico ve ne sono 3 pugliesi: nel 1993 (MOSCHETTI G., SCEBBA S. & SIGISMONDI A., 1996: Check-list degli Uccelli della Puglia. Alula, 3: 28-36), nel 1996 e nel 2000 (BRICHETTI P. & FRACASSO G., 2003: Ornitologia Italiana Vol. 1. Perdisa Ed., Bologna). Su EBN Italia è stato segnalato numerose volte un individuo a Valle Santa (FE) tra l'agosto del 2000 e l'agosto del 2002. In questo periodo un individuo (lo stesso?) è stato osservato anche nel Delta del Po veneto e più volte nel modenese.
A parte quella di questo articolo, le più recenti segnalazioni su EBN Italia risalgono al gennaio 2005 in Toscana: a Prato l'11 (M. Caciolli), nel Pistoiese il 18 (A. Rivola), all'Oasi di Burano (GR) il 30 (F. Cianchi).

a cura di Maurizio Sighele

         Altre testimonianze, ben più recenti, indicano la presenza di colonie di questi uccelli nelle lagune presso Cervia, nel Ravennate, dove nonostante le persecuzioni i pellicani sopravvissero almeno fino al XVII sceolo. Di essi è rimasta traccia in parecchie raffigurazioni e negli idiomi locali. I pellicani venivano infatti chiamati "cofani" in Puglia e "groti" nell'Alto Adriatico, una voce quest'ultima che deriva presumibilmente dal latino guttur (= gozzo), per il caratteristico "guadino naturale" di cui sono dotati alla mascella inferiore e che utilizzano abilmente per catturare il pesce.

        Ma in tempi recenti questi uccelli avevano pressocchè disertato la penisola italiana e i pochi stormi che vi giunsero in passato hanno quasi sempre fatto una brutta fine.

        Nel Friuli Venezia Giulia l'ultima osservazione nota, probabilmente riferibile a tale specie (e non al Pellicano riccio o al rossiccio) risale agli anni 60 e si riferisce proprio alla foce dell'Isonzo dove un piccolo stormo di questi uccelli fu osservato a distanza dall'appassionato cacciatore e, per l'epoca notevolissimo esperto, Corrado Poles. In precedenza ancora risulta noto un solo soggetto, anch'esso parte di uno stormo, che fu peraltro abbattuto nella laguna di Grado nel lontano nel lontano 1872 e che finì poi in una collezione locale (collezione Fabris di Begliano), come riportato dal monfalconese Bernardo Schiavuzzi nel 1883.

        Il ritorno, sia pur per ora solo episodico, di questa rara specie proprio nella Riserva Naturale della Foce Isonzo, dove la Regione e il Comune di Staranzano si sono impegnati a fondo nella ricostruzione di habitat palustri di grande pregio, nonchè, guarda caso, esattamente di fronte all'edificio dedicato al birdwatching, è forse la migliore dimostrazione del fatto che, nonostante i numerosi segnali negativi, è ancora possibile ottenere grandi risultati nel caso della conservazione quando gli sforzi sono chiaramente orientati nella direzione della tutela dell'ambiente e delle specie in via d'estinzione.



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2005, Quaderni di birdwatching

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